2019/03/31

Un tempo per ogni cosa

C'è un tempo per ogni cosa. La stessa cosa può essere buona in certi momenti e cattiva in altri. Nulla è sempre buono e nulla sempre cattivo, tranne l'irreparabile.

Cristianesimo e vittimismo

Nella cultura greco-romana ci si vergognava di essere vittime; in quella cristiana essere vittime è motivo di merito e c'è una competizione per dimostrare di essere più vittime di altri.

Criticare le religioni?

Criticare le religioni è molto pericoloso perché ci sono tante persone che non sanno distinguere la critica dall’offesa e considerano la critica religiosa sempre e comunque offensiva.

Di cosa (non) conviene parlare

Io faccio cose che molti non fanno. Molti fanno cose che io non faccio. E ci sono cose che sia io che altri facciamo. Con gli altri conviene parlare solo di queste ultime cose.

Idee generali vs. particolari

Quando si esprime un'idea, questa ha senso solo rispetto ad un certo contesto, ovvero ad un'idea più grande e più generale, di cui l'idea espressa costituisce un dettaglio o un caso particolare. L'idea generale è quindi più importante di quella particolare, perché la prima conferisce senso alla seconda.

2019/03/30

Un pensiero tira l'altro

Un pensiero tira l'altro, secondo una mappa inconscia in cui tutte le parole sono collegate in modi che dipendono dalle nostre esperienze.

Il problema delle aspettative

Noi esseri umani abbiamo delle aspettative, cioè ci aspettiamo che in certe circostanze, certe persone si comportino in un certo modo. Quando ciò non succede. siamo sorpresi e confusi, protestiamo, accusiamo chi avrebbe dovuto comportarsi in un certo modo di non averlo fatto per sua colpa. Difficilmente capiamo che la colpa è stata solo nostra in quanto avevamo aspettative non realistiche.

Critica della critica

Criticare una critica non significa negare il diritto di criticare, così come consentire una critica non significa accettarla. Anche le critiche debbono essere criticabili.

Finito e infinito

Siamo creature finite di un mondo infinito.

Affinità mentali

Chi è amico di Daniel Dennet è amico mio.

Sul pensiero di Vilfredo Pareto

Il pensiero di Vilfredo Pareto (in particolare i concetti di “Azioni non logiche”, “Residui” e “Derivazioni”) corrisponde bene alle mie opinioni sul divario tra le "vere" motivazioni umane (normalmente censurate e rimosse in senso psicoanalitico) e quelle "dichiarate" che sono, a mio avviso, razionalizzazioni e giustificazioni (normalmente mistificate, più o meno fantasiose e vaghe) di quelle vere.

2019/03/29

Fattori della natura umana

A mio parere, la natura umana è costituita e regolata dall’interazione (sinergica o conflittuale) tra i seguenti fattori principali:
  • cooperazione (bisogno di scambiare beni e servizi con gli altri)
  • competizione (desiderio di prevalere sugli altri)
  • economia (necessità di un sistema di approvvigionamento e protezione)

Limitare e limitarsi

Come nessun altro animale, l’uomo è in grado di porre limiti alla libertà degli altri e di se stesso.

Porre limiti può essere un atto violento, per esempio quando consiste nell’imprigionare, nel reprimere, nell’impedire la soddisfazione di bisogni primari, ma, in una certa misura, in certi modi e a certi fini, può essere una pratica utile o indispensabile per il bene comune e quello individuale. Infatti una libertà illimitata è incompatibile col vivere civile e con la salute fisica e mentale del singolo.

Rischi dell'autostima - Valore personale e arroganza

Si fa presto a parlare di “autostima”, senza rendersi conto che tale concetto implica valutazioni consce o inconsce che possono avere gravi implicazioni sociali e perfino causare disturbi psichici.

Verità e saggezza

La verità oggettiva esiste ma è inconoscibile. L'arte di vivere (ovvero la saggezza) consiste dunque nella capacità di conciliare la propria verità soggettiva con quelle altrui.

