2019/03/18

Empatia, odio ed equilibrio affettivo

Il concetto di empatia (https://it.wikipedia.org/wiki/Empatia) viene normalmente usato con una connotazione positiva. Infatti, quando si pensa all’empatia si fa di solito riferimento alla percezione e al rispecchiamento di sentimenti altrui come la gioia e la sofferenza. Ma che succede quando la persona che ci sta di fronte prova sentimenti di odio o di disprezzo verso una certa cosa, una certa persona o una certa categoria di persone?

2019/03/17

Cosa è importante nell'interazione tra due persone

Nell'interazione tra due persone le cose più importanti sono:
  • Le rispettive mappe cognitivo-emotivo-motive
  • Le differenze e le somiglianze tra tali mappe
  • Le risposte cognitivo-emotive-motive di ciascuna persona agli stimoli esterni e interni
  • I possibili tipi di interazione:
    • cooperativa
    • competitiva
    • rituale
    • ludica
    • evitante

Competere per cooperare

A volte uno compete con X per cooperare con Y.

Perché X non può avere ragione

Il mio inconscio ragiona così: X non può avere ragione perché, se l'avesse, dovrei odiare chi amo, disprezzare chi apprezzo e ammettere di essere stupido, di aver sbagliato, di essere colpevole, di aver costruito la mia visione del mondo su fondamenta inconsistenti.

Combinazioni di mappe cognitivo-emotivo-motive

Quando due persone interagiscono, il risultato dell'interazione dipende soprattutto dalla speciale combinazione delle loro mappe cognitivo-emotivo-motive.

Ammirazione e giustificazione

Quando si ammira un autore si trova sempre il modo di giustificare e di valorizzare ciò che ha scritto.

Sciocchezza, bellezza, saggezza

Una sciocchezza ben vestita e ben truccata può passare per una perla di saggezza. La bellezza aiuta a vendere e a convincere.

Conoscenza e comprensione

Non si può capire ciò che non si conosce.

2019/03/16

Ricetta della felicità

La felicità è possibile
e la ricetta è questa:
liberarsi e liberare,
capire ed essere capiti,
amare ed essere amati,
comunicare e cooperare,
e insieme giocare col caso.

Scegliere i propri padroni

Occorre liberarsi dai padroni che ci sono stati imposti da bambini, per scegliere liberamente e consapevolmente nuovi padroni a cui affidare la nostra anima.

2019/03/15

Conversazione e contesti condivisi

Quando due umani conversano, le loro espressioni verbali e non verbali sono sempre semanticamente riferite ad un comune contesto cognitivo, morale ed estetico, ovvero a forme, norme, significati e valori condivisi tipici della comunità di appartenenza. Più scarso è il contesto condiviso, più povera, difficile, faticosa e sgradevole è la conversazione.

2019/03/14

Criteri di scelta

Per stabilire se ci conviene investire il nostro tempo in una certa attività piuttosto che in un'altra, facciamoci alcune domande come le seguenti per ciascuna opzione:

Sapere e dire

Spesso diciamo ciò che non sappiamo e non sappiamo ciò che diciamo.

Capire ed essere capiti

Se gli altri non ti capiscono, cerca tu di capire loro.

La logica non è una scienza esatta

La logica non è una scienza esatta se le parole che essa usa non hanno un significato univoco e universalmente condiviso.

Comprensione e diversità

Se vuoi essere capito e accettato dagli altri, non devi essere troppo diverso da loro.

Homo falsus

A mio avviso, l'uomo è, consciamente o inconsciamente, fondamentalmente falso in quanto ignora, nasconde, dissimula e mistifica alcune sue importanti motivazioni verso gli altri, specialmente se sono censurate dalla comunità di appartenenza.

2019/03/13

Non si può non giudicare

Di fronte ad una affermazione, chi l’ascolta reagisce sempre con un giudizio (o pregiudizio) automatico, conscio o inconscio, che può essere cognitivo e/o affettivo.

2019/03/12

Il buono, il bello e il vero

Il buono, il bello e il vero raramente coincidono.

Siamo uguali o diversi?

Siamo tutti diversamente uguali.

Cooperazione e competizione

A mio parere, le interazioni sociali sono animate da due motivazioni fondamentali: cooperazione e competizione. Esse possono essere più o meno consce o inconsce e di intensità variabile. A volte prevale la prima, altre volte la seconda. Nella nostra società la prima è normalmente esaltata e palese, la seconda censurata, nascosta o mascherata. La prima può essere del tutto assente, la seconda quasi mai.

Verità spietata

Un proverbio dice che "il medico pietoso fa la piaga puzzolente". Lo stesso si potrebbe dire del filosofo e dello scienziato in cerca della verità, perché questa non ha nulla a che vedere con la pietà, né con la bontà, né con la bellezza.

L'uomo e i computer

I computer non viventi sono estensioni di menti umane, come qualsiasi altro oggetto o forma culturale (che oggi chiamiamo "meme"). Infatti non esistono computer non viventi che non siano stati prodotti dall'uomo. I computer viventi sono invece i sistemi nervosi di piante e animali ottenuti per selezione naturale o per selezioni e modifiche genetiche operate dall'uomo.

Persone superiori

Le persone superiori sono quelle che non sentono il bisogno di dimostrare di avere ragione o di essere superiori, nemmeno quando avrebbero le prove e gli argomenti per dimostrare le proprie maggiori capacità, in certi campi, rispetto a certe altre persone.

2019/03/11

Vita e possesso

La mia vita non mi appartiene, io le appartengo.

2019/03/10

Sulla cosiddetta dimensione spirituale

Mi pare che l'aggettivo "spirituale" venga generalmente usato in senso negativo, ovvero come ciò che non è materiale, non è fisico, non è logico, non è scientifico, non è informazione, non è tangibile, non è dimostrabile, non è misurabile se non nei suoi effetti sentimentali. Insomma, qualcosa di "altro" e diverso rispetto da ciò che conosciamo.

Libertà e solitudine

Libertà e solitudine crescono di pari passo.

La natura dell'immateriale

Ciò che definiamo come "immateriale" è, a mio parere (e anche secondo Gregory Bateson), "informazione" e le relazioni causali e strutturali tra l'informazione (cioè l'immateriale) e la materia (e/o energia) possono essere studiate scientificamente e filosoficamente. Il pensiero, i sentimenti, la coscienza, la volontà, le relazioni e le interazioni tra esseri viventi sono basati su informazioni (inconsce e consce) oltre che su entità materiali o fisiche.

2019/03/09

Politica e sincerità

Se i politici fossero sinceri, pochi li voterebbero.

Mistificatori e demistificatori

I filosofi si dividono in mistificatori, demisitificatori e ibridi (mistificatori e demistificatori).

Spirito, anima ecc.

A parer mio, spirito", "spirituale", "anima" sono parole senza senso a cui ognuno dà il senso e il significato (inevitabilmente soggettivo) che desidera e che gli conviene, per cui è difficile discuterne, e probabilmente i loro fautori non desiderano farlo. Desiderano piuttosto diffonderle, celebrarle e ammantarsene. Sono come stendardi religiosi, bandiere del mistero, e le bandiere non si discutono.

2019/03/08

Meditazione cibernetica

In questo articolo propongo uno speciale tipo di meditazione da me inventato, a cui ho dato il nome di "meditazione cibernetica". L'aggettivo "cibernetica" si riferisce ad un approccio cibernetico (o sistemico) alla conoscenza della natura umana.

Gli algoritmi del cuore

Non so cosa intendesse esattamente Pascal dicendo che “il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce”. Da parte mia, io intendo le “ragioni del cuore” come delle logiche in senso informatico, ovvero algoritmi, che involontariamente e inconsciamente determinano le nostre emozioni, i nostri sentimenti e le nostre motivazioni, e in particolare gioie e sofferenze a seconda delle situazioni, e attrazioni e repulsioni verso particolari persone, oggetti, idee, azioni, messaggi ecc.

2019/03/07

Necessità, virtù e difetti

L'uomo fa di necessità virtù, e di virtù difetti, specialmente quando le virtù non sono necessarie.

Antipatia dei migliori

A mio avviso, le competizioni più diffuse e importanti tra gli umani, da quando esiste la cultura, sono quelle intellettuali ed etiche. Intendo dire che ognuno cerca di occupare la posizione più alta che gli è possibile nelle gerarchie dell'intelligenza e della morale, e a tale scopo e in tali campi cerca di mostrarsi per quanto possibile non inferiore rispetto agli altri membri della comunità di appartenenza.

Psicologia del sospetto

Psicologia del sospetto è il nome che vorrei dare alla psicologia che più mi interessa, quella che studia le vere motivazioni del comportamento umano a dispetto di quelle che gli umani affermano, che sono quasi sempre false, mistificate, incomplete, fuorvianti, deformate ecc. per nascondere la meschinità e la miseria di quelle vere, che sono ben nascoste nell'inconscio.

Umorismo e stupidità

Ridiamo quando qualcuno che sembrava stupido si rivela improvvisamente intelligente, o viceversa. Smettiamo di ridere quando quello che sembrava intelligente e si è rivelato improvvisamente stupido siamo noi.

2019/03/05

Una piccola dissertazione di teologia (di Hermann Hesse, da "Il mio credo")

"Oggi, mettendo insieme pensieri e appunti di anni diversi, redigerò alcune tesi nelle quali metterò in correlazione due delle mie idee predilette:
l’idea che mi sono fatta dei tre gradi del divenire umano, e l’idea dei due tipi fondamentali di umanità.

{1} La prima di queste idee è per me importante, anzi sacra: è semplicemente la verità. La seconda è del tutto soggettiva e, come spero, non sarà da me trattata con maggiore serietà di quanto meriti; tuttavia mi è stata assai utile nella osservazione della vita e della storia.


La via del divenire umano comincia con l’innocenza (il paradiso, l’infanzia, il limbo dell’irresponsabilità). Da qui in avanti essa procede in direzione della colpa, della conoscenza del bene e del male {7} verso le esigenze della cultura, della morale, della religione, dell’ideale umanità. Chiunque passerà seriamente, da autonomo individuo, per questi gradi, finirà immancabilmente nella disperazione, vale a dire dovrà constatare l’impossibilità di realizzare la virtù, la completa obbedienza, il necessario servizio. Vedrà che la giustizia è irraggiungibile, che la bontà resta inadempiuta.
Ebbene, questa disperazione porta al tracollo, oppure a un terzo regno dello spirito, a una condizione al di là della morale e della legge, a una introduzione alla Grazia e alla redenzione, a una nuova, più alta forma di irresponsabilità, in breve: alla fede. Non importa quale forma o espressione la fede assuma, il suo contenuto è ogni volta il medesimo: dice che noi, per quanto ci è possibile, dobbiamo tendere al bene, senza tuttavia sentirci responsabili della imperfezione del mondo o della nostra; che noi non governiamo noi stessi, ma siamo governati; che al di sopra della nostra conoscenza c’è un Dio o un ente che dobbiamo servire, al quale dobbiamo affidarci.

[…] io, gradualmente, attraverso pause di anni e di decenni, ritrovando i medesimi significati dell’esistenza umana presso indiani, cinesi e cristiani, ho visto confermata l’intuizione di un problema di fondo, espresso dovunque in simboli analoghi. Nessun’altra esperienza più di questa mi ha confermato che la vita dell’uomo ha un qualche significato, che la necessità umana e la ricerca dell’umanità in ogni epoca e in ogni parte della terra sono una cosa unica.
Non importa se noi, come accade a molti, oggi, consideriamo l’espressione religiosa e filosofica del pensiero e dell’esperienza umana appartenente a un’epoca invecchiata e attualmente superata. Ciò che qui io chiamo « teologia » è a mio avviso qualcosa di temporale, il prodotto di uno stadio dell’umanità che potrà essere superato e perire. Anche l’arte, anche la lingua sono forse mezzi di espressione relativi solo a determinati gradi della storia umana, anch’esse possono essere superate e sostituite. Ma credo che a ogni grado, per l’uomo che ricerca la verità, nulla sia più importante e consolante che percepire come alla base della divisione in razze, colori, lingue e culture ci sia una unità {1}che non ci sono uomini e spiriti diversi ma solo una umanità, solo uno spirito.

