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ATTENZIONE: Questo blog si è trasferito in http://blog.cancellieri.org
2015/06/30
Teoria della relatività affettiva
Un piccolo spazio/tempo pieno di cose interessanti ci appare più grande di un grande spazio/tempo vuoto.
Effetti delle nuove esperienze
Ogni esperienza veramente nuova cambia la mente nel senso che vi introduce nuove vie per soddisfare bisogni, ne libera o risveglia alcuni repressi o dormienti, ne reprime o neutralizza altri, o ne induce o produce di nuovi.
2015/06/29
La più probabile causa della dipendenza è stata scoperta - e non è ciò che credete
Riporto integralmente l'articolo di Johann Hari pubblicato il 24.1.2015 nello Huffington Post:
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Sono ormai passati cent'anni da quando le droghe sono state proibite per la prima volta - e nel corso di questo lungo secolo di guerra alla droga, i nostri insegnanti e i governi ci hanno raccontato una storia sulla dipendenza. Una storia tanto radicata nelle nostre menti che la diamo per assodata. Pare ovvia. Sembra palesemente vera. Lo credevo anch'io, fino a quando tre anni e mezzo fa non mi sono imbarcato in un viaggio di 30mila miglia per lavorare al mio nuovo libro, Chasing The Scream: The First And Last Days of the War on Drugs, alla scoperta di ciò che c'è veramente dietro alla guerra alla droga. Ciò che ho imparato lungo la mia strada è che quasi tutto ciò che c'è stato raccontato sulla dipendenza è sbagliato - e che di storia ne esiste un'altra, molto diversa, che aspetta ancora d'esser raccontata, se solo saremo disposti ad ascoltarla.
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Sono ormai passati cent'anni da quando le droghe sono state proibite per la prima volta - e nel corso di questo lungo secolo di guerra alla droga, i nostri insegnanti e i governi ci hanno raccontato una storia sulla dipendenza. Una storia tanto radicata nelle nostre menti che la diamo per assodata. Pare ovvia. Sembra palesemente vera. Lo credevo anch'io, fino a quando tre anni e mezzo fa non mi sono imbarcato in un viaggio di 30mila miglia per lavorare al mio nuovo libro, Chasing The Scream: The First And Last Days of the War on Drugs, alla scoperta di ciò che c'è veramente dietro alla guerra alla droga. Ciò che ho imparato lungo la mia strada è che quasi tutto ciò che c'è stato raccontato sulla dipendenza è sbagliato - e che di storia ne esiste un'altra, molto diversa, che aspetta ancora d'esser raccontata, se solo saremo disposti ad ascoltarla.
2015/06/27
Filosofia dei bisogni
Ogni comportamento umano è il risultato di una strategia più o meno consapevole, per la soddisfazione di un complesso di bisogni ricorrenti più o meno consci o inconsci, repressi o espressi, più o meno frustrati, sani, morbosi, autoprodotti o indotti dall'esterno.
Senza il concetto di bisogno (in senso esteso) i comportamenti umani sono incomprensibili e inspiegabili e, in quanto tali, difficilmente modificabili.
Senza il concetto di bisogno (in senso esteso) i comportamenti umani sono incomprensibili e inspiegabili e, in quanto tali, difficilmente modificabili.
2015/06/26
L'elogio dell'introversione interpretato come potenziale razzismo
Un interessante, se pur discutibile, punto di vista sulle rivendicazioni degli introversi basate sul pensiero di Luigi Anepeta.
"... le argomentazioni del dottor Anapeta, attingendo a piene mani dalle conoscenze sviluppate dalle scienze sociali, “schivano” le critiche che si potrebbero muovere ad un movimento potenzialmente settario, che manipola artificialmente le identità. Le tesi sostenute hanno una forza effettiva notevole, sono convincenti e non sono macchiate di quell’ingenuo estremismo che provocherebbe la critica di “razzismo”. Così presentata, l’identità di introverso è perfettamente accettabile e credibile, e in ciò sta la sua capacità di attirare “adepti”. Tuttavia c’è da notare che questa notevole autoconsapevolezza, a cui le stesse scienze sociali contribuiscono, dà forma ad un’esigenza di rivendicazione che in sostanza non è diversa da quella che si manifesta più brutalmente in ideologie razziste o discriminatorie."
