2018/12/17

Condivisione e vita sociale

Suppongo che la mente umana e la società (entità perfettamente interdipendenti) siano basate sulla condivisione di forme, norme, valori, beni, servizi, corpi, giochi, riti ecc. Per condivisione intendo l’avere qualcosa di materiale o immateriale in comune in modo più o meno duraturo. Si tratta dunque di una relazione bilaterale, simmetrica o asimmetrica, ma sempre reciproca, almeno nelle intenzioni di una delle due parti in gioco.

Verità incredibile

Il vero e il falso sono mescolati così bene che la pura verità è incredibile.

Influenza dell'ambiente

Ogni ambiente influenza chi ci vive. Per cambiare le influenze conviene cambiare ambiente.

2018/12/13

Per interagire cooperativamente

Per interagire cooperativamente con gli altri bisogna tenere in considerazione le loro mappe cognitivo-emotive.

Domande sulla condivisione

Cosa condividere? Con chi? Come? Quando? Quanto? Cosa non condividere? Perché condividere? Perché non condividere? Condividere o non condividere, questo è il dilemma.

2018/12/12

Che significa condividere

Condividere significa trasformare il mio in nostro.

Fallibilità della ragione

La ragione non ha sempre ragione, a volte sbaglia.

Società e condivisione

La società è fatta di condivisioni. È il risultato di innumerevoli condivisioni di beni, servizi, risorse, parole, narrazioni (più o meno vere e false), riti, superstizioni, credenze, valori, tabù, logiche, mentalità, gusti, sentimenti, emozioni, intimità, mode, spettacoli, testi, immagini, suoni, film, teorie, forme, libri, conoscenze, idee, notizie, simulacri, simboli, giochi, abilità, luoghi, istituzioni, organizzazioni, associazioni ecc.

L'uomo ha bisogno di condividere. Se non lo fa muore. Tanto più condivide, tanto più è vivo e felice.

Tuttavia, la condivisione di disprezzo, paura e odio verso altri umani può causare liti, guerre, distruzioni e isolamenti dolorosi o letali. Perciò conviene non disprezzare, temere e odiare più dello stretto necessario.

2018/12/11

Facebook e la condivisione

Suppongo che il grande successo di Facebook sia dovuto al fatto che è uno strumento di condivisione, che promette condivisione, della quale l'Uomo ha un forte e insopprimibile bisogno.

2018/12/10

Ragione e torto

Può succedere che due persone con idee diverse abbiano entrambe ragione e/o entrambe torto. Infatti, ragione e torto dipendono dal contesto o paradigma di riferimento. Due persone che comunicano sulla base di contesti o paradigmi diversi, o più semplicemente con punti di vista diversi, possono avere entrambe ragione (rispetto ai propri punti di vista, contesti e paradigmi) anche se dicono cose opposte. E' il contesto che dà significato al testo. Senza un contesto di riferimento qualsiasi affermazione non significa alcunché.

Può l'intelligenza essere eccessiva?

E' meglio non essere più intelligenti del necessario. L'intelligenza non deve essere fine a se stessa, ma aiutarci a soddisfare i nostri bisogni.

Sul processo di individuazione

Il processo di individuazione non dovrebbe essere finalizzato a differenziarsi dagli altri (anche se ciò accade inevitabilmente in una certa misura) ma a trovare condivisioni alternative rispetto a quelle native, cioè condivisioni più favorevoli alla soddisfazione dei propri bisogni. In altre parole individuarsi dovrebbe consistere nel trovare nuove e più favorevoli affinità.

Sul conoscere se stessi

Fino a che punto può una mente conoscere se stessa?

Verità e condivisione

L'uomo non ha bisogno di verità, ma di condivisione di narrazioni, vere o false che siano.

2018/12/08

Il prezzo della felicità

Per raggiungere la felicità bisogna rinunciare a qualcosa e a volte il prezzo è troppo alto.

La solitudine del saggio

I saggi sono condannati alla solitudine perché sono rari, e gli stolti, che costituiscono la stragrande maggioranza della gente, li vedono come strani, noiosi, provocatori, utopisti, esigenti, giudicanti, pignoli, rigorosi, austeri, presuntuosi, arroganti ecc.

