2017/02/26

I miei maestri principali


Luigi Anepeta
Edgar Morin
Erich Fromm

Pensieri interni ed esterni, la registrazione del pensiero

Il pensiero può restare un fatto interno alla persona che lo esercita o essere espresso a voce, oppure scritto per poter essere letto e riletto dall'autore o da altri.

Scrivere i propri pensieri è utile, se non indispensabile, per sottoporli ad un esame critico, cioè per valutarne la validità, correttezza, razionalità, applicabilità, pertinenza, opportunità, completezza, e per stimolare ulteriori pensieri utili a completare e/o correggere quelli precedenti.

Il mistero e i pericoli del pensare

Nonostante l'enorme importanza del pensiero, della sua espressione e delle azioni che ne conseguono nelle vicende umane, la maggior parte delle persone pensano senza sapere cosa sia il pensiero, a cosa serva, come funzioni, e senza la capacità di valutare correttamente se i propri pensieri siano giusti o sbagliati, appropriati o inappropriati, utili o dannosi per sé e per gli altri. Non è nemmeno chiaro se il pensare sia un'attività volontaria o involontaria, e chi sia il vero soggetto di tale attività, come pure non sappiamo perché si pensa a certe cose piuttosto che ad altre, cioè chi, come e quando governa e dirige il nostro pensiero e a quale scopo. Solo per fare un esempio, se uno pensa troppo ai propri desideri e interessi e troppo poco a quelli altrui, la collaborazione con gli altri è difficile e il conflitto facile.
Stando così le cose, non dobbiamo stupirci se i pensieri umani spontanei e non sottoposti ad un sano esame critico provocano disastri, miseria, insoddisfazione ed errori per i soggetti pensanti e gli altri.

2017/02/25

Buone intenzioni e buone azioni

Le buone intenzioni non bastano per produrre buone azioni. E' necessario avere anche buoni pensieri, cioè essere capaci di pensare in modo corretto e adeguato alla complessità dei problemi.

Di cosa mi occupo principalmente

Studio la natura umana con un approccio panantropologico e sistemico (che ho imparato soprattutto da Luigi Anepeta e Edgar Morin) e condivido le mie riflessioni mediante il mio blog e Facebook. Inoltre sto sviluppando un sito web (intitolato "Psicologia dei bisogni") per raccogliere in modo organico le cose che apprendo ed elaboro. Il mio obiettivo è suscitare e diffondere interesse per la natura umana esaminata con un approccio pragmatico e utile alla soluzione dei problemi individuali, sociali ed ecologici.

2017/02/24

Perché si legge un libro?

Si legge un libro per imparare qualcosa, cambiare mentalità, confermare e giustificare la propria mentalità, spiare la mentalità altrui, distrarsi, lasciarsi suggestionare, non pensare, obbedire a chi ci ha imposto di leggerlo, farsi ammaestrare, perché altri lo hanno letto, per vantarsi di averlo letto ecc.

Come si costruiscono le rappresentazioni mentali

Attraverso le esperienze e i ricordi (consci e inconsci) delle esperienze, e il loro impatto rispetto ai bisogni primari e al temperamento genetico, e ai piaceri e dolori che ne derivano, si forma ed evolve una mappa cognitivo-emotiva che ci guida nel pensiero e nelle scelte comportamentali. Le rappresentazioni mentali sono l'affioramento alla coscienza, di particolari contenuti della mappa cognitivo-emotiva.

Fisica quantistica e spiritualità

Esiste oggi la tendenza a usare le teorie e le scoperte della fisica quantistica per dimostrare la fondatezza di credenze religiose o pseudoreligiose, ovvero affermazioni di tipo esoterico o spiritualistico.

A coloro che amano credere a tali "conferme" vorrei dire che la scienza non cerca di dimostrare l'esistenza dell'anima o dello spirito, ma serve ad ampliare la conoscenza per la conoscenza e per il progresso tecnologico e civile. Sono i ciarlatani che cercano di dimostrare che le loro narrazioni hanno fondamento scientifico, senza tuttavia convincere chi ha una preparazione scientifica.

Pur essendo ateo, io credo che esistano forze e intelligenze sconosciute e misteriose che ci condizionano e con cui dobbiamo fare i conti, anche se possiamo solo intuirle, immaginarle e non dimostrarle scientificamente.

Io credo che esista uno spirito dell'universo, uno spirito per ogni specie biologica (cioè lo spirito della vita), uno spirito della società e uno spirito dell'individuo, tra loro intricati e interconnessi. Possiamo conoscere questi spiriti soggettivamente, metaforicamente, poeticamente, filosoficamente, religiosamente, intuitivamente, ma è disonesto spacciare questi tipi di conoscenza per verità scientifica.

2017/02/22

Sperare e progettare insieme

In questa società instabile che aumenta la nostra libertà di fare ed essere ciò che si vuole, dove si vuole e con chi si vuole, cresce la solitudine, l'incertezza del futuro e il disorientamento morale. Mai come oggi abbiamo bisogno di sperare e progettare insieme. Oggetto della speranza e del progetto dovrebbe essere un nuovo modo di convivere che rispetti la natura e i bisogni consci e inconsci di ciascuno di noi, in tutto ciò che abbiamo in comune e di diverso. Perciò è indispensabile migliorare la nostra conoscenza della natura umana attraverso la lettura, la ricerca, la selezione, la riflessione, la discussione e la condivisione del sapere scientifico e umanistico riguardante l'uomo nei suoi inseparabili e interconnessi aspetti biologici, sociali e individuali.

2017/02/21

Il senso della vita (e della morte)

La vita non ha altro senso che quello che le viene attribuito dagli esseri umani, e siccome nessuno ha più autorità di altri nel dare un senso alla vita (propria e altrui), anche io mi ritengo autorizzato a darglielo, a gusto mio. Lo stesso vale per il senso della morte.

Blog di Bruno Cancellieri