2019/03/28

Una definizione della vita

La vita, a mio parere, può essere definita (anche) come continue trasformazioni e riproduzioni di aggregati di materie organiche e di informazioni, regolate da informazioni consce o inconsce.

Siamo personaggi in cerca di autore?

A mio avviso, in un certo senso, siamo tutti personaggi in cerca di autore, un autore (dio o daimon) che ci dica cosa fare e cosa dire, cosa non fare e cosa non dire, evitandoci l'angoscia di dover decidere con il nostro libero arbitrio.

Tra conscio e inconscio

C'è una continua interazione tra conscio e inconscio, ovvero tra l'apparato volontario e quello involontario del nostro organismo. Queste due dimensioni dell'esistenza si influenzano reciprocamente, anche se non lo vogliamo.

Forma e informazione

Una certa forma o configurazione costituisce un'informazione solo se c'è qualche apparato biologico o meccanico per cui essa ha un certo significato come dato o comando.

In che consiste la vita?

A mio avviso, la vita consiste in continue trasformazioni organizzate (ordinate e casuali) di materie, energie e informazioni nello spazio/tempo.

2019/03/26

Il gioco dell’interazione sociale, tra cooperazione e competizione

L’interazione tra due umani A e B è, a mio parere, un gioco la cui posta è ottenere la massima cooperazione (o disposizione a cooperare) e il miglior “servizio” da parte dell’altro, e occupare la più alta posizione gerarchica (soprattutto intellettuale e morale) a cui si possa aspirare, in modo da poter esercitare il maggior potere decisionale nelle scelte comuni e nelle attività cooperative.

2019/03/25

Essenza e apparenza delle cose

Le cose non sono come appaiono, e non possiamo sapere cosa siano veramente se non in termini di elementi che le compongono, i quali, però, a loro volta, non sono come appaiono.

Filosofi contro filosofi

Mi piacciono i filosofi che criticano altri filosofi. Per me la filosofia dovrebbe essere militante contro la cattiva filosofia. E ogni filosofo dovrebbe prendere posizione spiegando quale sia per lui la buona e la cattiva filosofia e perché.

Intendere e intendersi

Affinché due persone possano interagire in modo soddisfacente (per entrambe), è necessario che esse s'intendano su qualità, fini e modi dell'interazione.

Mediatori divini

Alcuni hanno asserito e ancora oggi asseriscono che esiste un dio (o più di uno) e che conoscono la sua (o la loro) volontà.

Io chiamo costoro mediatori divini e li classifico in “diretti” e “indiretti”. I mediatori diretti affermano di aver ricevuto direttamente da (un) Dio indicazioni circa la sua volontà. I mediatori indiretti hanno ricevuto tali indicazioni da un mediatore diretto, da altri mediatori indiretti o da scritture qualificate come sacre.

2019/03/23

Coscienza e storie

La coscienza è un ascoltatore, scrittore e narratore di storie.

Tuttavia la vita non è fatta di storie, bensì di processi simultanei e concorrenti (cause ed effetti di interazioni elementari tra organi e tra organismi) che la nostra coscienza cerca di tradurre in storie.

Pertanto, tutte le storie che narriamo agli altri e a noi stessi sono invenzioni più o meno false, più o meno complete e più o meno utili.

Esperienze e sviluppo della mente

Ciò che adesso percepiamo dipende da ciò che abbiamo percepito in passato. Le esperienze passate sono le basi sulle quali vengono elaborate, interpretate e valutate le esperienze presenti.

Il mistero della coscienza

La coscienza è un fenomeno misterioso, ma i suoi contenuti non lo sono affatto.

Coscienza e variazioni

Il cervello tende ad ignorare (cioè a non rendere cosciente e a non memorizzare) tutto ciò che e costante o ripetitivo.

Coscienza e realtà

La coscienza, non potendo considerare che poche idee e immagini alla volta, è un grande semplificatore (e quindi falsificatore) della realtà, la quale è molto più complessa di quanto un umano possa capire.

Religioni, ideologie e potere politico

Religioni e ideologie sono importanti fattori (tra altri) del potere politico.

