2019/04/30

Sul cosiddetto “senso” della vita

Perché la vita dovrebbe avere un senso? Ciò che conta non è se la vita abbia o no un senso (qualunque cosa “senso” significhi), ma se sia abbastanza piacevole e non troppo dolorosa perché valga la pena di essere vissuta. Si tratta dunque di trovare il modo per ottenere un sufficiente piacere ed evitare un eccessivo dolore in questa vita. Tutto il resto sono discorsi inutili e illusori, come le promesse di piacere o dolore dopo la morte.

2019/04/29

Scelta bloccante

A volte, volendo fare tante cose, si finisce per non fare nulla.

Libertà relativa

Chi ama la sua prigione si sente libero.

Perché facciamo ciò che facciamo?

Le cose si fanno per necessità, costrizione, paura, abitudine, dovere o piacere. Quando vi accingete a fare qualcosa, chiedetevi perché la fate.

Perché e per chi?

Quando ci accingiamo a fare qualcosa, chiediamoci: perché e, soprattutto, per chi la faccio?

2019/04/28

La mente come dispositivo sociale

Come ci insegna George Herbert Mead, la mente umana è un dispositivo eminentemente sociale. Infatti essa è principalmente basata (e concentrata, consciamente e ancor più inconsciamente) sugli "altri”, in quanto finalizzata a gestire le relazioni e le interazioni con questi (e con ciò che Mead chiama l'Altro generalizzato).

Liceità del piacere e della violenza

Da quando esiste, la religione cattolica (come altre) si arroga il diritto di stabilire quando un piacere (come ad esempio quello sessuale) o una violenza (come ad esempio il rogo di una persona o una guerra) siano leciti. Per contro, per i cattolici il dolore e il subire violenze sono sempre leciti, anzi, costituiscono un credito per ottenere il paradiso.

Il piacere dell'illusione

A volte ci si illude volontariamente per godere del piacere dell'illusione.

Solitudine e libertà

Quanto più una persona è solitaria, tanto più viene vista con sospetto dalla gente comune, a causa della sua maggiore libertà dal reciproco controllo sociale.

Volontà, non-volontà e anti-volontà

La maggior parte di ciò che avviene nella nostra mente è involontario, e a volte contrario alla nostra volontà.

Logiche dell'inconscio

Anche l'inconscio ha le sue logiche, e sono molto più rozze di quelle della coscienza.

2019/04/27

Sul disprezzo della razionalità

C'è un livello di razionalità accettabile (normalmente il proprio) oltre il quale questa è da molti considerata nociva. A giustificazione di tale atteggiamento si asserisce che la razionalità tende a reprimere i sentimenti e quindi l'empatia.

Ragione arbitraria

Chi definisce il significato delle parole a suo arbitrio ha sempre ragione.

Triangoli relazionali

La seguente figura illustra la complessità delle relazioni umane per quanto riguarda la coerenza tra le motivazioni (consce e inconscie) di un soggetto e quelle delle persone con cui egli interagisce.

I triangoli nella figura si riferiscono alla teoria dell'equilibrio cognitivo di Fritz Heider, che io preferisco chiamare "teoria dell'equilibrio cognitivo e affettivo" in quanto ha a che fare non solo con pensieri, ma anche con sentimenti consci e inconsci (vedi Triangolazioni affettive, comunità sentimentali).

Giudizi reciproci, relazioni e felicità

Io giudico gli altri e gli altri mi giudicano. Da questi giudizi dipendono le nostre relazioni, e dalla qualità delle nostre relazioni dipendono i nostri piaceri e dolori.

Sul bene e il male

A mio parere, il bene e il male esistono solo nella mente degli esseri umani.

2019/04/26

Ingredienti della felicità

A mio parere, la cosa più importante per essere felici, dopo la salute, è la qualità delle proprie relazioni sociali. Una relazione sociale è tanto migliore quanto più ognuna delle parti comprende l'altra, l'accetta così com'è e tende a cooperare con essa.

Bisogni automatici

Io faccio quel che faccio perché sento "automaticamente" il bisogno di farlo.

Felicità e amore

Si può essere felici senza almeno la speranza o l'illusione di una relazione d'amore con qualche persona o divinità?

Arte e illusione

L'arte è un prodotto dell'uomo capace di indurre nell'uomo piacevoli illusioni.

Circolarità dell'amore

Chi suppone che chi ama sia riamato, ama amare.

