2019/09/30

Il problema quotidiano

Ogni giorno, ogni essere umano deve risolvere questo problema: come ottenere la migliore e più ampia cooperazione da parte degli altri (per soddisfare i propri bisogni) al costo più basso in termini economici, politici, sociali, ecologici, emotivi, biologici e di parziale perdita di libertà.

2019/09/29

Segnali di cooperazione vs. non cooperazione

Noi umani siamo talmente interdipendenti che abbiamo continuamente bisogno di contare sulla cooperazione degli altri a nostro favore. Perciò ogni segnale in tal senso ci rassicura e ci allieta, e ogni segnale contrario ci angoscia e ci rattrista.

Conformismo, tradizioni, mode

Più le persone sono conformiste, più sono legate alle tradizioni o alle mode.

2019/09/28

Mente, livelli logici e argomenti (agenti mentali)

Cognizioni, sentimenti e motivazioni (che io chiamo indifferentemente soggetti, oggetti, argomenti o agenti mentali) si formano e si esprimono a vari livelli logici, dal più generale al più elementare.

Influenza reciproca tra interagenti

La mente di un essere umano funziona in modo diverso a seconda delle persone con cui egli sta interagendo. Di conseguenza il suo comportamento, momento per momento, è influenzato in modo più o meno importante dagli interagenti presenti nel suo campo di interazione.

Formazione dell'inconscio

L'inconscio non "nasce" ma è innato. Alla nascita contiene solo automatismi biologici, poi con le esperienze si riempie di automatismi sociali. Si forma quindi attraverso un apprendimento, per lo più inconsapevole. Si può modificare, ma è molto più difficile disapprendere che apprendere.

2019/09/26

Il perché dei bisogni

L'uomo fa ciò che fa perché ha bisogno di farlo. Non dobbiamo dunque chiederci perché l'uomo fa certe cose, ma perché ha bisogno di farle.

Mappe e modelli della realtà

Per tutta la vita ci costruiamo inconsciamente mappe e modelli della realtà e li usiamo per orientarci e scegliere come comportarci, cioè come interagire con il mondo.

2019/09/25

Ostilità dei conformisti

Il guaio del conformismo non è tanto il fatto che i conformisti siano tali (a loro buon diritto), ma che siano ostili ai non conformisti a prescindere da ciò che questi propongono. Probabilmente i conformisti si sentono inconsciamente sotto accusa da parte dei non conformisti, anche quando non è il caso, e per questo provano antipatia o timore verso di loro.

Felicità = reciprocità

Ciò che conta per la felicità non è chi ha ragione e chi torto, le posizioni nelle gerarchie, il possesso di beni e privilegi o la conformità a certi modelli di pensiero e di comportamento, ma la reciprocità, ovvero l'utilità, l'aiuto e il desiderio reciproci tra esseri viventi.

2019/09/24

Il pericolo della televisione

Gli esseri umani tendono ad imitare tutto ciò che vedono gli altri fare, e più sono quelli che fanno la stessa cosa, più forte è la motivazione ad imitarli. Per questo la TV è molto pericolosa.

Felicità nella reciprocità

Felicità = reciprocità.

Il rischio della solitudine

Fare qualcosa insieme a qualcuno è più prudente che farla da soli. Infatti nel primo caso si dispone già dell'approvazione implicita di qualcuno.

Contabilità della reciprocità

Se A desidera B molto più di quanto B desideri A, oppure se A è utile a B molto più di quanto B sia utile ad A, la relazione soffre e il relativo desiderio si può facilmente trasformare in frustrazione e rabbia, o semplicemente estinguersi. La contabilità della reciprocità nelle relazioni umane è sempre attiva.

Paura e obbedienza

La paura rende obbedienti.

Felicità, utilità, desiderio, reciprocità

Felicità = utilità reciproca e reciproco desiderio.

Prima che sia troppo tardi

Ci spostiamo tra punti e momenti
di una realtà non voluta
tra compagnie soffocanti
e solitudini insopportabili.

Cerchiamo cose che non sappiamo
e moriamo a poco a poco
sperando che un buon fantasma
ci guidi in un porto amoroso.