Perché sono ateo

Il mio ateismo consiste nel non credere nella verità di alcuna delle narrazioni e spiegazioni provenienti dalle varie religioni del passato e del presente, riguardanti il senso della vita e i conseguenti principi etici.

2019/03/21

Criticare il non detto

Nessuno dovrebbe essere criticato né accusato per ciò che non ha espresso, perché non esprimere una certa cosa non equivale a negarla.

Conformismo acritico e spirale della morte

Il conformismo acritico può avere conseguenze nefaste come quelle che in natura si verificano tra le formiche nel fenomeno della spirale della morte.
https://www.mondoformiche.it/2012/08/formiche-la-famigerata-e-sconosciuta.html?m=1

Dio come l'uomo

Il Dio di Abramo è cattivo perché l'uomo lo ha creato a sua immagine e somiglianza.

2019/03/20

Origine della stupidità umana

A mio avviso, l'uomo è diventato stupido quando è diventato uomo, cioè quando ha smesso di comportarsi come gli altri animali, ovvero istintivamente. La ragione è uno strumento pericoloso perché può generare mostri.

Il senso nascosto delle feste

A mio avviso, le feste hanno funzioni sociali importanti, forse indispensabili, altrimenti non sarebbero così diffuse ancora oggi in tutte le culture. Secondo me le feste si festeggiano per piacere e per paura.

Il parlare del saggio

Il saggio sa cosa è opportuno dire e cosa non dire, quando è opportuno parlare e quando tacere.

Pubblicità e inganno

Ogni volta che sento o vedo un messaggio pubblicitario, perdo un po' di fiducia nell'umanità.

2019/03/19

Comportamento e mappa mentale

Il comportamento di un essere umano dipende soprattutto dalla sua mappa mentale del mondo.

Conversione alla saggezza

A mio avviso, la più importante trasformazione di un essere umano, il suo maggiore e più drammatico salto di qualità verso la saggezza, si ha nel momento in cui egli capisce che la sua visione del mondo non è oggettiva e reale come aveva sempre ritenuto, ma soggettiva e presunta, e non necessariamente più vera o più completa di quella di tanti altri.

Mappe mentali e interazioni

Le interazioni spontanee tra due persone A e B dipendono soprattutto dalla configurazione di A nella mappa mentale di B e dalla configurazione di B nella mappa mentale di A.

Empatia e sua inibizione

Noi tendiamo a condividere i sentimenti di amore e di odio delle persone che amiamo, e a non condividere quelli delle persone che odiamo.

Il nome e il senso delle cose

L'uomo è l'unico animale capace di dare un nome e un senso a cose, esseri viventi, idee ecc., che senza il suo intervento non avrebbero né un nome, né un senso.

Relazione: definizione e tipologia

Si ha una “relazione” tra due entità viventi o non viventi (persone, computer, macchine, media ecc.), che chiameremo “stazioni”, quando esse non si ignorano, cioè quando almeno una delle due (la stazione A) “conosce” l’altra (la stazione B) nel senso che B è simbolicamente presente nella mappa cognitivo-emotivo-motiva (MCEM) di A, e, di conseguenza A risponde in certi modi predefiniti agli stimoli (reali o immaginari) che provengono da B ad A.

Odiare per simpatia

Noi tendiamo ad odiare le persone odiate da chi ci è simpatico.

2019/03/18

Perché succede ciò che succede

Tutto ciò che succede, avviene per effetto di un insieme complesso di leggi fisiche, logiche, causalità e casualità che conosciamo poco e male.

Empatia, odio ed equilibrio affettivo

Il concetto di empatia (https://it.wikipedia.org/wiki/Empatia) viene normalmente usato con una connotazione positiva. Infatti, quando si pensa all’empatia si fa di solito riferimento alla percezione e al rispecchiamento di sentimenti altrui come la gioia e la sofferenza. Ma che succede quando la persona che ci sta di fronte prova sentimenti di odio o di disprezzo verso una certa cosa, una certa persona o una certa categoria di persone?

