2019/07/31

La giusta configurazione del mondo

Per orientarsi in modo soddisfacente nella vita occorre avere una visione del mondo il più possibile completa di tutti i suoi aspetti più importanti. Occorre inoltre essere capaci di vedere tali aspetti tutti insieme, a grandi linee e senza tanti dettagli che renderebbero difficile contemplare il quadro generale in un colpo d'occhio.

Il rischio del particolare

C'è sempre il rischio di scendere troppo nel particolare perdendo di vista il generale. Quando succede, dimostriamo di essere specialisti bravi ma incapaci di soddisfare i bisogni nostri e altrui. Perché la vita richiede che siano soddisfatte un certo insieme di condizioni, non solo alcune, quantunque perfettamente.

Bontà vs. sufficienza

Una cosa può essere buona ma insufficiente per soddisfare un bisogno o un desiderio. In tal caso non va scartata, ma unita ad altre cose anch'esse buone ma insufficienti, in modo tale che l'insieme divenga sufficiente. In ogni caso è meglio qualcosa di imperfetto ma sufficiente, che qualcosa di perfetto ma insufficiente.

Fatica del libero arbitrio

Il libero arbitrio (se esiste) è stancante, perciò non si può esercitare a lungo.

2019/07/30

Volare col pensiero

Gli esseri umani si distinguono per l'altezza a cui riescono a volare col pensiero. Le quote più alte sono le meno frequentate. Vi suoi trovano persone piuttosto solitarie, che i "normali" vedono con sospetto, come se da quelle altezze per loro inaccessibili stessero congiurando per sottometterli.

Sui rituali

I rituali sono procedure di nessuna utilità pratica ma di notevole utilità psicologica e sociale. Servono infatti a dichiarare qualcosa a qualcuno, ad una comunità, ad una divinità o a qualche demone inconscio. Ciò che viene dichiarato è un sentimento di appartenenza un impegno, come ad esempio un'alleanza, o un pentimento.

A che gioco giochiamo?

Interagire con gli altri è come un gioco di bambini. Si sceglie un gioco che tutti i giocatori conoscono e a cui hanno voglia di giocare, e si rispettano le relative regole, pena la "squalificazione".

Chi decide cosa pensare?

La sequenza dei nostri pensieri non è determinata dalla nostra volontà, ma da agenti inconsci e involontari che competono per portare alla coscienza (ovvero all'attenzione cosciente) quei pensieri che stanno loro a cuore. Insomma, non è l'io cosciente che decide cosa pensare, ma meccanismi indipendenti dalla sua volontà.

Modelli di comportamento, ruoli e giochi

Il comportamento di un essere umano ricalca, ovvero imita, certi modelli che costituiscono i ruoli caratteristici di certi tipi di comunità. In altre parole, ogni individuo vive come il personaggio di un dramma di cui interpreta il copione, ovvero come il giocatore di un gioco di società, gioco di cui conosce e rispetta le regole.

Infatti non siamo liberi di essere né di fare ciò che vogliamo, ma il nostro comportamento deve conformarsi a certi modelli condivisi (ovvero "in comune") con altri membri della comunità a cui desideriamo o abbiamo bisogno di appartenere.

Informazione+materia=vita

La vita è il risultato di particolari relazioni e interazioni tra certi tipi di informazione e certi tipi di materia.

La vita ha dunque bisogno (ovvero necessità) di informazione (di particolari tipi di informazione) e di materia (di particolari tipi di materia).

2019/07/29

Reale vs. virtuale

La realtà può essere distinta in “reale” e “virtuale”. Dire “realtà virtuale” non è un ossimoro, perché anche ciò che è virtuale è reale, nel senso che “esiste realmente”, anche se “solo” come informazione, quindi come qualcosa di immateriale. D’altra parte anche ciò che è reale, ovvero materiale, è anche virtuale nella misura in cui è vettore di informazioni, le quali sono, per definizione, immateriali. E' comunque vero che una informazione, pur essendo immateriale, può avere effetti "materiali".