[…] Dalle esperienze e dalle letture a me è risultata una classificazione degli uomini in due tipi principali che io chiamo i razionalisti e i religiosi […]
Il razionalista crede che l’uomo di oggi sia più evoluto e più progredito di Confucio, di Socrate o di Gesù perché l’uomo di oggi ha sviluppato con più forza alcune capacità tecniche. Il razionalista crede che la terra sia stata concessa all’uomo in sfruttamento. Il suo peggior nemico è la morte, il pensiero della caducità della propria vita e del proprio operare. Egli evita di pensarci, e quando non riesce a evitare il pensiero della morte cerca scampo nell’attivismo […]

Il religioso crede che l’uomo sia una parte della terra creata per servire. Il religioso, quando è preso dal terrore di fronte alla morte e alla caducità, cerca scampo nella fede, nell’idea che il creatore (o la natura) consegua i suoi fini anche con questo mezzo per noi terrificante; né vede la virtù nel dimenticare o nel combattere il pensiero della morte, bensì nella atterrita ma reverenziale dedizione a un più alto volere.
Egli non crede nel progresso, in quanto il suo modello non è la ragione, bensì la natura; e nella natura egli non può scorgere alcun progresso, ma solo il puro fruire e il realizzarsi di forze infinite, senza una riconoscibile meta finale."

[Germann Hesse]

Sulla ricerca della stima

Più rinuncio a cercare la stima da parte degli altri, più ne ricevo.

Homo credulus

L'uomo tende (geneticamente) a credere nelle storie che gli altri gli raccontano. La credenza è tanto più radicata, quanto più numerosi sono i narratori di una stessa storia, quanto più spesso le narrazioni vengono ripetute, e quanto minore è l'età in cui uno comincia a udirle. Solo un'educazione alla critica, alla diffidenza e al sospetto, e un temperamento ribelle possono attenuare la naturale credulità umana.

2019/03/04

Altruismo, egoismo, ipocrisia e selezione naturale

Considerazioni suscitate dalla lettura di un articolo di Telmo Piovani intitolato “Biologia dell’altruismo” (nilalienum.it/Sezioni/Darwin/PievAltruismo.html).

In una prospettiva evoluzionistica, l'altruismo è vantaggioso non per l'individuo, ma per il gruppo a cui egli appartiene. Tuttavia l'appartenenza ad un gruppo avvantaggiato dal comportamento altruista dei suoi membri costituisce indirettamente un vantaggio per i suoi stessi membri, rispetto ai membri di altri gruppi di persone meno altruiste.

2019/03/03

A chi serve la filosofia?

Non tutti hanno bisogno della filosofia o della psicologia per star bene, ma per qualcuno la vita, gli altri, la propria persona, le relazioni sociali e tante altre cose sarebbero incomprensibili e insopportabili senza le spiegazioni di certi autori.

Comprensione vs. disprezzo

Non si comprende ciò che si disprezza, e si disprezza ciò che non si comprende.

Il Natale visto da Hermann Hesse

"Natale è una quintessenza, un velenoso serbatoio di tutti i sentimentalismi e le falsità borghesi, un pretesto per sfrenate orge dell’industria e del commercio, per un sacco di splendida merce nei negozi; sa di latta laccata, di aghi d’abete, di grammofono, di fattorini e portalettere stanchi morti che in segreto bestemmiano, di imbarazzata solennità nelle sale da pranzo sotto un albero addobbato, di supplementi nei quotidiani e di annunci pubblicitari – insomma, di tante cose che io odio ferocemente, che mi ripugnano, e che prenderei magari con maggiore equanimità e ilarità se non deturpassero in modo così tremendo il nome del Redentore e il ricordo dei nostri anni più teneri."

[Hermann Hesse]

Oggetti di vita

Noi non viviamo, ma siamo (veniamo) vissuti. Non siamo soggetti, ma oggetti, vettori e replicatori di vita. Non siamo nati per nostra scelta, e cesseremo di vivere quando le leggi della natura lo determineranno. Possiamo decidere se accettare o rifiutare il nostro destino, ma si tratta di una scelta obbligata dal dolore che il rifiuto non farebbe che aumentare.

Alla ricerca della ricompensa perduta - L'imprinting della ricompensa sociale

A mio parere, da bambini abbiamo quasi tutti subìto ciò che io chiamo ”imprinting della ricompensa sociale”, ovvero abbiamo appreso quali nostri comportamenti ci fanno ottenere piacere e quali dolore, specialmente per quanto riguarda l'affetto e l'approvazione da parte degli altri (a cominciare dai genitori e dagli educatori).

Per esempio, chi ha subito un’educazione rigida in senso disciplinare, tende a considerare l'obbedienza una fonte di ricompensa sociale. Similmente, chi ha avuto educatori molto esigenti dal punto di vista intellettuale tende a considerare l'intelligenza e le sue manifestazioni come mezzi indispensabili per essere accettati e amati. Lo stesso fenomeno avviene per altri stili educativi che danno importanza, per esempio, alla moralità, al rispetto delle tradizioni, alla religione, allo sport, alla bellezza, al denaro, alla competizione in generale, al risparmio, alla bellezza ecc. per cui si possono creare associazioni permanenti (consce o inconsce) tra tali "valori" e l'aspettativa di una ricompensa sociale.

Ovviamente da adulti è possibile che le ricompense attese non si realizzino, o che i risultati dei propri sforzi siano controproducenti. Ciò può dar luogo ad uno stato di stress e di frustrazione cronica con connessi disagi e disturbi psichici e psicosomatici.

In tal caso può essere utile una psicoterapia mirata alla neutralizzazione degli imprinting disadattivi o non realistici. Durante tale terapia, il paziente dovrebbe imparare, attraverso l’interazione col terapeuta, modi alternativi per ottenere ricompense sociali, e riuscire a disimparare (questa è la parte più difficile) le associazioni "sbagliate".

Il tessuto della storia

La storia è un insieme di fatti reali arbitrariamente selezionati, di interpretazioni soggettive e di semplificazioni e distorsioni di comodo.

2019/03/02

Bisogno di obbedire

A mio avviso, l'uomo ha un bisogno genetico di obbedire a qualcosa di esterno al suo io cosciente. Lo suppongo perché egli non può autogovernarsi razionalmente dato che la ragione non può sapere, momento per momento, di cosa il corpo e l'inconscio hanno bisogno.

Ciò è dovuto al fatto che i bisogni umani sono tanti, complessi, variabili, autonomi, automatici, inconsci, irrazionali, involontari, simultanei e spesso incoerenti.

Questo "qualcosa" di esterno a cui obbedire è soprattutto di natura sociale, relazionale, come può essere una religione, un amore, un costume, una disciplina, una norma o un ideale condiviso.

Per "esterno all'io cosciente" intendo qualcosa che può essere, e normalmente è, interiorizzato nell'inconscio del soggetto, anche se può essere da questo percepito come esterno alla sua persona.

Risposte senza domande

Molto spesso si discute non per conoscere o apprendere, ma per celebrare un piacevole e rassicurante rito di appartenenza sociale. In tal caso le domande sono quasi del tutto assenti (mentre abbondano le risposte a domande che nessuno si cura di fare, illudendosi di conoscere già le risposte). Insomma, tanti punti esclamativi e pochi interrogativi.

Utilità e sufficienza

Tutto può essere utile, nulla sufficiente.

Deformazione della realtà

L'interesse, la volontà, il desiderio, il bisogno, la paura, orientano e deformano la percezione della realtà.

La mimetizzazione dell’intelligenza (di Umberto Galimberti)

Se siamo tutti intelligenti, ognuno a suo modo, sarà tendenza di ciascuno mostrare, ogni volta che se ne presenta l’occasione, la specificità della propria intelligenza. Il risultato di solito è: o la mortificazione di quanti sono costretti ad assistere all’esibizione dell’altrui abilità mentale, o l’invidia che, opportunamente mascherata, trova sfogo nella maldicenza intorno ad altri aspetti della personalità di chi fa sfoggio della propria intelligenza, o infine il disinteresse per ciò che la persona intelligente va dicendo, creando un vuoto intorno al suo discorso che ricade su se stesso senza i riscontri attesi.

2019/03/01

Requisiti del filosofare

A parer mio, per filosofare sono necessari una sufficiente quantità di tempo libero da impegni, dolori, stress e preoccupazioni, e un sufficiente grado di cultura e di intelligenza.

2019/02/28

Potere delle parole

Le parole, se uno le sa usare, possono essere anche carezze o pugnalate.

Trasformazione e resistenza al cambiamento

Ogni giorno che vivo mi trasforma, sebbene gran parte della mia mente resista ad ogni cambiamento.

Messaggi dei tatuaggi

A mio avviso i tatuaggi esprimono messaggi inconsci rivolti agli altri e a se stessi, come, ad esempio, i seguenti:

Guardami, io esisto e tu non devi ignorarmi. O apprezzi o disprezzi il mio tatuaggio, ma non puoi ignorarlo, non puoi ignorarmi.

Duello tra dèmoni

Nell'inconscio di ognuno, e di conseguenza nella società, si combattono due dèmoni: quello della conservazione e quello del cambiamento.

2019/02/27

Sindrome della primadonna

Ogni donna vorrebbe essere la primadonna del suo uomo.

Scienze e credenze

Quanto meno una persona è dotata di cultura scientifica, tanto più tende a dare credito a teorie non scientifiche o anti-scientifiche.

Società e competizione

La competizione serve a definire le posizioni degli individui in varie gerarchie: politica, economica, religiosa, morale, intellettuale, estetica, sportiva, fisica, sessuale, bellica (individuale o collettiva) ecc.

Intellettuali e (non) progresso

Ormai quasi tutti gli intellettuali sono d'accordo su ciò che non funziona nella società, ma quasi nessuno propone soluzioni che non siano altro che desideri, lamenti e rimproveri. In pratica ognuno dice: "se la gente facesse questo, se pensasse questo, se sentisse questo, se capisse questo, se volesse questo, se cambiasse in questo, allora la società migliorerebbe". Ma il fatto è che la gente non fa, non pensa, non sente, non capisce, non vuole, non cambia come "dovrebbe". E allora cosa possiamo fare oltre a lamentarci? Ognuno pensa di fare tutto il possibile, il meglio possibile per migliorare la società e non sente il bisogno di cambiare se stesso, di uscire dai propri schemi mentali.

Siamo tutti servi e padroni

Siamo tutti servi e padroni, sia perché ognuno deve rispondere ad altri del proprio operato, sia perché nell'interazione tra due persone ognuna fa richieste all'altra e risponde a quelle altrui, cioè ognuna dà e riceve qualcosa. Nel dare siamo servi (perché serviamo l'altro), nel ricevere padroni (perché ci serviamo dell'altro).

2019/02/25

Volontà involontaria

La volontà è, in un certo senso, involontaria, in quanto segue regole o algoritmi, per lo più inconsci ed emotivi. L'unico modo per liberarsi dalla schiavitù delle motivazioni involontarie è scegliere "a caso".

Comprensione e affinità

Di una persona possiamo capire solo ciò che ci è affine.

Schiavi per sempre

A mio avviso, siamo tutti schiavi dei nostri bisogni, delle nostre paure e delle nostre abitudini. Possiamo cambiare qualcuno dei nostri padroni, ma non il nostro status di schiavi. Ribellarsi a questa realtà è inutile e dannoso.

Piacere, dolore e interazioni sociali

Il piacere e il dolore di un essere umano dipendono soprattutto da come gli altri lo trattano. E i modi in cui gli altri lo trattano dipendono soprattutto da come egli li tratta. I modi di trattare gli altri costituiscono una parte importante della mentalità di ogni individuo.

La vita del saggio

Il saggio vive la saggezza, non la insegna (se nessuno gli chiede di farlo). Perciò non sono saggio.

2019/02/24

Sul non voler capire

Se uno non vuol capire una certa cosa è perché non capisce che capirla potrebbe essergli utile.

2019/02/22

Etica inoffensiva

Se ciò che dici non dà fastidio a nessuno vuol dire che non stai dicendo nulla di nuovo da un punto di vista etico, ovvero nulla che possa causare qualche cambiamento nei rapporti sociali.

Religione verso il mondo e sottomissione alla natura

La mia vita, il mio benessere o malessere, la mia felicità o infelicità, dipendono dal mio rapporto con il resto del mondo, cioè da come interagisco con le persone, con gli altri esseri viventi e con tutto ciò che mi circonda e con ciò che abita dentro di me; dipendono in particolare dal rispetto che ho per le loro esigenze, dalla mia obbedienza o disobbedienza alle loro richieste e dalla mia sensibilità alle loro proposte. La comprensione di questa inevitabile e indispensabile relazione suscita in me un sentimento di religione verso il mondo, e di sottomissione alla natura.

