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2016/10/30
L'uomo è un animale dialettico
L'Uomo è un animale dialettico perché ha bisogni antitetici come: servire ed essere servito, conformarsi e differenziarsi, competere e cooperare. Saggio è colui che sa riconoscere, conciliare, armonizzare e soddisfare questi opposti.
2016/10/29
Verità, opinioni, conflitti e bias cognitivo
Esprimere apertamente un'opinione su un certo tema può facilmente dar luogo a conflitti, a livello personale, con coloro che su quel tema hanno un'opinione diversa, ovvero che ritengono quella opinione falsa, inaccettabile o disturbante. Questo avviene specialmente con opinioni che hanno a che fare con il comportamento umano e, in particolare, con l'etica, i costumi sociali, le religioni, le filosofie e la politica.
2016/10/28
Una differenza tra la donna e l'uomo
Una importante differenza tra la donna e l'uomo: raramente una donna si concede sessualmente ad una persona dell'altro sesso senza pretendere qualcosa in cambio, come ad esempio fedeltà, protezione o beni materiali o immateriali; un uomo, invece, lo fa normalmente.
Superiorità e antipatia
Il motivo per cui chi mostra le proprie inferiorità ci è simpatico e chi non nasconde le proprie superiorità ci è antipatico, è che la superiorità degli altri ci inquieta, così come la loro inferiorità ci rassicura.
Vedi anche:
The charm of vulnerability
How to talk about yourself
Vedi anche:
The charm of vulnerability
How to talk about yourself
Intorno alla leggerezza
Collegamenti
Italo Calvino, lezione sulla leggerezza
Roma vista dal drone
Vivere con più leggerezza (audio di Laura Campanella)
Aforismi
"... l'agile salto improvviso del poeta- filosofo che si solleva sulla pesantezza del mondo, dimostrando che la sua gravità contiene il segreto della leggerezza, mentre quella che molti credono essere la vitalità dei tempi, rumorosa, aggressiva, scalpitante e rombante, appartiene al regno della morte, come un cimitero d'automobili arrugginite." [Italo Calvino]
2016/10/27
Il problema del cambiamento personale
Credo che qualsiasi cambiamento di una persona abbia un impatto più o meno grande, favorevole o sfavorevole, nella vita di una o più altre persone e, il più delle volte, è favorevole ad alcuni e sfavorevole ad altri.
Per questo ogni cambiamento personale è, secondo me, problematico e anche per questo l'essere umano è poco propenso a cambiare, o ha una paura conscia o inconscia di farlo. Non parlo di cambiamenti esteriori come cambiare pettinatura o abito, ma di cambiamenti nel comportamento, soprattutto se riguardano una crescita personale, una responsabilità, una posizione politica, filosofica, etica o religiosa, lo stile di vita o interessi culturali.
Per esempio, la crescita personale di una persona, cioè una maggiore conoscenza, cultura, indipendenza intellettuale, libertà da condizionamenti, intelligenza, assertività, status sociale, può dare fastidio a coloro non beneficiano di tale cambiamento e si ritrovano sfavoriti nel confronto con chi è cresciuto più di loro. E' come se il loro status sociale fosse diminuito. Infatti lo status sociale di una persona è sempre relativo a quello altrui, e se quello di uno sale, quello altrui scende più o meno. Nello status ciò che conta è la differenza tra le persone.
Per concludere, chi intende cambiare nel senso di una crescita personale, deve tener conto del fatto che il suo cambiamento sarà probabilmente sgradito a qualcuno.
Per questo ogni cambiamento personale è, secondo me, problematico e anche per questo l'essere umano è poco propenso a cambiare, o ha una paura conscia o inconscia di farlo. Non parlo di cambiamenti esteriori come cambiare pettinatura o abito, ma di cambiamenti nel comportamento, soprattutto se riguardano una crescita personale, una responsabilità, una posizione politica, filosofica, etica o religiosa, lo stile di vita o interessi culturali.
Per esempio, la crescita personale di una persona, cioè una maggiore conoscenza, cultura, indipendenza intellettuale, libertà da condizionamenti, intelligenza, assertività, status sociale, può dare fastidio a coloro non beneficiano di tale cambiamento e si ritrovano sfavoriti nel confronto con chi è cresciuto più di loro. E' come se il loro status sociale fosse diminuito. Infatti lo status sociale di una persona è sempre relativo a quello altrui, e se quello di uno sale, quello altrui scende più o meno. Nello status ciò che conta è la differenza tra le persone.
Per concludere, chi intende cambiare nel senso di una crescita personale, deve tener conto del fatto che il suo cambiamento sarà probabilmente sgradito a qualcuno.
2016/10/26
Il bisogno (e il piacere) di ubbidire e servire, comandare e dominare
Io suppongo che tra i bisogni umani (innati e acquisiti) ci siano anche quelli di ubbidire e servire, e quelli di comandare e dominare. Si tratta di bisogni che sono spesso oggetto di disprezzo, censura, mistificazione e rimozione in senso psicoanalitico. Tuttavia essi agiscono anche quando non vengono riconosciuti e la loro insoddisfazione genera stress, ansia e altri disturbi psichici e psicosomatici.
2016/10/25
La fede e i suoi benefici
La fede è uno stato mentale in cui si è convinti che qualcuno o qualcosa (idea, comportamento, pratica, formula, procedura, disciplina, regola, metodo, credenza, tradizione, filosofia, religione, ecc.) ci procurerà un bene. È un'aspettativa di bene e, come tale, procura piacere. Vale a dire che anche la fede in qualcosa di assurdo può farci sentir bene (c'è una differenza tra sentirsi bene e star bene). La fede è dunque, per definizione, un placebo, che in latino significa letteralmente, appunto, "piacerò".
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