Narcisismo e comunità

Il narcisista non ha il senso della comunità, ovvero non si sente parte di un insieme che può anche fare a meno di lui.

Coerenza e libertà

La coerenza costituisce una limitazione di libertà. La libertà di essere incoerenti.

2019/07/28

Senso e nonsenso

Ogni cosa ha un senso, anche se non lo capiamo. Il nonsenso non esiste, è la giustificazione di chi non riesce a comprendere.

Vittoria e ragione

Chi vince ha sempre ragione, chi ha ragione non sempre vince.

Violenza sacra

L'uomo, per fare cessare la violenza tra individui ha escogitato la violenza di gruppo verso altri gruppi o verso alcuni individui o animali. Così si è passati dalla violenza interna alla comunità a quella esterna, ovvero contro altre comunità o contro qualche capro espiatorio.

Questo passaggio è avvenuto per iniziativa delle autorità religiose, le quali si sono arrogate il diritto esclusivo di amministrare la violenza, facendone una cosa sacra. Infatti la violenza esercitata in nome di un dio non solo è lecita, ma è doverosa.

Religione, violenza e sessualità

La religione si è quasi sempre arrogata il diritto esclusivo di amministrare la violenza e la sessualità.

Comportamento e appartenenze

Ogni gesto umano denota una o più appartenenze.

Appartenenza e imitazione

L'uomo desidera una comune appartenenza rispetto agli altri, e per questo tende ad imitarli.

Il senso del successo

Desideriamo il successo perché ci aspettiamo che ci renda più desiderabili e più competitivi.

Chi appartiene a cosa

Io appartengo alle cose che mi appartengono.

Compatibilità comunitaria

Qualunque cosa facciamo dovrebbe essere compatibile con la nostra comunità interiore e con quelle reali di cui siamo membri. Altrimenti potremmo avere fastidiosi sensi di colpa.

Per valutare un libro

Alcuni dicono che per valutare un libro bisognerebbe prima leggerlo direttamente e per intero. È come raccomandare di accendere un fiammifero per accertarsi che funziona.

2019/07/27

La natura del senso di colpa

Il senso di colpa è la paura inconscia di essere esclusi dalla propria comunità interiore a causa di un comportamento non rispettoso delle sue regole.

Verso chi ci sentiamo in colpa

Se abbiamo trattato ingiustamente una persona possiamo di conseguenza sentirci in colpa. Tuttavia è possibile che il nostro senso di colpa non sia diretto verso la persona vittima della nostra ingiustizia, ma verso la comunità a cui entrambi (noi e la vittima) apparteniamo, perché temiamo di essere espulsi o emarginati da tale comunità a causa della nostra colpa.

Bisogno di comunità, super-io, senso di colpa e psicoterapia

Nell'inconscio c'è qualcosa che "calcola" continuamente il nostro status sociale, ovvero la nostra posizione e il nostro grado di integrazione e accettazione nella comunità. In altre parole, viene calcolato il rischio di essere espulsi o emarginati da essa a causa di comportamenti "colpevoli" ovvero "immorali".

2019/07/26

Ansia, senso di colpa e senso di comunità

L'ansia (che è forse il disagio mentale oggi più diffuso) potrebbe essere causata da un senso di colpa verso la comunità, cioè dalla supposizione inconscia di non aver compiuto abbastanza i propri doveri verso di essa, e di meritare perciò di esserne espulsi o emarginati.

Doveri di appartenenza

Per appartenere ad una certa comunità, una persona deve fare ciò che quella comunità si aspetta da un membro nel ruolo e nella posizione che la persona ha o desidera avere nella comunità stessa. In altre parole, per appartenere ad una comunità è necessario servirla, ovvero esserle utile. Non si può appartenere parassiticamente.

Possedere e appartenere

Io appartengo a ciò che mi appartiene.

Massa critica e cambiamento

Quello di massa critica è un concetto sistemico. Certi cambiamenti sociali, come le rivoluzioni politiche o culturali possono avvenire solo quando si raggiunge una massa critica di persone che desiderano o possono tollerare i cambiamenti stessi.