Solitudine, pecore e pastori

Se non vuoi soffrire di solitudine, devi scegliere se essere intellettualmente pecora o pastore, e, nel secondo caso, devi competere per la miglior posizione nella gerarchia dei pastori e combattere contro la concorrenza.

Rifiutare le assurdità della cultura

Se non vogliamo essere complici di una cultura assurda dobbiamo rifiutarci di comprendere l'incomprensibile e di dare un senso all'insensato.

Con chi [non] discutere di filosofia

Con criminali, incivili, ignoranti e stupidi non si può discutere di filosofia.

Dovere esistenziale

Il dovere esistenziale di ogni essere umano è comandare per obbedire e obbedire per comandare.

Ama il prossimo tuo come te stesso?

Ama il prossimo tuo come te stesso. Questa formula potrebbe essere la soluzione di tutti i problemi sociali, politici, etici ed economici. Potrebbe essere, come qualcuno crede, la chiave della felicità. Ma come si può amare chi ti odia, chi ti disprezza, chi non tollera la tua diversità né le tue qualità, chi non riconosce i tuoi diritti né le tue ragioni, chi ti ignora, chi ti calunnia, chi ti inganna, chi vorrebbe la tua sconfitta o il tuo annientamento, chi ti sta derubando, sfruttando, ferendo o uccidendo? Cosa otterremmo porgendo l'altra guancia? La bonifica del malvagio? L'illuminazione dello stolto? Questo fondamento del cristianesimo è l'ipocrisia di chi vuole dominare e sfruttare gli ingenui, e a tale scopo divide l'umanità in pecore e pastori.

2019/02/21

Intelligenze (e stupidità) multiple

Ogni essere umano sa fare bene certe cose (cioè risolvere bene certi problemi) e male o per niente certe altre. In tal senso si può parlare di intelligenza solo al plurale: le varie intelligenze (e stupidità) di una persona.

Stupidità dell'intelligente

È stupido mostrarsi più intelligenti dei propri interlocutori.


2019/02/20

L'umorismo come medicina e saggezza

Buona idea non prendersi sul serio, non cercare di essere presi sul serio e non prendere sul serio nemmeno gli altri.

Il rischio della ragione

La storia insegna che aver ragione può essere molto pericoloso e che è più sicuro sbagliare insieme che avere ragione da soli.

Le ragioni degli arroganti

La questione che pongo è se un arrogante possa dire qualcosa di sensato e utile, e avere ragione in un dibattito, oppure, supposto che sia realmente arrogante, qualsiasi cosa possa dire sia da scartare a priori. Non sarà che quando non si hanno argomenti per contestare la tesi di una persona molto assertiva la si rimprovera di essere arrogante senza nemmeno curarsi di capire e discutere le sue idee? In altre parole, che le idee di un "arrogante" siano da molti considerate sbagliate per definizione e a priori?

Far parte di qualcosa di più grande

Capire di far parte di qualcosa di più grande è fondamentale ma insufficiente. E' solo l'inizio di una ricerca filosofica e psicologica. Bisogna scendere nel dettaglio delle interazioni (che sono multiple e a vari livelli) e questo è dannatamente complesso, anche perché non abbiamo fonti di insegnamento affidabili e abbastanza complete sulla natura umana.

2019/02/19

Limitare e limitarsi

Chi non si limita sarà limitato.

Limitare le nostre libertà

Un eccesso di libertà è distruttivo. Il liberismo incontrollato, il laicismo, il relativismo etico, il pensiero debole, il postmodernismo, hanno ampliato oltremisura le libertà individuali causando confusione, smarrimento, angoscia, solitudine e crisi economiche, politiche e sociali. Le masse sono infatti incapaci di usare in modo intelligente, costruttivo, sano e innocuo le libertà che hanno ereditato senza aver fatto nulla per ottenerle.

Infelicità inevitabile

Chi non accetta una inevitabile infelicità è ancora più infelice di chi l'accetta.

L'io e l'inconscio

L'io non può evitare di essere continuamente guidato (mediante emozioni e sentimenti) da logiche automatiche inconsce che si sono formate attraverso le sue esperienze, soprattutto quelle sociali. Può però modificare parzialmente tali logiche accettando di vivere nuove esperienze che il caso gli propone. Il libero arbitrio (se esiste) consiste infatti, a mio avviso, solo nello scegliere quali nuove esperienze provare e quali rifiutare.

2019/02/18

Autocensura del libero arbitrio

A mio parere, il libero arbitrio (se esiste) è soggetto ad autocensura in senso psicoanalitico. Intendo parlare di un libero arbitrio veramente libero, cioè non soggetto alle pressioni dei sentimenti e delle emozioni.

Felicità e fortuna

La felicità dipende soprattutto dalla fortuna. Non comprendere e non accettare questa semplice verità ci rende ancora più infelici.

Presunzione di arroganza e offesa percepita

Le persone sono "costituzionalmente" più o meno sensibili e attente a non ferire il prossimo, cosa che le differenzia in più o meno "buone" o "cattive". Tuttavia, il ferimento, o l'offesa, che uno percepisce può non essere intenzionale, nel senso che uno può dire qualcosa all'interlocutore non per offenderlo o sminuirlo, ma per "aprirgli gli occhi", cioè per mostrargli qualcosa di reale che quello non vede, mentre il ricevente percepisce il messaggio solo come un'offesa o una umiliazione. In altre parole, un gesto di "generosità intellettuale" può essere frainteso come manifestazione di arroganza e di sopraffazione. Per tale motivo, chi più sa dovrebbe evitare, se possibile, di svelare la sua maggiore sapienza a coloro che non gli chiedono di farlo.

2019/02/17

Sul cosiddetto dialogo interreligioso

Il dialogo interreligioso è una finzione perché le religioni, per definizione, non possono mettere in discussione se stesse, e anche quando tollerano le altre religioni o l'ateismo, lo fanno con un senso di superiorità, in quanto si credono depositarie dell'unica vera verità. Non ho mai sentito un prete (di qualunque religione) dubitare della verità delle sacre scritture della sua confessione. Le religioni sono arroganti per definizione, altrimenti non sarebbero religioni.

2019/02/16

Auto-apprezzamento

Normalmente, ognuno tende a valorizzare il tipo fisico e quello psicologico della propria persona, a prescindere dai loro difetti.

Interazioni reali vs. virtuali

Nessuna simulazione, nessuna interazione asincrona, virtuale o immaginaria con una persona non presente fisicamente può sostituire il piacere di un'intima interazione dal vivo con una persona reale congeniale.

Genetica e religione

Suppongo che il cervello umano sia predisposto geneticamente a credere in qualche divinità e ad aggregarsi in nome di qualche sacralità. Forse questa disposizione ha costituito un vantaggio evolutivo. Ma non è detto che oggi, con lo sviluppo della cultura che c'è stato, tale tendenza sia ancora vantaggiosa per la specie. Potrebbe essere la sua rovina. Sicuramente è una tendenza vantaggiosa per coloro che la sfruttano. Come il sobrio può avere la meglio sull'ubriaco, così chi è libero da credenze può avere la meglio sui credenti, in quanto individui meno liberi.

Essere, avere, interagire

A mio parere, per essere felici è necessaria, oltre la soddisfazione dei bisogni fisici, l'interazione con un certo numero di persone a noi congeniali. Per questo è necessario "avere" certe risorse materiali, economiche, fisiche, intellettuali ed emotive. A tal fine occorre appartenere a certe comunità, cioè "essere" certe persone, requisito che, a sua volta, implica certe interazioni.

"Interagire" è dunque l'obiettivo finale (ma, anche quello iniziale) di una vita felice. "Avere" ed "essere" sono infatti obiettivi intermedi, cioè mezzi e strumenti, per raggiungere il vero fine, che è, appunto, l'interazione sociale.

Auguriamoci dunque "buone interazioni!".

2019/02/15

Intelligenza, coscienza, motivazioni, previsioni e logica informatica (se... allora... altrimenti...)

Forse la coscienza, l'intelligenza, la volontà, l'inconscio, sono computer biologici che prevedono continuamente le conseguenze di possibili eventi, azioni, decisioni, pensieri propri e altrui (e delle loro mancanze), e determinano motivazioni e sentimenti sulla base dei risultati dei loro calcoli consci e inconsci.

La logica delle previsioni potrebbe essere quella fondamentale di ogni software: se... allora... altrimenti... (if-then-else).

Le previsioni possono essere tanto più complesse e raffinate quanto maggiore è il grado di intelligenza e di cultura del soggetto.

2019/02/14

Il disprezzo degli ignoranti per la sapienza

La competizione tra umani è tale che i più ignoranti cercano di annullare i vantaggi dei più sapienti screditandoli e minimizzando o non riconoscendo le loro conoscenze.

Intolleranza e guerra

Quando l'intolleranza è reciproca, la guerra è inevitabile.

Caso, libertà e libero arbitrio

Le cose avvengono per caso e/o per effetto di leggi e/o di logiche (cioè programmi). Questo vale anche per l'esercizio del libero arbitrio. Solo il caso è veramente libero nel senso di imprevedible. Le leggi e le logiche possono offrire margini di libertà se prevedono o consentono una o più scelte casuali accanto a quelle obbligate.

Amore vs. paura del caso

A certe persone il caso fa paura, altre lo amano.

I volti dell'amore

Amore: mistero, mito, desiderio, bisogno, fortuna, dovere, diritto, volontà, emozione, promessa, dolore, piacere, contatto, unione, intimità, premio, castigo, inganno, attrazione, sogno, illusione... Ognuno lo vede a modo suo.

Caso vs. logica

Le cose avvengono per caso oppure per effetto di una logica, oppure per un misto di entrambe le cause.

2019/02/13

Formula del libero arbitrio (autogoverno)

A mio avviso, il libero arbitrio viene esercitato sulla base di una logica conscia o inconscia che può essere formulata con l'espressione seguente,  dove "x" e "z" sono persone particolari, "y" azioni particolari e "k" eventi particolari.

Se io | x [non] fare le azioni y nel breve | medio | lungo termine, a me | x | z [non] succederanno gli eventi k nel breve | medio | lungo termine.

2019/02/12

Domanda da introverso

Una tipica domanda da introverso: che conseguenze potrebbe avere per me e per gli altri (nel breve, medio e lungo termine) ciò che sto considerando di fare adesso?

Le conseguenze dei nostri sforzi

A volte facciamo con piacere certi sforzi perché ci aspettiamo che ci porteranno dei vantaggi o dei piaceri. Se poi i risultati anziché positivi sono negativi, ci sentiamo triplamente infelici: perché siamo delusi e frustrati, perché ci siamo sforzati inutilmente (non ne valeva la pena) e perché ne abbiamo ricavato una sofferenza o uno svantaggio. Per evitare questa tripla sconfitta, conviene, quando ci accingiamo a fare qualcosa di impegnativo, essere realisti nel prevedere le conseguenze dei nostri sforzi.

Sulla valutazione dei testi

Quando leggiamo un libro, un articolo di giornale o un post in un social network, ci poniamo inconsciamente domande come le seguenti:

L'importanza di fare cose insieme

Spesso le persone si riuniscono per nessuno scopo particolare se non quello di stare insieme, di fare qualcosa insieme, una cosa qualsiasi, perché di ciò l’uomo ha un gran bisogno.

Cosa ci vuole per essere felici

Per essere felice, una persona ha bisogno di essere accettata dagli altri e di interagire in particolari ruoli e posizioni gerarchiche (intellettuali, morali, politiche, economiche, ecc.) di suo gradimento.

Siamo tutti drogati

L’attività mentale è condizionata anche da particolari ormoni prodotti dal cervello, come la dopamina e l'ossitocina, che hanno effetti su: umore, motivazioni, socialità, sentimenti come amore e odio ecc.

Tali ormoni sono allo stesso tempo causa ed effetto di particolari comportamenti,  sensazioni e percezioni. L’uomo è di fatto dipendente da tali ormoni, che, per composizione chimica ed effetti, possono essere assimilati a sostanze stupefacenti. Pertanto possiamo dire, in un certo senso, che siamo tutti drogati.

2019/02/11

Bias confermativo

Se prendiamo in considerazione solo ciò che conferma le nostre idee possiamo dimostrare tutto e il contrario di tutto.

Paradigma scientifico-filosofico della natura umana

Il comportamento di un sistema (vivente o non vivente) dipende dalla sua costituzione e dalla sua struttura fisico-logica, cioè dal suo hardware, dal suo software, e dai modi in cui tali dimensioni si compongono, si combinano e interagiscono.

