2018/02/20

Promesse di felicità

Siamo sommersi da promesse di felicità legate a certi consumi e a certe pratiche di pensiero e di azione. Inizialmente espresse dai poteri religiosi, politici ed economici per mantenersi e svilupparsi, le promesse più disparate vengono accettate acriticamente e propagate da masse di ingenue persone a cui erano dirette e ciò le rende irresistibili e credibili anche agli occhi di chi aveva qualche dubbio sulla loro veridicità. Perché è difficile non credere a ciò in cui tutti, intorno a te, credono.

Cos'è la psicologia

Ciò che viene comunemente chiamato psicologia è in realtà uno o più episodi incompleti e approssimativi della storia delle psicologie. La Psicologia come disciplina universale e organica non esiste ancora e ogni autore propone la sua personale compilazione e le relative promesse di benessere individuale e sociale.

I nemici del bene comune

Ogni comunità è basata sulla condivisione di forme, norme e valori, tra cui una comune definizione dei nemici della comunità stessa. Quanto più basso è il livello di istruzione di una comunità, tanto più semplici sono i criteri con cui vengono definiti i suoi nemici. Uno dei più diffusi è il principio cristiano del "chi non è con me è contro di me", per cui è sufficiente non conformarsi agli usi della comunità per essere automaticamente classificati come suoi nemici.

Fede e violenza

Ogni fede che esclude o proibisce la critica di se stessa è falsa e violenta. È così nella maggior pare dei casi.

Filosofia dall'alto e dal basso

Una filosofia che si rispetti dovrebbe esse capace di vedere le cose sia dall'alto che dal basso, ovvero sia con gli occhi dello statista e dello stratega che con quelli dell'operaio e del soldato.

L'inizio della verità

Nessun politico dirà mai ai suoi elettori "Quanto siete stupidi!". Eppure sarebbe l'inizio della verità.

Cause dei cambiamenti sociali

I cambiamenti sociali non sono causati dalla volontà, e tanto meno da un progetto di cambiamento di qualche pensatore, ma dalla combinazione sistemica di infinite e incontrollabili pressioni egoistiche economiche, politiche e culturali per lo più inconsce e irrazionali, di cui ogni individuo è al tempo stesso soggetto e oggetto. In altre parole, l'uomo, in quanto individuo pensante, non è (ancora) artefice dei cambiamenti sociali ma li subisce passivamente per non restare escluso dalle comunità di appartenenza.

2018/02/18

A chi appartiene l'inconscio?

Il mio inconscio non mi appartiene, sono io che appartengo a lui.

Perché leggiamo?

Perché leggiamo certi libri o giornali o articoli dal web? Ci possono essere tanti diversi motivi tra i quali ipotizzo i seguenti:
  • per distrarci
  • per trovare risposte alle nostre domande
  • per conformarci ai costumi della nostra comunità
  • per poterne discutere con altri
  • per trovare conferme delle proprie idee
  • per stimolare l'immaginazione
  • per vivere una vita immaginaria
  • per imparare qualcosa
  • per crescere
  • per cambiare la nostra mentalità
  • per il piacere di osservare la vita intima, vera o finta, degli altri
  • per curiosità
  • per informarci sulla situazione sociale, ambientale, economica, culturale
  • per informarci su cosa offre il mercato
  • per sapere come la pensano gli altri
  • per sapere chi vince e chi perde
  • per migliorare la nostra conoscenza della lingua
  • per ricevere consigli e istruzioni su come vivere
  • ecc.

Criticare i propri pregiudizi

Nella mappa cognitivo emotiva di ognuno ci sono vari tipi di pregiudizi: positivi, negativi, neutri. Potrebbe essere utile esaminare criticamente tutti i propri pregiudizi, non solo quelli negativi, ma anche quelli positivi e quelli neutri.

Dialogo tra un inconscio e la sua coscienza

Inconscio: se non soddisfi i miei bisogni ti faccio soffrire.

Coscienza: dimmi quali sono i tuoi bisogni e cercherò di soddisfarli.

Inconscio: ho bisogno sempre delle stesse cose: appartenenza, interazione, libertà, salute, bellezza, conoscenza, potenza.