Prima che sia troppo tardi,
prima che il desiderio svanisca
tentiamo una nuova teoria
nascondendo le tracce del pianto.

2019/09/23

Cosa vogliono gli altri da noi

Cosa vogliono gli altri da noi? Che siamo loro utili.

Come ci vogliono gli altri

Noi siamo come ci vogliono gli altri. Il problema è: quali altri? Infatti gli altri non sono tutti uguali: alcuni ci vogliono in un certo modo e altri in certi altri modi. Dobbiamo dunque scegliere chi contentare e chi scontentare. Ma non possiamo essere come nessuno ci vuole. Ne va della nostra sopravvivenza e della nostra felicità.

Il tutto e le parti

Ognuno di noi è parte del tutto, occupa un certo spazio e un certo tempo del tutto e interagisce con altre parti in modo più o meno costruttivo o distruttivo, conservativo o trasformativo. D’altra parte ognuno di noi è un tutto composto da parti che interagiscono rendendo possibile la propria vita.

Che fare per risolvere i problemi della società?

Che fare per risolvere i problemi della società? Studiare la natura umana, la quale è la causa prima di tutti i mali della società. Nonostante sia il tema più importante, esso è tra i meno studiati con un approccio scientifico a causa delle pressioni religiose e politiche.

Capitalismo come causa e come conseguenza

Ogni causa è anche una conseguenza. Questo vale anche per il capitalismo. Vederlo solo come causa di mali è miope. Chiediamoci anche da cosa sia causato, ovvero da quali aspetti della natura umana esso emerga.

Come vogliamo essere

Noi vogliamo inconsciamente essere come ci vogliono le persone da cui la nostra vita dipende, cioè quelle di cui abbiamo bisogno (materialmente o come guide o modelli) per vivere.

2019/09/22

Insoddisfazione e distruttività

Le persone infelici (ovvero normalmente insoddisfatte e perciò sofferenti) odiano e vorrebbero punire o distruggere coloro che ritengono (consciamente o inconsciamente) essere le cause delle loro insoddisfazioni e sofferenze.

2019/09/21

Cosa gli esseri umani vogliono sapere

Io, tanto per cominciare, vorrei sapere cosa gli esseri umani (in generale) vogliono sapere, per capire se io e gli altri vogliamo sapere le stesse cose o cose diverse. Suppongo infatti che gli esseri umani si differenzino (anche) in ciò che desiderano (e si curano di) sapere.

Social network e intelligenza

Dimmi come usi i social network e ti dirò qual'è il tuo livello d'intelligenza.

Volontà e voglie di un essere umano, tra conservazione e cambiamento

Volere vs. aver voglia. Nel primo caso intendo una volontà determinata da una decisione volontaria, nel secondo una pulsione involontaria. La differenza può essere impercettibile.

Il padrone della mente

Affinché l'io cosciente possa influenzare il suo inconscio sono necessari tempi lunghi, grande impegno e sofferenze, mentre l'inconscio influenza l'io cosciente costantemente e senza sforzi. Nell'immediato l'inconscio è il padrone di casa.

2019/09/20

Libertà vs. logica

A mio parere il cosiddetto libero arbitrio non è libero in quanto noi scegliamo sempre in base ad una logica (conscia o inconscia), e precisamente quella che riteniamo (consciamente o inconsciamente) più adatta e appropriata per soddisfare i nostri bisogni. Insomma la scelta è obbligata in base ai nostri bisogni e alle nostre logiche di soddisfazione. Quindi noi siamo liberi da un punto di vista esterno, ma "regolati" da logiche da un punto di vista interno. Anche se cambiamo una logica lo facciamo seguendo una (altra) logica.

Tradizioni, imitazione e integrazione sociale

Le tradizioni sono esercizi e gare di imitazione. L'imitazione (cioè la riproduzione) di forme sociali è un valore "dimostrativo". Infatti, chi meglio imita le forme sociali della comunità di appartenenza dimostra una maggiore integrazione sociale e quindi una maggiore forza e resilienza. Anche le mode, in quanto forme sociali, costituiscono un terreno di competizione nella gara a chi è più "sociale", ovvero più conforme alle caratteristiche della comunità.