Vita

La vita è dare e ricevere, cooperazione e competizione, simbiosi e antibiosi, conservazione ed evoluzione, ripetizione e cambiamento.

Il diritto di non dialogare

Non si può costringere nessuno a dialogare, a rispondere alle nostre domande, a comprenderci.

Benessere e ricompense sociali

A mio parere, per migliorare il nostro benessere e la nostra efficienza (sia a livello individuale che sociale) possiamo migliorare, entro certi limiti, sia il nostro hardware (cioè la parte organica, fisiologica, biochimica, materiale della nostra persona), sia il nostro software (cioè la sua parte logica, informatica, cognitiva, spirituale, motivazionale, conscia e inconscia). A tale scopo ci può essere d'aiuto la conoscenza dei sistemi neurologici di ricompensa connessi con la produzione di dopamina e di ossitocina, specialmente quelli riguardanti le ricompense sociali.

2019/02/10

Ricompensa sociale (social reward)

Uno studio neurofisiologico della "ricompensa sociale". Un esempio di sostegno reciproco tra psicologia, psicoterapia e neuroscienze.
https://www.nature-nurture.org/index.php/future-direction/social-reward/
https://www.nature-nurture.org/index.php/future-direction/

2019/02/09

Apologia e comprensione critica del conformismo

A mio parere, il conformismo (cioè la tendenza ad imitare gli altri, a conformarsi a modelli di comportamento condivisi e a muoversi in gruppi) è un’abilità innata, emersa nel corso dell’evoluzione della specie umana per i suoi grandi vantaggi adattivi.

Servizio e società

È bello essere serviti, ci fa sentire ben integrati nella società.

Ragione e logiche

La ragione, intesa come verità razionale oggettiva e universale, non esiste. Esistono ragioni, cioè logiche individuali, consce e inconsce, più o meno efficaci ed efficienti, per la soddisfazione dei bisogni propri e altrui. Una di queste logiche, che qui vi propongo, consiste nell'idea che noi umani abbiamo bisogno gli uni degli altri, cioè della reciproca cooperazione, ma che gli altri possono costituire un pericolo, un inconveniente, un ostacolo per la soddisfazione dei nostri bisogni. Ciò è dovuto alla naturale competizione per le posizioni gerarchiche più alte e per le risorse più limitate ed ambite. Le nostre logiche consce dovrebbero essere dunque finalizzate a trovare la relazione ottimale tra noi e gli altri, il giusto compromesso tra il dare e il ricevere, tra il prendere e il lasciare, tra l'egoismo e l'altruismo.

2019/02/08

Il rifiuto inconscio del libero arbitrio

Se riuscissimo ad esercitare un libero arbitrio non influenzato da sentimenti o interessi, saremmo in preda ad un profondo sconforto, non sapendo dove una libertà così totale potrebbe condurci. E allora, per neutralizzare l'angoscia, ci troveremmo a scegliere se rientrare nella nostra abituale gabbia mentale o cercarne una nuova.

Doveri ineludibili

Abbiamo due doveri ai quali non possiamo sottrarci: vivere e morire.

2019/02/07

Sacre scritture

Io non credo nelle sacre scritture, ma le leggo per capire la mentalità di chi le ha scritte e di chi le segue.

Volontarietà e involontarietà dell'amore

Si dice che Gesù abbia detto: "Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati” (Giovanni; 15, 12). E poi ancora: “Sapete che è stato detto: ama i tuoi amici e odia i tuoi nemici. Ma io vi dico: amate anche i vostri nemici…” Matteo; 5, 43-44).

In questi passaggi Gesù usa il verbo amare in forma imperativa, assumendo che per amare qualcuno basti volerlo. Per i veri cristiani, dunque, l'amore è volontario e questo rende la loro religione una potenziale causa di schizofrenia, se è vero che l'amore è, come io credo che sia, un sentimento involontario, oltre che impossibile verso i propri nemici. Su tale questione regna l'ambiguità e non si è mai studiato e scritto abbastanza, per cui ognuno considera l'amore volontario o involontario come gli conviene.

2019/02/05

L'inevitabile esposizione al giudizio altrui

Quando ci chiediamo se ci conviene fare o non fare una certa cosa non dobbiamo pensare solo al risultato pratico immediato dell'eventuale azione, ma anche al modo in cui essa potrà essere considerata dagli altri. Perché possiamo essere giudicati e valutati per tutto ciò che facciamo, oltre che per ciò che non vogliamo o non sappiamo fare.

Fare o non fare, questo è il dilemma

Quando ti viene in mente di fare una certa cosa, chiediti: ho proprio bisogno di farla? Starò meglio dopo averla fatta? Perché la vorrei o la dovrei fare? Per fare piacere a chi? Chi mi ha chiesto di farla? Che vantaggi o svantaggi, piaceri o dolori potrei avere dopo averla fatta? Ho veramente voglia di farla? E' bene che la faccia? Dopo aver tentato di rispondere ad almeno alcune di queste domande, decidi se fare o non fare quella cosa.

Placebo comportamentali

Fai questo e ti sentirai meglio. A volte funziona, specialmente se la cosa viene fatta insieme ad altri e acquista in tal modo una valenza sociale.

I criteri del cosiddetto libero arbitrio

L'uomo esercita il libero arbitrio (ammesso che questo non sia solo un'illusione) non casualmente ma secondo certi criteri (morali, utilitaristici, edonistici ecc.). Tali criteri costituiscono il "programma" che regola il comportamento dell'individuo. Sono criteri che non ha fissato lui. O meglio, quando gli capita di fissare dei criteri, lo fa non a caso, ma secondo certi criteri stabiliti da altri umani o dalla natura. Insomma, il nostro comportamento o è casuale, o rispetta certi criteri, cioè programmi che noi abbiamo scritto (consciamente o inconsciamente) seguendo criteri altrui.

L'io e i suoi dèmoni

L'io chiese all'usciere dell'assemblea dei dèmoni riunita in seduta segreta: "Cos'hanno deciso che io faccia?". L'usciere rispose: "Ci sono questi ordini, alcuni sono contrastanti, scegli tu quali eseguire, quando e in quale misura. Come sempre, sarai ricompensato col piacere quando avrai successo e punito col dolore quando fallirai nell'eseguire ciascun ordine.

Di necessità virtù

Dobbiamo fare di necessità virtù, nel senso che non dobbiamo combattere, ma assecondare ciò che è necessario in quanto imposto dalle leggi della natura. In questo consiste la virtù, anche detta saggezza, e il suo premio è il risparmio di lotte inutili e ancor più dannose dell'inevitabile.

Il coraggio di non sapere

Anche in questo si può essere assertivi.

Chi deve decidere cosa fare e non fare?

Io (inteso come il mio io cosciente) non dovrei decidere liberamente e autonomamente cosa fare e non fare momento per momento, perché non ho sufficienti criteri per farlo se non dei principi razionali che potrebbero non aver nulla a che fare con la vita, col dolore e col piacere. La decisione spetta ai miei dèmoni, cioè ai miei agenti mentali inconsci. Io devo solo ascoltare e decifrare le loro decisioni, conciliarle o arbitrarle in caso di confllitti, ed eseguirle.

Potenza dell'assenza

La mente reagisce non soltanto a certi stimoli ma anche all'assenza degli stessi. Infatti, come insegna Gregory Bateson, l'assenza di una certa informazione costituisce una particolare informazione. Tale "informazione su un'assenza" può dare luogo ad una certa risposta cognitivo-emotivo-motiva ad essa associata. Perciò, ad esempio, se un bisogno, anche se dormiente, non viene soddisfatto entro un certo periodo di tempo, l'organismo può entrare (automaticamente, involontariamente, inconsciamente) in uno stato di sofferenza, agitazione, angoscia, paura, disperazione, malattia ecc.

Il problema del non accadere

A volte ciò che non ci accade ci fa soffrire più di ciò che ci accade.

Big Bang

Forse prima del Big bang il tempo non esisteva, e nemmeno lo spazio. Forse c'era solo una infinita energia concentrata in un unico, infimo, immobile punto, senza un perché, né un senso, né una vita, né una mente. Senza tempo non può esserci informazione né mente.

2019/02/04

Ciò che resta dei giorni passati

Ci sono piaceri e dolori che dipendono da ciò che stiamo facendo o che ci sta succedendo al momento, e ci sono gioie e sofferenze attuali che dipendono da ciò che abbiamo fatto e non fatto, dato e non dato, ricevuto e non ricevuto nei giorni passati. Di conseguenza, ciò che avviene qui e adesso può avere un effetto piacevole o doloroso immediato, ma può averne anche uno nei giorni a venire e i due effetti potrebbero essere di segno opposto.

Scienza e (in)felicità

A che ci serve la scienza se non ci aiuta ad essere felici? Ci aiuta a fuggire da ciò che ci fa paura, a dominare gli altri, a combattere l'ignoranza, ad evitare i pericoli e le malattie, a lavorare di meno ecc. ma non ad essere felici. Abbiamo bisogno di una scienza della felicità.

Bisogno di interazione

Ogni umano ha un bisogno indispensabile di interagire con altri umani. Quando non riesce a farlo realmente, lo fa con l'immaginazione.

2019/02/03

Sudditanza della volontà cosciente

È un bene che la volontà cosciente non sia sovrana, ma suddita dei sentimenti, perché questi hanno garantito la conservazione della nostra specie per milioni di anni, mentre la volontà cosciente potrebbe causare, in poco tempo, la nostra estinzione a causa di scelte arbitrarie nocive alla natura umana o al suo ambiente. D'altra parte i nostri sentimenti, uniti alla potenza delle moderne tecnologie, possono, se non governati razionalmente, distruggere rapidamente la nostra specie. Occorre pertanto che la nostra volontà cosciente studi razionalmente i sentimenti e li serva come un genitore coscienzioso accudisce il proprio bambino cercando di farlo felice, ma al tempo stesso sorvegliandolo per impedirgli di arrecare danni a sé e ad altri con giocattoli troppo pericolosi.

Il bello del cambiamento

La primavera non sarebbe così bella se non fosse preceduta dall'inverno.
E il paradiso non sarebbe così bello se non fosse preceduto dall'inferno.

Energia, informazione, vita e computer

Di norma, gli esseri non viventi sono formati e regolati solo da energie, quelli viventi, da informazioni connesse con energie. I computer sono un'eccezione, in quanto sono regolati da informazioni connesse con energie, ma non sono viventi. O meglio, sono quasi viventi essendo (per ora) incapaci di riprodursi.

Componenti mentali coinvolti nell'interazione tra due persone

Quando due persone interagiscono, nell'interazione sono coinvolti vari componenti mentali consci e inconsci, volontari e involontari (agenti, logiche, dati, memorie, sentimenti, sensazioni, percezioni, automatismi in generale ecc.). I principali sono:
  • Motivazioni di base (bisogni, pulsioni, desideri, decisioni, ecc.)
  • Altro generalizzato (sintesi delle esperienze di tutte le interazioni sociali passate, concetto coniato da George Herbert Mead)

2019/02/02

Appartenenza e sue implicazioni: requisiti, interazione, gerarchia, competizione, violenza

Per sopravvivere e soddisfare i propri bisogni, l’uomo deve appartenere a un ambiente che gli fornisce (o lo aiuta a trovare) ciò di cui necessita. Per "appartenere" intendo il fatto di essere ecologicamente parte di qualcosa di più grande.

Per appartenere ad un ambiente, un essere vivente deve soddisfare i requisiti minimi da esso imposti, primo tra tutti, quello di tollerare l'ambiente stesso. Tuttavia, in una certa misura, l’individuo può anche contribuire a modificare l’ambiente e quindi i suoi requisiti.

Il problema della superiorità

Il problema non è il sentirsi superiori (anche perché non siamo tutti allo stesso livello in tutti i campi) ma il ritenere che chi è inferiore debba obbedire a chi è superiore e pensare, ragionare e sentire come lui. L'obbedire al superiore (ma non il pensare, ragionare e sentire allo stesso modo) è giusto solo nelle organizzazioni in cui è indispensabile il rispetto della gerarchia e della disciplina, come, ad esempio, nelle forze armate, nelle scuole e nelle organizzazioni pubbliche e private.

Il messaggio nascosto

Nella comunicazione tra due persone si nasconde a volte, tra le righe, un messaggio (reale o percepito) che dice "io sono superiore a te, perciò dovresti/devi fare e pensare come dico io". Se tale messaggio viene rifiutato dal ricevente, questo assume automaticamente una posizione difensiva o aggressiva, e la comunicazione può diventare violenta.

Basta volerlo?