Presumo che anche nell'individuo avvengano dei cambiamenti solo quando viene raggiunta una massa critica di motivazioni al cambiamento stesso, ovvero quando qualche evento esterno modifica l'equilibrio tra motivazioni antitetiche facendo prevalere una motivazione a svantaggio di un'altra.

Essere e appartenere

A mio parere, "essere" significa appartenere ad una o più persone o categorie di persone, che nel seguito chiameremo "enti di appartenenza" o semplicemente "enti".

Così, ad esempio, una donna che pensa di essere bella (o brutta) pensa in realtà di appartenere alla categoria sociale delle donne belle (o brutte), con tutto ciò che tale appartenenza (più o meno reale o presunta, cioè più o meno riconosciuta dagli altri) comporta.

Appartenenze comuni e reciproche

L'affinità, la familiarità, la fratellanza, l'amicizia tra due persone consistono in comuni appartenenze. L'amore e la simbiosi tra due persone consistono in appartenenze reciproche, ovvero nel fatto che ciascuno appartiene all'altro.

Il coraggio dei poeti, degli artisti e dei filosofi

I veri poeti, i veri artisti e i veri filosofi sono coraggiosi perché osano dire cose nuove.

2019/07/25

Crisi di identità e di appartenenza

Le crisi di identità sono in realtà crisi di appartenenza.

Appartenere o non appartenere

Io appartengo alla categoria dei non appartenenti.

Razionalizzare

Per razionalizzare non s'intende ragionare o pensare in modo razionale, ma rendere forzatamente e in modo mistificato "razionale" ciò che non lo è, ovvero spiegare un certo comportamento in modo che la spiegazione (o motivazione dichiarata) sia accettabile, politicamente corretta, nascondendone e dissimulandone (consciamente o inconsciamente) i veri motivi, meno nobili e meno razionali. In tal senso si tratta di una pratica molto diffusa, che ci riguarda tutti. Chi non razionalizza il proprio comportamento scagli la prima pietra.

2019/07/23

Cacciatori di immagini

Il fotografo è un cacciatore di immagini suggestive.

Tutti e nessuno

Io sono tutti e nessuno.

Appartenenze certe e incerte

Io appartengo certamente alla categoria di persone le cui appartenenze sono incerte.

Cause del bene e del male

Il male è tutta colpa della nostra interdipendenza. Anche tutto il merito del bene.

Un ossimoro vivente

Io sono un ossimoro vivente, una coerente contraddizione.

Coerenza e schiavitù

Agli altri chiediamo di essere coerenti, ma non a noi stessi. Infatti giustifichiamo ogni nostra incoerenza, ma non quelle altrui. In realtà la coerenza è una schiavitù a fini sociali. Serve ad evitare che gli altri si comportino in modo imprevisto.

2019/07/22

Essere e appartenere

Essere significa appartenere.

Pace e guerra

C'è pace quando c'è accordo, guerra quando c'è disaccordo, sui rispettivi ruoli sociali e le rispettive posizioni gerarchiche.

Segni di appartenenza

In ogni gesto, in ogni azione, in ogni espressione umana è implicito il messaggio "io appartengo a ..."

2019/07/21

Sacrificio e sacro

Il sacrificio (piccolo o grande che sia) è un elemento essenziale della celebrazione del sacro, ovvero della conferma dell'appartenenza ad una comunità umana.

Il sacrificio comporta necessariamente un disagio, una rinuncia, una violenza, una frustrazione, una sofferenza perché serve a dimostrare che l'attaccamento alla comunità è più forte della sofferenza provocata dal sacrificio stesso.

Cultura ed estetica

Ogni nuova cultura richiede nuovi tipi di estetica.

Appartenenza sociale e imitazione

L'appartenenza sociale è basata sulla imitazione e riproduzione di certe forme caratteristiche di una certa comunità.

Sacralità della comunità

L'uomo ha continuamente, geneticamente, bisogno di confermare la sua appartenenza ad una comunità, a causa dell'interdipendenza della nostra specie.

