2018/07/16

Sogni volontari creativi

Chiudere gli occhi e sognare restando svegli. Inventare storie liberamente, con personaggi, ingredienti ed eventi scelti a caso. Quando un sogno diventa noioso, abbandonarlo e iniziarne uno nuovo. Scrivere i sogni più interessanti. La prima volta può essere che nel sogno si ripeta sempre la stessa scena. Bisogna avere la pazienza di insistere finché non accade qualcosa di nuovo.

Materialismo e pessimismo

L'associazione materialismo-pessimismo non mi convince. Infatti il materialista, ovvero l'ateo, può essere pessimista o ottimista rispetto al progresso civile, non rispetto all'aldilà, in cui non crede. Credo che abbia più senso discutere sul rapporto tra ateismo e gioia di vivere. Ma anche in questo caso la faccenda è complessa perché ci sono diversi ateismi, più o meno restrittivi. Ci sono infatti gli atei che negano l'esistenza di tutto ciò che non può essere misurato e quelli (come me) che pensano che non possiamo misurare e conoscere tutto ciò che esiste. Per me, ateo e materialista, ciò che rende la vita piacevole non è la speranza in una buona vita dopo la morte, ma la soddisfazione dei miei bisogni durante la vita.

Conoscenza e previsione

La conoscenza dovrebbe servire a prevedere il futuro date certe caratteristiche del presente e certe ipotesi progettuali. Se uno non riesce a prevedere il futuro nonostante le sue conoscenze, vuol dire che queste non sono buone e/o non sono sufficienti.

2018/07/15

Riti stupefacenti

I riti (formali, informali, religiosi, civili, folcloristici, sportivi, artistici ecc.) hanno un effetto stupefacente sui partecipanti. L'intensa e concentrata soddisfazione del bisogno di appartenenza che i riti producono inibisce più o meno profondamente la capacità critica e analitica nei confronti dei contenuti del rito stesso e di tutto ciò che unisce i membri della comunità intenta a celebrare se stessa.

Cosa vogliamo sapere dell'altro

Ciò che ogni umano vuole sapere di ogni altro è: come si pone rispetto a me? (Superiore, uguale o inferiore?) Come mi giudica? Che sentimenti prova verso di me? Cosa si aspetta da me? Cosa cerca da me? Cosa è disposto a darmi? Che intenzioni ha nei miei confronti? Come potrei essergli utile? Che male potrei fargli?
Se non possiamo avere una risposta esplicita a queste domande, risponderemo ad esse noi stessi, intuitivamente e inconsciamente, e agiremo di conseguenza.

La colpa della conoscenza

Riuscirò mai a farmi perdonare dalla gente per aver scoperto la stupidità universale?

La colpa della diversità

Coloro che non si conformano ai costumi della propria comunità sono soggetti ad una paura inconscia dell'isolamento sociale che può essere alleviata solo mediante la partecipazione a riti di appartenenza reali o immaginari. La vita di queste persone oscilla tra l'affermazione delle loro differenze e il senso di colpa per essersi diversi.

2018/07/14

Il rischio delle domande e delle risposte

Molti evitano di porre domande e di rispondere in modo pertinente alle domande che gli vengono poste perché una domanda presuppone una ignoranza, e rispondere in modo pertinente ad una domanda chiarificatrice può rivelare falsità, incoerenze e assurdità insite nei propri pensieri.

Vita umana e interazioni

Un umano vive come un essere umano solo mentre interagisce con altri umani nella realtà (reale o virtuale) o nell'immaginazione. Il resto del tempo esso vive come un animale solitario e si prepara per le prossime interazioni ostili o pacifiche con altri umani.

Percezione, memoria e riconoscimento

Il fenomeno del "riconoscimento" di una esperienza non cessa di stupirmi e incuriosirmi. Ad esempio, se noi, una volta sola, leggiamo una pagina di un libro, o ascoltiamo un racconto, e qualche giorno dopo sentiamo una frase di quella pagina o di quel racconto, siamo in grado di "riconoscerla" come qualcosa che abbiamo già conosciuto, ovvero di cui abbiamo già fatto esperienza. Tuttavia non siamo normalmente in grado di ricordare quella frase se l'abbiamo letta o udita solo una volta. C'è dunque una differenza sostanziale tra ricordare (nel senso di saper riprodurre) e riconoscere, anche se credo che questi fenomeni, sebbene diversi, abbiano una base comune.

Di cosa è fatta la virtù

Non solo l'uomo fa di necessità virtù, ma gli immorali fanno virtù dell'immoralità, gli stupidi della stupidità e gli ignoranti dell'ignoranza.

Sapere e potere

A volte il sapere aumenta il nostro potere, altre volte ci rivela la nostra impotenza e ignoranza.

Numero, quantità, rapporto, qualità

Numero, quantità, rapporto, qualità. C'è una relazione di causa-effetto tra queste quattro categorie. Infatti la qualità di una cosa dipende dal rapporto tra le quantità di certi suoi aspetti, le quali quantità dipendono dal numero di volte che quegli aspetti accadono. Perciò la qualità è determinata da numeri.

