Quando si ha paura di comportarsi in un certo modo diverso dal solito, bisognerebbe distinguere tra la paura degli altri e la paura di se stessi, laddove la seconda è prodotta, dalla prima durante gli anni della formazione. Inoltre, entrambe le paure si fossilizzano a causa di una generica paura del cambiamento delle proprie strutture mentali.
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Visualizzazione post con etichetta Paura di cambiare. Mostra tutti i post
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2020/10/07
2019/05/08
Sulla capacità di apprendere
Ci sono persone che, ad un certo punto della loro vita, perdono la capacità di imparare cose nuove, e da allora restano difensivamente ancorate a ciò che hanno già appreso.
Immaginazione e algoritmi di comportamento
Immaginando nuovi comportamenti possiamo, poco a poco, cambiare i nostri algoritmi di comportamento. Ma anche solo immaginare di comportarsi in modi nuovi, diversi dal solito, richiede un coraggio, un'apertura mentale e un'intelligenza che pochi possiedono.
2019/02/28
Trasformazione e resistenza al cambiamento
Ogni giorno che vivo mi trasforma, sebbene gran parte della mia mente resista ad ogni cambiamento.
Duello tra dèmoni
Nell'inconscio di ognuno, e di conseguenza nella società, si combattono due dèmoni: quello della conservazione e quello del cambiamento.
2018/07/27
Cambiamento sostitutivo vs. estensivo
Mentre negli esseri non viventi (per esempio macchine e computer) il cambiamento può avvenire per sostituzione di parti, in quelli viventi (e nell'uomo in particolare) il cambiamento non può avvenire che per estensione, ampliamento, aggiunta, arricchimento, accumulazione, ovvero per apprendimento e sviluppo di nuove funzioni, opzioni e strumenti, che si aggiungono a quelli precedenti, i quali possono nel tempo andare in disuso ma restano sempre presenti nella "cassetta degli attrezzi", e ancora utilizzabili.
2018/02/12
Bisogni antitetici
L'Uomo ha una serie di bisogni antitetici, che gli causano tanti problemi e conflitti. Tra le principali coppie di bisogni antitetici abbiamo il bisogno di appartenenza e quello di libertà, il bisogno di novità o cambiamento quello di conservazione o resistenza al cambiamento. A questi bisogni corrispondono omonime paure: dell'appartenenza, della libertà, del cambiamento e del non cambiamento.
2017/11/18
2017/07/14
Paura di cambiare
La paura di cambiare cresce quanto più le possibilità e le occasioni di riuscirvi aumentano.
Cambiare fa paura (consciamente e/o inconsciamente) perché è un tuffo nell'ignoto e richiede una ristrutturazione della propria mente, giacché è lì che avviene il vero cambiamento.
D'altra parte la mente, come gli organi del corpo fisico, ha un meccanismo di difesa immunitaria contro elementi estranei che tentano di inserirsi in essa e modificarla.
Tutti noi cambiamo, chi più chi meno, ma involontariamente e molto lentamente. Sono le nuove esperienze che ci cambiano. Cambiare volontariamente e rapidamente è rischioso e innaturale. Infatti l'io cosciente non ha la capacità di ristrutturare l'inconscio, e i veri cambiamenti riguardano quest'ultimo, ovvero i suoi automatismi cognitivi ed emotivi.
Per produrre volontariamente un cambiamento in noi stessi non possiamo fare altro che esporci a nuove esperienze, ma è impossibile prevedere se il cambiamento prodotto da una nuova esperienza sarà per noi vantaggioso o svantaggioso, se ci renderà più o meno felici.
Dobbiamo quindi comprendere e rispettare chi ha paura di cambiare. Cambiare volontariamente richiede un coraggio e delle capacità che non tutti hanno.
Cambiare fa paura (consciamente e/o inconsciamente) perché è un tuffo nell'ignoto e richiede una ristrutturazione della propria mente, giacché è lì che avviene il vero cambiamento.
