2019/01/01

L’io istantaneo

Suppongo che l’io cosciente non abbia continuità, cioè che sia un fenomeno istantaneo del solo presente, ovvero che non si conservi, ma che si rinnovi ad ogni istante. In altre parole, suppongo che siamo coscienti solo del nostro io attuale e che abbiamo un’idea illusoria, vaga, soggettiva, fittizia, costruita a nostra convenienza, del nostro io passato, ovvero dei nostri io succedutisi nel tempo, un’idea basata su vaghi e frammentari ricordi registrati nella nostra memoria; similmente, abbiamo un’idea puramente immaginaria di ciò saranno i nostri io futuri. Ritengo dunque l’autocoscienza, o “io cosciente”, volatile come un sentimento, ovvero come una fitta di dolore o un flusso di piacere. Ciò che ha una certa continuità, sebbene le sue parti si rinnovino continuamente, è il corpo dell’individuo nella sua totalità, così come un’automobile mantiene il suo carattere anche dopo che tutte le sue parti sono state sostituite con altre più o meno simili.

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Blog di Bruno Cancellieri