2018/02/17

Sulla capacità critica

Una delle principali differenze tra l'uomo e le altre specie animali è la capacità critica. Con questo termine non intendo tanto la comune capacità di provare ed esprimere disprezzo verso certi comportamenti umani, quanto quella di interrogarsi consapevolmente e senza pregiudizi sulla utilità di certi comportamenti (altrui e propri) rispetto alla soddisfazione dei bisogni degli esseri viventi interessati. Gli esseri umani possiedono tale capacità in misura diversa. Si potrebbe dunque dire che un uomo è tanto più umano e tanto meno bestiale quanto maggiore è la sua capacità critica.

Con questo non intendo dire che l'uomo sia l'animale migliore, ma che il confine tra l'uomo e la bestia da un punto di vista etico è confuso e spesso mistificato. Infatti, per quanto riguarda i danni all'ambiente e la soppressione delle libertà, l'uomo sembra essere l'animale peggiore.

2018/02/14

Il dilemma del prigioniero ecologico

Ispirato dal famoso "dilemma del prigioniero" descritto in tutti i trattati di sociologia, mi è venuta in mente la seguente riflessione.

Sembra confermato da (quasi) tutta la comunità scientifica che il pianeta è condannato ad un graduale macroscopico esaurimento delle risorse vitali se non correggiamo rapidamente i nostri consumi e il nostro stile di vita. Vedi https://it.wikipedia.org/wiki/Impronta_ecologica

Comizi populisti

Certi comizi politici, come quello organizzato dalla Afd in Germania a cui oggi ho assistito in TV (e presumo che le cose non siano diverse per alcuni partiti italiani), mi sembrano riti-spettacoli in cui l'oratore sputa sugli avversari o li deride, e ad ogni sputo o insulto o qualunque altra espressione di disprezzo, il pubblico applaude in massa identificandosi con lo sputatore e si sente forte per l'applauso generale, come se questo fosse rivolto a ciascuno di essi, una conferma di approvazione della propria personalità e di appartenenza ad una società giusta minacciata da nemici della patria.

Manuale di propaganda di Joseph Goebbels

Manuale di propaganda, di Joseph Goebbels, Ministro della Propaganda della Germania nazista

Aggiungerei un principio: includere anche qualche verità tra le menzogne, e usare le poche verità per dare credito alle tante menzogne. Ogni riferimento all'attuale campagna elettorale non è casuale.

1. Principio della semplificazione e del nemico unico

E’ necessario adottare una sola idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l’avversario in un nemico, nell’unico responsabile di tutti i mali.

Interazione e vita

La vita emerge dalla interazione tra agenti e si esaurisce quando l'interazione cessa. Ciò può avvenire a vari livelli, in quanto una interazione tra agenti ad un certo livello può dar vita ad un agente di livello superiore, come, ad esempio, la coscienza. La vita è dunque interazione e ha bisogno di interazione, e la morte è la fine di una interazione. Le diverse forme di vita sono costituite da diverse combinazioni di interazioni.

Ragione e significato

Ha sempre ragione chi definisce a suo modo il significato delle parole che usa.

Sulle spiegazioni totali

Molte spiegazioni dei fenomeni sociali sono semplificazioni riduttive e riduzioniste di una realtà molto più complessa di quanto l'uomo possa concepire. Diffido delle spiegazioni "totali" e non do credito a chi spaccia per totale una spiegazione parziale.

Perché le buone idee non vengono realizzate

Io credo che non sia sufficiente concepire una buona idea perché essa venga realizzata a livello sociale. Perciò mi occupo molto del problema delle cause della chiusura delle persone alle nuove idee, ovvero della conflittualità (più che della competizione) e della resistenza al cambiamento da parte di ogni essere umano, a partire da me stesso. Voglio dire che anche se un'idea fosse perfetta, lascerebbe il tempo che trova se non si risolvesse prima il problema della resistenza al cambiamento e della incomprensione delle idee altrui, problema di tipo non logico-cognitivo, ma psicodinamico e/o neurologico.

2018/02/13

Denunciatori semplicisti

Ci sono tante persone che pensano di conoscere le cause dei mali della società, a livello nazionale e/o globale e hanno l'abitudine di denunciale e di criticare coloro che "non le vogliono capire" o non le denunciano nonostante esse siano, secondo loro, chiare e semplici. In tal modo essi deresponsabilizzano se stessi e danno ai non denuncianti la corresponsabilità del permanere dei mali sociali. Questi denunciatori semplicisti non capiscono che i mali della società sono causati dalla stessa natura umana a tutti i livelli e dal fatto che quasi nessuno cerca di capire la propria natura, assumendo di conoscerla abbastanza per il solo fatto di esistere, e considerano superflui filosofi e psicologi. Su quest'ultimo punto essi hanno però parzialmente ragione dal momento che nemmeno i filosofi e gli psicologi hanno le idee chiare sulla natura umana anche se alcuni pretendono di averla capita tutta.