2019/04/25

Sulla verginità di Maria

Il culto della verginità di Maria è il culto di una inibizione, di una astensione dalla soddisfazione di un bisogno naturale, è fare di una privazione contro natura, di una infelicità, una virtù.

Venationes e natura umana

"Venationes: nell’antica Roma, erano i combattimenti tra bestie, o di bestie contro uomini, per lo più schiavi, che si svolgevano nei circhi. Introdotte nel 2° sec. a.C., ebbero particolare fortuna sotto l’Impero: per celebrare il trionfo di Traiano sui Daci (102 d.C.), furono uccisi 11.000 animali." [Dal vocabolario Treccani]

Le venationes erano forse il piatto forte della politica del "Panem et circenses" e, a giudicare dai suoi ingenti costi, possiamo pensare che fossero molto gradite alla maggior parte dei romani.

I romani di 2000 anni fa non erano mostri, ma normali esseri umani. Da un punto di vista genetico l'uomo di oggi non è diverso da quello di allora. Anche di tali orrori l'uomo è capace. Anche questa è natura umana.

Interdipendenza, condizionamento reciproco, autocondizionamento

Tra i fattori che caratterizzano la natura umana, particolarmente importanti sono, a mio parere, i seguenti:
  • l’interdipendenza
  • il condizionamento reciproco
  • l’autocondizionamento

Tali fattori sono correlati causalmente, nel senso che il secondo dipende dal primo e il terzo dal secondo.

Volontà dell'io cosciente contro volontà dell'inconscio

Quando la volontà dell'io cosciente e quella dell'inconscio si combattono, alla fine vince sempre la seconda perché questa manipola la prima.

2019/04/24

Inconvenienti della competizione

Può succedere, tra due persone A e B, che A aspiri ad occupare una certa posizione in qualche gerarchia sociale (intellettuale, morale, politica, estetica, artistica, economica ecc.), superiore rispetto a quella occupata da B. In tal caso può succedere che B non sia d'accordo con l'aspirazione di A e cerchi, apertamente o in modo nascosto, consciamente o inconsciamente, di ostacolarla. A tale scopo B può ricorrere a qualsiasi mezzo, per esempio, la calunnia e la cattiva pubblicità.

Sulla generazione delle idee

Quando si collegano tra loro certe idee, dopo un periodo di gestazione più o meno lungo, ne nascono spontaneamente di nuove, frutto di una reciproca fecondazione.

Sulla natura sociale e fittiva dell'ilarità

A mio parere, l'umorismo, il ridere, il sorridere, sono manifestazioni (esclusivamente umane) di sentimenti e atteggiamenti sociali. Infatti non c'è ilarità nella solitudine, ma solo in compagnia (reale o immaginaria).

2019/04/23

Algoritmi di vita

La vita è il risultato di interazioni tra algoritmi organici parzialmente modificabili.

Colpa degli altri?

Siccome per essere felici abbiamo bisogno della cooperazione altrui, quando siamo infelici tendiamo a dare agli altri la colpa del nostro soffrire.   

Cultura e guerra civile

Una guerra civile tra i cultori della cultura e i cultori dell'ignoranza mi sembra inevitabile.

Io e il resto del mondo - Una relazione fondamentale

Tra il mio io cosciente e il resto del mondo (compreso il mio inconscio e il resto del mio corpo) c'è una certa relazione, nel senso che, a seconda di ciò che penso e faccio, il resto del mondo reagisce in certi modi nei miei confronti (innescando piaceri e dolori) non casualmente, ma secondo certe logiche (cioè algoritmi) che conosco solo in parte.

2019/04/21

Un mondo di relazioni

Il mondo è un insieme di relazioni tra esseri di vario tipo. Io sono uno di questi esseri, con le mie relazioni verso altre persone e cose, e le relazioni tra gli organi che mi compongono.

Interazioni con esseri viventi vs. con macchine intelligenti

L’uomo ha un bisogno innato di interagire simbioticamente con altri esseri viventi e trae piacere da tali interazioni quando queste danno luogo ad una cooperazione.

La tecnica in generale, e l'informatica in particolare, hanno dapprima facilitato le interazioni naturali e reali, ma hanno poi finito per sostituirle (parzialmente o totalmente) con altre artificiali e virtuali.

La vecchiaia del Nuovo Testamento

A mio avviso, il Nuovo Testamento è ormai troppo vecchio e inadatto ai nostri tempi. Infatti nessuno (nemmeno il clero) lo prende sul serio e tutti fanno il contrario di ciò che vi è scritto. È ora, a mio parere, che "uno bravo" scriva un nuovissimo Testamento che ci aiuti a vivere nella postmodernità.