2018/07/13

Filosofia e insegnamento

Al contrario degli scienziati, i filosofi non dovrebbero insegnare, ma suggerire.

Sapere di sapere poco

Sapere significa essere capaci di prevedere il futuro in certe ipotesi. Per esempio, io so che se metto la mano nel fuoco, questa brucerà e io proverò un forte dolore, oppure che se voglio percorrere a piedi l'Equatore, devo fare un certo numero di passi di una certa lunghezza. L'uomo sa ben poche cose su se stesso; per esempio non sa perché soffre né perché gode, ovvero non conosce le cause dei suoi piaceri e dei suoi dolori essendo queste molto complesse e poco esplorate, o le conosce in minima parte e spesso erroneamente, illudendosi di conoscerle pienamente e certamente.

Cosa stiamo cercando

Siamo tutti in cerca di servi, padroni e alleati, e stiamo male se non li troviamo.

Unioni di imbecilli

Gli imbecilli, i cretini, gli stupidi ci sono sempre stati e sempre ci saranno in ogni società, in una proporzione che varia da cultura a cultura. Certi partiti politici hanno l'abilità di riunirli in una forza politica.

Uomini e lingue

L'uomo è l'unico animale capace di creare linguaggi simbolici. Perciò esistono tante lingue umane, mentre gli altri animali parlano una sola lingua e non hanno bisogno di apprenderla.

2018/07/10

Sul doppio inganno della pubblicità

La pubblicità ci inganna doppiamente. Prima di tutto perché cattura la nostra attenzione distogliendola da altre cose probabilmente più utili per noi, poi perché cerca di farci credere che il prodotto che cerca di vendere possa farci star meglio e che sia migliore di quello della concorrenza. Lo scopo della pubblicità è dunque quello di sfruttarci, incantarci, farci credere qualcosa che non è vero, a vantaggio del venditore. Quando vediamo una réclame dovremmo dunque sempre pensare che qualcuno sta cercando, con l'inganno, di indurci a a fare qualcosa che non è per il nostro bene ma per il suo.

Cosa possiamo scegliere e decidere

Nel nostro corpo e nella nostra mente avvengono in ogni momento un numero enorme di fatti automatici, involontari, inconsci, alcuni programmati, altri casuali. Poche sono le cose che possiamo scegliere o decidere liberamente e consapevolmente. Per esempio, dove rivolgere lo sguardo e la mia attenzione, se stare fermi o muoverci, dove andare, dove stare, in che genere di attività impegnarci, con chi interagire e a quale scopo, cosa leggere, cosa ascoltare, cosa costruire, cosa scrivere, chi incontrare, contro chi combattere, chi servire, a chi ubbidire, a chi ribellarci...

Il senso della vita

La vita di un essere umano è motivata e condizionata dall'evitamento del dolore e dalla ricerca del piacere, seguendo nozioni e strategie apprese attraverso l'interazione con gli altri ed altre esperienze. Il dolore e il piacere sono i mezzi mediante i quali la natura ci spinge a fare il nostro dovere biologico, ovvero a soddisfare i nostri bisogni primari da cui dipende la conservazione della nostra specie.

2018/07/09

Bisogno di bisogni

La vita ha bisogno di bisogni, nel senso che consiste nella soddisfazione di bisogni e non potrebbe riprodursi se non avesse bisogno di farlo. Inoltre il piacere e la felicità dipendono dalla soddisfazione di bisogni di vario tipo.

Sulla comunicazione tra umani

Chi comunica con chi? Cosa si può comunicare? Che differenza c'è tra comunicazione e interazione? A cosa serve la comunicazione? A cosa serve l'interazione? In cosa differiscono le comunicazioni da uno a uno, da uno a più di uno, da più di uno a uno, da più di uno a più di uno. E' possibile non comunicare e non interagire? Ogni filosofo e psicologo dovrebbe cercare di rispondere a queste domande.

Vedi anche Non si può non comunicare, né non parteggiare.

Non si può non comunicare, né non parteggiare

Non si può non comunicare, perché anche al non dire, al non esprimersi, al non fare, al non esserci, al non partecipare, vengono attribuiti significati, intenzioni, presunzioni, giudizi, pensieri, ruoli, appartenenze, alleanze e antagonismi. In società, non prende posizione è prendere una posizione.

2018/07/07

Indiscutibilità della poesia

Una poesia non si può discutere. Non può essere giusta o sbagliata, ma solo bella o brutta, commovente o insignificante agli occhi di chi la legge.

2018/07/05

Triangolazioni affettive, comunità sentimentali

Secondo la teoria dell'equilibrio cognitivo di Fritz Heider, nella relazione tra due umani una grande importanza ha la concordanza o discordanza di sentimenti verso terzi (cose, persone, idee, atti ecc.).

La condivisione di simpatie e antipatie, apprezzamento e disprezzo, amore e odio, rispetto e indifferenza verso certe entità contribuisce infatti a determinare un legame affettivo positivo, simpatia, fiducia, attrazione ecc. tra due persone. Al contrario, una discordanza affettiva verso una certa entità contribuisce a determinare sfiducia, ostilità, repulsione ecc.