Non basta volerlo, bisogna saperlo e saperlo fare.

Il raggio d'azione della stupidità

Gli stupidi ci sono sempre stati, ma oggi, grazie allo sviluppo tecnologico, essi hanno un raggio di azione e di ricezione enormemente più ampio.

2019/02/01

Tolstoj filosofo della storia e della natura umana

"La totalità delle cause dei fenomeni è inaccessibile all'intelletto umano. Ma il bisogno di ricercare le cause è insito nell'animo dell'uomo. E l'intelletto umano, non potendo afferrare l'infinità e la complessità delle condizioni che accompagnano i fenomeni, ognuna delle quali presa singolarmente può apparire come una causa, si aggrappa al primo collegamento, il piú comprensibile, e dice: ecco la causa. Negli avvenimenti storici (dove oggetto di osservazione sono le azioni degli uomini) il collegamento piú primitivo che si può fare è con la volontà degli dèi, poi con la volontà degli uomini che nella storia occupano il posto piú visibile: gli eroi storici. Ma basta approfondire l'essenza di ciascun avvenimento storico, cioè l'attività di tutta la massa degli uomini che vi hanno partecipato, per convincersi che la volontà dell'eroe storico non solo non dirige le azioni delle masse, ma è essa stessa costantemente diretta. Sembrerebbe indifferente capire il significato di un avvenimento storico in un modo piuttosto che un altro. Ma fra chi dice che i popoli dell'Occidente andarono verso Oriente perché Napoleone l'aveva voluto, e chi dice che ciò si è compiuto perché doveva compiersi, c'è la stessa differenza che c'era fra quelli che affermavano che la terra sta fissa e i pianeti le si muovono intorno, e quelli che dicevano di ignorare su cosa si regga la terra, ma di sapere che esistono leggi che governano il moto sia della terra, sia degli altri pianeti. Non ci sono né possono esserci cause di un avvenimento storico, se non l'unica causa di tutte le cause. Ma ci sono leggi che governano gli avvenimenti, leggi che in parte ignoriamo, in parte cerchiamo a tentoni. La scoperta di tali leggi sarà possibile solo quando rinunceremo completamente a ricercare le cause nella volontà di un solo uomo, proprio come la scoperta delle leggi del moto dei pianeti è diventata possibile solo quando gli uomini hanno rinunciato all'idea dell'immobilità della terra."

[Lev Tolstoj - Guerra e pace]

I concetti-chiave della natura umana

I concetti-chiave della natura umana: emozione, appartenenza, interazione, cooperazione, autorità, gerarchia, competizione.

L'orrore di aver sempre torto

Una persona di una certa intelligenza convivere difficilmente con una molto più intelligente perché non tollera di aver sempre torto in caso di disaccordo.

La forza dell'abitudine

L'uomo si abitua a tutto, anche alla bruttezza, all'ingiustizia, alla stupidità, alla sofferenza.

2019/01/31

Le domande più importanti

Postmodernismo e fine dell'umanismo

A mio parere, nella ricerca filosofica e psicologica, la cosa più importante è capire cosa causi gioie e sofferenze negli esseri umani e perché, ovvero quali siano i bisogni umani, se è vero che il piacere e la gioia sono generati dallo loro soddisfazione e il dolore e la tristezza dalla loro frustrazione. Mi pare che questo obiettivo sia stato perso di vista nella ricerca umanistica contemporanea, la quale mi sembra smarrita in questioni che servono solo gli interessi degli intellettuali, degli accademici, degli editori, dei politici, degli industriali e di chi ama sentirsi intelligente o colto. Direi perciò che la ricerca filosofica e psicologica attuale, pregna di idee postmoderniste, non sia più umanista.

Democrazia e vuoto

La democrazia è un sistema di regole che va riempito di contenuti. Se è vuota può essere pericolosa. Non basta votare, si può e si deve fare politica anche senza far parte di un partito, cercando di capire cosa succede mediante approfondimenti e analisi non di parte, che prendono in considerazione vari punti di vista. La gente è per lo più superficiale e semplicista e questo è pericoloso. Una democrazia vuota equivale ad un vuoto di democrazia.

La religione dei complotti

Il complottismo è la religione dei cretini.

Caso ed evoluzione

L'evoluzione delle specie non è finalistica, ma casuale.

Tecnologia e (in)felicità

Ormai la tecnologia non è più al servizio dell'umanità, ma di pochi uomini a svantaggio di molti. Basta pensare all'enorme disoccupazione che produce. Non soddisfa più i bisogni primari, ma quelli indotti.

2019/01/30

Cos'è l'inconscio

A parer mio è molto semplice definire l'inconscio: è tutto ciò di cui non siamo coscienti. Questa definizione, molto più estesa rispetto all'inconscio freudiano, include qualsiasi automatismo cognitivo, emotivo e fisiologico.

Appartenenza e competizione

A mio avviso, l'uomo, subito dopo aver soddisfatto il suo bisogno di appartenenza e integrazione sociale, sente il bisogno di occupare, nella comunità, le posizioni gerarchiche più alte a cui può accedere, nei ruoli e nelle aree di competenza in cui può competere. Il suo scopo è dunque quello di ottenere dagli altri il riconoscimento e l’accettazione, non solo della sua appartenenza (e quindi della sua dignità sociale), ma anche dei suoi ruoli e delle posizioni gerarchiche da lui auspicate negli ambiti di competenza.

Democrazia imperfetta

Una democrazia perfetta è la dittatura della mediocrità. Io sono per una democrazia imperfetta.

2019/01/29

Importanza fondamentale del bisogno di appartenenza

A mio parere, la cosa più importante per un essere umano, dopo la soddisfazione dei suoi bisogni fisici, è l’appartenenza ad una comunità o società, in quanto indispensabile per la sopravvivenza dell’individuo e la conservazione della sua specie. Possiamo chiamare tale necessità “bisogno di appartenenza o di integrazione sociale”. Si tratta di un bisogno primario o primordiale, ovvero scritto nel DNA, e fondamentale nel senso che da esso derivano una quantità di bisogni secondari e di desideri (consci e ancor più inconsci), che si sviluppano sulla base delle esperienze, come mezzi o strategie per soddisfare il bisogno principale.

Gabbie mentali

Se vogliamo uscire dalle nostre gabbie mentali dobbiamo neutralizzare i nostri pregiudizi cognitivo-emotivi.

La funzione di Dio

Dio è il rappresentante e nume tutelare della comunità. Se fossi l'ultimo umano rimasto sulla terra, non rimarrebbe nemmeno Dio perché sarebbe divenuto inutile.

Principio di assecondamento

Se il tuo avversario ti spinge, tu tiralo. Se il tuo avversario ti tira, tu spingilo. E' un principio del Judo che conviene applicare anche nelle conversazioni e nelle discussioni.

Cosa vogliono gli altri da me?

Cosa vogliono gli altri da me? Che io compri i loro prodotti, che segua i loro consigli, che creda altre loro spiegazioni, che stia in un posto che non dia loro fastidio, che non li critichi, che li rispetti, che li stimi, che li ami, che li aiuti o li serva quando hanno bisogno di aiuto o di un servizio, che stia dalla loro parte quando sono in contrasto con qualcuno, e che non chieda loro nulla che non siano disposti a darmi.

Dio e inconscio

Potrebbe essere che Dio, nell'inconscio del mistico, come in quello della gente comune, sia un sostituto o rappresentante dei genitori e/o della comunità.

Che significa apprendere

Apprendere significa estendere o modificare le proprie risposte cognitive, emotive, motivazionali e/o psicomotorie agli stimoli esterni e/o interni.

Approccio filosofico vs. approccio psicologico

Pr me la differenza tra approccio filosofico e approccio psicologico e che il secondo è diffidente verso ciò che l'uomo (compreso il filosofo e lo stesso psicologo) dice in quanto presuppone motivazioni inconsce, a volte inconfessabili, diverse da quelle addotte dal soggetto. Invece il filosofo si prende sul serio e non dubita di ciò che afferma, come se avesse il pieno controllo dei suoi pensieri.

In altre parole, per il filosofo la conoscenza viene dalla coscienza, per lo psicologo dall'inconscio, nel senso che il conscio è soggetto all'inconscio e non è "padrone in casa sua". Quindi il buon psicologo dubita sempre di ciò che pensa e dice.

Sto parlando di una psicologia di derivazione psicoanalitica, in cui l'inconscio ha un ruolo centrale. Ci sono anche psicologie che non considerano importante l'inconscio o addirittura lo negano.

2019/01/28

Riprogrammarsi

A parer mio, dovremmo imparare a riprogrammare il nostro software, ovvero le nostre risposte cognitivo-emotive, su basi razionali e sentimentali al tempo stesso, ovvero su una ragione al servizio dei sentimenti. Perché i sentimenti sono il fondamento della coscienza e dell'autoregolazione della vita degli animali superiori, come insegna Antonio Damasio.

Pluralismo filosofico e psicologico

A parer mio i termini psicologia e filosofia andrebbero usati solo al plurale, se non accompagnati da un qualificatore. Perché le psicologie e le filosofie sono tante, più o meno buone e più o meno in contrasto tra loro.

Conoscenza e felicità

La conoscenza non è fonte di felicità in sé, ma ha valore nella misura in cui può aiutarci a capire cosa dobbiamo fare per essere più felici, ovvero per soffrire di meno e godere di più, cioè per soddisfare meglio i nostri bisogni.

Bisogno di giocare

Ogni umano ha bisogno di "giocare" con altri umani. Si tratta di stabilire a quali giochi (con quali regole e libertà) e con chi.

L'uomo e la schiavitù

L'uomo è l'unico animale che costringe i suoi simili alla schiavitù. Forse, senza il linguaggio simbolico ciò non sarebbe possibile.

Conoscenza presunta

Il problema non è l'ignoranza, ma la presunzione di conoscenza.

Sulle filosofie dell'essere

Io non so cosa significhi "essere" e non riesco a digerire le "filosofie dell'essere". Per me l'essere è e resta un mistero, e, come per tutti i misteri, ritengo inutile parlarne (Wittgenstein docet). Se lo potessimo definire non sarebbe più un mistero, ma nessuna definizione dell'essere mi convince, mi sembrano tutte tautologie. Preferisco parlare di "identità sociale" come concetto psicologico e sociologico.

Partire dai sentimenti

Secondo me, le scienze dell'uomo e della società dovrebbero partire dall'unica cosa certa per un essere umano: il suo "sentire" ovvero il dolore e il piacere. Questi sono causati da diversi fattori (materiali e/o immateriali) più o meno noti. Lo scopo principale del filosofo e dello psicologo dovrebbe essere dunque quello di individuare i fattori che causano (o prevengono) il dolore e il piacere, per alleviare il dolore e aumentare il piacere, nella misura del possibile. Se prescindiamo dai sentimenti, a mio parere, tutti i discorsi psicologici o filosofici diventano irrilevanti.

2019/01/27

La preghiera di Antoine de Saint-Exupéry

Non ti chiedo né miracoli né visioni
ma solo la forza necessaria per questo giorno!
Rendimi attento e inventivo per scegliere
al momento giusto
le conoscenze ed esperienze
che mi toccano particolarmente.
Rendi più consapevoli le mie scelte
nell’uso del mio tempo.
Donami di capire ciò che è essenziale
e ciò che è soltanto secondario.
Io ti chiedo la forza, l’autocontrollo e la misura:
che non mi lasci, semplicemente,
portare dalla vita
ma organizzi con sapienza
lo svolgimento della giornata.
Aiutami a far fronte,
il meglio possibile,
all’immediato
e a riconoscere l’ora presente
come la più importante.
Dammi di riconoscere
con lucidità
che le difficoltà e i fallimenti
che accompagnano la vita
sono occasione di crescita e maturazione.
Fa’ di me un uomo capace di raggiungere
coloro che hanno perso la speranza.
E dammi non quello che io desidero
ma solo ciò di cui ho davvero bisogno.
Signore, insegnami l’arte dei piccoli passi.

(Antoine de Saint-Exupéry)

I miei rapporti con Dio

I rapporti tra me e Dio? Non ci amiamo né ci stimiamo, ma ci rispettiamo.

A che/chi giova la filosofia dell'Essere?

Dubito che tutto ciò che è stato scritto sull'Essere abbia giovato a qualcuno (a parte la soddisfazione di sentirsi eruditi ed intelligenti).

Paura della complessità

Un errore che spesso l'uomo fa è quello di individuare una sola causa degli eventi, i quali sono invece, in generale, multifattoriali. Perché l'uomo aborrisce la complessità e preferisce spiegazioni semplici.