Affinché la conferma di appartenenza si concretizzi, è necessario che l'individuo imiti o riproduca ripetutamente di fronte agli altri le forme caratteristiche della comunità stessa, cioè quelle che permettono di riconoscerla e la distinguono dalle altre.

2019/07/20

Nulla è irrazionale

Nulla è irrazionale, perché ogni cosa, ogni comportamento ha le sue ragioni. Se qualcosa o qualcuno ci sembra irrazionale è perché non capiamo le sue ragioni a causa della nostra ignoranza o scarsa intelligenza.

Riti e imitazione

Un rito consiste in una cerimonia di imitazione, di ripetizione di gesti prestabiliti da parte di un gruppo in cui ognuno recita la parte a lui assegnata. Si tratta di una imitazione collettiva in cui al tempo stesso vengono imitati (cioè riprodotti) gesti del passato e del presente, e gli imitatori vengono a loro volta imitati come in un gioco di specchi che si riflettono all'infinito. Un gioco in cui vince chi fa la migliore imitazione, la più autentica, la più fedele.

Il pericolo di farsi domande su di sé

Non solo la maggior parte della gente non mette in discussione il proprio comportamento e non si fa domande sulla propria natura, ma vede con sospetto o ostilità chi fa tali cose.

La bellezza come strumento di persuasione

La bellezza fa sembrare vero ciò che è falso, nobilita ciò che è ignobile, dà un senso a ciò che è insensato, incanta e in tal modo diminuisce la capacità critica. Per questo la bellezza viene normalmente usata per accompagnare ogni rito di appartenenza sociale civile e religioso.

Risorse e minacce

Per alcuni sono una risorsa, per altri una minaccia.

Filosofie che disturbano

Ogni filosofia disturba tutti quelli che seguono filosofie contrastanti, cioè filosofie criticate o smentite dalla prima. Per tali persone i seguaci della filosofia disturbante sono nemici da abbattere o screditare.

Struttura della mente

(Versione aggiornata al 31/7/2019)

In questo articolo ipotizzo una struttura generale sistemica della mente e i principi generali del suo funzionamento. 

Le seguenti figure (la seconda e la terza sono ciascuna un'esplosione della precedente) rappresentano la mente come "sistema" composto di sottosistemi intercomunicanti, ciascuno specializzato in particolari funzioni che contribuiscono, in modo coordinato, al funzionamento generale della persona, cioè al suo comportamento e alla sua sopravvivenza. (Fare clic sulle figure per ingrandirle).



Figura 1: Struttura della persona e della sua mente




Figura 2: Struttura delle mente senza dettagli




Figura 3: Struttura della mente con dettagli


2019/07/19

Volontà consce e inconsce

Ciò che consideriamo involontario è in realtà causato dalla volontà di agenti mentali inconsci.

Consapevolezza dell'inconscio

Chi vuole autogovernarsi deve imparare (ed abituarsi) ad essere consapevole del fatto che in ogni momento il proprio comportamento, i propri pensieri, i propri sentimenti sono governati totalmente o in larga misura, da automatismi inconsci.

E deve tentare di arrestare per qualche secondo l'attività di tali automatismi. Solo in quei momenti una persona può esercitare consciamente il proprio libero arbitrio (per quanto possibile).

Nulla è ovvio

Nulla è ovvio. Di qualunque evento e fenomeno è lecito (anche se non sempre necessario) chiedersi il perché, cioè per quale causa e/o fine.

Sospensione del giudizio

Sospendere il giudizio a volte conviene non perché certe persone non siano meritevoli di un giudizio negativo, ma perché un giudizio negativo ci condiziona emotivamente e rende più difficili le interazioni con le persone che giudichiamo, favorendo una reciproca ostilità.

È perciò a volte utile, dopo aver "provato" o "deliberato" un giudizio negativo verso una certa persona o una certa categoria di persone, immaginare che quel giudizio si sia neutralizzato. Questo ci renderà più socievoli e pacifici verso le persone oggetto del nostro giudizio.

Portatori portati di automatismi

Ogni essere vivente (compreso l'uomo) è portatore di automatismi, anzi, è portato dai propri automatismi.

