2016/11/12

Paura del libero arbitrio, di noi stessi, di impazzire

Non possiamo esercitare liberamente e impunemente il libero arbitrio perché la psiche, che teme di essere cambiata, è sua nemica e si difende da esso con l'angoscia e il panico.

Potremmo infatti finire per aver paura di qualcosa di incontrollabile che agisce dentro di noi e che potrebbe comportarsi in modo pericoloso per la nostra persona, fino a causarne la follia o la morte per suicidio o incidente.

Essere i primi a pensare una cosa completamente nuova e al di fuori del lecito può essere angosciante. Potremmo credere di non essere più umani. Ma se qualcuno quella cosa la pensa e la dice prima di noi, ciò ci rassicura.

2016/11/11

Dividere l'individuo

Suppongo che ogni essere vivente, compresi gli umani, sia un sistema (cioè una rete) di interattori, cioè un insieme di agenti che interagiscono tra loro e con l'ambiente esterno. Suppongo che l'io cosciente sia uno di questi. Suppongo inoltre che ogni agente sia a sua volta costituito da un certo numero di interattori di ordine inferiore, fino al livello cellulare e molecolare.

Suppongo che possa essere utile percepire noi stessi e gli altri non come entità indivisibili (individui) ma come insiemi di interattori di vario ordine, come ad esempio l'io e il me, che io chiamo metaforicamentte il genitore e il bambino. Credo che il concetto di individuo (che etimologicamnete significa non divisibile) non corrisponda alla realtà in quanto un essere umano, come ogni altro essere vivente, è in realtà costituito da insiemi di agenti, anche se essi, pur essendo dotati di vita propria e di autonomia, non possono sopravvivere separatamente, avendo bisogno l'uno degli altri.


Vedi anche Io sono due (due in uno), Il bambino in corpo (l'io e il me), I rapporti tra il mio me e i me altrui, Dimensioni della realtà e meditazione sinottica.

2016/11/10

In aeroporto

Parto portando con me l'importante. In aeroporto a nessun partente importa ciò che porto, né a me ciò che portano gli altri partenti.

Poesia come psicoterapia

La poesia è anche una forma di psicoterapia con cui il poeta si cura.

Io sono due (due in uno)

Io sono due: Brunello e Brunone, il bambino e il genitore, ma paradossalmente il secondo è generato dal primo per fargli da servo, guardia e tutore. Due in uno. Da quando l'ho capito non mi sento più solo, né inutile.

Viaggiare con le parole

Qualsiasi parola può essere usata come punto di partenza per un viaggio infinito, attraverso analogie, affinità, sinonimi, contrari, assonanze, cause ed effetti, conseguenze logiche, provocazioni, stimoli, incanti, ricordi, domande ecc.

2016/11/08

Il bambino in corpo (l'io e il me)

Suppongo che in ogni essere umano si nasconda il fantasma di un bambino più o meno frustrato, timido, vile, egoista, capriccioso, geniale, curioso, aggressivo, tenero, affettuoso, cocciuto, ignorante, bugiardo, violento, lascivo, arrogante, petulante, disobbediente, impaziente, ribelle ad ogni educazione e cambiamento, che tiranneggia il suo portatore scatenando in lui sentimenti, emozioni, paure, entusiasmi, disperazioni e pulsioni irresistibili. Un bambino con cui è impossibile ragionare e che è disposto a venire a patti solo alle sue condizioni. Per ottenere qualcosa da lui c'è un unico modo: promettergli, in cambio, di soddisfare un suo desiderio e mantenere la promessa. Ignorarlo o deluderlo è pericoloso, perché è vendicativo e capace di punire il suo portatore con sofferenze e malattie anche gravi, e di inibire la sua intelligenza.

Solitudine ed egoismo

Esiste un rapporto di causa-effetto tra egoismo e solitudine? Credo di sì, anche se credo che la solitudine abbia anche altre cause, prima fra tutte l'ignoranza.

Tra egoismo, ignoranza e solitudine esiste un rapporto di causa-effetto reversibile, nel senso che, non solo l'egoismo e l'ignoranza causano la solitudine, ma, a sua volta, la solitudine è causa di ignoranza e di egoismo.

Per farla breve, siccome la solitudine è normalmente insopportabile, per evitarla conviene essere altruisti e interessarsi alla cultura intesa come conoscenza degli altri.

Vedi anche Chi soffre di solitudine?, Perché chi è solo è solo? Le ragioni della solitudine, Solitudine e compagia, Tutto per gli altri, Il bisogno di interazione sociale - Interazionismo strutturale, Importanza della condivisione, Normalità della solitudine,  Bisogni umani e selezione/competizione sociale

2016/11/07

I rapporti tra il mio me e i me altrui

Quando si parla di rapporti umani occorre intendere esattamente tra chi e chi, considerando che ogni essere umano ha una parte conscia (l'io) e una inconscia (il me).

Infatti, il rapporto tra me ed una persona x è scomponibile nei seguenti rapporti, ognuno dei quali è bidirezionale :

  • tra il mio io e l'io di x
  • tra il mio io e il me di x
  • tra il mio me e l'io di x
  • tra il mio me e il me di x
  • tra il mio io e il mio me
  • tra l'io di x e il me di x

Dimensioni della realtà e meditazione sinottica

[BOZZA]

Ai fini della conoscenza e del benessere, suppongo che la realtà, dal punto di vista di un individuo della specie umana, sia scomponibile in diverse dimensioni interconnesse e interdipendenti, alcune delle quali non possono esistere separatamente, ma solo insieme ad altre. Per esempio, la fisica relativistica ci insegna che lo spazio e il tempo dipendono l'uno dall'altro, e infatti per misurare l'uno si usa l'altro. Altro esempio: l'essere umano non può esistere senza la società, e viceversa.

Blog di Bruno Cancellieri