D'altra parte la mente, come gli organi del corpo fisico, ha un meccanismo di difesa immunitaria contro elementi estranei che tentano di inserirsi in essa e modificarla.
Tutti noi cambiamo, chi più chi meno, ma involontariamente e molto lentamente. Sono le nuove esperienze che ci cambiano. Cambiare volontariamente e rapidamente è rischioso e innaturale. Infatti l'io cosciente non ha la capacità di ristrutturare l'inconscio, e i veri cambiamenti riguardano quest'ultimo, ovvero i suoi automatismi cognitivi ed emotivi.
Per produrre volontariamente un cambiamento in noi stessi non possiamo fare altro che esporci a nuove esperienze, ma è impossibile prevedere se il cambiamento prodotto da una nuova esperienza sarà per noi vantaggioso o svantaggioso, se ci renderà più o meno felici.
Dobbiamo quindi comprendere e rispettare chi ha paura di cambiare. Cambiare volontariamente richiede un coraggio e delle capacità che non tutti hanno.
2016/12/02
Il bisogno di conservazione di ogni essere vivente
Ogni essere vivente ha bisogno di continuare ad essere ciò che è, cioè di rimanere sé stesso, di non cambiare identità. Ogni volontà è la manifestazione di un bisogno e la volontà principale di ogni essere vivente, e il suo bisogno principale, sono quelli di conservare ed esercitare la propria identità. Perché cambiare identità, cioè personalità, natura, significa morire come un certo essere, e rinascere come un altro e di questo l'inconscio ha paura.
2016/11/29
Il dilemma fondamentale
Se cambi, rischi. Se non cambi, rischi. Cambiare o non cambiare? Questo è il problema.
Bisogni insoddisfatti e resistenza al cambiamento
Il dramma (e in molti casi tragedia) dell'umanità consiste nel fatto che abbiamo bisogni primari insoddisfatti, per soddisfare i quali dovremmo cambiare strutturalmente mentalità, ma la nostra psiche si oppone ai cambiamenti strutturali e boicotta ogni tentativo in tal senso generando ansia, angoscia, panico e malattie mentali e psicosomatiche, e rimuovendo i bisogni frustrati. L'io cosciente è progressista, ma l'inconscio è conservatore.
2016/11/28
L'io, l'inconscio e il cambiamento
L'io vorrebbe cambiare ma l'inconscio non vuole e boicotta, mediante l'ansia, l'angoscia e il panico, ogni tentativo di cambiamento esistenziale sostanziale.
2016/11/25
Cambiare è morire e rinascere
Cambiare mentalità non è come cambiare abito, casa, amici, lavoro ecc. Cambiare mentalità equivale a morire e a rinascere diversi. L'Uomo ha paura di cambiare perché ha paura di morire e, rinascendo, di non riconoscersi e di non essere riconosciuto dagli altri.
2016/11/12
Paura del libero arbitrio, di noi stessi, di impazzire
Non possiamo esercitare liberamente e impunemente il libero arbitrio perché la psiche, che teme di essere cambiata, è sua nemica e si difende da esso con l'angoscia e il panico.
Potremmo infatti finire per aver paura di qualcosa di incontrollabile che agisce dentro di noi e che potrebbe comportarsi in modo pericoloso per la nostra persona, fino a causarne la follia o la morte per suicidio o incidente.
Essere i primi a pensare una cosa completamente nuova e al di fuori del lecito può essere angosciante. Potremmo credere di non essere più umani. Ma se qualcuno quella cosa la pensa e la dice prima di noi, ciò ci rassicura.
Potremmo infatti finire per aver paura di qualcosa di incontrollabile che agisce dentro di noi e che potrebbe comportarsi in modo pericoloso per la nostra persona, fino a causarne la follia o la morte per suicidio o incidente.
Essere i primi a pensare una cosa completamente nuova e al di fuori del lecito può essere angosciante. Potremmo credere di non essere più umani. Ma se qualcuno quella cosa la pensa e la dice prima di noi, ciò ci rassicura.