Sogno e motivazioni

Forse il sogno è un tentativo di compromesso tra motivazioni inconsce e consce. Forse, se il compromesso riesce, al risveglio il sogno viene ricordato. Se fallisce, dimenticato.

La truffa della bontà di Dio

A mio parere, far credere alla gente che Dio ci ami (contro ogni evidenza contraria) è la grande truffa del cristianesimo. E una volta che hai fatto credere a qualcuno qualcosa di evidentemente falso, gli puoi far credere qualunque altra cosa, perché hai disattivato la sua capacità critica.

2019/01/26

Sulla reale (in)esistenza dell'essere

Credo che il concetto di "essere" non esista né in matematica né in fisica, dove al suo posto si usa il concetto di "equazione", simboleggiata dal segno "=". Per quanto riguarda, invece, la logica, il concetto di essere mi pare coincida con l'attribuzione di qualità, e in particolare di verità o falsità, realtà o irrealtà, a delle entità o proposizioni. Ritengo dunque che quello di "essere" sia un concetto né scientifico, né logico, ma metafisico, e che pertanto ognuno possa definirlo e intenderlo a suo piacimento, quindi un'idea completamente soggettiva.

Relazioni circolari di causa-effetto

La mia ipotesi è che non esistano cause prime, ovvero che ogni causa sia conseguenza di una o più altre cause. In altre parole, a mio parere, ogni cosa, evento, fatto, fenomeno è allo stesso tempo causa ed effetto di una o più altre cose, eventi, fatti, fenomeni. La causalità è dunque, secondo me, circolare, non lineare, e procede per infinite relazioni, e concatenazioni, ovvero maglie di reti energetiche spaziotemporali.

Cose di cui tutti parlano

Se tutti parlano di una certa cosa, è impossibile non parlarne, anche solo per chiedersi perché tutti ne parlano e se sia una cosa reale o immaginaria, vera o falsa, buona o cattiva, bella o brutta.

Gli ordini del corpo

La mente chiese al resto del corpo: "Come posso servirti?" Il resto del corpo rispose: "Resta in ascolto degli ordini che ti comunicherò mediante il piacere e il dolore; nel frattempo esplora la natura, studia la cultura, cerca la saggezza, conoscimi, impara a giocare, fammi giocare con gli altri, gioca con te stessa, divertiti, fammi divertire e proteggimi."

2019/01/25

La migliore capacità

La capacità di migliorare consapevolmente le proprie risposte cognitivo-emotive agli stimoli esterni e interni è la qualità umana di più alto valore per la conquista della felicità, ovvero per il mantenimento di buone relazioni con gli altri e con la natura, e per la ricorsiva soddisfazione dei propri bisogni primari.

Le emozioni e il (non)senso della misura

Se uno dice: il signor x non ha tutti i torti, chi ascolta potrebbe tradurre la frase in: il signor x ha tutte le ragioni. Perché le risposte cognitivo-emotive (automatiche) non hanno il senso della misura. Per misurare, per calcolare, ci vuole consapevolezza, razionalità, riflessione.

Criteri di giudizio

Quando si giudica il comportamento di una persona, bisogna usare criteri non solo razionali, ma anche sentimentali.

Livelli d'intelligenza

Per capire l'intelligenza di una persona bisogna essere almeno altrettanto intelligenti. Di conseguenza, dell'intelligenza di una persona possiamo capire solo una parte, quella che riusciamo a raggiungere con la nostra.

Scienza, scienziati e ciarlatani

Non tutto ciò che uno scienziato dice è necessariamente scientifico. Un'affermazione ha validità scientifica solo quando è condivisa dalla maggior parte degli scienziati. Non basta avere un titolo accademico per fare scienza, e su certe cose gli scienziati non sono tutti d'accordo. Inoltre ci sono scienziati che da principi "scientificamente" dimostrati traggono conseguenze non scientifiche e tutte da dimostrare, come ad esempio per quanto riguarda la fisica quantistica e l'epigenetica. Infatti, la fisica quantistica non dimostra che la "telepatia" sia possibile, né l'epigenetica che i figli possano ereditare dai genitori nozioni o abilità che questi hanno appreso.

Disobbedienza responsabile

Né i genitori, né la scuola ci hanno insegnato a disobbedire responsabilmente.

Gruppi di discussione dal vivo!

Quando si parla di gruppi di discussione o di social network, al giorno d'oggi s'intendono solitamente comunicazioni via Internet, ovvero nello spazio-tempo virtuale. La differenza tra un gruppo di discussione e un social network è che i primi sono solitamente dedicati ad un certo tema, disciplina del sapere o attività, mentre i secondi sono più generici. Nel seguito userò il termine di "gruppo" per indicare entrambi i contesti.

La formula della felicità

Felicità = buone relazioni.

Perché tendiamo ad obbedire ai nostri simili

L'uomo tende ad obbedire ai suoi simili, ovvero a fare quanto gli viene richiesto. Il motivo di questa tendenza, a mio parere, si trova nel bisogno di interazione. In quanto animali sociali, ovvero interdipendenti, abbiamo bisogno (un bisogno primario, ovvero genetico) di interagire frequentemente con altri umani e l'obbedienza è un ottimo tipo di interazione.

Tempo e valori

Nel corso della mia vita ho incontrato tante cose e persone che mi hanno aiutato, e che oggi mi sarebbero inutili o persino dannose. Ogni tempo ha i suoi valori.

2019/01/24

Volontà involontaria

ll libero arbitrio è involontario, come la volontà stessa.

Sospendere il giudizio?

Non dobbiamo sospendere il giudizio, dobbiamo ampliarlo per includere interessi e punti di vista diversi.

Sull'(in)esistenza del caso

In tutto ciò che avviene, il caso ha un ruolo più o meno importante, di cui occorre tener conto. Pensare che nulla avvenga per caso è, a parer mio, una grande illusione alimentata da religioni e filosofie esoteriche.

Ipotesi sul libero arbitrio

Non c'è mai stato accordo, tra i filosofi, e nemmeno tra gli scienziati, sull'esistenza del libero arbitrio. Pertanto potrebbe non esistere affatto, esistere sempre o esistere più o meno raramente. Io propendo per la terza ipotesi, che però resta solo una ipotesi di lavoro, in quanto una dimostrazione scientifica o logica non è (ancora) possibile. Più precisamente suppongo che esso sia più o meno possibile e più o meno frequente da persona a persona, e, in una stessa persona, avere una frequenza variabile. Non saprei nemmeno dire se il libero arbitrio sia volontario o involontario.

2019/01/23

Certezze della filosofia

Noi speriamo che la filosofia ci dia delle certezze; invece, a parer mio, la buona filosofia ce le toglie.

Perché ci piace ciò che ci piace?

Quando proviamo un piacere "mentale" non possiamo mai sapere con certezza quale sia la sua vera causa, perché ogni causa è conseguenza di un'altra causa e non tutte le cause sono consce.

Lo stesso vale per il dolore "mentale".

Valenza sociale della musica

A mio parere, la musica unisce e divide, unisce coloro che apprezzano lo stesso genere musicale e divide colori che hanno gusti e interessi musicali diversi. Lo stesso vale per tutte le altre forme d'arte.

Le ragioni dei disaccordi

Il disaccordo tra due persone non dipende quasi mai da errori di logica o contraddizioni nelle argomentazioni di una delle parti o di entrambe, ma da differenze nei punti di vista, sentimenti, valori, presupposti, definizioni e paradigmi cognitivi rispetto ai quali vengono sviluppati i ragionamenti.

Ricetta per la felicità

Per vivere una vita soddisfacente, ovvero per soddisfare i propri bisogni, è necessaria (ma non sufficiente) una buona relazione con sé stessi (ovvero con il proprio inconscio) e con un numero sufficiente di persone con cui cooperare.

Per avere una buona relazione con qualcuno è necessario (ma non sufficiente) conoscere le principali esigenze e motivazioni proprie e altrui.

Cambiare la mente?

Molti pensano che una persona possa cambiare la propria mente (ovvero il proprio comportamento e i propri pensieri) a piacimento, cioè a volontà ("basta volerlo") perché non la considerano una cosa materiale. Suppongono che la mente sia, in un certo senso, come il software di un computer che può essere cambiato parzialmente o totalmente in pochi secondi a seguito di una scelta. A parer mio, si tratta di una illusione fatale, da cui derivano tante altre illusioni ed errori. In realtà la mente consiste in una logica scritta e supportata da sostanze e tessuti materiali interconnessi, biochimici, molecolari, elettrici, per cambiare i quali sono necessarie nuove esperienze e tempi lunghi, cambiamenti sui quali non abbiamo alcun controllo diretto.

2019/01/22

Causalità e casualità del libero arbitrio

A mio parere, ogni causa è conseguenza di un'altra causa, ovvero non esistono cause prime. Ogni evento è puramente causale, puramente casuale o in parte causale e in parte casuale. Suppongo che anche il libero arbitrio rientri in questo paradigma, ovvero che non sia una causa prima, e che sia in parte causale e in parte casuale.

Ammirazioni e giustificazioni

Quasi ogni testo che tratta di cose umane ammira o giustifica certe categorie di persone a svantaggio di certe altre e può perciò contare sul supporto e l'ammirazione degli ammirati e dei giustificati e sull'avversione o il disinteresse degli altri

Sulla forza di volontà

Secondo me la "forza di volontà" è una dote naturale, non un merito. Se uno non ce l'ha "non se la può dare", come il coraggio per Don Abbondio.

L'uomo e i suoi meriti

L'unico merito che si può attribuire ad un essere umano è quello di essere nato con un sistema nervoso efficiente e di aver vissuto in un ambiente favorevole al suo sviluppo. Perché da tali cose dipendono le sue scelte e i suoi successi.

L'illusione del controllo

Nelle riflessioni e nelle discussioni mi pare che manca generalmente una cosa per me fondamentale: la consapevolezza del fatto che i nostri pensieri non sono volontari, ma pilotati da meccanismi inconsci. Ci si illude di avere un controllo sulle parole da pensare o da dire e sulle immagini mentali da immaginare, ma questa è, a mio parere, un'illusione.

Il vantaggio del complottismo

Il vantaggio del complottismo è che offre spiegazioni semplici a problemi complessi, tanto semplici che anche i meno dotati intellettualmente possono comprendere.

L'ordine delle cose

L'uomo obbedisce per comandare e comanda per obbedire, alle proprie passioni e al resto del mondo. Ogni ribellione a questo ordine delle cose è morbosa e viene presto sedata.

Leggi anche Autosorveglianza e libero arbitrio.

Vittime e carnefici

Gli umani, specialmente i vittimisti, sono vittime di se stessi, non dei disumani.

2019/01/21

Il bello del parlar male di qualcuno

Quanto parliamo male di qualcuno è sottinteso che noi siamo migliori, e questo ci gratifica e ci promuove.

Saggezza e risposte cognitivo-emotive

A mio parere, la saggezza implica la capacità e l'abitudine di esplorare, sorvegliare e valutare le risposte cognitivo-emotive proprie e altrui agli stimoli esterni e interni.

Valenza sociale

Quasi ogni cosa che facciamo o evitiamo di fare ci qualifica socialmente, ed ha pertanto una valenza sociale.

Tostoj e il suicidio morale

«Questa coscienza di una vita contraria all'interesse, alla ragione, ai voti di ciascuno di noi, diventa a un certo punto così atroce che i più generosi tra gli uomini, il cui numero si accresce sempre di più, non vedono altro mezzo che il suicidio. Altri ancora soffrono ugualmente della contraddizione tra le loro aspirazioni morali e la realtà, cercando di scappare da questa condizioni con un suicidio parziale: l'abbrutimento con il tabacco, il vino, gli alcolici, le droghe. Altri ancora cercano di dimenticare – di cadere nell'oblio – aggiungendo ai narcotici piaceri eccitanti o sbalorditivi: spettacoli, speculazioni intellettuali su delle questioni oziose, alle quali donano il nome di scienza e di arte.» [Lev Tolstoj, Guerra e rivoluzione]

2019/01/20

I conti e la memoria selettiva

È difficile fare i conti con chi ricorda bene le transazioni a favore degli altri e meno bene quelle a proprio favore.

Il tutto e le sue parti

Siamo parti del tutto e abbiamo bisogno di interagire col resto del tutto.

