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Visualizzazione post con etichetta Semantica generale. Mostra tutti i post
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2017/11/12
Sul principio di non contraddizione
Secondo la logica aristotelica io sono pieno di contraddizioni. Da qualche tempo però, anche grazie all'insegnamento di Alfred Korzybski, seguo la logica non aristotelica, in cui il principio di non contraddizione non solo non esiste, ma è una iattura.
2017/10/12
Il senso e il significato delle cose
Le cose, le parole, le idee non hanno un senso o un significato in sé; è la psiche che dà loro un senso e un significato, più o meno diverso da persona a persona.
2017/09/16
2017/09/12
Fare tabula rasa della propria mappa cognitivo-emotiva
Non dovremmo mai smettere di meravigliarci del fatto che ogni parola, ogni concetto, ogni immagine, insomma, ogni "oggetto mentale" che passa per la nostra coscienza, ovvero sul quale la nostra attenzione si sofferma, è programmato per dar luogo a certe reazioni cognitive e/o emotive ovvero è collegato logicamente a certi altri oggetti mentali e a certe valutazioni e colorazioni affettive. Si tratta di quelle che Alfred Korzybski chiama "reazioni semantiche".
Ciò che io chiamo "mappa cognitivo-emotiva" è l'insieme di tali reazioni, ovvero associazioni o relazioni le quali sono automatiche, ovvero predefinite, programmate, anche se in modo parzialmente modificabile nel tempo a fronte di nuove esperienze.
Dovremmo riflettere sulla qualità di tali associazioni, ovvero chiederci quanto esse siano utili o dannose alla soddisfazione dei nostri bisogni, e se siano migliorabili in qualche modo, dato che sono soggettive e variabili da persona a persona.
Per cominciare potremmo fare un esercizio mentale in cui, mentre pensiamo o osserviamo qualcosa, o ascoltiamo un discorso, immaginiamo che a fronte di ogni oggetto mentale su cui si posa la nostra attenzione, non vi sia in noi ancora alcuna reazione semantica e che abbiamo la capacità di definirne una o più.
Più in generale, immaginiamo di fare tabula rasa della nostra mappa cognitivo-emotiva e di costruirne una nuova razionalmente, man mano che percepiamo oggetti mentali.
Ciò che io chiamo "mappa cognitivo-emotiva" è l'insieme di tali reazioni, ovvero associazioni o relazioni le quali sono automatiche, ovvero predefinite, programmate, anche se in modo parzialmente modificabile nel tempo a fronte di nuove esperienze.
Dovremmo riflettere sulla qualità di tali associazioni, ovvero chiederci quanto esse siano utili o dannose alla soddisfazione dei nostri bisogni, e se siano migliorabili in qualche modo, dato che sono soggettive e variabili da persona a persona.
Per cominciare potremmo fare un esercizio mentale in cui, mentre pensiamo o osserviamo qualcosa, o ascoltiamo un discorso, immaginiamo che a fronte di ogni oggetto mentale su cui si posa la nostra attenzione, non vi sia in noi ancora alcuna reazione semantica e che abbiamo la capacità di definirne una o più.
Più in generale, immaginiamo di fare tabula rasa della nostra mappa cognitivo-emotiva e di costruirne una nuova razionalmente, man mano che percepiamo oggetti mentali.
2017/08/20
Intelligenza, astrazioni, comunicazione
Le parole sono astrazioni di sensazioni o di altre astrazioni (con un numero di livelli potenzialmente illimitato) e l'intelligenza è la capacità di astrarre, e la profondità in termini di livelli (ovvero la complessità strutturale) in cui una persona riesce a farlo.
Ognuno astrae a suo modo (ad eccezione delle astrazioni scientifiche, che sono condivise universalmente). Per questo è difficile la comunicazione tra esseri umani, perché usiamo parole a cui ciascuno dà un significato diverso, soggettivo, più o meno estensivo, profondo, comprensivo o esclusivo di certi aspetti delle realtà soggettive e oggettiva.
Ciò che complica il problema è il fatto che siamo poco o per nulla consapevoli dei nostri processi di astrazione e della soggettività dei nostri vocabolari.
Ognuno astrae a suo modo (ad eccezione delle astrazioni scientifiche, che sono condivise universalmente). Per questo è difficile la comunicazione tra esseri umani, perché usiamo parole a cui ciascuno dà un significato diverso, soggettivo, più o meno estensivo, profondo, comprensivo o esclusivo di certi aspetti delle realtà soggettive e oggettiva.
Ciò che complica il problema è il fatto che siamo poco o per nulla consapevoli dei nostri processi di astrazione e della soggettività dei nostri vocabolari.
2017/08/17
Cose buone o cattive?
Per me le cose non sono mai buone o cattive in assoluto, ma più o meno utili a qualcuno rispetto a certi suoi fini in un certo momento della sua vita.
Cosa ho capito dalla "Semantica Generale" di Alfred Korzybski
Qualunque affermazione o valutazione che non sia contestualizzata strutturalmente, collocata nello spazio e nel tempo, relativizzata rispetto ad un fine e quantificata statisticamente, non è né vera né falsa, è insignificante e, in quanto tale, è inutile discuterla, se non come reazione psichica più o meno adatta alla soddisfazione dei bisogni umani. Questo è ciò che, in sintesi, ho capito dalla lettura (ancora in corso) di "Science and Sanity" di Alfred Korzybski. Logico direi, anzi, psico-logico.
2017/08/07
Pensiero e comportamento (come migliorare il mondo)
Nella misura in cui il nostro comportamento dipende (anche) dal nostro modo di pensare e ragionare, esso (il comportamento) può essere reso più efficace ed efficiente (in termini di soddisfazione dei bisogni nostri e altrui) attraverso un miglioramento del nostro modo di pensare e di ragionare, il che implica cambiamenti strutturali e/o semantici nella nostra mente.
In altre parole, per migliorare il mondo bisogna migliorare il nostro modo di pensare e ragionare, il quale è ancora rudimentale e affetto da errori sostanziali come l'idea prevalente che si possa definire in assoluto ciò che è e o non è, esiste o non esiste, è giusto o sbagliato, buono o cattivo, utile o inutile, bello o brutto, vero o falso ecc. senza fare riferimento alla natura umana e in particolare alla struttura e al funzionamento della mente (come ci insegna Alfred Korzybski nella "Semantica generale").
In altre parole, per migliorare il mondo bisogna migliorare il nostro modo di pensare e ragionare, il quale è ancora rudimentale e affetto da errori sostanziali come l'idea prevalente che si possa definire in assoluto ciò che è e o non è, esiste o non esiste, è giusto o sbagliato, buono o cattivo, utile o inutile, bello o brutto, vero o falso ecc. senza fare riferimento alla natura umana e in particolare alla struttura e al funzionamento della mente (come ci insegna Alfred Korzybski nella "Semantica generale").
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