2016/02/16

Gerarchie delle importanze

Ogni filosofo, come ogni essere umano qualsiasi, ha il vizio di stabiliire una gerarchia delle importanze, minimizzando o ignorando tutto ciò che non rientra nel suo campo di studio preferito.

2016/02/13

Sul diritto e il dovere di giudicare

Ci sono persone che giudicano (male) chi giudica, io invece giudico (male) chi non giudica. Credo che la critica sia il motore del progresso umano (non quello tecnologico ma quello umanistico), anche se non esiste una verità oggettiva. In ogni caso, anche chi crede e afferma di non giudicare, inconsciamente giudica, e come! Il non giudizio è una pia illusione della coscienza presuntuosa che crede di comandare ignorando che a comandare è qualcun altro, perché non siamo padroni in casa. Che poi la superiorità morale non esista è un'altra pia illusione (a mio modesto avviso). Comunque, viva la libertà di giudicare e di giudicare i giudici.

2016/02/12

Sulle colonne sonore

Le colonne sonore sono come lo zucchero che aiuta a inghiottire qualsiasi cosa, coprendo i sapori repellenti e l'insipidità. Un artificio che i pubblicitari conoscono bene. La musica piace, incanta, diverte, attrae. Funziona benissimo, quasi con tutti.

2016/02/11

La paura di star male

Ci sono persone che starebbero bene se non avessero paura di star male.

2016/02/10

Il libero arbitrio come obbedienza o disobbedienza agli ordini delle emozioni

Un computer biologico nel nostro inconscio decide le nostre emozioni e motivazioni di attrazione e repulsione rispetto ad ogni cosa, persona, idea o ricordo. Il nostro libero arbitrio decide se assecondare o resistere a tali emozioni. Un altro computer biologico nel nostro inconscio decide a cosa dobbiamo pensare in ogni particolare situazione. Il nostro libero arbitrio decide se assecondare quel flusso involontario di pensieri o resistere ad esso. Insomma, il nostro libero arbitrio non può prendere iniziative, ma solo reagire alle iniziative dell'inconscio scegliendo di obbedire o resistere (cioè disobbedire) ad esse.

2016/02/09

Il pericolo del libero studio della natura umana

Per ogni ipotesi di azione un meccanismo inconscio ne calcola la valenza sociale, cioè il vantaggio o lo svantaggio che deriverebbe dall'azione considerata, in termini di posizione nell'ambito della comunità di appartenenza. Se il risultato del calcolo è positivo, si produce un'emozione positiva (attrazione, piacere, euforia, amore ecc.) che motiverà la persona ad eseguire l'azione, altrimenti un'emozione negativa (repulsione, ansia, paura, depressione, odio ecc.) che la motiverà ad astenersene.

Anche lo studiare la natura umana e il discuterne ha una valenza sociale rispetto ai valori della comunità di appartenenza. Infatti le norme comunitarie possono stabilire (in modo formale o informale) chi è autorizzato a studiare la natura umana, e quali direzioni di tale studio sono lecite o illecite. Ignorare o sfidare tali prescrizioni può mettere a rischio l'appartenenza alla comunità.

Il crimine di eresia, punibile con la morte o la scomunica (cioè l'allontanamento dalla comunità) non esiste solo nelle religioni ma, informalmente, in qualunque comunità, e riguarda la concezione della natura umana, dell'etica, della giustizia, dell'estetica e della comunità stessa.

Capire una comunità

Una persona mentalmente condizionata da una comunità a cui consciamente o inconsciamente appartiene non pensa liberamente né è consapevole dei condizionamenti che da essa riceve. Per capire una comunità senza subirne i condizionamenti, è necessario non farne parte mentalmente pur partecipando ad essa, e osservarla con distacco come farebbe uno straniero o una spia.

2016/02/05

Conflitti di interesse e interesse dell'umanità

La vita sociale è un immenso groviglio di conflitti di interesse a tutti i livelli: individuale, familiare, professionale, corporativo, politico, economico, religioso, accademico, culturale, nazionale, internazionale, che è causa di enormi squilibri nella distribuzione dei beni, dei poteri e delle conoscenze. A causa del progresso teconologico, della globalizzazione e della finanziarizzazione dell'economia, tali squilibri tendono ad accentuarsi, soprattutto a causa della sudditanza del potere politico rispetto a quello finanziario e del fatto che computer e robot possono sostituire enormi quantità di lavoratori dando luogo a disoccupazione e riduzione di salari con conseguente diminuzione dei consumi e fallimento di industrie e attività economiche. Siamo ormai in un circolo vizioso che potrà essere arrestato solo superando i conflitti di interesse particolari in nome di un comune interesse a livello planetario: l'interesse dell'umanità. Perché questo possa avvenire è necessario che il senso di appartenenza a particolari comunità sia sostituito dal senso di appartenenza all'umanità universale, le cui caratteristiche sono da ridefinire superando le mistificazioni culturali causate nel corso della storia dai vari conflitti di interesse.

2016/02/02

Mappa Mundi - Conversazione con Domenico De Masi

Apriamo gli occhi e vediamo dove stiamo andando.

Blog di Bruno Cancellieri