Visualizzazione post con etichetta Social networks. Mostra tutti i post
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2020/04/08

Condivisione straordinaria

In questi giorni di quarantena più che mai la gente ha bisogno di condividere qualcosa. Non potendo condividere spazi, cerca di condividere espressioni, preoccupazioni, speranze, idee e opinioni varie, e nei social network c'è un'inflazione di dichiarazioni, commenti e condivisioni di dichiarazioni e di commenti, più o meno intelligenti e più o meno profondi, come questo mio scritto.

2019/09/21

Social network e intelligenza

Dimmi come usi i social network e ti dirò qual'è il tuo livello d'intelligenza.

2019/01/03

L'origine delle informazioni

Una volta si sapeva da dove venivano le informazioni. Oggi, con internet, molto meno. Potrebbero venire dal nostro vicino di casa psicopatico e non lo sappiamo. Oggi siamo tutti autori ed editori, dal momento che non costa nulla.

2018/12/11

Facebook e la condivisione

Suppongo che il grande successo di Facebook sia dovuto al fatto che è uno strumento di condivisione, che promette condivisione, della quale l'Uomo ha un forte e insopprimibile bisogno.

2018/03/19

Gli utenti silenziosi dei social network

Mi pare che la maggior parte della gente abbia paura di esprimere in pubblico le sue opinioni, paura perfino di mettere un link ad un post con cui sono d'accordo. Sono tanti quelli che leggono i post altrui e non postano né commentano mai i post, nemmeno quelli dei loro amici di Facebook. Al massimo condividono, senza commenti, qualche post virale. Forse hanno paura di essere schedati e puniti per le loro idee politiche o filosofiche, forse hanno paura, parlando, di mostrare la loro ignoranza, forse vogliono tenere nascoste le proprie opinioni per poterle cambiare senza problemi, forse non hanno il coraggio di avere idee originali o forse, semplicemente, non hanno nulla da dire.

2017/11/28

Perché Facebook ha successo

Il successo di Facebook si spiega, secondo me, con il fatto che questo sistema soddisfa, o promette di soddisfare, in modi molto più comodi ed efficienti di quelli tradizionali, uno dei bisogni più importanti dell'Homo Sapiens: quello di interagire con altri individui della stessa specie, ovvero il bisogno di appartenenza e integrazione sociale.

2017/11/06

Sulle fake news in rete

Andrà a finire che in rete circoleranno tante di quelle fake news e false attribuzioni che a un certo punto nessuno crederà più alle informazioni che non abbiano un bollino blu di qualche autorità scientifica. Il che forse è anche un bene.

2017/08/07

Facebook e la solitudine

Quando sfoglio Facebook mi sembra di stare in una fiera, in cui innumerevoli bambini che si credono adulti, portabandiera, commercianti mascherati, predicatori e cantastorie (me compreso) si contendono l'attenzione dei visitatori sperando di vender loro qualche simulacro o notizia più o meno campata in aria, pagabile con un segno d'affetto o di comune appartenenza (like). Tutto per sentirsi meno soli e avere l'illusione di non esistere invano.

2017/07/13

Osservatori di psicologia sociale

Facebook è un ottimo osservatorio di psicologia sociale.

2016/08/17

Umberto Eco, Internet dà diritto di parola a legioni imbecilli

(ANSA) - TORINO, 10 GIU -"I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. E' l'invasione degli imbecilli". Attacca internet Umberto Eco nel breve incontro con i giornalisti nell'Aula Magna della Cavallerizza Reale a Torino. Ha appena ricevuto dal rettore Gianmaria Ajani la laurea honoris causa in 'Comunicazione e Cultura dei media' perché "ha arricchito la cultura italiana e internazionale nei campi della filosofia, dell'analisi della società contemporanea e della letteratura, ha rinnovato profondamente lo studio della comunicazione e della semiotica". E' lo stesso ateneo in cui nel 1954 si era laureato in Filosofia: "la seconda volta nella stessa università, pare sia legittimo, anche se avrei preferito una laurea in fisica nucleare o in matematica", scherza Eco. La sua lectio magistralis, dopo la laudatio di Ugo Volli, è dedicata alla sindrome del complotto, uno dei temi a lui più cari, presente anche nel suo ultimo libro 'Numero zero'. In platea il sindaco di Torino, Piero Fassino e il rettore dell'Università di Bologna, Ivano Dionigi. Quando finisce di parlare scrosciano gli applausi. Eco sorride: "non c'è più religione, neanche una standing ovation". La risposta è immediata: tutti in piedi studenti, professori, autorità. "La tv aveva promosso lo scemo del villaggio rispetto al quale lo spettatore si sentiva superiore. Il dramma di Internet è che ha promosso lo scemo del villaggio a portatore di verità", osserva Eco che invita i giornali "a filtrare con équipe di specialisti le informazioni di internet perché nessuno è in grado di capire oggi se un sito sia attendibile o meno". "I giornali dovrebbero dedicare almeno due pagine all'analisi critica dei siti, così come i professori dovrebbero insegnare ai ragazzi a utilizzare i siti per fare i temi. Saper copiare è una virtù ma bisogna paragonare le informazioni per capire se sono attendibili o meno". Eco vede un futuro per la carta stampata. "C'è un ritorno al cartaceo. Aziende degli Usa che hanno vissuto e trionfato su internet hanno comprato giornali. Questo mi dice che c'è un avvenire, il giornale non scomparirà almeno per gli anni che mi è consentito di vivere. A maggior ragione nell'era di internet in cui imperversa la sindrome del complotto e proliferano bufale".

© Copyright ANSA


2016/01/27

Zygmunt Bauman sui social networks

Estratto da un'intervista a Zygmunt Bauman:
http://elpais.com/elpais/2016/01/19/inenglish/1453208692_424660.html

Q. You are skeptical of the way people protest through social media, of so-called “armchair activism,” and say that the internet is dumbing us down with cheap entertainment. So would you say that the social networks are the new opium of the people?

A. The question of identity has changed from being something you are born with to a task: you have to create your own community. But communities aren’t created, and you either have one or you don’t. What the social networks can create is a substitute. The difference between a community and a network is that you belong to a community, but a network belongs to you. You feel in control. You can add friends if you wish, you can delete them if you wish. You are in control of the important people to whom you relate. People feel a little better as a result, because loneliness, abandonment, is the great fear in our individualist age. But it’s so easy to add or remove friends on the internet that people fail to learn the real social skills, which you need when you go to the street, when you go to your workplace, where you find lots of people who you need to enter into sensible interaction with. Pope Francis, who is a great man, gave his first interview after being elected to Eugenio Scalfari, an Italian journalist who is also a self-proclaimed atheist. It was a sign: real dialogue isn’t about talking to people who believe the same things as you. Social media don’t teach us to dialogue because it is so easy to avoid controversy… But most people use social media not to unite, not to open their horizons wider, but on the contrary, to cut themselves a comfort zone where the only sounds they hear are the echoes of their own voice, where the only things they see are the reflections of their own face. Social media are very useful, they provide pleasure, but they are a trap.

Blog di Bruno Cancellieri