Questi governano le proprie facoltà e attività sensitive, percettive, cognitive, emotive e motivazionali consentite dal proprio codice genetico.

2019/07/18

Esercizi d'immaginazione

L'immaginazione può essere più o meno volontaria, come il pensiero. La differenza tra pensiero e immaginazione è che il pensiero è una catena seriale di concetti, simboli o parole, mentre l'immaginazione è la simulazione di un’immagine o di una serie di esse, come in una foto o nel cinematografo. Immaginare è dunque vedere, non con gli occhi, ma con la mente.

L'uomo e i suoi vincoli

L'uomo non può essere totalmente libero perché ha bisogno della cooperazione degli altri e questa è condizionata al suo comportamento verso di loro. Possiamo perciò affermare che l'uomo è vincolato (o legato) agli altri. Non a tutti, ma a certi altri.

2019/07/16

Quale verità?

Nessuno dice tutta la verità e solo la verità.

Saggezza contraddittoria

La saggezza consiste nella comprensione, accettazione e gestione delle contraddizioni, delle ambivalenze, dei paradossi, dei conflitti, dei doppi vincoli, degli inganni, delle illusioni ecc. di cui è fatta la vita umana.

In altre parole, la saggezza consiste nel sapere che ogni cosa può essere diversa e perfino opposta rispetto a come appare, e che ogni valore può nascondere e comportare un disvalore.

Le parti e il tutto

Un errore molto comune è quello di scambiare alcune parti per il tutto, il parziale per il totale. D'altra parte non possiamo mai vedere e capire il tutto, ma solo alcune delle sue parti e solo alcune interazioni tra di loro.

2019/07/15

Gerarchia, comandare e obbedire

Far parte di una gerarchia consente di soddisfare sia il bisogno di comandare, sia quello di obbedire.

Bisogno e rigetto di una certa cosa e del suo contrario.

I disagi e i disturbi mentali possono essere causati da "doppi vincoli", cioè da due pulsioni opposte rispetto ad uno stesso oggetto, una che spinge per acquisirlo (o avvicinarsi ad esso) e una che spinge per rigettarlo (o allontanarsene). Gli oggetti in questione possono essere materiali o relazionali. Per esempio, una persona può provare allo stesso tempo bisogno e rigetto di obbedire, comandare, di servire, di dominare, di seguire, di guidare, di imitare, di differenziarsi ecc.

Il doppio vincolo può causare immobilismo e frustrazione, cose che alla lunga fanno ammalare la mente e il corpo.

Mente stereotipica

Noi percepiamo, riconosciamo, pensiamo e valutiamo secondo stereotipi a cui abbiamo associato certe proprietà e certe relazioni.

Fatti, transazioni, interazioni, relazioni

I fatti sono transazioni, laddove un'interazione consiste in un insieme di transazioni e una relazione consiste in un insieme di interazioni abituali.

2019/07/14

Perché avviene ciò che avviene

Le cose avvengono per caso, per una logica scritta da qualche parte, o per un misto di caso e logica.

Imitare o non imitare

Imitare o non imitare, questo è il dilemma che ci consuma, consciamente o inconsciamente.

Ugualmente diversi, diversamente uguali

Siamo conformisti al punto tale che se vogliamo differenziarci dobbiamo farlo secondo comuni modelli di differenziazione.

Importanza dei luoghi comuni

I luoghi comuni sono importanti. Senza di essi non potremmo comprenderci né incontrarci.

L'uomo è un animale imitatore

Nessuno è totalmente originale. Ognuno di noi imita (consciamente o inconsciamente) dei modelli di pensiero e di comportamento appresi per imitazione interagendo con gli altri.

Mimesi e razionalità

Nel gioco mimetico non c'è posto per la razionalità.

Inconvenienti della preoccupazione

Per stare tranquilli non bisogna preoccuparsi. Vogliamo davvero stare tranquilli?