Il primo passo

Se aspettiamo che gli altri vengano da noi a conoscerci ed amarci saremo delusi. Dobbiamo essere noi a fare il primo passo, infinite volte.

Buon x a tutti

Buon x a tutti. Sostituite x con ciò che più desiderate.

2018/02/12

Distributori di piaceri e dolori

Ogni umano è un distributore di gioie e sofferenze, piaceri e dolori, soddisfazioni e frustrazioni, vita e morte verso gli altri umani e tutti gli esseri viventi con cui interagisce.

La macchina della novità

Voglio inventare una macchina della novità, ovvero un sistema informatico che in qualsiasi momento di noia, angoscia, immobilismo o bisogno di cambiamento mi dia nuovi e imprevedibili stimoli, immagini, suoni, idee, simboli, forme, regole, suggerimenti di nuovi comportamenti, interazioni, strade, luoghi conosciuti o sconosciuti da esplorare o in cui stare, persone conosciute o sconosciute da incontrare, nuovi collegamenti tra cose conosciute, nuove sfide, nuove domande, nuove ipotesi.

Questa macchina non sarà un computer elettronico, ma biologico, un organo del mio cervello.

Bisogni antitetici

L'Uomo ha una serie di bisogni antitetici, che gli causano tanti problemi e conflitti. Tra le principali coppie di bisogni antitetici abbiamo il bisogno di appartenenza e quello di libertà, il bisogno di novità o cambiamento quello di conservazione o resistenza al cambiamento. A questi bisogni corrispondono omonime paure: dell'appartenenza, della libertà, del cambiamento e del non cambiamento.

Tutti buoni finché...

Siamo tutti buoni, gentili e amorevoli finché non veniamo criticati, contrastati, fermati, rifiutati, abbandonati, o a noi si disobbedisce o ci si ribella. Allora possiamo diventare violenti e spietati. Per valutare il carattere di una persona bisogna chiedersi come reagirebbe ad una critica, una disobbedienza, una ribellione, un rifiuto, un abbandono.

Iniziatori vs. attendisti

Gli umani si possono dividere in due categorie: gli iniziatori e gli attendisti. Nell'interazione tra due persone qualcuno deve prendere l'iniziativa e fare la prima mossa. Ci sono persone che tendono a prendere l'iniziativa, altre che preferiscono aspettare che sia l'altro a farlo. Ma se il numero di iniziatori continua a diminuire, l'uomo sarà sempre più solo e improduttivo. E in politica questo conduce alla dittatura.

Come criticare gli altri

È facile criticare qualcuno dopo avergli avergli attribuito idee e intenzioni criticabili. Chi critica non ha quasi mai dubbi sulle idee e le intenzioni del criticato e non è consapevole del fatto che si tratta solo di sue interpretazioni.

Domanda sulle interazioni

Di ogni umano chiedersi: con chi interagisce e in quali ruoli?

Noia e creatività

Un'intelligenza vivace ha sempre bisogno di nuovi stimoli, nuove forme, ed è annoiato dalle ripetizioni e da ciò che è amorfo. Questa noia è il motore della creatività.

Bisogno di scambio

Abbiamo continuamente bisogno di interagire con altri umani, ovvero di dare e/o ricevere qualcosa dal prossimo. Senza questo scambio ci assale l'angoscia della solitudine e un senso di colpa verso la nostra natura e la natura in generale.

2018/02/11

Religione "fai-da-te"

La religione "fai-da-te" è la più diffusa al mondo. Ognuno legge le sacre scritture come gli conviene, scegliendo le pagine più favorevoli e ignorando quelle terrificanti o imbarazzanti.

Futuro e saggezza

Una differenza essenziale tra l'uomo e gli altri animali è che questi vivono solo nel presente, mentre l'uomo è quasi sempre condizionato dalla sua idea del futuro ed è capace di provare dolore e piacere anticipando dolori e piaceri che potrebbero capitargli in momenti indeterminati. Perciò la saggezza, che gli altri animali non conoscono, consiste nel trovare il modo migliore di vivere che consenta di ottenere il minor dolore e il maggior piacere in un presente e un futuro indissolubilmente legati.