2019/09/19

Non-spiegazioni e non-risposte

Il patrimonio letterario filosofico e religioso è pieno di spiegazioni che non spiegano nulla e di risposte che rispondono a domande diverse da quelle a cui pretendono di rispondere. Occorre guardarsi dalle non-spiegazioni e dalle non-risposte.

2019/09/18

Bisogno di imitare e popolarità del modello

L'intensità del bisogno di imitare un certo modello di comportamento è proporzionale alla quantità di imitatori del modello stesso percepita dal soggetto.

2019/09/17

Chi sono?

Io sono ciò che penso, ciò che sento e ciò che voglio.

Essere e pensare

I nostri pensieri dipendono da ciò che siamo e ciò che siamo dipende dai nostri pensieri. In altre parole, i nostri pensieri sono causa e conseguenza di ciò che siamo.

Lo stesso si può dire del rapporto tra essere e sentire, e tra essere e volere.

2019/09/15

La mia bigamia

Io sono bigamo. Infatti oltre mia moglie ho sposato me stesso.

2019/09/14

Il potere dei segni nel bene e nel male

Il linguaggio e la scrittura sono potentissimi strumenti di governo e di autogoverno, cioè di controllo e di autocontrollo. Essi permettono infatti di rievocare idee, ricordi, promesse e minacce, attrazioni e repulsioni, anticipazioni di piaceri e dolori, con dei segni.

Mediante tali mezzi l'uomo può fare grandi cose nel bene e nel male, cioè grande bene e grande male, molto bene e molto male, mentre gli altri animali sono molto limitati in tal senso. Per esempio, gli animali non umani non possono scatenare guerre tra popolazioni; infatti le loro guerre sono normalmente solo contro singoli individui (della loro o di altre specie).

Sapere per scegliere

Cosa c'è oltre il confine del mondo che ci è familiare? Cose buone o cattive? Mi conviene scegliere A o B? Quale tra A e B soddisfa meglio i miei bisogni? Mi conviene cambiare o conservare?

Domande, dubbi e curiosità riguardano soprattutto ciò che gli altri pensano di noi, cosa sentono per noi, cosa vogliono o desiderano da noi, cosa sono disposti a fare per noi e a concederci, ovvero in quale misura possono e sono disposti a soddisfare o frustrare i nostri bisogni.

Dalle risposte a tali domande dipendono le nostre azioni verso gli altri: avvicinamento o allontanamento, mantenimento o cambiamenti di ruoli, cooperazione o competizione, imitazione o differenziazione, selezione, rifiuto o indifferenza, inerzia o rottura, sottomissione o ribellione, deviazione, ripristino, riparazione ecc.

Non si può non scegliere

In ogni momento possiamo (e dobbiamo) scegliere se lasciare inserito il pilota automatico del nostro comportamento o se passare in modalità manuale, ovvero consapevole e volontaria. In tal senso non si può non scegliere, e ognuno è responsabile delle sue scelte di fronte agli altri.

Singolare e plurale, particolare e generale

Il particolare è singolare, il generale è plurale. Usare il singolare quando si parla in generale è ingannevole.

Interazioni tra organismi e ambienti

I nostri organismi interagiscono con i loro ambienti per conservarsi e riprodursi, finché non si disgregano.

Pensiero seriale e parallelo

Possiamo pensare in modo seriale (cioè per storie) e in modo parallelo (cioè per mappe).

Il senso delle vacanze al mare

La vacanza al mare è un'occasione di confronto e interazione sociale. Si mostrano il proprio corpo seminudo, le proprie capacità sportive acquatiche, la propria resistenza all'aggressione del sole e delle rocce, le proprie facoltà economiche e i propri gusti. È una fiera di esibizione e competizione di forza, abilità, resistenza, bellezza, eleganza e ricchezza in cui scegliere e farsi scegliere.

Scegliere continuamente

Ogni essere vivente è sempre intento a scegliere, selezionare, decidere cosa fare, cosa pensare, cosa prendere, cosa lasciare momento per momento, per meglio soddisfare i propri bisogni, secondo i propri algoritmi. A volte la scelta è indecisa o indifferente, e per superare il tormento del dubbio si può decidere di affidarsi al caso o di far scegliere per noi un altro essere vivente.