2019/07/13

Conseguenze della mimesi

Conformarsi a certi modelli culturali (ovvero imitare certi "modi" di pensare e di agire che abbiamo "appreso" interagendo con gli altri) comporta ricompense sociali positive e negative. Infatti, se mi conformo al modello x, alcuni saranno contenti, altri scontenti, alcuni mi premieranno, altri mi puniranno, alcuni mi ameranno di più, altri di meno. Lo stesso vale se non mi conformo al modello x.

2019/07/11

Imitatori ed imitati

Siamo tutti imitatori ed imitati.

Interdipendenza e intermimesi

Considerata la nostra interdipendenza e la necessità di conformarci a dei comuni modelli di pensiero e di comportamento, scegliamo insieme i modelli più adeguati e soddisfacenti.

2019/07/10

Sacro e razionalità

Discutere razionalmente di ciò che è considerato sacro equivale a dissacrarlo.

Il sacro e la follia

A mio parere, tra sacro e follia il passo è breve. Ad esempio, se Cristo non era davvero il figlio di Dio, allora potremmo dire che era uno psicopatico, come si direbbe per qualunque persona convinta di essere stata inviata da Dio per salvare il mondo.

2019/07/09

Pazzia e diversità

Se io decidessi di pensare e di comportarmi in modo diverso da qualsiasi altra persona, mi prenderebbero per pazzo.

Ansia da imitazione

Non solo ci sentiamo spinti ad imitare gli altri (e spesso siamo indecisi sui modelli da scegliere), ma percepiamo gli altri sempre come somiglianti a certi "modelli di umanità". Infatti ci sentiamo a disagio se non riusciamo a capire quali sono i modelli che gli altri imitano, ovvero a quali gruppi sociali e tipi psicologici gli altri appartengono. Siamo prigionieri degli stereotipi della nostra cultura.

Frustrazioni nascoste e psicopatie

La nostra società ci induce a nascondere o a dissimulare le nostre frustrazioni, e a vergognarci di esse. Infatti le persone che esprimono bisogni insoddisfatti sono generalmente percepite come meno attraenti e meno competitive di quelle che appaiono soddisfatte.

Opinioni non adatte

Se uno non è d'accordo con le tue opinioni, non significa che queste siano sbagliate, ma che non sono adatte a lui.

2019/07/08

Discutere con gli animali

Non puoi discutere con un animale. E se con un uomo non riesci a discutere, è perché di tratta di un animale.

Sull'amore cristiano

“Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi.” (Giovanni 15:12).

Da questa citazione si evince che per il cristianesimo l'amore è un sentimento volontario, anzi non è nemmeno un sentimento, ma un'atto deliberato.

Chiunque ci può ingannare

Non dobbiamo mai escludere la possibilità che una certa persona (qualunque persona, anche quelle che ci amano) ci inganni. Perché molti ingannano inconsciamente e involontariamente se stessi e gli altri. Perché siamo tutti ingannati e ingannatori.

I veri motivi del piacere e del dolore

Quando una cosa ci piace, sappiamo che ci piace, ma non sappiamo perché, anche se ci illudiamo di saperlo. Il vero motivo per cui ci piace ciò che ci piace e ci spiace ciò che ci spiace è inconscio. Il motivo che crediamo di conoscere è solo una illazione, spesso di comodo, tendenziosa (biased) e politicamente corretta.

La difesa del proprio status

Ognuno di noi tende a difendere il proprio status sociale intellettuale contro qualsiasi evento che possa diminuirlo. Tra gli eventi "diminutivi" ci sono i casi in cui qualcuno dimostra o cerca di dimostrare di saperla più lunga di noi su certi temi più o meno importanti, e che una certa nostra opinione è errata o insufficiente.

Imitare le differenze

Se, come dice Gregory Bateson, l'informazione è una differenza che fa una differenza, due informazioni uguali costituiscono due differenze identiche.

2019/07/07

Doppio vincolo e malessere psicofisico

Il malessere psicofisico può essere dovuto ad un conflitto (ovvero "doppio vincolo") tra bisogni antagonisti inconsci.

2019/07/06

Pensare similmente

Se vuoi andare d'accordo con qualcuno devi pensare in un modo simile al suo.