2018/02/10

Bisogno di interagire

Nessuna azione, nessuna soddisfazione, nessuna vittoria, nessun piacere sono definitivi, abbiamo continuamente bisogno di interagire per soddisfare i nostri bisogni.

Mettere in relazione

Quando guardiamo qualcosa dovremmo sempre essere accompagnati da qualcuno che ci aiuti a metterla in relazione con tutto il resto.

Tutta la felicità possibile

Non voglio essere felice in assoluto, ma voglio che la mia vita sia la più felice possibile, per quanto mi sarà consentito dai bisogni, le risorse e i limiti che la natura e il caso mi hanno dato e mi daranno.

Impossibile non interagire

È impossibile non interagire continuamente con qualcuno, reale o immaginario. Si tratta dunque di scegliere con chi farlo, di volta in volta, momento per momento.

Sull'interpretazione delle intenzioni altrui

Ognuno interpreta, consciamente o inconsciamente, le intenzioni di ogni altro, sia nel senso delle credenze che delle motivazioni altrui. Queste interpretazioni sono spesso false e ancor più spesso riduttive anche perché per capire l'intelligenza di qualcuno (in senso lato) bisogna essere almeno altrettanto intelligenti.

I danni della libertà e del benessere gratuito

Un tempo l'uomo era più attivo, laborioso, morale, combattivo, progressista perché i regimi di un tempo erano autoritari, repressivi, dittatoriali, liberticidi, e la vita difficile per i più. Oggi la democrazia e la libertà, unite alle migliorate condizioni economiche, hanno reso l'uomo medio più pigro, irresponsabile, smarrito, depresso, demotivato.

2018/02/09

Il timore inconscio della rappresaglia

Più che la coscienza sporca, abbiamo tutti, più o meno, l'inconscio sporco e siamo abitati da sensi di colpa soffocati e rimossi che ci disturbano continuamente. Abbiamo infatti sicuramente trattato male o disprezzato qualcuno che abbiamo dimenticato, di cui temiamo inconsciamente la rappresaglia.

Le colpe degli altri

Parlare male di qualcuno è un modo per distogliere l'attenzione dalle proprie responsabilità.

Il conforto delle catene

Più ci liberiamo, più aumenta il peso delle nostre responsabilità.

2018/02/08

La colpa del fallimento

E' umano, molto umano cercare di dare all'altro la colpa del fallimento della cooperazione o della comunicazione. Lo fanno tutti, anche io. Credo che sia un meccanismo scritto nel DNA dell'Homo Sapiens.

Conosco infatti diverse persone che, non riuscendo ad ottenere un consenso alle proprie idee, accusano l'interlocutore di non cercare di dialogare costruttivamente, di non ascoltare, di non mettersi in discussione, di non essere aperto a nuove idee, di non essere capace di autocritica o addirittura di fuggire dal confronto ecc.

Il bisogno di alleanza

Ognuno è in cerca di alleati.

Come considerare il patrimonio letterario dell'umanità

2018/02/07

Il controllo delle reazioni cognitivo-emotive

È possibile controllare le proprie reazioni cognitivo-emotive? Ovvero trovare il lato positivo in ciò che ci disturba e il lato negativo in ciò che ci attrae? Penso di sì, e credo che sia un esercizio utile per diventare più saggi.

Scuole di pensiero incompatibili

È inutile che due persone discutano su un aspetto particolare del comportamento umano se sono in totale disaccordo sulla struttura e il funzionamento della mente in generale. Vi sono infatti scuole di pensiero incompatibili come quella cognitivista, quella psicodinamica, quella spiritualista e quella del non pensiero. La prima afferma il primato della coscienza sull'inconscio, la seconda il primato dell'inconscio sulla coscienza, la terza il primato del divino sull'umano, la quarta considera l'attività pensante pericolosa o inutile e preferisce andare "dove ti porta il cuore". Esistono poi scuole di pensiero ibride che combinano in vario modo quelle indicate.

2018/02/06

Può una mente conoscere se stessa?