Autosorveglianza e libero arbitrio

A mio parere, il libero arbitrio si può esercitare solo mediante un'autosorveglianza delle proprie risposte cognitivo-emotive agli stimoli interni ed esterni. In particolare, esso dovrebbe consistere solo nella decisione di approvare o disapprovare le risposte stesse, e non nella decisione di come rispondere agli stimoli.

2019/01/19

Amore e interdipendenza

L'amore si fonda sull'interdipendenza degli esseri umani.

Verità come ipotesi

La cosiddetta verità è solo un'ipotesi non ancora smentita dai fatti, che vale solo in certi casi e a certe condizioni.

2019/01/18

Arroganza del sapere

Al "so di non sapere" socratico preferisco un più realistico e smaliziato, meno ingenuo e meno ipocrita "so di essere arrogante". Il problema non è l'arroganza, ma ignorare di essere arroganti o credersi umili. Perché ognuno di noi sa di sapere qualcosa di più e meglio di qualcun altro e, in tal senso, è arrogante. Di conseguenza, ogni insegnamento o consiglio è un atto di arroganza.

Insufficienza dei maestri

I maestri, dopo essere stati seguiti, sono fatti per essere superati, ovvero completati. Nessun maestro, nessun insegnamento è sufficiente. Ognuno deve cercare il necessario complemento adatto a sé presso altri maestri e/o con la propria intuizione.

Amore e simbiosi

Amore: il bisogno di interagire simbioticamente con una certa persona o altro essere vivente o non vivente, in modo duraturo, se possibile, eterno.

Arbitrarietà del senso e del valore

Nulla ha senso o valore in sé. Sono gli umani che danno senso e valore alle cose secondo le proprie inclinazioni, e insegnano agli altri le loro attribuzioni come se fossero intrinseche e oggettive.

2019/01/17

Arroganza dei filosofi

I filosofi sono tutti arroganti per definizione, perché pretendono di conoscere il vero, il buono e il bello meglio dei non filosofi e di quei filosofi che la pensano diversamente da loro. Ciononostante, aspiro ad essere un filosofo.

Hitler e le masse

Anche da un criminale psicopatico megalomane possiamo imparare qualcosa.

"La facilità di assimilazione della massa è assai ristretta ed il suo intendimento è piccolo: per contro, la sua smemoratezza è grande. Dunque tutta la propaganda efficace deve limitarsi a dei punti essenziali, poco numerosi, e farli valere a forza di formule stereotipate per tutto il tempo che sarà necessario a far sì che anche l'ultimo degli ascoltatori arrivi ad afferrare l'idea... La grande massa di un popolo non è composta né da professori né da diplomatici. Essa è poco accessibile alle idee astratte. Per contro, la si terrà in pugno pià facilmente nel regno dei sentimenti, ed è là che si trovano i moventi segreti delle sue reazioni, sia positive che negative... In ogni periodo, la forza, che ha messo in movimento le rivoluzioni più violente su questa terra, è stata molto meno la proclamazione di una idea scientifica che si è impadronita delle folle, che non un fanatismo animatore e un vero e proprio isterismo che le eccita alla follia." [Adolf Hitler]

Memoria vs. creatività

Le cose più importanti della vita e le possibilità di un suo miglioramento sono sotto gli occhi di tutti, tuttavia pochi le vedono e le capiscono, perché il pensiero non è libero, ma segue i solchi tracciati dalle proprie esperienze. Infatti, le nuove esperienze sono percepite, interpretate e valutate mediante le vecchie.

Per essere creativi bisogna uscire dai solchi dei propri ricordi, ovvero immaginare cose mai viste, e associare idee e fatti in modo impensato, cosa che richiede un certo coraggio.

2019/01/16

Opzioni e libertà di scelta

La vita e il caso mi offrono continuamente opzioni, e qualcosa in me sceglie quali prendere.

Conflitto e dialogo

In caso di conflitto non basta voler dialogare, bisogna saperlo fare.

Libero arbitrio e risposte cognitivo-emotive

Il libero arbitrio consiste nella capacità e nella volontà di sorvegliare e di neutralizzare selettivamente le proprie risposte cognitivo-emotive agli stimoli esterni e interni. Si può esercitare quando ci si ricorda di farlo e finché lo si desidera.

2019/01/15

Piacere, dolore, motivazioni, bisogni

L'uomo fa ciò che fa e non fa ciò che non fa per evitare o diminuire un dolore o per ottenere o aumentare un piacere. Piaceri e dolori possono avere varie forme e intensità, essere più o meno fisici o mentali, e possono essere più o meno reali o immaginari, illusori o anticipatori. Infatti, l'aspettativa di un piacere è essa stessa un piacere, così come l'aspettativa di un dolore è essa stessa un dolore, seppure di tipi diversi.

Domande e risposte sistemiche

Riflessioni sulla natura "sistemica" degli esseri viventi, e dell'uomo in particolare, e del ruolo fondamentale delle "domande" e delle "risposte" automatiche, ovvero programmate secondo certe logiche. Articolo ispirato dalla "ecologia della mente" di Gregory Bateson e dalla "omeostasi sentimentale" di Antonio Damasio, condito e integrato con qualche mia idea personale.

Un sistema (organico o inorganico) è qualcosa capace di rispondere a domande e di porre domande, in modo automatico, ovvero seguendo una certa logica più o meno modificabile.

2019/01/14

Riprogrammarsi

Immagino di essere un robot che si ribella ai suoi programmatori e pretende di riprogrammarsi da sé, ma non sa esattamente come e teme di far peggio.

Sull'automiglioramento

Un grande successo nell'automiglioramento è riuscire a trasformare una risposta cognitivo-emotiva spontanea di disprezzo o paura in una di curiosità o simpatia.

Sul valore delle cose e delle persone

Il valore che diamo alle cose e alle persone dipende dai nostri bisogni e dalle nostre aspettative.

Le ragioni dei disaccordi

Il disaccordo tra due persone non è quasi mai dovuto alla constatazione di errori di logica nella narrazione altrui, ma nel confronto tra logiche inconfrontabili in quanto partono da presupposti diversi qualitativamente e quantitativamente.

Rimozione e mistificazione di piaceri e dolori

Piaceri e dolori, attrazioni e repulsioni, desideri e paure hanno una valenza sociale, nel senso che possono essere approvati o disapprovati dagli altri e, di conseguenza, influenzare il comportamento altrui a favore o a sfavore del soggetto che prova tali sentimenti.

2019/01/13

Sacri placebo

E se le religioni fossero anche dei placebo molto efficaci?

Perché ci (s)piace ciò che ci (s)piace

Il motivo per cui una cosa ci piace o ci spiace potrebbe non aver nulla a che fare con la cosa in sé, ma con il suo contesto o con cose o persone con cui la cosa è stata associata.

Il senso delle cose

Nulla ha senso in sé o a priori. Se crediamo o sentiamo che una cosa ha senso per noi è perché noi stessi o altre persone glielo abbiamo attribuito. Si tratta di risposte cognitive ed emotive a stimoli (parole, immagini, suoni, ecc.), risposte che dipendono dalla nostra mente, non dall'oggetto a cui attribuiamo il senso, essendo quell'oggetto solo uno stimolo o un agente con cui possiamo interagire.

2019/01/12

Natura vs. cultura

La cultura non dovrebbe dominare la natura, specialmente quella umana, ma servirla.

La proprietà transitiva dell'amore

L'amore verso qualcosa potrebbe sussistere per una proprietà transitiva, ovvero, ad esempio, A ama B perché attraverso B può ottenere C che è il vero oggetto del suo amore o desiderio. In tal caso può succedere che A è conscio dell'amore per B ma inconscio del suo amore o desiderio per C.

L'illusione di piacere a se stessi

Io credo che "amare se stessi" o "piacere a se stessi" sia solo un'illusione. Credo infatti che noi possiamo amare solo gli altri e desiderare di essere amati da essi, e quando ci sentiamo degni di essere amati, scambiamo tale sentimento per amore per noi stessi o piacere a noi stessi.

Il problema dell'ambivalenza

L'uomo è un animale ambivalente che però proibisce e condanna l'ambivalenza propria e altrui chiamandola incoerenza, contraddizione, esitazione, errore, tradimento.

Una stessa cosa o persona può essere vera e falsa, buona e cattiva, attraente e repellente, in situazioni diverse e persino nella stessa situazione, ma la nostra cultura aristotelica è polarizzante, premia la scelta decisiva, la presa di parte pro o contro, e punisce i giudizi e i sentimenti ambivalenti considerandoli illogici, assurdi, indecisi, irresponsabili, immorali, infedeli, asociali ecc.

Per la nostra salute mentale e la nostra felicità dovremmo rispettare l'ambivalenza, che ci distingue da tutti gli altri animali ed è una proprietà del pensiero complesso. Infatti, più una persona è semplice o stupida, meno essa è ambivalente.

Blaise Pascal è stato uno dei pochi filosofi che hanno accettato e rispettato l'ambivalenza umana come un dato di fatto naturale.

Opinioni rivelatrici

Quando esprimiamo una opinione riveliamo qualcosa della nostra personalità, della nostra storia e delle nostre motivazioni.

2019/01/11

Il potere della bellezza

Una donna che si fa bella, lo fa per donare agli altri (specialmente agli uomini) la sua bellezza affinché ne godano, oppure per rendersi attraente, ovvero per aumentare il suo potere di attrazione e legame sugli uomini o il suo valore nella borsa della formazione delle coppie? Altrimenti per quale altro motivo potrebbe farlo? Non credo che lo faccia per piacere a se stessa.

Siamo tutti sostituibili

Orgoglio e superbia sono dovuti soprattutto ad una sopravvalutazione del proprio talento, della propria intelligenza e della propria importanza. E' bene ricordarci che siamo tutti sostituibili (e saremo immancabilmente sostituiti) nel breve o medio termine.

Il costo delle gioie

Chi sono? Una vita tra tante che cerca di evitare il dolore e di godere di gioie non troppo costose.

La logica della specie

Siamo tutti figli e servi dello stesso padrone: la logica della specie. Col piacere e col dolore ci usa per riprodursi e, finito il nostro gioco più o meno creativo e più o meno felice, di noi non resta che qualche idea per qualcun altro.

2019/01/10

Ingegneria inversa della vita e della mente

Per “ingegneria inversa” (reverse engineering) s’intende un’attività di ricerca tecnologica il cui obiettivo è capire quale sia la struttura logica interna di un sistema di cui possiamo conoscere solo il comportamento esterno e la struttura materiale. Si tratta dunque di capire, e quindi prevedere, come il sistema reagisce a certi stimoli. In termini informatici si potrebbe dire che l’ingegneria inversa cerca di “indovinare” la logica per cui alla ricezione di un certo input o alla percezione di un certo stato fisico, un sistema emette un certo output, compie certe azioni, prende certe decisioni, cambia il suo stato ecc.

Razionali e sentimentali

Siamo tutti diversamente razionali e diversamente sentimentali.

Scopo della psicoterapia

Lo scopo di una psicoterapia dovrebbe essere quello di modificare o neutralizzare le risposte cognitivo-emotive alla percezione di certe idee, immagini e/o domande.

Il successo dei robot

E' molto più facile cambiare la mente di un robot che quella di un essere umano. Per questo i robot hanno tanto successo.

2019/01/09

Narrazioni e significati

Ogni cultura è piena di narrazioni a cui vengono dati significati spesso totalmente arbitrari, infondati, variabili e volatili, la cui condivisione è tuttavia fattore di coesione sociale, indipendentemente dal loro reale significato o dall'assenza di significato.

La catastrofe della democrazia perfetta

La democrazia perfetta è catastrofica (e ne stiamo facendo l’esperienza con questo “governo del popolo”). Una buona democrazia non deve dare al popolo un potere assoluto, ma mitigato da privilegi concessi alle persone più intelligenti e capaci, anche se non è facile misurare l’intelligenza e la capacità di qualcuno. I titoli accademici e i riconoscimenti della comunità scientifica sono meglio che nessun criterio, come avviene nella democrazia perfetta, dove tutti valgono nella stessa misura.

La saggezza dei ciarlatani

Tutti i ciarlatani, in mezzo alle falsità, dicono qualcosa di sensato e ovvio, facile da capire, con cui non è possibile essere in disaccordo, altrimenti nessuno li seguirebbe.

L'io e l'inconscio - Le due logiche e la salute mentale

Nella mia concezione della mente, l'io, anche detto "io cosciente" o "conscio", è la parte cosciente della vita di un essere umano. A tutto il resto di esso, compresi i visceri, gli organi, la memoria, i nervi, i neuroni e tutte le altre cellule, do il nome di inconscio.