Conformismo e natura umana

Il conformismo (ovvero l'apprendimento e il comportamento mimetici) non è un difetto o un vizio, ma una caratteristica essenziale della natura umana.

Indifferenziazione e caos

L'ordine sociale di basa sulle differenze, non sulle uguaglianze; sulle differenze di ruoli e di responsabilità, e dei conseguenti diritti e doveri. L'indifferenziazione è la madre del caos.

Interpretazioni "inclinate" (biased)

Chi parte dall'assioma che un certo autore sia saggio, "interpreta" qualsiasi cosa quell'autore dice in un senso "buono e giusto", anche se si tratta di sciocchezze, falsità, assurdità o illusioni. Lo stesso avviene con le sacre scritture delle varie religioni.

2019/07/05

La tua felicità dipende soprattutto dagli altri

Basta con affermazioni semplicistiche, fuorvianti e ingannevoli del tipo "la felicità dipende (solo) da te".

In realtà la felicità di un essere umano dipende soprattutto dagli altri, cioè da come gli altri lo "trattano", ovvero da come lo considerano, quanto lo rispettano, quanto lo trovano simpatico o antipatico, quanto sono disposti a cooperare con lui ecc.

2019/07/03

Oggetti, gesti e segni sacri o quasi sacri

Un oggetto, un gesto o un segno diventa sacro o quasi sacro quando viene scelto dalla comunità come uno dei simboli della sua comunione e solidarietà. Può essere una cosa qualsiasi, non deve avere qualità intrinseche particolari, purché sia riconoscibile. Per esempio una x, una croce, il gioco del calcio, un certo stile musicale o artistico ecc.

Interdipendenza psicologica

A mio parere, noi umani siamo interdipendenti non solo economicamente, ma anche e soprattutto psicologicamente. Perché altri umani ci hanno insegnato a pensare, a comunicare, a ragionare, a sragionare, a mentire, il bene, il male, il bello, il brutto, il vero, il falso, i diritti, i doveri, gli obblighi, i divieti, il giusto, l'ingiusto ecc.

2019/07/02

Saper fingere

Fingersi stupidi richiede una grande intelligenza, e fingersi pazzi un grande equilibrio mentale.

Portatori di bisogni e di desideri

La vita umana oggi: otto miliardi di portatori di bisogni e desideri. Bisogni e desideri da comprendere, conciliare, regolare e soddisfare per quanto possibile.

Sul gradimento della libertà altrui

Noi non gradiamo la libertà altrui se essa viene usata per fare cose a noi sgradite.

Conoscere e riconoscere

Conoscere consiste nel riconoscere certe forme (cioè certi oggetti concetti o astratti) e associare ad esse qualità (cioè attributi o proprietà) e relazioni con altre forme conosciute.

Pregiudizi e cambiamento

Il problema non sono i pregiudizi, ma l'incapacità di cambiarli.

2019/07/01

Bene e male

Il bene è cooperazione e sincerità. Il male violenza e inganno. Tra il bene e il male c'è la competizione, che può essere buona o cattiva. Quella buona rispetta regole convenute, quella cattiva è sregolata.

Rappresentatività sociale

Nell'interazione tra individui, ognuno percepisce (consciamente o inconsciamente) ciascun altro come portatore di una certa rappresentatività sociale, ovvero come esponente di una certa comunità. In altre parole, noi percepiamo un essere umano sempre come appartenente ad una certa comunità (intesa come gruppo o classe di persone che hanno qualcosa in “comune”) nel senso che trattare con esso equivale a trattare con il gruppo sociale che esso rappresenta per il solo fatto di esserne membro.

Bisogno di rassicurazioni

Aver bisogno di una certa cosa comporta il bisogno di assicurarsela. Così, aver bisogno degli altri comporta il bisogno di assicurarsi il loro favore. Tale assicurazione può darla solo una continua frequentazione degli altri, nella speranza di ricevere da essi segni di rispetto, approvazione, amicizia e solidarietà.

Blog di Bruno Cancellieri