Come ogni altro organo di qualsiasi essere vivente, la mente umana, e in particolare la parte cosciente di essa (l'io cosciente) è emersa per caso durante l'evoluzione della nostra specie, ed è rimasta nel nostro corredo genetico perché ha costituito un vantaggio adattivo rispetto agli individui sprovvisti di essa, ovvero ha facilitato la sopravvivenza dei suoi portatori. La sua funzione è stata quella di imparare a conoscere l'ambiente e il proprio corpo nel senso di prevederne le reazioni rispetto a certi stimoli e situazioni, e di utilizzare il linguaggio simbolico per cooperare con altri individui e per pensare, ovvero comunicare con l'Altro interiorizzato.

2018/02/05

Samba E Amor (Brad Mehldau Trio)

L'emergenza di un io di livello superiore

Oggi mi è venuta un'idea. Così come l'io è emerso durante l'evoluzione della nostra specie, non si può escludere che possano in futuro (o che sia già avvenuto in qualche mutante), emergere altri "io" di livello superiore, come quello rappresentato in questo schema:



Vedi anche Struttura dinamica della psiche (versione 4)

Tra passato e futuro

E' difficile per noi esseri umani vivere nel presente senza essere condizionati dal passato e dall'idea del futuro, perché il nostro passato è ciò che siamo, il software del nostro comportamento che si è sviluppato nel corso della nostra esistenza, e il futuro è l'aspettativa del piacere e del dolore, che ci rende diversi dagli altri animali e rende possibile la civiltà, la cultura e l'etica. Si potrebbe dire che trascurare il futuro non sia umano.

Il pericolo di esprimere le proprie idee

Esprimere le proprie idee è spesso pericoloso, perché chi la pensa diversamente si sentirà minacciato dalla nostra visione del mondo e ci vedrà come un nemico.

La normalità del fraintendimento

L'unico modo per non essere fraintesi è quello di non esprimersi, ma anche il silenzio può essere frainteso.

2018/02/04

Preghiera atea

O natura, tu che con l'evoluzione della mia specie hai determinato i miei bisogni innati da cui derivano tutti i miei bisogni e desideri acquisiti, aiutami a sapere di chi e cosa ho bisogno e di chi e cosa non ho bisogno in generale e adesso in particolare, e aiutami a sapere con chi, con cosa e come è utile che io interagisca o non interagisca per soddisfare i miei bisogni, in generale e adesso in particolare.

Incompetenti vs. disonesti

In politica un incompetente può fare più danni che un disonesto.

Il fascino delle parole difficili

Perché tanta gente dice "tipologia" intendendo "tipo", "problematica" intendendo "problema", "estrapolare" intendendo "estrarre", come se fossero sinonimi? Queste parole hanno significati diversi. "Tipologia" è un insieme di tipi, "problematica" un insieme di problemi, "estrapolare" significa ricavare un dato ipotetico da dati reali ecc.

Quando uno sceglie una parola difficile piuttosto che una più facile, forse vuole dare l'impressione di avere una cultura superiore a quella che ha. E' anche vero che chi ha una scarsa cultura tende a copiare l'uso improprio di certi vocaboli da chi si presume abbia una cultura superiore, come certi personaggi che parlano in televisione.

I rischi della democrazia

Chi ha inventato la democrazia dava per scontato che i votanti avrebbero votato per favorire i propri interessi. In realtà succede spesso che i cittadini votino per politiche i cui risultati sono per loro controproducenti. Non è facile capire gli effetti di certe scelte politiche e anche gli accademici sono spesso tra loro discordi nelle loro valutazioni, figuriamoci la gente poco istruita. Con questo non intendo dire che la dittatura sia meno rischiosa.

Il grande simulatore

Il cervello è un grande simulatore.

Col senno di poi

Con le carte che il caso mi ha dato, avrei forse potuto giocare meglio? Certamente sì col senno di poi, ma col senno di allora?

2018/02/03

Saggezza parziale

Di tutte le cose che ogni autore ha scritto, che ogni persona ha detto, alcune sono vere, altre false, alcune utili, altre inutili, altre nocive, alcune importanti, altre non importanti. Nessuno è completamente saggio o completamente stolto.

Super partes

La saggezza è super partes.

2018/02/02

Requisiti di una comunicazione costruttiva e pacifica

Affinché due persone possano comunicare costruttivamente e pacificamente, esse devono essere d'accordo sui temi e i contesti di cui parlare e non parlare, e sui valori e i pregiudizi da rispettare e non mettere in discussione.