Motivazione e selezione

Il cosiddetto libero arbitrio consiste nello scegliere, ma la scelta è sempre orientata verso la migliore, maggiore e più facile soddisfazione dei nostri bisogni. Solo in caso di indecisione o di indifferenza la scelta può essere casuale, e in tal senso libera.

Cambiare o non cambiare?

L'uomo ha bisogno di conservazione ma anche di cambiamento, di ristabilimento (omeostasi) ma anche di trasformazione, di ripetizione ma anche di variazione, di imitazione ma anche di differenziazione.

Perché dovremmo cambiare? Per diventare più competitivi, per salire nelle scale gerarchiche, per meglio soddisfare i nostri bisogni. Perché non dovremmo cambiare? Per conservare i nostri vantaggi, i nostri privilegi, le nostre posizioni gerarchiche, per continuare a soddisfare i nostri bisogni.

E cosa dovremmo cambiare? Solo quegli automatismi che sono divenuti obsoleti rispetto alla soddisfazione dei nostri bisogni.

Limiti del pensiero

Di tutte le idee che abbiamo appreso, noi possiamo in un dato momento pensarne solo una o poche più, anche perché tutte quelle idee non sono organizzate in una struttura chiara e conosciuta, ma sono disperse nella nostra memoria senza un ordine particolare.

Soggetti e oggetti intercambiabili

Un soggetto può diventare oggetto, perfino del suo stesso oggetto diventato a sua volta soggetto. E viceversa. È ciò che avviene normalmente tra l'io cosciente e il suo inconscio, che si scambiano continuamente i ruoli di soggetto e oggetto

Tripla soggettività

L'io cosciente comprende tre soggettività: la cognizione, il sentimento e la motivazione (io so, io sento, io voglio). Tutto il resto è oggetto, e un oggetto può essere una macchina. D'altra parte, oggetti e macchine interni ed esterni alla propria persona causano e determinano le proprie cognizioni, i propri sentimenti e le proprie motivazioni.

Vita e non vita

La "creatura" (il mondo vivente) dipende dal "pleroma" (il mondo non vivente); il pleroma, invece, non dipende dalla creatura anche se può essere trasformato da essa.

Cambiare lentamente

I grandi cambiamenti mentali sono pericolosi e dolorosi. Meglio fare piccoli cambiamenti, un po' per volta, che grandi ristrutturazioni.

Infatti un grande cambiamento potrebbe creare disadattamenti e rotture nelle interazioni tra i numerosi agenti mentali di cui è composta la nostra mente e, di conseguenza, nelle interazioni con il nostro ambiente.

Le connessioni e le interazioni tra organi viventi richiedono tempo lunghi (biologici) per svilupparsi e i cambiamenti sono particolari casi di sviluppo. Gli esseri viventi non tollerano trasformazioni immediate estese.

2019/09/11

Bellezza e ingiustizia

La natura è ingiusta. A certe persone dà la bellezza, ad altre la nega, indipendentemente dai meriti. E la società non fa nulla per compensare questa ingiustizia, anzi l'accentua favorendo le persone piú belle a svantaggio delle meno belle.

2019/09/07

Democrazia e potere delle percentuali

In democrazia, una piccola variazione nella percentuale di stolti nella popolazione può determinare la rovina o la salvezza di uno stato.

Formula della felicità

Felicità = desiderio reciproco, senza obblighi né divieti.

2019/09/06

Logica dell'inconscio

L'inconscio ha una logica, ma diversa da quella dell'io cosciente. Conoscere il proprio inconscio significa conoscere la sua logica, ovvero i programmi secondo i quali prende le sue decisioni.

2019/09/05

Io, il caso e la necessità

Davanti a me, le due cose da cui la vita discende e dipende: il caso e la necessità, ovvero la libertà e la logica.

Imitazione senza comprensione

Tutti gli esseri viventi dimostrano straordinarie competenze senza consapevolezza né comprensione di ciò che stanno facendo, né dei relativi fini. In altre parole, fanno inconsapevolmente le cose "giuste" per sopravvivere e riprodursi. L'uomo non è da meno, in quanto imita gli altri senza esserne consapevole e senza sapere perché. Tuttavia la sua imitazione può rivelarsi controproducente e portarlo alla rovina.

