«L’uomo è un animale vestito, - dice il Carlyle nel suo Sartor Resartus, - la Società ha per base il vestiario.” E il vestiario compone anch’esso, compone e nasconde due cose che l’umorismo non può soffrire.
La vita nuda, la natura senz’ordine almeno apparente, irta di contradizioni, pare all’umorista lontanissima dal congegno ideale delle comuni concezioni artistiche, in cui tutti gli elementi, visibilmente, si tengono a vicenda e a vicenda cooperano.