Il dramma dell'incomprensione

Se uno che non parla la nostra lingua non ci capisce, non ce la prendiamo. Ma se uno che la parla la mia lingua e ha un livello di istruzione pari al mio non mi capisce o non è d'accordo con me, la cosa è drammatica. Può infatti significare che uno dei due sia in errore o non sia capace di spiegarsi. E l'ipotesi che quello che è in errore o che è incapace di spiegarsi sia io, è angosciante, a volte insostenibile. Per evitare tale angoscia tendiamo a pensare che il problema sia nel nostro interlocutore.

Dal disaccordo al disprezzo

L'uomo tende a pensare che se uno non è d'accordo con le sue idee, significa che non le ha capite o non le vuole capire o non è abbastanza intelligente o istruito per capirle o è mentalmente disturbato o è in malafede. Esclude che due persone in disaccordo possano avere entrambe ragione, ognuna dal suo punto di vista, e che ogni punto di vista sia rispettabile. Questo tradurre un disaccordo nel disprezzo per l'interlocutore è una tragedia della natura umana. Potrebbe essere la causa prima di tutti i mali della società.

2018/02/01

La sveglia e il libero arbitrio

Una cosa che solo l'uomo e nessun altro animale è capace di fare è impostare una sveglia. Dietro tale banale gesto si cela la capacità che un uomo ha di programmare la futura ricezione di uno stimolo esterno che influenzerà il suo futuro comportamento. La decisione di impostare o no una sveglia e di decidere a che ora essa deve suonare è una manifestazione di libero arbitrio giacché uno può liberamente scegliere di rinunciare alla libertà di svegliarsi quando il suo corpo preferisce, e di costringerlo a svegliarsi ad una certa ora. In altre parole, l'uomo è libero di limitare la libertà di sé stesso e degli altri per un tempo e uno spazio più o meno estesi.

Parole vs. fatti

Non sempre alle parole seguono i fatti, anzi, quasi mai. Molto spesso esse servono solo a socializzare, ovvero sono esse stesse un fatto sociale e non hanno bisogno di tradursi in fatti. Anzi, spesso le parole sono così insensate e pericolose che è un bene che non si traducano in fatti.

"Super-io" vs. "Altro generalizzato"

Il concetto freudiano di "Super-io" e quello di "Altro generalizzato" di George Herbert Mead hanno molto in comune. Tuttavia credo che il secondo sia più comprensivo ed efficace del primo, e meno misterioso. Mi piace infatti pensare che un essere umano faccia di tutto, consciamente e ancor più inconsciamente, per interagire in modo soddisfacente con gli altri esseri umani, percepiti (più o meno) come istanze dell'Altro generalizzato formatosi nella sua mente e sul quale la sua mente si è formata. Naturalmente, affinché l'interazione sia possibile, occorre prima ottenere il riconoscimento, l'approvazione, l'accettazione della propria persona da parte del proprio Altro generalizzato, e ciò costituisce una delle motivazioni principali di ogni essere umano, ovvero un suo bisogno primario e fondamentale.

2018/01/31

Messaggi impliciti

Qualunque cosa io dica (o non dica) al mio interlocutore, essa verrà da lui usata non solo per capire di cosa sto parlando in termini semantici e logici ma anche (leggendo tra le righe e decifrando il mio linguaggio non verbale) per farsi una idea (più o meno rispondente alla realtà e affetta dai suoi pregiudizi) di chi sono, cosa penso di me, come vedo il mondo, cosa gli sto proponendo, offrendo o chiedendo, cosa mi aspetto da lui, cosa penso di lui, quali sentimenti provo per lui e in quale rapporto gerarchico (in senso intellettuale, morale, politico ed economico) ovvero di parità, superiorità o inferiorità mi pongo rispetto a lui. Le sue reazioni e risposte dipenderanno da tutte queste percezioni soggettive.

Anche ciò che ho appena scritto verrà usato dai miei lettori come indicato.

Contabilità della vita

Alla fine conta ciò che ho ricevuto e ciò che ho dato, ciò che ho preso e ciò che altri hanno preso da me.

Il buon governo non è un diritto

Avere governanti e amministratori capaci e onesti non è un diritto, ma una condizione per la quale bisogna combattere e impegnarsi. La cattiva politica non si combatte con l'astensione dal voto ma con l'impegno politico. E se non siamo capaci di formare buoni partiti allora ci meritiamo quelli cattivi.