2016/09/12
Paura di cambiare, empatia e dispatia
La miseria dell'umanità è dovuta principalmente alla comune paura inconscia di cambiare.
La paura di cambiare viene trasmessa per empatia.
Cosa impedisce ad una persona di cambiare religione, filosofia, mentalità, opinioni, etica, preferenze, gusti, comunità, stile di vita, amori, amici ecc. per altri più adatti a soddisfare i propri bisogni primari? La paura di cambiare. Questa paura ha origini interne ed esterne. Quella interna è dovuta alla difesa immunitaria della psiche, che si protegge contro qualsiasi tentativo di modificarne la struttura; quella esterna al fatto che chi cambia rispetto alle norme della comunità di appartenenza viene "normalmente" emarginato.
L'empatia rende difficile fare cose che fanno paura agli altri, anche quando si tratta solo della paura di cambiare. Così, a anche a causa dell'empatia, per non spaventare gli altri, per non essere emarginati, per paura della paura, si rinuncia a cambiare.
La persona creativa ha voglia di cambiare e si sente sola quando è circondata da persone che hanno paura di farlo.
Chi non ha paura di cambiare sceglie la migliore filosofia e cerca di migliorarla, non accetta acriticamente la filosofia dominante nella comunità a cui appartiene.
Quasi tutti hanno paura di cambiare e chi non ce l'ha viene visto dai più come una minaccia, ostacolato, scoraggiato, osteggiato.
Chi non ha paura di cambiare ha difficoltà a capire chi ce l'ha e viceversa.
Chi non ha paura di cambiare tende a disprezzare chi c'è l'ha, e viceversa.
Vedi anche La paura di cambiare, La paura inconscia della realtà.
La paura di cambiare viene trasmessa per empatia.
Cosa impedisce ad una persona di cambiare religione, filosofia, mentalità, opinioni, etica, preferenze, gusti, comunità, stile di vita, amori, amici ecc. per altri più adatti a soddisfare i propri bisogni primari? La paura di cambiare. Questa paura ha origini interne ed esterne. Quella interna è dovuta alla difesa immunitaria della psiche, che si protegge contro qualsiasi tentativo di modificarne la struttura; quella esterna al fatto che chi cambia rispetto alle norme della comunità di appartenenza viene "normalmente" emarginato.
L'empatia rende difficile fare cose che fanno paura agli altri, anche quando si tratta solo della paura di cambiare. Così, a anche a causa dell'empatia, per non spaventare gli altri, per non essere emarginati, per paura della paura, si rinuncia a cambiare.
La persona creativa ha voglia di cambiare e si sente sola quando è circondata da persone che hanno paura di farlo.
Chi non ha paura di cambiare sceglie la migliore filosofia e cerca di migliorarla, non accetta acriticamente la filosofia dominante nella comunità a cui appartiene.
Quasi tutti hanno paura di cambiare e chi non ce l'ha viene visto dai più come una minaccia, ostacolato, scoraggiato, osteggiato.
Chi non ha paura di cambiare ha difficoltà a capire chi ce l'ha e viceversa.
Chi non ha paura di cambiare tende a disprezzare chi c'è l'ha, e viceversa.
Vedi anche La paura di cambiare, La paura inconscia della realtà.
2016/09/10
Libertà di cambiare
Oggi ho avuto una rivelazione straordinaria. Ho capito che sono libero di cambiare. Libero di cambiare idee, gusti, abitudini, compagnie, frequentazioni, impegni, luoghi, attività, oggetti, strumenti, risorse, mezzi, metodi, abbigliamento, arredamento, obiettivi, progetti, morale. Non so se userò questa libertà, ma la consapevolezza di poterlo fare cambia il mio modo di stare al mondo e la mia stessa visione del mondo.
Questa libertà mi fa un po' paura ma al tempo stesso mi eccita ed entusiasma, perché mi si prospetta la possibilità di fare cose nuove, mai fatte prima, di avere nuove esperienze.