Gli stolti amano gli umili, ma non i saggi. I saggi, infatti non sono umili, anche se sanno che conviene sembrarlo per essere accettati e amati.

Gli stolti si guardano bene dal diventare saggi perché per loro è meglio sbagliare insieme che avere ragione da soli. Perciò se appartenete a quel piccolo numero di persone che cercano di capire la natura umana, non fatevi illusioni: più la capirete e più sarete soli.

Gli stolti amano la falsa saggezza, quella dei ciarlatani (accademici e non), inutile, illusoria e spesso dannosa, ma facile da condividere. Perché per l'uomo ciò che conta non è la verità, ma la condivisione, fosse anche la condivisione di falsità. La verità è molto più complessa e imbarazzante delle falsità; per questo la falsità è più popolare.

Come cambiare una mente

Prima di cominciare a cambiare una mente, bisogna sapere come è fatta e come funziona.

Che succede quando leggiamo

Quando leggiamo un articolo di un giornale, acquisiamo un pezzo di software che va ad aggiungersi a quello che già possediamo. In realtà non si tratta di una semplice aggiunta, perché il software preesistente esamina e valuta il nuovo frammento e "decide" se accoglierlo tutto, in parte o per niente e in quale zona, ovvero contesto, della sua struttura inserirlo, dopo averlo adattato, semplificato, tradotto, interpretato, completato, modificato, distorto in modo "conveniente", ovvero "congeniale", secondo i propri bias cognitivi e le proprie risposte emotive.

2018/12/07

Inviti a copiare

Ogni libro, ogni giornale, ogni cartello o video pubblicitario è un pezzo di software che ci invita a copiarlo nella nostra mente.

L'uomo e il suo software

Io suppongo che la mente umana sia come il software di un computer con l'aggiunta di sentimenti, coscienza e volontà, che interagiscono col software stesso.

Il software (sia quello dei computer, sia quello umano) è fatto di informazioni, ovvero di dati, alcuni dei quali hanno la speciale funzione di dirigere, ovvero comandare, il comportamento della macchina o della persona secondo certi algoritmi, ovvero "logiche": essi vengono comunemente chiamati programmi e sono più o meno modificabili.

2018/12/05

Una mente superiore

Una mente superiore è una mente capace di studiare se stessa, ovvero la propria struttura e il proprio funzionamento, e di modificarsi volontariamente e consapevolmente, nei limiti del possibile, per migliorare le proprie interazioni con il mondo esterno e interno, in modo da soddisfare meglio i bisogni della propria persona.

Filosofia plurale

La storia della filosofia si dovrebbe chiamare storia delle filosofie, così come non esiste una storia della religione, ma la storia delle religioni.

Ritagli di libri

Se dalla Bibbia prendiamo solo ciò che ci conviene ne viene fuori un ottimo libro. Lo stesso vale per quasi tutti i libri del mondo.

Perché non sono cristiano

Ci hanno insegnato che Dio si è fatto uomo per amore dell'uomo, per salvarlo, e per questo ha fatto torturare e uccidere suo figlio come un criminale. Il risultato è stato la nascita di una nuova religione che ha causato per molti secoli guerre feroci e la repressione della libertà di pensiero.

In quanto alla salvezza cristiana, questa è possibile solo dopo la morte e solo per i pentiti dei loro peccati, il più grave dei quali è non credere in tale Dio e in Cristo.

Non affiderei il governo del mio paese né della mia persona a una guida con queste referenze.

Se il Dio della Bibbia esistesse davvero, non avrebbe bisogno né di emissari né di rappresentanti o interpreti. Parlerebbe direttamente alle persone, e la Bibbia sarebbe tutta un'altra storia.

2018/12/04

Cosa significa inventare

Inventare non significa creare cose inesistenti, ma mettere insieme e collegare in modo nuovo cose che sono sotto gli occhi di tutti.