Leggi l'articolo completo in: http://www.uniroma2.it/didattica/aca/deposito/Tamburrini_Fabio_ModA_Introversi.doc
"... le argomentazioni del dottor Anapeta, attingendo a piene mani dalle conoscenze sviluppate dalle scienze sociali, “schivano” le critiche che si potrebbero muovere ad un movimento potenzialmente settario, che manipola artificialmente le identità. Le tesi sostenute hanno una forza effettiva notevole, sono convincenti e non sono macchiate di quell’ingenuo estremismo che provocherebbe la critica di “razzismo”. Così presentata, l’identità di introverso è perfettamente accettabile e credibile, e in ciò sta la sua capacità di attirare “adepti”. Tuttavia c’è da notare che questa notevole autoconsapevolezza, a cui le stesse scienze sociali contribuiscono, dà forma ad un’esigenza di rivendicazione che in sostanza non è diversa da quella che si manifesta più brutalmente in ideologie razziste o discriminatorie."
Leggi l'articolo completo in: http://www.uniroma2.it/didattica/aca/deposito/Tamburrini_Fabio_ModA_Introversi.doc
2015/06/25
Per un "laboratorio sociale"
(bozza di manifesto per la costituzione di un'associazione culturale informale)
Col termine laboratorio sociale s'intende un gruppo informale di persone accomunate dall'intenzione di concepire, sperimentare e realizzare nuovi modelli di comunità, associazione, aggregazione e interazione sociale più soddisfacenti di quelli tipici della cultura e dei costumi correnti.
Il termine soddisfacente si riferisce ai bisogni umani sani, partendo dall'idea che molti non hanno una chiara consapevolezza di quali siano i propri reali bisogni, hanno bisogni repressi e altri alienati.
Col termine laboratorio sociale s'intende un gruppo informale di persone accomunate dall'intenzione di concepire, sperimentare e realizzare nuovi modelli di comunità, associazione, aggregazione e interazione sociale più soddisfacenti di quelli tipici della cultura e dei costumi correnti.
Il termine soddisfacente si riferisce ai bisogni umani sani, partendo dall'idea che molti non hanno una chiara consapevolezza di quali siano i propri reali bisogni, hanno bisogni repressi e altri alienati.
2015/06/24
Una società può essere ammalata (Erich Fromm)
Erich Fromm (1900-1980) considera qui il rapporto fra società e natura umana, sottolineando come le condizioni imposte dalla società e dalla cultura allo sviluppo psichico, in quanto contrastano con i bisogni dell’individuo, possono creare la “malattia” dell’intera società. Fu questa la convinzione espressa da S. Freud nel Disagio della civiltà; e da queste premesse procede anche la riflessione che svolge E. Fromm in queste pagine.
Chi ha paura dell'etica?
Nonostante la sua importanza per la vita sociale, l'etica è molto trascurata sia a livello accademico che popolare, ad eccezione dei contesti religiosi, che ne detengono praticamente il monopolio e lo esercitano secondo principi tradizionali vecchi di secoli.
Di etica si parla poco e male, cioè in modo approssimativo e superficiale a livello popolare, mentre, a livello accademico, se ne parla in modo talmente astratto, e a volte astruso, che i trattati di etica sono inutilizzabili nella vita pratica, oltre che incomprensibili ai più.
Di etica si parla poco e male, cioè in modo approssimativo e superficiale a livello popolare, mentre, a livello accademico, se ne parla in modo talmente astratto, e a volte astruso, che i trattati di etica sono inutilizzabili nella vita pratica, oltre che incomprensibili ai più.