Importanza nel sapere

Ci sono persone che sanno molto di cose poco importanti e poco di cose molto importanti.

Cos'è una relazione (ecologica, sociale, formale ecc.)

Le seguenti riflessioni sono il risultato di una mia libera elaborazione del pensiero di Gregory Bateson.

Tra due entità (persone, altri esseri viventi o cose) esiste una relazione (unilaterale o bilaterale) quando in almeno una di esse c'è un algoritmo di comportamento che "riguarda" l'altra, nel senso che risponde in certi modi "programmati" alle azioni e/o posizioni (spaziali o attitudinali, reali o percepite) dell'altra.

2019/04/20

L'io e il caso

Uno dei criteri di differenziazione degli esseri umani è la personale relazione tra l'io cosciente e il caso. Ci sono infatti persone che non amano il caso, anzi lo temono, e cercano di programmare ogni cosa secondo regole ben note, in cui non vi è spazio per incertezze e improvvisazioni. Altre persone, invece, amano l'indeterminatezza, l'imprevisto, la sorpresa, e si divertono a giocare col caso. Inutile dire che le persone del secondo tipo sono molto più creative di quelle del primo tipo.

Cosa possiamo conoscere

Non possiamo conoscere le cose in sé, ma solo le relazioni tra le cose.

Strategie e tattiche nelle interazioni sociali

L'interazione tra due umani è generalmente problematica e stressante in quanto ciascuno cerca consciamente o inconsciamente di influenzare l'altro a comportarsi in un certo modo a sé favorevole.

Per questo motivo ciascuno deve continuamente decidere cosa dire, cosa tacere, cosa mostrare, cosa nascondere, cosa chiedere, cosa concedere, cosa offrire, cosa non offrire, cosa condividere, cosa non condividere, cosa dare, cosa prendere, cosa fare, cosa non fare, come esprimersi, quanto avvicinarsi e, in generale, che immagine di sé dare all'altro.

Ogni interazione sociale implica perciò strategie e tattiche consce e inconsce tese a ottenere il massimo vantaggio e il minimo svantaggio, la massima ricompensa e la minima punizione da parte dell'interlocutore, della comunità di appartenenza e della società in generale.

A causa dello stress che tali decisioni comportano, a volte molti preferiscono la solitudine alla frequentazione degli altri.

Sull'immagine sociale di ogni individuo

Ognuno cerca di dare agli altri una certa immagine di sé e delle proprie intenzioni, che corrisponde più o meno alla verità.

Falsità affermative vs falsità riduttive

Ci sono due tipi di falsità: (1) quelle che affermano l'esistenza di qualcosa che non esiste o l'inesistenza di qualcosa che esiste, e (2) quelle che prendono in considerazione una parte della realtà affermando che sia la sola rilevante, ignorando o nascondendo altre parti che la contraddicono.

Cosa è più importante

Le relazioni e le interazioni tra entità (persone, cose, informazioni, algoritmi, luoghi ecc.) sono più importanti delle entità stesse.

Questione fondamentale sulle interazioni umane

Per quali motivi e a quali scopi gli esseri umani interagiscono e comunicano?

La prima domanda

Per quali cause, motivi e scopi esistiamo?

Autocensura del pensiero

Noi non pensiamo né agiamo liberamente perché dal modo in cui pensiamo e agiamo dipendono gli atteggiamenti altrui nei nostri confronti. In altre parole, il nostro posto nella società e la nostra reputazione dipendono dal mondo in cui pensiamo e agiamo. Tale dipendenza determina un'autocensura inconscia dei nostri pensieri.

Sulle relazioni extraconiugali mancate

Ci possono essere diversi motivi per cui una persona rifiuta il ruolo di "amante", tra i quali:
  • perché l'attrazione per l'altra persona non è sufficientemente forte

Scrittura e identità sociale

Scrivo, dunque sono.

Amicizie improbabili

Prendete a caso due umani della stessa età, dello stesso sesso e della stessa nazionalità. Quante probabilità ci sono che possano diventare amici? A mio parere molto poche, a causa delle probabili differenze di interessi, di cultura, di temperamento, di carattere, di condizioni economiche, di esperienze, di opinioni, di etica, di mentalità.