Inconscio, razionalità e senso della misura

Il nostro inconscio non ha il senso della misura. Infatti per lui una persona è completamente buona o completamente cattiva, completamente sincera o completamente falsa, completamente stupida o completamente intelligente. Solo la razionalità cosciente ha il senso della misura ed è in grado di capire che ognuno è parzialmente buono e parzialmente cattivo, parzialmente sincero e parzialmente falso, parzialmente stupido e parzialmente intelligente. Tuttavia i sentimenti sono determinati dall'inconscio, non dalla razionalità cosciente.

Essere, pensare, fare, sentire, appartenere, possedere

Penso, dunque sono. Ciò che sono dipende da ciò che penso e da come lo penso.

Faccio, dunque sono. Ciò che sono dipende da ciò che faccio e da come lo faccio.

Sento, dunque sono. Ciò che sono dipende da ciò che sento e da come lo sento.

Appartengo, dunque sono. Ciò che sono dipende da ciò a cui appartengo e da come vi appartengo.

Possiedo, dunque sono. Ciò che sono dipende da ciò che possiedo e da come lo possiedo.

Pensare, fare, sentire, appartenere, possedere sono processi interdipendenti e costituiscono l'essere.

Salvezze

Tutti si vogliono salvare, ma non dagli stessi inferni e non negli stessi modi.

2019/09/04

Si può correggere una religione?

Le scienze si correggono, le religioni no.

Buoni nonostante la Bibbia

Il fatto che esistano buoni cristiani non significa che il cristianesimo sia una cosa buona. Infatti, secondo me, i buoni cristiani sono buoni nonostante gli insegnamenti della Bibbia, ovvero per motivi indipendenti da ciò che è scritto nei libri sacri.

La paura ci rassicura

La paura e il ribrezzo (che è un derivato della paura) ci rassicurano perché ci confinano in spazi familiari e ci scoraggiano dal vivere avventure (pratiche o intellettuali) potenzialmente pericolose.

Infatti non c'è nulla di più rischioso che la libertà, e sfidare la paura richiede una certa dose di follia e di incoscienza.

2019/09/03

In che senso Gesù sarebbe il nostro salvatore?

Ci hanno insegnato che Gesù è il nostro salvatore. Su questo avrei le seguenti domande che rivolgo soprattutto ai credenti:
  1. Da cosa ci avrebbe salvato?
  2. Ci ha davvero salvati o il salvataggio è fallito?
  3. Non avrebbe potuto salvarci in un altro modo, ovvero senza farsi massacrare?
  4. Chi ha voluto il suo sacrificio?
  5. Chi ha beneficiato del suo sacrificio?

Mente e corpo

Una mente senza un corpo non può esistere perché l'informazione (e la mente è un elaboratore di informazioni), pur essendo immateriale, ha bisogno di un supporto fisico, materiale, per essere memorizzata, trasmessa e percepita.

2019/09/02

Di cosa parliamo quando parliamo di caso e casualità

Per casualità occorre intendere "imprevedibilità", "indeterminabilità", ovvero ciò che non è possibile determinare prima che accada, ma solo dopo, a causa della impossibilità pratica di conoscere e computare le variabili da cui dipendono certi eventi. Per esempio, il particolare miscuglio di geni (50% dalla madre e 50% dal padre) nella riproduzione sessuata.

2019/09/01

Lotte sociali

Le miserie della nostra società non sono il risultato della lotta tra il bene e il male (vinta dal male), ma di lotte tra stupidità e intelligenze, tra diverse stupidità, tra diverse intelligenze e tra diversi egoismi. In questo quadro si formano alleanze e cooperazioni a fini competitivi. Una cooperazione senza fini competitivi è rara e perciò nobile.

Libertà, casualità e il cosiddetto libero arbitrio

Solo ciò che è casuale è libero. Tutto il resto è soggetto (totalmente o parzialmente) a leggi o logiche non casuali, cioè predefinite, ovvero deterministiche. In tal senso il libero arbitrio è libero solo nella misura in cui è casuale, ovvero nelle sue componenti aleatorie.

Blog di Bruno Cancellieri