2015/06/23
Aforismi sulla pazzia delle masse
"Talvolta un pensiero mi annebbia l'io: sono pazzi gli altri o sono pazzo io?" (Albert Einstein)
"Ci sono più pazzi che savi, e nel savio stesso c'è più pazzia che saggezza." (Nicolas de Chamfort)
"In un'epoca di pazzia, credersene immuni è una forma di pazzia." (Saul Bellow)
"Gli uomini sono così necessariamente pazzi che il non essere pazzo equivarrebbe a esser soggetto a un altro genere di pazzia." (Blaise Pascal)
"Nei singoli la follia è una rarità: ma nei gruppi, nei partiti, nei popoli, nelle epoche è la regola." (F. Nietzsche)
"Siamo tutti un po matti, ma la maggior parte di noi non lo sa, perché frequentiamo soltanto gente con il nostro tipo di pazzia. Vedi dunque quale opportunità ti offro, per apprendere l’uno dall’altro. Solo quando si incontrano persone con pazzie diverse, nasce la possibilità di scoprire gli errori del proprio tipo di follia." (Albert Einstein)
"La maggior parte della gente era matta. E la parte che non era matta era arrabbiata. E la parte che non era né matta né arrabbiata era semplicemente stupida." (Charles Bukowski)
"Un uomo 'sano di mente' è uno che tiene sotto chiave il pazzo interiore." (Paul Valery)
"Si ritiene ingenuamente che, se certi sentimenti o certe idee sono condivisi dai piú, essi sono giusti. Niente è piú lontano dal vero. La convalida consensuale in sé non ha nulla a che vedere con la salute mentale. Come c’è una folie à deux, cosí c’è una folie à millions. Il fatto che milioni di persone condividano gli stessi vizi non fa di questi vizi delle virtú, il fatto che essi condividano tanti errori non fa di questi errori delle verità, e il fatto che milioni di persone condividano una stessa forma di malattia mentale non fa che questa gente sia sana." (Erich Fromm)
"I think that we're all mentally ill. Those of us outside the asylums only hide it a little better - and maybe not all that much better after all." (Stephen King)
"When we remember we are all mad, the mysteries disappear and life stands explained." (Mark Twain)
"We do not have to visit a madhouse to find disordered minds; our planet is the mental institution of the universe." (Goethe)
"In a mad world, only the mad are sane." (Akiro Kurosawa)
"Ci sono più pazzi che savi, e nel savio stesso c'è più pazzia che saggezza." (Nicolas de Chamfort)
"In un'epoca di pazzia, credersene immuni è una forma di pazzia." (Saul Bellow)
"Gli uomini sono così necessariamente pazzi che il non essere pazzo equivarrebbe a esser soggetto a un altro genere di pazzia." (Blaise Pascal)
"Nei singoli la follia è una rarità: ma nei gruppi, nei partiti, nei popoli, nelle epoche è la regola." (F. Nietzsche)
"Siamo tutti un po matti, ma la maggior parte di noi non lo sa, perché frequentiamo soltanto gente con il nostro tipo di pazzia. Vedi dunque quale opportunità ti offro, per apprendere l’uno dall’altro. Solo quando si incontrano persone con pazzie diverse, nasce la possibilità di scoprire gli errori del proprio tipo di follia." (Albert Einstein)
"La maggior parte della gente era matta. E la parte che non era matta era arrabbiata. E la parte che non era né matta né arrabbiata era semplicemente stupida." (Charles Bukowski)
"Un uomo 'sano di mente' è uno che tiene sotto chiave il pazzo interiore." (Paul Valery)
"Si ritiene ingenuamente che, se certi sentimenti o certe idee sono condivisi dai piú, essi sono giusti. Niente è piú lontano dal vero. La convalida consensuale in sé non ha nulla a che vedere con la salute mentale. Come c’è una folie à deux, cosí c’è una folie à millions. Il fatto che milioni di persone condividano gli stessi vizi non fa di questi vizi delle virtú, il fatto che essi condividano tanti errori non fa di questi errori delle verità, e il fatto che milioni di persone condividano una stessa forma di malattia mentale non fa che questa gente sia sana." (Erich Fromm)
"I think that we're all mentally ill. Those of us outside the asylums only hide it a little better - and maybe not all that much better after all." (Stephen King)
"When we remember we are all mad, the mysteries disappear and life stands explained." (Mark Twain)
"We do not have to visit a madhouse to find disordered minds; our planet is the mental institution of the universe." (Goethe)
"In a mad world, only the mad are sane." (Akiro Kurosawa)
Ergo sum
Consumo, ergo sum.
Dialogo, ergo sum.
Interagisco, ergo sum.
Collaboro, ergo sum.
Manifesto, ergo sum.
Guido, ergo sum.
Seguo, ergo sum.
Dialogo, ergo sum.
Interagisco, ergo sum.
Collaboro, ergo sum.
Manifesto, ergo sum.
Guido, ergo sum.
Seguo, ergo sum.
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