2019/03/17

Cosa è importante nell'interazione tra due persone

Nell'interazione tra due persone le cose più importanti sono:
  • Le rispettive mappe cognitivo-emotivo-motive
  • Le differenze e le somiglianze tra tali mappe
  • Le risposte cognitivo-emotive-motive di ciascuna persona agli stimoli esterni e interni
  • I possibili tipi di interazione:
    • cooperativa
    • competitiva
    • rituale
    • ludica
    • evitante

Competere per cooperare

A volte uno compete con X per cooperare con Y.

Perché X non può avere ragione

Quando la ragione del mio interlocutore mi turba, il mio inconscio ragiona così: X non può avere ragione perché, se l'avesse, dovrei odiare chi amo, disprezzare chi apprezzo e ammettere di essere stupido, di aver sbagliato, di essere colpevole, di aver costruito la mia visione del mondo su fondamenta inconsistenti.

Combinazioni di mappe cognitivo-emotivo-motive

Quando due persone interagiscono, il risultato dell'interazione dipende soprattutto dalla speciale combinazione delle loro mappe cognitivo-emotivo-motive.

Ammirazione e giustificazione

Quando si ammira un autore si trova sempre il modo di giustificare e di valorizzare ciò che ha scritto.

Sciocchezza, bellezza, saggezza

Una sciocchezza ben vestita e ben truccata può passare per una perla di saggezza. La bellezza aiuta a vendere e a convincere.

Conoscenza e comprensione

Non si può capire ciò che non si conosce.

2019/03/16

Ricetta della felicità

La felicità è possibile
e la ricetta è questa:
liberarsi e liberare,
capire ed essere capiti,
amare ed essere amati,
comunicare e cooperare,
e insieme giocare col caso.

Scegliere i propri padroni

Occorre liberarsi dai padroni che ci sono stati imposti da bambini, per scegliere liberamente e consapevolmente nuovi padroni a cui affidare la nostra anima.

2019/03/15

Conversazione e contesti condivisi

Quando due umani conversano, le loro espressioni verbali e non verbali sono sempre semanticamente riferite ad un comune contesto cognitivo, morale ed estetico, ovvero a forme, norme, significati e valori condivisi tipici della comunità di appartenenza. Più scarso è il contesto condiviso, più povera, difficile, faticosa e sgradevole è la conversazione.

2019/03/14

Criteri di scelta

Per stabilire se ci conviene investire il nostro tempo in una certa attività piuttosto che in un'altra, facciamoci alcune domande come le seguenti per ciascuna opzione:

Sapere e dire

Spesso diciamo ciò che non sappiamo e non sappiamo ciò che diciamo.

Capire ed essere capiti

Se gli altri non ti capiscono, cerca tu di capire loro.

La logica non è una scienza esatta

La logica non è una scienza esatta se le parole che essa usa non hanno un significato univoco e universalmente condiviso.

Comprensione e diversità

Se vuoi essere capito e accettato dagli altri, non devi essere troppo diverso da loro.

Homo falsus

A mio avviso, l'uomo è, consciamente o inconsciamente, fondamentalmente falso in quanto ignora, nasconde, dissimula e mistifica alcune sue importanti motivazioni verso gli altri, specialmente se sono censurate dalla comunità di appartenenza.

2019/03/13

Non si può non giudicare

Di fronte ad una affermazione, chi l’ascolta reagisce sempre con un giudizio (o pregiudizio) automatico, conscio o inconscio, che può essere cognitivo e/o affettivo.

2019/03/12

Il buono, il bello e il vero

Il buono, il bello e il vero raramente coincidono.

Siamo uguali o diversi?

Siamo tutti diversamente uguali.

Cooperazione e competizione

A mio parere, le interazioni sociali sono animate da due motivazioni fondamentali: cooperazione e competizione. Esse possono essere più o meno consce o inconsce e di intensità variabile. A volte prevale la prima, altre volte la seconda. Nella nostra società la prima è normalmente esaltata e palese, la seconda censurata, nascosta o mascherata. La prima può essere del tutto assente, la seconda quasi mai.

Verità spietata

Un proverbio dice che "il medico pietoso fa la piaga puzzolente". Lo stesso si potrebbe dire del filosofo e dello scienziato in cerca della verità, perché questa non ha nulla a che vedere con la pietà, né con la bontà, né con la bellezza.