Come uscire dalla crisi intellettuale e morale

I paradigmi filosofici del passato non sono in grado di affrontare l'attuale complessità scientifica, tecnologica, sociale, storica, politica (che include, ad esempio, il fallimento del fascismo e del comunismo e la crescente diffusione del populismo). Il fallimento dei paradigmi accademici favorisce uno sterile relativismo e un nichilismo distruttivo che sta causando il declino della nostra civiltà. Io credo che si possa uscire dalla attuale crisi intellettuale e morale attraverso una filosofia della complessità (E. Morin), una visione cibernetica e sistemica della vita (G. Bateson), una logica non aristotelica (A. Korzybski), una pragmatica neurologica dei sentimenti (A. Damasio) e una dialettica dei bisogni umani (L. Anepeta).

2018/12/03

Forme culturali e interazioni

Ogni forma o espressione culturale è un invito all'imitazione, alla conformazione, alla condivisione, all'interazione secondo certe logiche.

L'errore più comune

L'errore più comune che tutti commettiamo è quello di credere o supporre che gli altri pensino come noi, ragionino come noi, sappiano ciò che sappiano noi, sentano ciò che sentiamo noi.

Software contro software

Le interazioni tra esseri viventi sono regolate dai rispettivi software, i quali determinano il comportamento, cioè cosa cercare (ovvero le motivazioni e gli interessi) e come reagire ai vari stimoli o input. Le motivazioni di due esseri viventi possono essere tra di loro più o meno sinergiche  ("win-win") o conflittuali. In caso di conflitti ciascuna parte può cercare di indurre o costringere il software dell'altra ad adattarsi ai propri desideri, oppure indurre o costringere il proprio software ad adattarsi a quelli dell'altra. La condizione umana è caratterizzata infatti da una continua dialettica tra i software delle persone che interagiscono, che può essere più o meno violenta.

Il livello dell'io

L'io deve salire di livello rispetto al resto della mente, ovvero al resto del software che ci governa. Non deve perciò dire "io voglio x e non voglio y", ma "il mio software vuole x e non vuole y". Non deve dire "io e te non siamo d'accordo, ma i nostri software non sono d'accordo. Non "io amo x", ma "il mio software ama x". Non "io odio y", ma "il mio software odia y". Non "io penso x", ma "il mio software pensa x".

Confini dei pronomi personali

Con i pronomi personali (io, tu, lui...) non dobbiamo intendere persone intere, ma solo la parte cosciente di esse, ovvero una piccolissima parte delle loro menti. Perciò è appropriato dire "io e il resto della mia mente", "io e il mio corpo" ecc.

Cervelli inadeguati a gestire la complessità

Per centinaia di migliaia di anni l’homo sapiens ha conosciuto un‘unica lingua, un’unica religione, un’unica filosofia, un unico modo di procurarsi il cibo, un’unica forma di governo e ha pensato in modo semplice. Il progresso tecnico degli ultimi quattromila anni, specialmente negli ultimi quattro secoli, ha reso la società e la vita così complesse che non possiamo più permetterci di pensare in modo semplice. Tuttavia il nostro cervello è rimasto fisicamente quello di migliaia di anni fa, poco adatto a gestire la complessità e vari livelli di astrazione e di metapensiero. Lo stesso vale per le culture e la conoscenza della natura umana che sono ancora molto arretrate rispetto alle attuali possibilità tecniche e alle conoscenze scientifiche di cui disponiamo.

2018/12/02

La colpa di non fare del bene

Troppo comodo limitarsi a non fare del male. E comunque si può fare del male anche non facendo alcunché. Diceva bene Voltaire: "ognuno è colpevole del bene che non ha fatto".

Paradigmi e paradogmi

La conoscenza è fatta di paradigmi e di paradogmi.

Testo e contesto

Ogni espressione umana, ogni frase, ogni parola, va intesa non come informazione a sé stante, ma come parte di un contesto cognitivo ed emotivo, ovvero di una certa visione del mondo. È tale contesto che dà all'espressione il suo vero e profondo significato.

2018/12/01

Teologia vs. filosofia

Io credo che teologia e filosofia siano incompatibili. Per la prima Dio è il punto di partenza, per la seconda Dio o la sua negazione il punto di arrivo.

Blog di Bruno Cancellieri