Ciò che ci viene chiesto

Ogni umano ci chiede, ordina, suggerisce o induce a pensare, vedere, credere, fare e non fare certe cose a favore di sé stesso e/o di qualcun altro. Lo stesso di può dire di ogni espressione culturale (come libri, giornali, foto, film, messaggi ecc.).

Vorrei vs. voglio

L'io cosciente dice "vorrei", ma l'inconscio dice "voglio".

Che vogliono i giornali?

Bisognerebbe prendere un giornale e per ogni articolo chiedersi: cosa vuole da me? Perché c'è scritto ciò che c'è scritto? Cosa vuole ottenere da me? Come vuole influenzarmi? Cpsa vuole farmi credere? A cosa vuole farmi pensare? Cosa vorrebbe che io faccia o non faccia?

Ciò che gli intellettuali non dicono

Ciò che dicono la maggior parte degli intellettuali mi sembra corretto e lo condivido, tuttavia mi sembra che essi non tengano conto di un fattore determinante della storia, specialmente di quella attuale: la mentalità della "gente", che è tanto più determinante quanto più la democrazia si attua come "dittatura del popolo", che è l'obiettivo del populismo postsocialista.

2019/04/19

Bisogno di nemici

Abbiamo bisogno di nemici da combattere, altrimenti le nostre capacità difensive si atrofizzano. E se non troviamo nemici reali dobbiamo inventarli o simularli.

Importanza del non detto

Nei discorsi, spesso il non detto è più importante del detto.

Relatività degli interessi

L'interesse per un certo oggetto o una certa idea cambia a seconda dell'ambiente e della situazione in cui questi vengono presi in considerazione.

2019/04/18

Interdipendenza umana, bisogno e timore degli altri, cooperazione, potere e competizione

La natura umana è caratterizzata principalmente dall'interdipendenza degli individui. Si può infatti dire, coerentemente col pensiero di George Herbert Mead, che la mente umana si sia sviluppata (filogeneticamente e ontogeneticamente) attraverso le interazioni sociali e allo scopo di gestirle. Infatti da queste dipendono la sopravvivenza della specie e quella dell'individuo.

Dall'interdipendenza umana derivano il bisogno di cooperazione, il potere dell'uomo sull'uomo e la competizione per le relazioni più interessanti.

La vita di ognuno di noi si svolge dunque sulla spinta di queste tre motivazioni, che sono purtroppo antitetiche. Infatti la disponibilità a cooperare è inversamente proporzionale al timore di essere soggiogati o di aver la peggio in una contesa.

Il conflitto tra bisogno di cooperazione, ricerca del potere e competizione costituisce la trama del dramma di ogni vita umana.

2019/04/17

Pensare matematicamente

Noi umani possiamo pensiamo matematicamente in quanto siamo in grado di usare espressioni mentali con incognite che indicano categorie, e che possono essere sostituite con persone o cose particolari. Per esempio, posso dire "io vorrei fare la cosa y con x", dove x può essere "Mario", "Giulio", "Carla", "Laura" ecc. e y può essere "parlare", "lavorare", "viaggiare", etc.

Domande sull'interazione sociale

Io e x. Che voglio da x? Che vuole x da me? Che so di x? Che sa x di me? Che so di me? Che sa x di sé?

2019/04/15

Ciò che conta

Ciò che conta non è solo la verità sulla natura umana, ma ancora più ciò che la maggior parte degli umani sa, non sa e crede sulla propria natura.

2019/04/14

Chi controlla le interazioni?

Quando due persone interagiscono, nessuno dei loro "io coscienti" controlla l'interazione in modo determinante, perché questa dipende soprattutto dalla particolare combinazione degli automatismi inconsci delle persone in gioco, oltre che dal caso.

Soffriamo perché gli altri...

Spesso soffriamo perché (crediamo che) una o più persone...
  • ... non sono come vorremmo
  • ... non ci danno ciò che vorremmo
  • ... non fanno ciò che vorremmo
  • ... non ci capiscono

L'Altro ideale

Un individuo non è mai solo, ma è sempre interiormente e inconsciamente accompagnato da un Altro ideale, una persona che egli spera sempre di incontrare in uno o più altri individui nella vita reale.

Perché soffriamo?

Perché soffriamo?

L’avverbio “perché” ha due significati: può essere inteso come “per effetto di quale causa” o “a quelle scopo”. Possiamo allora sdoppiare la domanda nelle due seguenti:
  1. Quali sono le cause delle nostre sofferenze?
  2. A quale scopo soffriamo?

Bisogni, sofferenza, egoismo

Un individuo che non riesce a soddisfare i suoi bisogni soffre.