L'uomo e i computer

I computer non viventi sono estensioni di menti umane, come qualsiasi altro oggetto o forma culturale (che oggi chiamiamo "meme"). Infatti non esistono computer non viventi che non siano stati prodotti dall'uomo. I computer viventi sono invece i sistemi nervosi di piante e animali ottenuti per selezione naturale o per selezioni e modifiche genetiche operate dall'uomo.

Persone superiori

Le persone superiori sono quelle che non sentono il bisogno di dimostrare di avere ragione o di essere superiori, nemmeno quando avrebbero le prove e gli argomenti per dimostrare le proprie maggiori capacità, in certi campi, rispetto a certe altre persone.

2019/03/11

Vita e possesso

La mia vita non mi appartiene, io le appartengo.

2019/03/10

Sulla cosiddetta dimensione spirituale

Mi pare che l'aggettivo "spirituale" venga generalmente usato in senso negativo, ovvero come ciò che non è materiale, non è fisico, non è logico, non è scientifico, non è informazione, non è tangibile, non è dimostrabile, non è misurabile se non nei suoi effetti sentimentali. Insomma, qualcosa di "altro" e diverso rispetto da ciò che conosciamo.

Libertà e solitudine

Libertà e solitudine crescono di pari passo.

La natura dell'immateriale

Ciò che definiamo come "immateriale" è, a mio parere (e anche secondo Gregory Bateson), "informazione" e le relazioni causali e strutturali tra l'informazione (cioè l'immateriale) e la materia (e/o energia) possono essere studiate scientificamente e filosoficamente. Il pensiero, i sentimenti, la coscienza, la volontà, le relazioni e le interazioni tra esseri viventi sono basati su informazioni (inconsce e consce) oltre che su entità materiali o fisiche.

2019/03/09

Politica e sincerità

Se i politici fossero sinceri, pochi li voterebbero.

Mistificatori e demistificatori

I filosofi si dividono in mistificatori, demisitificatori e ibridi (mistificatori e demistificatori).

Spirito, anima ecc.

A parer mio, spirito", "spirituale", "anima" sono parole senza senso a cui ognuno dà il senso e il significato (inevitabilmente soggettivo) che desidera e che gli conviene, per cui è difficile discuterne, e probabilmente i loro fautori non desiderano farlo. Desiderano piuttosto diffonderle, celebrarle e ammantarsene. Sono come stendardi religiosi, bandiere del mistero, e le bandiere non si discutono.

2019/03/08

Meditazione cibernetica

In questo articolo propongo uno speciale tipo di meditazione da me inventato, a cui ho dato il nome di "meditazione cibernetica". L'aggettivo "cibernetica" si riferisce ad un approccio cibernetico (o sistemico) alla conoscenza della natura umana.

Gli algoritmi del cuore

Non so cosa intendesse esattamente Pascal dicendo che “il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce”. Da parte mia, io intendo le “ragioni del cuore” come delle logiche in senso informatico, ovvero algoritmi, che involontariamente e inconsciamente determinano le nostre emozioni, i nostri sentimenti e le nostre motivazioni, e in particolare gioie e sofferenze a seconda delle situazioni, e attrazioni e repulsioni verso particolari persone, oggetti, idee, azioni, messaggi ecc.

2019/03/07

Necessità, virtù e difetti

L'uomo fa di necessità virtù, e di virtù difetti, specialmente quando le virtù non sono necessarie.

Antipatia dei migliori

A mio avviso, le competizioni più diffuse e importanti tra gli umani, da quando esiste la cultura, sono quelle intellettuali ed etiche. Intendo dire che ognuno cerca di occupare la posizione più alta che gli è possibile nelle gerarchie dell'intelligenza e della morale, e a tale scopo e in tali campi cerca di mostrarsi per quanto possibile non inferiore rispetto agli altri membri della comunità di appartenenza.