2018/07/04

Religione e conservazione

Una delle caratteristiche fondanti di ogni religione è il suo "spirito" di conservazione. Essendo il sacro l'oggetto di ogni religione, ed essendo il sacro ineffabile, assolutamente buono e quindi non migliorabile, non analizzabile e quindi non criticabile, ogni religione che pretende di descrivere, promuovere e difendere il sacro, e di unire le genti intorno ad esso, è contraria alla creatività, al progresso, alla rivoluzione, all'idea di evoluzione e ad ogni cambiamento che non consista nella restaurazione di un ordine religioso in via di disfacimento o nel proselitismo. Il rogo degli eretici, le guerre di religione, la critica del razionalismo e del relativismo etico, sono prove dell'ostinata e cieca difesa di un ordine basato su una certa concezione del sacro e della sua rappresentanza.

Riti sociali

La musica è un rito sociale, come il teatro, il cinema ed ogni altra forma d'arte.

Immaginazione creativa realistica

La meditazione è una specie di immaginazione non creativa. La fantasia è una specie di immaginazione non realistica. La religione è una combinazione di meditazione e fantasia. L'immaginazione che preferisco è creativa e realistica. Consiste nel prevedere cose nuove possibili, utili, piacevoli e realizzabili. È un'attività che richiede apprendimento, esercizio, stimoli, e il superamento di inibizioni conformiste, della resistenza al cambiamento e della paura di avventurarsi in percorsi mentali inesplorati e logiche alternative.

2018/07/03

Felicità e immaginazione

A volte, per essere felici, basta immaginare di esserlo.

Società di libri

Ogni libro è un essere umano (o più di uno) che ci narra i suoi pensieri, le sue esperienze, le sue immaginazioni. Così come ci sono umani buoni e cattivi, sinceri e falsi, saggi e stolti, sapienti e ignoranti, complessi e semplici, intelligenti e stupidi, eleganti e volgari, così i libri. La compagnia di un libro ben scelto può essere più soddisfacente di quella di un umano in carne ed ossa.

Limiti dell'immaginazione

L'immaginazione non ha limiti tranne quelli imposti dalle nostre paure.

Bisogno di partecipazione

La gente ha bisogno di partecipare periodicamente ad attività comuni che non richiedano impegni preventivi né successivi, abbiano un costo moderato e compatibile con la propria condizione economica e non mettano a confronto o in discussione le proprie capacità e qualità intellettuali e morali.

2018/07/02

Come ci vogliono gli altri

Con gli altri bisogna essere cauti. Tutte le cose che diciamo e facciamo, che non diciamo e non facciamo, persino le nostre intenzioni e presunzioni, che gli altri interpretano arbitrariamente dal nostro linguaggio non verbale, possono essere usate contro di noi. Infatti ognuno ci valuta e giudica, sceglie, accetta o rifiuta, a partire dalle proprie cognizioni e dai propri valori, dalla propria cultura, ovvero dalla propria visione del mondo, che è più o meno diversa dalla nostra. Perciò se non vogliamo isolarci dobbiamo essere, almeno in parte, almeno per finta, come ci vogliono gli altri.

Interazione e linguaggio

Una persona può interagire solo con persone che capiscono il suo linguaggio oppure deve censurare il suo linguaggio e adottare quello delle persone con cui desidera interagire, intendendo per linguaggio un particolare mondo di significati e valori.

Comunità di linguaggio

Due persone, per interagire pacificamente, devono usare un linguaggio comune.

La Bibbia e l'Uomo

La Bibbia non parla di Dio, ma dell'Uomo.

Rapporti immediati vs. mediati

L'uomo è l'unico essere vivente che non ha con gli altri rapporti immediati. I suoi rapporti sono infatti sempre mediati dalla sua particolare cultura, attraverso la quale esso assegna ad ogni cosa, persona e atto significati e valori.

2018/07/01

Come interagire con gli altri

Per interagire con gli altri bisogna sentirsi uguali a loro. A tale scopo bisogna dimenticare ciò in cui si è superiori. Bisogna tuttavia evitare di attribuire gli altri qualità e capacità che non hanno.

Immaginazione e benessere

Immaginare è un'arte che può essere appresa e coltivata per il proprio benessere.

Psicoterapia e immaginazione

La psicoterapia dovrebbe includere un addestramento alla libera immaginazione.

Coraggio di immaginare

Immaginare può richiedere coraggio. A volte abbiamo paura di immaginare cose contrarie a ciò che ci è stato insegnato.

Cambiamento e immaginazione

Per cambiare una cosa bisogna immaginarla diversa nelle sue interazioni con il resto del mondo e chiedersi se le nuove interazioni immaginate sono sostenibili.

Progettare e immaginare

Progettare è immaginare e descrivere una realtà diversa.

Animale immaginario

L'uomo è un animale immaginario, ovvero capace di immaginare e immaginarsi, ma incapace di conoscersi. La sua vita e il suo benessere dipendono dalla qualità della sua immaginazione, perché da essa dipende la qualità del suo comportamento.

Impazzire volontariamente

Se la pazzia fa stare meglio, perché non impazzire volontariamente?

Blog di Bruno Cancellieri