2017/01/09

Intelligenza e complessità (2)

L'intelligenza è la capacità di comprendere fenomeni complessi. Più un fenomeno è semplice, più basso è il livello di intelligenza richiesto per comprenderlo. Molte persone si illudono di capire fenomeni la cui complessità supera i limiti della propria intelligenza. Ciò avviene quando esse semplificano un fenomeno complesso fino al punto da poterlo comprendere, e non si rendono conto che il fenomeno così compreso non è quello reale, ma una sua semplificazione di comodo.

Per migliorare la società

Secondo me, per migliorare la società occorre una conoscenza di base della natura umana da parte della maggioranza della gente. Sulla natura umana, sul modo in cui funzioniamo, c'è una profonda e molto diffusa ignoranza. Se non capiamo come funzioniamo non riusciamo a gestire né noi stessi, né la società e continueremo a fare gli errori che la storia inutilmente ci mostra.

2017/01/07

Diffusione dell'ignoranza e della falsità

L'ignoranza e la falsità sono contagiose, anzi, epidemiche. Intere popolazioni possono esserne affette, con percentuali di casi vicine al 100%. L'ignoranza e la falsità si trasmettono soprattutto attraverso l'educazione familiare e scolastica, e i mezzi di comunicazione di massa.

Che ci succede mentre dormiamo

A volte la mattina, svegliandomi, mi sento cambiato rispetto a come ero il giorno precedente. Ciò avviene in quanto le esperienze fatte ogni giorno vengono, durante il sonno, elaborate e integrate nella memoria a lungo termine. Se tali esperienze sono inusuali, questo processo causa, in certa misura, un cambiamento della mappa cognitivo-emotiva della persona e, di conseguenza, della sua visione del mondo e del suo comportamento.


2017/01/04

Interazione vs. relazione

La relazione è il prodotto e il motivo dell'interazione. La seconda è molto più importante della prima perché senza l'interazione non si ottiene la relazione, o questa non può essere mantenuta se non come ricordo.

La relazione è uno stato, mentre l'interazione è un cambiamento di stato, è dinamismo, ovvero scambio di masse, sostanze, energie, informazioni, beni o servizi.

La vita, che è un fatto dinamico, dipende dalle interazioni, non dalle relazioni, anche se, nei rapporti umani certe interazioni sono condizionate da certe relazioni.

I rapporti umani sono dunque circolari nel senso che consistono in un continuo passaggio da interazione a relazione e da relazione a interazione.

L'appartenenza, che è una relazione fondamentale per un essere umano, è dunque anch'essa dipendente da interazioni, le quali, a loro volta, dipendono da certe appartenenze e non sono possibili al di fuori di esse.

Anche nella sfera dei sentimenti, e in particolare nel piacere e nel dolore, l'interazione è più importante della relazione, e ciò che più piace o dispiace non è l'aver ottenuto una relazione ma l'interazione che ha permesso di ottenerla, cioè non lo stato raggiunto ma il suo raggiungimento, cioè il cambiamento di stato.

Per questo è più piacevole una relazione instabile, che ha bisogno di essere mantenuta attraverso una frequente interazione, che una stabile che, una volta ottenuta, non può più essere alterata o eliminata, anche senza fare alcunché.

Una relazione, per dare piacere e mantenersi, deve dunque essere "frequentata" cioè confermata per mezzo di interazioni frequenti.

2017/01/03

Elogio dell'incoerenza

La coerenza è una virtù solo se si è coerenti in un comportamento virtuoso, utile, soddisfacente. Essere coerenti nell'errore sarebbe infatti un vizio. Perciò, a meno che uno non sia perfetto, l'incoerenza può essere una salvezza, il segno di un ravvedimento, di un miglioramento, della cessazione di un errore, di un progetto inutile o dannoso, e uno slancio di creatività.

Conflitti e alleanze di interessi nei media

Dietro ogni attività ed espressione umana sono rilevabili ogni sorta di conflitti e alleanze di interessi.

Consideriamo, ad esempio, i giornali e i loro contenuti, cioè gli articoli e la pubblicità. Perché esistono i giornali? Perché esiste la pubblicità? Perché un giornalista scrive un articolo? A chi giovano queste cose? A chi le produce o a chi le usa? Non c'è dubbio che giovino a chi le produce, altrimenti non le produrrebbero. Dobbiamo allora chiederci se, e in che misura, esse giovino anche a chi le legge, e perché.

Un mondo di relazioni

Ogni cosa o persona è in relazione con qualche altra cosa o persona.

La relazione può essere di vario tipo, come, ad esempio: attrazione, repulsione, cooperazione, unione, respingimento, congiunzione, difesa, offesa, distruzione, istruzione, oppressione, sfruttamento, limitazione, contenimento, alimentazione, guida, conformazione, alleanza, ostilità, opposizione, asservimento, appartenenza comune, e, in generale, scambio di masse, sostanze, energie, informazioni, beni o servizi.

La qualità delle relazioni dipende dalla natura delle cose o persone interessate dalla relazione stessa. La natura degli esseri umani è la più complessa, variabile e la meno conosciuta da essi stessi.

2017/01/02

Perché i botti di capodanno

Tento di dare la mia spiegazione del fenomeno dei botti di Capodanno, che secondo me è molteplice.

Innanzitutto è una cosa che molti fanno semplicemente perché è tradizione, senza conoscerne l'origine e senza che essa abbia (ancora) un senso. Qualunque azione fatta insieme ad altri e come la fanno gli altri costituisce (in questo caso inconsciamente) un rituale di appartenenza ad un gruppo sociale. Non importa la forma del rituale in sé, quello che conta è la simultaneità e la conformità degli atti rispetto a quelli altrui. Quindi lo scopo dei botti, come pure quello dell'albero di Natale, sarebbe di confermare la propria appartenenza al gruppo, o a una certa "umanità", soddisfacendo, almeno provvisoriamente, il proprio bisogno di appartenenza e integrazione sociale, uno dei bisogni più potenti dell'essere umano.

In secondo luogo, i "botti" sono espressione di virilità, potenza, aggressività, temibilità. Sparando ci si sente più potenti, come quando si guida un'auto o moto di grossa cilindrata. I botti soddisfano quindi, in modo illusorio, il bisogno di potenza e di competitività, altro bisogno importante dell'essere umano, ma anche di molti animali, che urlano o si battono il petto o scalciano per far capire agli eventuali rivali di essere più forti di loro.

Probabilmente ci sono altri meccanismi e spiegazioni possibili che ora non mi vengono in mente.

2017/01/01

Invidia della felicità altrui

Ci sono persone che inconsapevolmente non sopportano che qualcuno sia più felice di loro. La considerano un'ingiustizia nei loro confronti, o un peccato da punire.

Si tratta di una vera e propria invidia della felicità. Nelle sue forme più estreme essa si esprime nel terrorismo omicida; in quelle più comuni nel disprezzo e nella negazione dell'amore.

L'invidioso della felicità altrui non sopporta specialmente che qualcuno possa essere più felice con altre persone o seguendo idee o morali diverse dalle proprie.

A volte, non potendo esprimere apertamente il proprio odio, per giustificare il suo malumore e la sua freddezza verso i felici o per espiare il suo senso di colpa per i suoi sentimenti ostili, l'invidioso della felicità altrui ha una depressione nervosa, vera o finta.

Blog di Bruno Cancellieri