2019/06/10

Topologia e opzioni della coscienza (metacoscienza)

La coscienza può essere cosciente di varie cose, inclusa se stessa. Possiamo cioè supporre che la coscienza abbia degli “oggetti” che vengono da essa presi in considerazione di volta in volta, uno, o pochi, alla volta.

Detto ciò, possiamo chiederci se la coscienza sia volontaria o involontaria, e il buon senso ci dice che la essa è involontaria e volontaria allo stesso tempo, ovvero che ha una componente involontaria e una volontaria. Il libero arbitrio, ammesso che esista, può essere dunque usato per “condizionare” la coscienza, ovvero per decidere, scegliere quali oggetti vogliamo che la coscienza prenda in considerazione in un certo momento, supponendo che il nostro benessere dipende (anche) dai particolari oggetti presi in considerazione dalla nostra coscienza nei vari momenti della nostra vita.

Da quanto detto sopra, possiamo affermare che esistono almeno due livelli di coscienza: il livello di base, o “coscienza” tout court, e la “metacoscienza”, ovvero la coscienza della propria coscienza. E credo che sia corretto affermare che la componente volontaria della coscienza riguardi solo la “metacoscienza”.

La metacoscienza presuppone la capacità e l’esercizio del “pensiero cosciente”, ovvero l’essere coscienti dei propri pensieri, come se leggessimo e valutassimo i pensieri di qualcun altro, ovvero con un certo distacco e una certa distanza da essi.

Volendo esercitare il libero arbitrio rispetto alla nostra coscienza, è necessario avere una serie di opzioni, cioè di “cose” (idee, oggetti, immagini ecc.) a cui pensare, ovvero di cui essere coscienti. Infatti “scegliere” significa decidere quale opzione prendere tra un certo numero di opzioni disponibili (in generale, non ci può essere scelta senza opzioni).

A questo punto possiamo parlare di “topologia della coscienza” intendendo una mappa mentale in cui sono presenti un certo numero di opzioni di pensiero, ovvero di oggetti di coscienza.

La seguente figura è un esempio di mappa decisionale per la metacoscienza. Essa può essere utile per risolvere i "doppi vincoli" ovvero i conflitti tra motivazioni antitetiche, dove la soddisfazione di una motivazione implica la frustrazione di un'altra.


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Blog di Bruno Cancellieri