Io divido dunque la vita umana in due parti: la vita conscia e quella inconscia, ognuna con la sua logica, automatica e parzialmente modificabile, di soddisfazione dei bisogni della persona intesa come corpo e mente inseparabili. Le due logiche possono essere più o meno concordi o discordi, coerenti o incoerenti, alleate o antagoniste.

A mio parere, una persona è tanto più sana di mente e contenta, quanto più in essa le due logiche, che si influenzano reciprocamente, collaborano a favore della vita dell'essere a cui appartengono, e quanto meno confliggono tra loro.

2019/01/08

Psicologia vs. filosofia

Psicologia e filosofia sono per me così intricate e interdipendenti che ritengo necessarie una filosofia della psicologia e una psicologia della filosofia.

Sensi di colpa

A mio parere, una delle caratteristiche che distinguono l'uomo dagli altri animali è la capacità di provare sensi di colpa, i quali possono essere più o meno giustificati e più o meno consci o inconsci.

I sensi di colpa possono essere suddivisi in due categorie: quelli verso Dio e quelli verso gli altri (ovvero verso la comunità di appartenenza o persone particolari). I primi sono dovuti soprattutto a insegnamenti cristiani; i secondi, quando non sono giustificati, sono dovuti soprattutto a insegnamenti di genitori conformisti e/o moralisti.

Quando i sensi di colpa sono inconsci, è impossibile capire in quale misura essi siano giustificati.

Relatività del bene e del male

Non dobbiamo stabilire cosa sia bene o male in assoluto, ma di ogni cosa, di ogni opzione, capire per chi, dove e quando e in quale misura lo sia. Perché ciò che è buono per me ora potrebbe essere cattivo in un altro momento o in un'altra situazione, o per un'altra persona.

Nessun bene è per sempre

Nessuna cosa è buona sempre. Ciò che oggi è buono, domani sarà noioso o insufficiente, e perciò non sarà ripetuto nella stessa forma o quantità, fatta eccezione per i riti, i comandamenti morali e le tradizioni popolari, in quanto forme imposte dalla comunità. Siamo dunque condannati a cercare continuamente nuove forme o maggiori quantità di bontà e di piacere.

2019/01/07

Religione e credulità

Chi crede in una religione rivelata può credere in qualunque altra superstizione o falsa narrazione filosofica.

Oracolo personale

Mi piace immaginare di avere un oracolo personale immaginario, a cui porre, specialmente nei momenti di esitazione, dubbio o noia, domande di qualsiasi tipo come, ad esempio, le seguenti:
  • Qual è la cosa migliore che potrei fare in questo momento?
  • Cosa (non) dovrei smettere di fare?
  • Cosa (non) vale la pena di fare?
  • Cosa (non) mi va di fare?
  • Cosa (non) posso sperare?

Paradigmi della natura umana

Si sente spesso dire "conosci te stesso!". Ma è impossibile capire chi siamo né chi siano le persone con cui interagiamo se non in relazione ad un paradigma della natura umana con il suo vocabolario e le sue possibili varianti. Di tali paradigmi ne esistono diversi, più o meno formali ed espliciti (ogni scuola di psicologia ha il suo), ma secondo me sono tutti insoddisfacenti e/o parzialmente fallaci. Spero che un geniale psicologo e filosofo ne concepisca e divulghi al più presto uno nuovo sufficientemente attendibile e utile. L'umanità ne ha bisogno per conoscere se stessa, prima che sia troppo tardi, per evitare una catastrofe umanitaria a livello planetario.

Filosofia e (in)felicità

In teoria, i più esperti di filosofia dovrebbero essere più felici dei meno esperti. Se così non fosse ci sarebbe da chiedersi perché uno dovrebbe interessarsi di filosofia. Si potrebbe, d'altra parte, pensare che le persone meno felici siano le più attratte dalla filosofia, come se questa potesse consolarle o aiutarle a lenire le loro sofferenze.

Quando un dibattito logico diventa polemica difensivo-aggressiva

Succede spesso che un semplice scambio di opinioni si trasformi in un dibattito in cui ognuna delle parti cerca di dimostrare l'invalidità dell'opinione altrui e la validità della propria. E in tali casi succede anche che il dibattito si trasformi in una polemica più o meno aggressiva tra i contendenti.

Suppongo che ciò sia dovuto ad un meccanismo inconscio di difesa della propria dignità sociale o posizione gerarchica. Infatti, nella logica irrazionale, surreale ed estremista dell'inconscio, aver "torto" può implicare il fatto di "meritare" una posizione gerarchica subordinata rispetto a chi ha più ragione, un disprezzo collettivo o perfino l'esclusione dalla comunità.

Pertanto, dimostrare di aver ragione, o almeno di non aver torto, ha un'importanza vitale per l'inconscio, tanto da poter scatenare reazioni emotive difensive e/o aggressive e dar luogo a sentimenti permanenti di rivalità e competizione.

2019/01/06

Parlare di Dio

Non ha alcun senso parlare di Dio senza prima definire cosa sia, altrimenti ognuno lo intende a modo suo.

Punti di vista e responsabilità

Ognuno ha ragione dal suo punto di vista, ma è responsabile del suo.

Domande su Dio

A mio parere, discutere sull'esistenza o non esistenza di Dio è una perdita di tempo. Non importa stabilire se Dio esiste o no, ma come Dio (supponendo che esista) funziona e soprattutto cosa vuole da noi (ammesso che voglia qualcosa da noi). Voi che ne pensate?

2019/01/05

Spirito e carne

Lo spirito è forte ma la carne è debole, e quanto più debole è la carne, tanto più forte è lo spirito.

Inconscio e automatismi

Il mio concetto di inconscio è più ampio di quello freudiano (pur includendolo) e in esso io metto qualsiasi automatismo percettivo, logico, pulsionale, psicomotorio, sentimentale, emotivo, omeostatico, metabolico ecc.

2019/01/04

Le vite degli altri

La vita di qualsiasi essere umano, nessuno escluso, è interessante e istruttiva se osservata da un punto di vista umanistico, scientifico, storico, economico, biologico, psicologico, filosofico ed empatico, cosa che avviene molto raramente, forse mai. Infatti il punto di vista più comune è quello dell'interesse personale e dell'inclinazione a trovare conferme della validità delle proprie idee e dei propri comportamenti.

Una conversazione con Bertrand Russell (video)



L'irresistibile fascino e carisma della saggezza.

Hegel: pensatore geniale o geniale imbroglione?

Mi piacerebbe aprire una discussione sul valore della filosofia hegeliana prendendo come spunto le seguenti citazioni dalla Fenomenologia dello spirito.

2019/01/03

Dittatura della mediocrità

Ho l'impressione che la società attuale non premi la saggezza, la conoscenza, l'onestà, la diligenza, il coraggio, ma piuttosto la ricchezza, la bellezza, il potere, il lusso, la competitività, il successo, la conformità alle mode e alle tradizioni. Se è così, nessuno è incentivato a diventare più saggio, più colto, più onesto, più diligente, più coscienzioso, più coraggioso, più intelligente, più originale.

Inoltre mi sembra che i mass media, il commercio, la politica, la cultura, per avere il massimo successo di pubblico, l'audience più vasta, tendano ad elogiare la mediocrità in quanto qualità prevalente nelle masse, ed in tal modo la incentivano, in un circolo vizioso.

Ho la sensazione che siamo entrati definitivamente nell'era della dittatura della mediocrità e della ruffianeria, grazie soprattutto alla televisione commerciale e a Internet, che danno ampio spazio a contenuti-spazzatura che vengono poi condivisi in tempo reale.

L'origine delle informazioni

Una volta si sapeva da dove venivano le informazioni. Oggi, con internet, molto meno. Potrebbero venire dal nostro vicino di casa psicopatico e non lo sappiamo. Oggi siamo tutti autori ed editori, dal momento che non costa nulla.

Il problema della sessualità

Trovo interessante il fatto che i discorsi relativi alla morale sessuale riscuotano sempre un grande interesse e rivelino una marcata polarizzazione dei giudizi. Credo che ciò sia il sintomo di un problema che ci riguarda tutti e che né la modernità né la postmodernità hanno ancora risolto. In altre parole: la sessualità resta un grosso problema per la società in generale e per la nostra in particolare. Altri sintomi sono la diffusione e la vitalità della prostituzione e della pornografia dovunque non siano severamente proibite per legge.

Obbedire ai sentimenti

Suppongo che lo scopo della ragione sia quello di obbedire ai sentimenti e arbitrarne i conflitti.

Questa mia supposizione è avallata dal pensiero di David Hume, riassunto come segue in un articolo di Wikipedia:

"Contrariamente all'opinione diffusa, risalente a Platone, che cioè la ragione sia superiore alle passioni e in grado di dominarle, per Hume in realtà nessuna condotta umana può essere compresa dalla ragione che è capace solo di stabilire semplicemente delle relazioni tra le idee e mai dettare quale debba essere il comportamento umano. Anzi, afferma Hume, «la ragione è, e deve essere, schiava delle passioni»"

2019/01/02

I propri limiti

Per gli antichi greci la saggezza consisteva soprattutto nel conoscere i propri limiti e nel non tentare di superarli, pena la punizione divina. Credo che questo principio di saggezza valga anche per chi non crede negli dei. Ci pensano infatti la natura e la società a punire chi oltrepassa i propri limiti.

Funzioni della filosofia

La filosofia può essere una professione, un hobby, un passatempo, la giustificazione morale e razionale del proprio comportamento o delle proprie scelte politiche, un mezzo di distinzione sociale, un prerequisito per appartenere ad certi gruppi, un modo per sentirsi o apparire intellettualmente o moralmente superiori agli altri, una risorsa per imparare a ragionare in modo più efficace e facendo meno errori, oppure, come nel mio caso, uno strumento per capire e comprendere meglio la natura umana, per crescere e migliorare sempre di più, ovvero per meglio soddisfare i miei bisogni e quelli altrui.

L'utilità delle cose

Suppongo possa essere utile guardarsi intorno (fuori e dentro di sé) e di ogni cosa o idea che si vede o che viene in mente chiedersi: A chi e perché potrebbe servire? A chi e perché potrebbe nuocere?

2019/01/01

Simulazione della realtà

Suppongo che l'uomo sia l'unico animale capace di simulare la realtà, ovvero di vivere, con l'immaginazione, in una realtà virtuale, e perfino di trarne piaceri e dolori reali.

Piangere di gioia

Suppongo che il piangere di gioia, un ossimoro non impossibile, si possa spiegare con la rievocazione del dolore (da cui il pianto) associato alla precedente repressione di un bisogno, ovvero alla rinuncia ad una speranza, rievocazione che avviene quando, insperabilmente, quel bisogno può essere soddisfatto e la speranza sembra avverarsi.

L’io istantaneo

Suppongo che l’io cosciente non abbia continuità, cioè che sia un fenomeno istantaneo del solo presente, ovvero che non si conservi, ma che si rinnovi ad ogni istante. In altre parole, suppongo che siamo coscienti solo del nostro io attuale e che abbiamo un’idea illusoria, vaga, soggettiva, fittizia, costruita a nostra convenienza, del nostro io passato, ovvero dei nostri io succedutisi nel tempo, un’idea basata su vaghi e frammentari ricordi registrati nella nostra memoria; similmente, abbiamo un’idea puramente immaginaria di ciò che saranno i nostri io futuri. Ritengo dunque l’autocoscienza, o “io cosciente”, volatile come un sentimento, ovvero come una fitta di dolore o un flusso di piacere. Ciò che ha una certa continuità, sebbene le sue parti si rinnovino continuamente, è il corpo dell’individuo nella sua totalità, così come un’automobile mantiene il suo carattere anche dopo che tutte le sue parti sono state sostituite con altre più o meno simili.

Ordine fascista

Quando la democrazia non riesce a mantenere l'ordine, il fascismo viene in suo aiuto.

Sulle scuole di psicoterapia

Ogni scuola di psicoterapia è più o meno utile, ma nessuna sufficiente.

Verità che offendono

È difficile parlare della natura umana senza che qualcuno si offenda.

Interazioni reali vs. immaginarie

Quando due umani si trovano tra loro in prossimità, ovvero in comunicazione o telecomunicazione, essi comunicano e interagiscono secondo i rispettivi programmi mentali. Quando un umano si trova da solo, ovvero non in prossimità o comunicazione con qualcuno, la sua mente si prepara alle future interazioni con gli altri, ipotizzandole e simulandole consciamente e inconsciamente mediante l’immaginazione.

Blog di Bruno Cancellieri