Chi dovrebbe cambiare? Dovrei io cambiare il mio modo di essere per farmi maggiormente accettare dagli altri, per non irritarli, per soddisfarli, oppure gli altri dovrebbero cercare di capirmi e tollerarmi anche se sono diverso da loro e la penso diversamente? Dovrei io cercare di essere più simile a loro oppure loro più simili a me? In caso di disaccordo o conflitto, cosa dovrei fare? Adeguarmi al parere della maggioranza oppure battermi per affermare le mie ragioni anche se sono minoritarie e danno fastidio agli altri?
Le risposte a queste domande non possono essere razionali. Dentro ciascuno di noi si combattono il bisogno di appartenenza e quello di individuazione, a volte prevale l'uno, a volte l'altro. Il vincitore tra i due decide le risposte da dare.
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2016/03/24
2016/03/23
Sistema di interessi
La società è un sistema di interessi più o meno sofisticati, mistificati, nascosti.
2016/03/22
La felicità come servizio reciproco
Per convivere e interagire pacificamente e in modo produttivo e soddisfacente con gli altri, ovvero per essere felici, la cosa migliore che ciascuno possa fare è un servizio reciproco il più completo possibile e con il maggior numero possibile di persone. Cioè ognuno dovrebbe cercare di soddisfare il più possibile le esigenze altrui e incentivare gli altri a soddisfare le proprie. Perché questo avvenga è necessario che ognuno conosca le esigenze proprie e altrui in termini di bisogni innati e acquisiti, paure, desideri, sensibilità, volontà, gusti ecc. distinguendo quelle sane da quelle morbose, quelle produttive da quelle controproducenti, e che faccia conoscere agli altri le proprie.
Per capire ed esprimere le proprie esigenze e intuire quelle altrui, specialmente quelle inconsce, è necessaria una conoscenza profonda e demistificata della natura umana, ottenibile mediante una cultura umanista eclettica e organica, da insegnare prima possibile, anche ai bambini, e da approfondire e diffondere per tutta la vita, con ogni mezzo: letterario, artistico, pedagogico, accademico, giornalistico, psicoterapeutico, politico, economico ecc.
Per capire ed esprimere le proprie esigenze e intuire quelle altrui, specialmente quelle inconsce, è necessaria una conoscenza profonda e demistificata della natura umana, ottenibile mediante una cultura umanista eclettica e organica, da insegnare prima possibile, anche ai bambini, e da approfondire e diffondere per tutta la vita, con ogni mezzo: letterario, artistico, pedagogico, accademico, giornalistico, psicoterapeutico, politico, economico ecc.
2016/03/21
Chi ha paura dell'arroganza?
Molto spesso, chi accusa una certa persona di arroganza lo fa perché si sente infastidito, disturbato da essa. E quando uno si sente disturbato da una persona, tende a spiegare il turbamento, o l'irritazione, con un difetto dell'altro, anziché proprio.
Consideriamo le intolleranze alimentari. Ci sono persone che sono intolleranti ai pomodori. Queste persone non direbbero mai che i pomodori sono cattivi o che abbiano dei problemi, ma che esse stesse hanno un problema o difetto relativamente ai pomodori.
Consideriamo le intolleranze alimentari. Ci sono persone che sono intolleranti ai pomodori. Queste persone non direbbero mai che i pomodori sono cattivi o che abbiano dei problemi, ma che esse stesse hanno un problema o difetto relativamente ai pomodori.
2016/03/20
Aforismi e citazioni sui pregiudizi
Moltissime persone credono di pensare quando stanno semplicemente riorganizzando i propri pregiudizi.
(William James)
Ogni parola è un pregiudizio.
(Friedrich Nietzsche)
Ritenere di non avere pregiudizi è il più comune dei pregiudizi.
(Nicolas Gomez Davila)
(William James)
Ogni parola è un pregiudizio.
(Friedrich Nietzsche)
Ritenere di non avere pregiudizi è il più comune dei pregiudizi.