Psicologia del sospetto

Psicologia del sospetto è il nome che vorrei dare alla psicologia che più mi interessa, quella che studia le vere motivazioni del comportamento umano a dispetto di quelle che gli umani affermano, che sono quasi sempre false, mistificate, incomplete, fuorvianti, deformate ecc. per nascondere la meschinità e la miseria di quelle vere, che sono ben nascoste nell'inconscio.

Umorismo e stupidità

Ridiamo quando qualcuno che sembrava stupido si rivela improvvisamente intelligente, o viceversa. Smettiamo di ridere quando quello che sembrava intelligente e si è rivelato improvvisamente stupido siamo noi.

2019/03/05

Una piccola dissertazione di teologia (di Hermann Hesse, da "Il mio credo")

"Oggi, mettendo insieme pensieri e appunti di anni diversi, redigerò alcune tesi nelle quali metterò in correlazione due delle mie idee predilette:
l’idea che mi sono fatta dei tre gradi del divenire umano, e l’idea dei due tipi fondamentali di umanità.

{1} La prima di queste idee è per me importante, anzi sacra: è semplicemente la verità. La seconda è del tutto soggettiva e, come spero, non sarà da me trattata con maggiore serietà di quanto meriti; tuttavia mi è stata assai utile nella osservazione della vita e della storia.


La via del divenire umano comincia con l’innocenza (il paradiso, l’infanzia, il limbo dell’irresponsabilità). Da qui in avanti essa procede in direzione della colpa, della conoscenza del bene e del male {7} verso le esigenze della cultura, della morale, della religione, dell’ideale umanità. Chiunque passerà seriamente, da autonomo individuo, per questi gradi, finirà immancabilmente nella disperazione, vale a dire dovrà constatare l’impossibilità di realizzare la virtù, la completa obbedienza, il necessario servizio. Vedrà che la giustizia è irraggiungibile, che la bontà resta inadempiuta.
Ebbene, questa disperazione porta al tracollo, oppure a un terzo regno dello spirito, a una condizione al di là della morale e della legge, a una introduzione alla Grazia e alla redenzione, a una nuova, più alta forma di irresponsabilità, in breve: alla fede. Non importa quale forma o espressione la fede assuma, il suo contenuto è ogni volta il medesimo: dice che noi, per quanto ci è possibile, dobbiamo tendere al bene, senza tuttavia sentirci responsabili della imperfezione del mondo o della nostra; che noi non governiamo noi stessi, ma siamo governati; che al di sopra della nostra conoscenza c’è un Dio o un ente che dobbiamo servire, al quale dobbiamo affidarci.

[…] io, gradualmente, attraverso pause di anni e di decenni, ritrovando i medesimi significati dell’esistenza umana presso indiani, cinesi e cristiani, ho visto confermata l’intuizione di un problema di fondo, espresso dovunque in simboli analoghi. Nessun’altra esperienza più di questa mi ha confermato che la vita dell’uomo ha un qualche significato, che la necessità umana e la ricerca dell’umanità in ogni epoca e in ogni parte della terra sono una cosa unica.
Non importa se noi, come accade a molti, oggi, consideriamo l’espressione religiosa e filosofica del pensiero e dell’esperienza umana appartenente a un’epoca invecchiata e attualmente superata. Ciò che qui io chiamo « teologia » è a mio avviso qualcosa di temporale, il prodotto di uno stadio dell’umanità che potrà essere superato e perire. Anche l’arte, anche la lingua sono forse mezzi di espressione relativi solo a determinati gradi della storia umana, anch’esse possono essere superate e sostituite. Ma credo che a ogni grado, per l’uomo che ricerca la verità, nulla sia più importante e consolante che percepire come alla base della divisione in razze, colori, lingue e culture ci sia una unità {1}che non ci sono uomini e spiriti diversi ma solo una umanità, solo uno spirito.