A cosa è dovuta questa rivelazione? All'aver capito che il mio comportamento dipende dalla mia mappa emotiva, la quale dipende dal mio comportamento e che entrambi possono essere cambiati semplicemente decidendo di disobbedire a qualche comando proveniente dalla mappa emotiva stessa.
Sì, ora so che posso cambiare davvero e questo cambia tutto per me, anche se poi non cambierò nulla. Perché se non cambierò nulla sarà perché avrò liberamente deciso di non cambiare, non perché mi è impossibile cambiare.
Intanto già comincio a cambiare le mie fantasie, a pensare di essere diverso, di fare cose diverse dal solito, di avere nuove esperienze, e questo mi eccita, mi piace, mi diverte, mi fa sentire creativo.
Ora ho un mantra: posso cambiare la mia mappa emotiva e ho il coraggio e gli strumenti per farlo.
Vedi Come migliorare il comportamento.
Questa libertà mi fa un po' paura ma al tempo stesso mi eccita ed entusiasma, perché mi si prospetta la possibilità di fare cose nuove, mai fatte prima, di avere nuove esperienze.
A cosa è dovuta questa rivelazione? All'aver capito che il mio comportamento dipende dalla mia mappa emotiva, la quale dipende dal mio comportamento e che entrambi possono essere cambiati semplicemente decidendo di disobbedire a qualche comando proveniente dalla mappa emotiva stessa.
Sì, ora so che posso cambiare davvero e questo cambia tutto per me, anche se poi non cambierò nulla. Perché se non cambierò nulla sarà perché avrò liberamente deciso di non cambiare, non perché mi è impossibile cambiare.
Intanto già comincio a cambiare le mie fantasie, a pensare di essere diverso, di fare cose diverse dal solito, di avere nuove esperienze, e questo mi eccita, mi piace, mi diverte, mi fa sentire creativo.
Ora ho un mantra: posso cambiare la mia mappa emotiva e ho il coraggio e gli strumenti per farlo.
Vedi Come migliorare il comportamento.
2016/07/17
La paura di cambiare
Una delle paure più importanti di un essere umano è quella di cambiare se stesso. Vorremmo cambiare il mondo esterno, gli altri, la nostra situazione economica e sociale, il nostro status, ma non noi stessi, cioè i nostri valori, le nostre abitudini, i nostri gusti, la nostra moralità, la nostra mentalità, la nostra personalità. Insomma, abbiamo paura di diventare un'altra persona.
Si tratta di una paura radicata nel nostro inconscio, forse dovuta ad un istinto di conservazione della mente e per questo difficilissma da superare. Tale paura boicotta ogni tentativo proprio o altrui di cambiare noi stessi. Se vogliamo cambiare dobbiamo fare i conti con tale paura e usare tecniche particolari per neutralizzarla temporaneamente. Eliminarla definitivamente è forse impossibile e pericoloso.
Per diventare un'altra persona (scopo della psicoterapia) bisogna superare la paura inconscia di diventare un'altra persona.
Infatti, per diventare un'altra persona, bisogna distruggere la persona precedente e questa, giustamente, si difende.
Vedi anche Paura di cambiare, empatia e dispatia.
Si tratta di una paura radicata nel nostro inconscio, forse dovuta ad un istinto di conservazione della mente e per questo difficilissma da superare. Tale paura boicotta ogni tentativo proprio o altrui di cambiare noi stessi. Se vogliamo cambiare dobbiamo fare i conti con tale paura e usare tecniche particolari per neutralizzarla temporaneamente. Eliminarla definitivamente è forse impossibile e pericoloso.
Per diventare un'altra persona (scopo della psicoterapia) bisogna superare la paura inconscia di diventare un'altra persona.
Infatti, per diventare un'altra persona, bisogna distruggere la persona precedente e questa, giustamente, si difende.
Vedi anche Paura di cambiare, empatia e dispatia.
2016/07/16
La mia paura che la mia libertà aumenti
Una conseguenza delle mie ricerche psicologiche è la paura che io possa riuscire ad aumentare drasticamente la mia libertà, e fare cose che non ho mai fatto prima; soprattutto cambiare me stesso e gli altri in modo considerevole.