(Nicolas Gomez Davila)
Sull'ermeneutica di Gadamer
Il filosofo H. Gadamer ha rilevato che l’uomo non potrebbe vivere senza pre-giudizi, vale a dire senza l’apporto dei giudizi, delle opinioni, delle idee prodotte dalle generazioni precedenti. I pre-giudizi (sia in senso positivo che negativo) vengono interiorizzati nel corso delle fasi evolutive della personalità, nel corso delle quali il potere critico del bambino è notoriamente ridotto. Successivamente, nulla sulla carta vieta al soggetto di “ruminarli”, vale a dire di riportarli a galla dalle viscere della mente e di elaborarli. Sulla carta, però. [Luigi Anepeta]
(Fonte: http://www.nilalienum.it/Sezioni/Archivio/MistDemist.html)
(Fonte: http://www.nilalienum.it/Sezioni/Archivio/MistDemist.html)
2016/03/19
Riconoscimento, benevolenza e autoillusione
Uno dei bisogni umani più importanti è quello di riconoscimento. Ognuno ha bisogno di essere riconosciuto dagli altri per l'immagine che ha di sé stesso (cioè per ciò che crede e sente di essere) anche se questa non corrisponde alla realtà. E siccome tendiamo ad amare chi soddisfa i nostri bisogni e a odiare chi li frustra, tendiamo ad essere benevoli verso coloro da cui ci sentiamo riconosciuti, e malevoli verso coloro che non riconoscono i meriti, le qualità e la buona fede che crediamo di avere.
2016/03/18
La spiritualità in chiave psicologica
La spiritualità può essere concepita, in termini psicologici, come esistenza di forze inconsce e involontarie che influenzano i nostri comportamenti. Possiamo infatti supporre l'esistenza di uno o più spiriti o geni o dèmoni, che ci ricattano, premiano, puniscono, ci spingono a fare e a non fare certe cose, a pensare o a non pensare a certe cose, a credere e a non credere in certe cose, attraverso strumenti come piacere, dolore, paura, curiosità, atrtazione, repulsione, ansia ecc.
Posssiamo anche supporre che alcuni di questi spiriti siano buoni e altri cattivi, che quelli buoni ci dirigono nella direzione giusta e quelli cattivi nella direzione sbagliata e che l'arte della vita consiste nel distinguere gli spiriti buoni da quelli cattivi, nel seguire quelli buoni e nel resitere a quelli cattivi.
Posssiamo anche supporre che alcuni di questi spiriti siano buoni e altri cattivi, che quelli buoni ci dirigono nella direzione giusta e quelli cattivi nella direzione sbagliata e che l'arte della vita consiste nel distinguere gli spiriti buoni da quelli cattivi, nel seguire quelli buoni e nel resitere a quelli cattivi.
L'accusa di arroganza
Il vocabolario Treccani definisce l'arroganza come "insolenza e asprezza di modi di chi, presumendo troppo di sé, vuol far sentire la sua superiorità". Purtroppo tale termine viene invece spesso usato per qualificare chi esprime idee e opinioni diverse da quelle prevalenti nella comunità di appartenenza, specialmente per quanto riguarda i valori morali e, in minore misura, quelli intellettuali.
2016/03/17
Per una scienza organica della natura umana
Io credo che se sin da bambini ci insegnassero come funzioniamo veramente, ci comporteremmo in modo più razionale, risolvendo i conflitti di interessi senza ipocrisie e preconcetti, attraverso negoziazioni rispettose dei bisogni altrui e dei nostri. Sapere come funzioniamo vuol dire prima di tutto sapere quali sono i bisogni umani, distinguendo quelli congeniti (genetici) da quelli acquisiti e imposti, e credo che già su questo aspetto ci sia molta ignoranza e mistificazione. Il problema è che ancora non esiste una scienza organica della natura umana, ma abbiamo un caos di teorie riduzioniste più o meno scientifiche.
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