Chi si occupa della soddisfazione dei miei bisogni? In quale misura mi occupo della soddisfazione dei bisogni altrui? Se io non mi occupo della soddisfazione dei bisogni altrui, perché qualcuno dovrebbe occuparsi della soddisfazione dei miei?

I conti non tornano e per questo la sofferenza è molto diffusa.

Siamo egoisti o altruisti?

A mio parere siamo egoisti per natura e altruisti (semmai) per cultura.

2019/04/13

Cosa desidero dagli altri? Cosa offro agli altri?

Cosa desidero dagli altri? Cosa offro agli altri? Ognuno dovrebbe ogni tanto fare a se stesso queste domande, cercando di rispondere nel modo più sincero, coraggioso, spregiudicato, indiscreto e realistico possibile, anche se politicamente scorretto. Perché le risposte a queste domande costituiscono il nucleo della mentalità di ogni persona.

Cultura e manipolazione mentale

La cultura è una collezione di strumenti con i quali qualcuno ha cercato (o cerca) di farci credere, non credere, fare, non fare, sentire, non sentire, certe cose.

Come cambiare la propria mente

Per cambiare la propria mente occorre cambiare abitudini come, ad esempio, interagire con altre persone, leggere altri autori, fare altre esperienze ecc.

Ruoli complementari

Il padrone ha bisogno del servo, il servo del padrone, il maestro dell'allievo, l'allievo del maestro, il produttore del consumatore, il consumatore del produttore, il venditore del compratore, il compratore del venditore, il carnefice della vittima, la vittima del carnefice, il vincitore del perdente, il perdente del vincitore, il pastore del gregge, il gregge del pastore ecc.

Complementarità e compatibilità dei ruoli

Il desiderio di assumere un certo ruolo sociale implica il desiderio che altri assumano ruoli complementari e compatibili con quello che si vorrebbe assumere.

2019/04/11

Pragmatica del comportamento umano

Ognuno vorrebbe influenzare gli altri.

A mio parere, ognuno vorrebbe influenzare gli altri.

2019/04/10

Pragmatica delle interazioni umane

A mio parere, sin dalla nascita, con i propri comportamenti, ognuno cerca, consciamente o inconsciamente, di influenzare i comportamenti altrui a proprio piacimento, per soddisfare i propri bisogni e desideri.

Se faccio o non faccio, dico o non dico certe cose, come reagiranno gli altri versi di me? Penso che questa sia la domanda fondamentale su cui la nostra psiche si è costruita.

2019/04/09

Interdipendenza degli umani

L'uomo è un animale interdipendente in quanto la soddisfazione dei suoi bisogni e il suo conseguente benessere psicofisico dipendono dalla quantità e qualità delle sue relazioni e interazioni con gli altri.

2019/04/08

Differenze che causano differenze

Mentre pensiamo, osserviamo ed elaboriamo differenze che causano differenze nel nostro comportamento.

Paura di non aver paura

Un sentimento paradossale e molto insidioso è, a mio parere, la paura di non aver paura. Infatti, la mia creatività, la mia produttività e la mia soddisfazione sono al massimo quando mi "dimentico" di aver paura di ciò che normalmente mi fa paura, a cominciare dalla paura di non aver paura. Perché siamo stati educati ad avere certe paure, siamo stati premiati quando quelle paure hanno attecchito nel nostro inconscio e castigati quando siamo stati "sfacciati", ovvero quando abbiamo dimostrato di non aver paura del giudizio altrui. Lo stato "estatico" di assenza della paura non dura però a lungo, e quando essa torna è aggravata dal ricordo (con senso di colpa) dei momenti in cui l'abbiamo dimenticata.

Responsabilità mediatiche

Editori, scrittori, giornalisti e autori in generale hanno grandi responsabilità sociali perché determinano di cosa le nostre menti si occupano, e costruiscono i nostri pensieri.

2019/04/07

Sentimenti durante e dopo l'azione

Mentre facciamo una certa cosa proviamo certi sentimenti (piacere e/o dolore) che possono essere molto diversi da quelli che proveremo usando o ricordando quella cosa.

Andando in un certo luogo proviamo certi sentimenti (piacere e/o dolore) che possono essere molto diversi da quelli che proveremo quando avremo raggiunto e abitato quel luogo.

