L'errore più comune di molti (filosofi e non filosofi) è credere che una cosa insufficiente sia sufficiente.
Quante volte vi è capitato di leggere un libro o un articolo in cui l'autore fa una dichiarazione del tipo: "io credo che questo sia il problema e questa la soluzione, ma probabilmente il problema è molto più complesso di come io lo vedo, e la soluzione anche, quindi spero che altri possano correggere, ampliare o completare le mie idee aggiungendovi tutto ciò che in esse manca per capire e risolvere i problemi efficacemente."?
A me non è mai capitato, eppure è quello ogni persona saggia dovrebbe pensare. Ogni autore tende a illudersi, e a illudere il suo pubblico, di aver detto tutto ciò che c'era di importante da dire su un certo tema, e che ciò che non ha considerato sia trascurabile.
E' un errore che faccio spesso anche io quando esprimo le mie idee.
"Whenever a theory appears to you as the only possible one, take this as a sign that you have neither understood the theory nor the problem which it was intended to solve.” [Karl Popper]
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2016/09/21
2016/09/20
Quantità e qualità del pensiero
I materialisti consigliano di pensare di più, gli spiritualisti di pensare di meno. Io che sono pragmatista consiglio di pensare meglio. Meglio di prima.
2016/09/19
Domande scomode
Quasi nessuno risponde a una domanda scomoda o imbarazzante. Quasi tutti replicano che la domanda è irrilevante ("il problema è un altro"), impertinente o stupida, e rispondono ad altre domande, più comode, che l'interlocutore non ha posto.
Come conoscere se stessi
Conoscere se stessi è soprattutto confrontarsi con gli altri, capire in cosa siamo uguali e in cosa diversi. Senza riferirsi agli altri la conoscenza di se stessi non ha senso ed è inutile.
2016/09/18
Religious people are less intelligent than atheists
Religious people are less intelligent than atheists, according to analysis of scores of scientific studies stretching back over decades. Study found 'a reliable negative relation between intelligence and religiosity' in 53 out of 63 studies.
A new review of 63 scientific studies stretching back over decades has concluded that religious people are less intelligent than non-believers.
A piece of University of Rochester analysis, led by Professor Miron Zuckerman, found “a reliable negative relation between intelligence and religiosity” in 53 out of 63 studies.
According to the study entitled, 'The Relation Between Intelligence and Religiosity: A Meta-Analysis and Some Proposed Explanations', published in the 'Personality and Social Psychology Review', even during early years the more intelligent a child is the more likely it would be to turn away from religion.
Read the full article in: http://www.independent.co.uk/news/science/religious-people-are-less-intelligent-than-atheists-according-to-analysis-of-scores-of-scientific-8758046.html
A new review of 63 scientific studies stretching back over decades has concluded that religious people are less intelligent than non-believers.
A piece of University of Rochester analysis, led by Professor Miron Zuckerman, found “a reliable negative relation between intelligence and religiosity” in 53 out of 63 studies.
According to the study entitled, 'The Relation Between Intelligence and Religiosity: A Meta-Analysis and Some Proposed Explanations', published in the 'Personality and Social Psychology Review', even during early years the more intelligent a child is the more likely it would be to turn away from religion.
Read the full article in: http://www.independent.co.uk/news/science/religious-people-are-less-intelligent-than-atheists-according-to-analysis-of-scores-of-scientific-8758046.html
2016/09/17
Amici e nemici
Un soldato sa sempre chi sono gli amici e chi i nemici. Lo sa perché qualcuno glie lo ha detto e lui ci ha creduto senza esitazione e da allora combatte i nemici e aiuta gli amici.
Chi ha detto al soldato chi sono i nemici? Ovviamente glie lo ha detto il governo, e lui ci ha creduto senza esitare, perché tutti i suoi familiari e i suoi amici ci hanno creduto.
Chi ha detto al soldato chi sono i nemici? Ovviamente glie lo ha detto il governo, e lui ci ha creduto senza esitare, perché tutti i suoi familiari e i suoi amici ci hanno creduto.
Compagnia e autogoverno. Come mi vogliono gli altri
Posso esercitare l'autogoverno solo quando sono solo. Infatti, in compagnia di una persona sono inconsciamente, in gran parte, diretto da essa. In compagnia seguo passivamente i miei automatismi mentali determinati dalla mia mappa cognitivo-emotiva. In essa sono registrate le reazioni emotive che devo avere a tutto ciò che il mio interlocutore può dire o fare. Ma soprattutto tendo inconsciamente a mantenere verso il mio interlocutore l'immagine che di me gli ho già dato, il modo in cui mi sono presentato ad esso e nel quale mi riconosce. Non posso, non riesco ad essere diverso da quella immagine. In quel momento mi è impossibile cambiare. In compagnia sono come mi vogliono gli altri.
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