[…] Dalle esperienze e dalle letture a me è risultata una classificazione degli uomini in due tipi principali che io chiamo i razionalisti e i religiosi […]
Il razionalista crede che l’uomo di oggi sia più evoluto e più progredito di Confucio, di Socrate o di Gesù perché l’uomo di oggi ha sviluppato con più forza alcune capacità tecniche. Il razionalista crede che la terra sia stata concessa all’uomo in sfruttamento. Il suo peggior nemico è la morte, il pensiero della caducità della propria vita e del proprio operare. Egli evita di pensarci, e quando non riesce a evitare il pensiero della morte cerca scampo nell’attivismo […]

Il religioso crede che l’uomo sia una parte della terra creata per servire. Il religioso, quando è preso dal terrore di fronte alla morte e alla caducità, cerca scampo nella fede, nell’idea che il creatore (o la natura) consegua i suoi fini anche con questo mezzo per noi terrificante; né vede la virtù nel dimenticare o nel combattere il pensiero della morte, bensì nella atterrita ma reverenziale dedizione a un più alto volere.
Egli non crede nel progresso, in quanto il suo modello non è la ragione, bensì la natura; e nella natura egli non può scorgere alcun progresso, ma solo il puro fruire e il realizzarsi di forze infinite, senza una riconoscibile meta finale."

[Germann Hesse]

Sulla ricerca della stima

Più rinuncio a cercare la stima da parte degli altri, più ne ricevo.

Homo credulus

L'uomo tende (geneticamente) a credere nelle storie che gli altri gli raccontano. La credenza è tanto più radicata, quanto più numerosi sono i narratori di una stessa storia, quanto più spesso le narrazioni vengono ripetute, e quanto minore è l'età in cui uno comincia a udirle. Solo un'educazione alla critica, alla diffidenza e al sospetto, e un temperamento ribelle possono attenuare la naturale credulità umana.

2019/03/04

Altruismo, egoismo, ipocrisia e selezione naturale

Considerazioni suscitate dalla lettura di un articolo di Telmo Piovani intitolato “Biologia dell’altruismo” (nilalienum.it/Sezioni/Darwin/PievAltruismo.html).

In una prospettiva evoluzionistica, l'altruismo è vantaggioso non per l'individuo, ma per il gruppo a cui egli appartiene. Tuttavia l'appartenenza ad un gruppo avvantaggiato dal comportamento altruista dei suoi membri costituisce indirettamente un vantaggio per i suoi stessi membri, rispetto ai membri di altri gruppi di persone meno altruiste.

2019/03/03

A chi serve la filosofia?

Non tutti hanno bisogno della filosofia o della psicologia per star bene, ma per qualcuno la vita, gli altri, la propria persona, le relazioni sociali e tante altre cose sarebbero incomprensibili e insopportabili senza le spiegazioni di certi autori.

Comprensione vs. disprezzo

Non si comprende ciò che si disprezza, e si disprezza ciò che non si comprende.

Il Natale visto da Hermann Hesse

"Natale è una quintessenza, un velenoso serbatoio di tutti i sentimentalismi e le falsità borghesi, un pretesto per sfrenate orge dell’industria e del commercio, per un sacco di splendida merce nei negozi; sa di latta laccata, di aghi d’abete, di grammofono, di fattorini e portalettere stanchi morti che in segreto bestemmiano, di imbarazzata solennità nelle sale da pranzo sotto un albero addobbato, di supplementi nei quotidiani e di annunci pubblicitari – insomma, di tante cose che io odio ferocemente, che mi ripugnano, e che prenderei magari con maggiore equanimità e ilarità se non deturpassero in modo così tremendo il nome del Redentore e il ricordo dei nostri anni più teneri."

[Hermann Hesse]

Oggetti di vita

Noi non viviamo, ma siamo (veniamo) vissuti. Non siamo soggetti, ma oggetti, vettori e replicatori di vita. Non siamo nati per nostra scelta, e cesseremo di vivere quando le leggi della natura lo determineranno. Possiamo decidere se accettare o rifiutare il nostro destino, ma si tratta di una scelta obbligata dal dolore che il rifiuto non farebbe che aumentare.

Alla ricerca della ricompensa perduta - L'imprinting della ricompensa sociale

A mio parere, da bambini abbiamo quasi tutti subìto ciò che io chiamo ”imprinting della ricompensa sociale”, ovvero abbiamo appreso quali nostri comportamenti ci fanno ottenere piacere e quali dolore, specialmente per quanto riguarda l'affetto e l'approvazione da parte degli altri (a cominciare dai genitori e dagli educatori).