Spesso questa paura ostacola le mie ricerche. Qualcosa nel mio inconscio si oppone ad un aumento della mia libertà, forse per evitare errori pericolosi nei miei rapporti con gli altri e con la natura, per evitare di impazzire, di perdere la mia natura umana, di diventare un mostro, di non essere più riconoscibile.
Maggiore libertà non solo comporta maggiore responsabilità morale, ma nuovi pericoli. Se fino ad oggi il mio comportamento è stato governato da agenti mentali diversi dal mio io cosciente, ed ora questo vuole assumere più potere, sarà esso capace di governare la mia persona in modo sano e sicuro almeno come prima? Cosa potrebbe succedermi di male? Cosa di bene?
La soluzione del dilemma è la gradualità dell'aumento di libertà. Questo aumento deve avvenire gradualmente, in modo che gli errori non abbiamo conseguenze troppo gravi e che possano essere corretti prima che avvenga l'irreparabile. Un aumento di libertà richiede l'apprendimento di nuove capacità, l'esplorazione di nuove possibilità, un certo sviluppo mentale.
L'obiettivo dovrebbe quindi essere quello di aumentare a poco a poco la mia libertà senza perdere la mia umanità o, ancora meglio, diventando ancora più umano.
Vedi anche La paura di cambiare.
Spesso questa paura ostacola le mie ricerche. Qualcosa nel mio inconscio si oppone ad un aumento della mia libertà, forse per evitare errori pericolosi nei miei rapporti con gli altri e con la natura, per evitare di impazzire, di perdere la mia natura umana, di diventare un mostro, di non essere più riconoscibile.
Maggiore libertà non solo comporta maggiore responsabilità morale, ma nuovi pericoli. Se fino ad oggi il mio comportamento è stato governato da agenti mentali diversi dal mio io cosciente, ed ora questo vuole assumere più potere, sarà esso capace di governare la mia persona in modo sano e sicuro almeno come prima? Cosa potrebbe succedermi di male? Cosa di bene?
La soluzione del dilemma è la gradualità dell'aumento di libertà. Questo aumento deve avvenire gradualmente, in modo che gli errori non abbiamo conseguenze troppo gravi e che possano essere corretti prima che avvenga l'irreparabile. Un aumento di libertà richiede l'apprendimento di nuove capacità, l'esplorazione di nuove possibilità, un certo sviluppo mentale.
L'obiettivo dovrebbe quindi essere quello di aumentare a poco a poco la mia libertà senza perdere la mia umanità o, ancora meglio, diventando ancora più umano.
Vedi anche La paura di cambiare.
2016/06/05
Conservare vs. riformare
La storia dell'umanità e quella di ogni individuo sono segnate dallo scontro tra due tendenze opposte: quella conservatrice e quella riformatrice. Ogni essere umano, in ogni momento, desidera conservare certe cose e riformarne altre (sia a livello personale che di comunità), si allea con quelli che hanno simili obiettivi e si batte contro quelli che hanno obiettivi opposti. Può inoltre succedere che il riformatore diventi conservatore quando l'attuale ordine delle cose lo soddisfa e, viceversa, che il conservatore diventi riformista, quando l'attuale ordine non lo soddisfa più.
Tuttavia la tendenza conservatrice prevale normalmente su quella riformatrice e i cambiamenti sociali e individuali sono sempre eccezionali. Infatti l'individuo ha paura di cambiare perché ogni cambiamento individuale comporta il rischio di essere emarginato dalla comunità di appartenenza, di essere meno competitivi o di perdere vantaggi e privilegi.
Tuttavia la tendenza conservatrice prevale normalmente su quella riformatrice e i cambiamenti sociali e individuali sono sempre eccezionali. Infatti l'individuo ha paura di cambiare perché ogni cambiamento individuale comporta il rischio di essere emarginato dalla comunità di appartenenza, di essere meno competitivi o di perdere vantaggi e privilegi.
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