Stati del cambiamento

In ogni cambiamento di definiscono tre stati: (1) prima del cambiamento, (2) durante il cambiamento, (3) dopo il cambiamento. In ognuno di tali stati si possono provare sentimenti (piacere e dolore) diversi rispetto a quelli che si provano negli altri stati.

Fonti di piaceri e di dolori

Non dall'essere né dall'avere ricaviamo piaceri e dolori, ma dall'immaginare, dal fare, dal subire, dal ricordare cose che abbiamo bisogno di immaginare, di fare, di subire, di ricordare e dall'immaginare, fare, subire, ricordare cose che non possiamo sopportare.

Apprendimento e soddisfazione

Per vivere in modo soddisfacente bisogna disimparare una quantità di cose.

2019/04/06

Adulto e bambino

Quando comportarmi da adulto mi è troppo difficile non trovo di meglio che comportarmi da bambino.

Significato dell'insignificante

Solo a ciò che in sè non significa nulla l'uomo può dare il significato che vuole.

Vita come arte

Fare della propria vita un'opera d'arte è un modo per trasformare certe sofferenze in gioie.

L'uomo come compromesso

Ogni umano è un particolare compromesso tra ciò che vuole il proprio inconscio e ciò che vogliono gli altri.

Sguardo e comportamento

La direzione in cui volgiamo lo sguardo è una delle cause e uno degli effetti del nostro comportamento.

Luoghi (non) comuni

Siamo prigionieri di luoghi comuni, perché comunichiamo con gli altri solo attraverso essi. Per esplorare luoghi non comuni abbiamo bisogno di compagni di viaggio con la stessa intenzione, altrimenti ci isoleremo. In alternativa, possiamo entrare in relazione con persone che abitano luoghi mentali a noi sconosciuti e farceli raccontare.

2019/04/05

Etica: categorie e criteri

A mio parere, l'etica si può fondare sulle seguenti categorie: l'utile, l'inutile, il piacevole, il doloroso, il costruttivo, il distruttivo, il vero, il falso, il completo e l'incompleto.

2019/04/04

Fiducia in se stessi vs. capacità di autocritica

E' paradossale che le persone che hanno meno fiducia in se stesse siano le meno capaci di autocritica, e viceversa.

2019/04/03

Sul significato dei sogni

Secondo me i sogni non sono messaggi dotati di senso che l'inconscio invia intenzionalmente al conscio per indurlo a fare o a comprendere qualcosa, ma narrazioni casuali generate a partire da informazioni memorizzate, che ognuno può interpretare liberamente, attribuendo loro significati non dati all'origine.

Importanza del non detto

Nell'interazione tra due persone il non detto è spesso più importante del detto. Infatti siano abituati ad autocensurare ciò che pensiamo dei nostri interlocutori, specialmente quando il nostro giudizio è sfavorevole, per evitare reazioni ostili. Un'interazione aperta e sincera tra due umani è rarissima.

Sul sogno

Il sogno è, a mio parere, una simulazione di vita non controllata dalla ragione, in cui vengono liberamente messi in scena personaggi e luoghi in parte veri e in parte inventati, piaceri e dolori, desideri e paure.

Tale simulazione consiste nel rievocare e combinare a caso i propri ricordi allo scopo di mettere alla prova, nelle varie scene, le nostre capacità di evitare il dolore e di ottenere il piacere, e di dar seguito ai nostri desideri e alle nostre paure.

In tal senso il sogno è un gioco involontario finalizzato ad esercitare la nostra capacità di vivere, mediante la simulazione di atti ed eventi imprevisti.

2019/04/02

Sfiducia generalizzata

La psicoanalisi ci ha insegnato a non fidarci di nessuno, nemmeno di noi stessi, dato che la coscienza è sempre pronta a nascondere o mistificare le motivazioni inconfessabili dell’inconscio (il vero direttore del nostro comportamento).

Questa sfiducia generalizzata, non solo è causa di stress psichico, ma rende difficili i nostri rapporti sociali. Tra l'altro, ci costringe a nascondere la nostra sfiducia nel prossimo per non offenderlo.

Come sarebbe bello potersi fidare di qualcuno, aver fede in qualcosa!

L'io e la coscienza

L'io cosciente non coincide con la coscienza, ma è il suo prodotto.

2019/04/01

Perché siamo ciò che siamo?

Ognuno è quello che è, in parte per necessità e in parte per caso (sia in senso genetico che culturale).

Malattie dell'anima

Se l'anima fosse puro spirito non si ammalerebbe. I disturbi mentali sono malattie dell'anima.

Blog di Bruno Cancellieri