Per esempio, chi ha subito un’educazione rigida in senso disciplinare, tende a considerare l'obbedienza una fonte di ricompensa sociale. Similmente, chi ha avuto educatori molto esigenti dal punto di vista intellettuale tende a considerare l'intelligenza e le sue manifestazioni come mezzi indispensabili per essere accettati e amati. Lo stesso fenomeno avviene per altri stili educativi che danno importanza, per esempio, alla moralità, al rispetto delle tradizioni, alla religione, allo sport, alla bellezza, al denaro, alla competizione in generale, al risparmio, alla bellezza ecc. per cui si possono creare associazioni permanenti (consce o inconsce) tra tali "valori" e l'aspettativa di una ricompensa sociale.

Ovviamente da adulti è possibile che le ricompense attese non si realizzino, o che i risultati dei propri sforzi siano controproducenti. Ciò può dar luogo ad uno stato di stress e di frustrazione cronica con connessi disagi e disturbi psichici e psicosomatici.

In tal caso può essere utile una psicoterapia mirata alla neutralizzazione degli imprinting disadattivi o non realistici. Durante tale terapia, il paziente dovrebbe imparare, attraverso l’interazione col terapeuta, modi alternativi per ottenere ricompense sociali, e riuscire a disimparare (questa è la parte più difficile) le associazioni "sbagliate".

Il tessuto della storia

La storia è un insieme di fatti reali arbitrariamente selezionati, di interpretazioni soggettive e di semplificazioni e distorsioni di comodo.

2019/03/02

Bisogno di obbedire

A mio avviso, l'uomo ha un bisogno genetico di obbedire a qualcosa di esterno al suo io cosciente. Lo suppongo perché egli non può autogovernarsi razionalmente dato che la ragione non può sapere, momento per momento, di cosa il corpo e l'inconscio hanno bisogno.

Ciò è dovuto al fatto che i bisogni umani sono tanti, complessi, variabili, autonomi, automatici, inconsci, irrazionali, involontari, simultanei e spesso incoerenti.

Questo "qualcosa" di esterno a cui obbedire è soprattutto di natura sociale, relazionale, come può essere una religione, un amore, un costume, una disciplina, una norma o un ideale condiviso.

Per "esterno all'io cosciente" intendo qualcosa che può essere, e normalmente è, interiorizzato nell'inconscio del soggetto, anche se può essere da questo percepito come esterno alla sua persona.

Risposte senza domande

Molto spesso si discute non per conoscere o apprendere, ma per celebrare un piacevole e rassicurante rito di appartenenza sociale. In tal caso le domande sono quasi del tutto assenti (mentre abbondano le risposte a domande che nessuno si cura di fare, illudendosi di conoscere già le risposte). Insomma, tanti punti esclamativi e pochi interrogativi.

Utilità e sufficienza

Tutto può essere utile, nulla sufficiente.

Deformazione della realtà

L'interesse, la volontà, il desiderio, il bisogno, la paura, orientano e deformano la percezione della realtà.

La mimetizzazione dell’intelligenza (di Umberto Galimberti)

Se siamo tutti intelligenti, ognuno a suo modo, sarà tendenza di ciascuno mostrare, ogni volta che se ne presenta l’occasione, la specificità della propria intelligenza. Il risultato di solito è: o la mortificazione di quanti sono costretti ad assistere all’esibizione dell’altrui abilità mentale, o l’invidia che, opportunamente mascherata, trova sfogo nella maldicenza intorno ad altri aspetti della personalità di chi fa sfoggio della propria intelligenza, o infine il disinteresse per ciò che la persona intelligente va dicendo, creando un vuoto intorno al suo discorso che ricade su se stesso senza i riscontri attesi.

2019/03/01

Requisiti del filosofare

A parer mio, per filosofare sono necessari una sufficiente quantità di tempo libero da impegni, dolori, stress e preoccupazioni, e un sufficiente grado di cultura e di intelligenza.

Blog di Bruno Cancellieri