Soggettività delle percezioni

Quando percepiamo una cosa, una persona, un'idea, all'informazione che entra nella nostra mente aggiungiamo inconsciamente tante altre informazioni in questa già esistenti, che hanno poco a che fare con l'oggetto reale. Ciò che percepiamo è infatti un misto di informazioni esterne (inconsciamente filtrate in un certo modo) e interne preesistenti.

2018/01/30

Esercizio filosofico e psicoterapeutico

Immagina che oggi, e ogni giorno da oggi in poi, sia l'ultimo della tua vita. Se accetti serenamente l'idea della tua morte puoi vivere una vita piena, serena e coraggiosa, capire cosa sia più importante e perfino dare un senso alla vita stessa. Con questo esercizio puoi lentamente sgravare la mente da tanti errori e rinascere idealmente.

2018/01/29

Il libero arbitrio secondo Fyodor Dostoevsky

"Nel mondo attuale per libertà s'intende la licenza, mentre la vera libertà consiste in un calmo dominio di se stessi. La licenza conduce soltanto alla schiavitù. La libertà, nella sua più alta espressione consiste nel dare tutto e nel servire gli altri. L'uomo capace di questo, capace d'essere padrone di sé sino a tal punto, è libero come nessun altro. È questa la più elevata manifestazione del libero arbitrio. Prima di predicare altrui, date voi stessi l'esempio. Sarete seguiti. Il segreto del primo passo è questo: dominare se stessi e agire senza attendere." [Fyodor Dostoevsky]

2018/01/28

Effetti della frustrazione dei bisogni

Se certi bisogni non vengono soddisfatti in misura sufficiente, la psiche, e/o il corpo che la contiene, si possono ammalare, le loro capacità diminuire e il loro sviluppo arrestare.

Sull'autenticità

Essere autentici richiede il coraggio di mostrarsi come si è, non come si dovrebbe essere.

Sulla saggezza

Saggio è l'io cosciente che contempla e cerca di soddisfare insieme i suoi bisogni, i bisogni altrui, i bisogni della sua specie, i bisogni delle altre specie, l'ecologia dei bisogni e delle epistemologie, nel passato, presente e futuro, privilegiando ciò che avviene qui ed ora, nella coscienza di essere uno strumento per la vita e l'evoluzione della propria specie in cooperazione con l'ambiente di cui ha bisogno.

2018/01/27

Il senso del presente e del futuro

La religione ci ha insegnato a vivere non per il presente, ma per il futuro, un futuro incerto, ambiguo e poco credibile, in cui dovremmo essere premiati o puniti per ciò che facciamo o non facciamo adesso. Questa supremazia del futuro sul presente ci rende psichicamente malati perché ci fa trascurare i bisogni dei nostri corpi (in cui sono incluse le nostre menti), i quali bisogni sono per il presente, non per il futuro.

Chi non è con me è contro di me

"Chi non è con me è contro di me." (Matteo 12,30). Difficile trovare un'affermazione più dannosa per le menti degli esseri umani e per la pacifica convivenza tra persone di vedute diverse.

Questa logica è causa di schizofrenia, guerre, e dell'inibizione dell'empatia nei confronti di coloro che hanno una mentalità diversa dalla propria.

Paradigmi epistemologici

Quando si comunica qualcosa, questa viene inconsciamente inquadrata, sia dall'emittente che dal ricevente, in un paradigma epistemologico rispetto al quale essa assume dei significati. Il problema è che i paradigmi epistemologici sono sempre, più o meno, qualitativamente e quantitativamente (in ampiezza e profondità) diversi. Ne conseguono incomprensioni, fraintendimenti e disaccordi. D'altra parte, un messaggio non inquadrato in un paradigma è insignificante.

In conclusione, il problemi non stanno nelle cose che si pensano e si dicono, ma nei paradigmi entro i quali esse si inquadrano.

2018/01/26

A che servono le idee

Si può essere padroni o schiavi delle idee proprie e altrui. Le idee possono essere usate come risorse o gabbie mentali, come strumenti di conservazione o di progresso.

2018/01/25

Criticare Dio?

Ci hanno insegnato a non criticare Dio. Perché lui sa subito se lo critichiamo, anche solo col pensiero, e in tal caso ci punisce crudelmente. Perché Dio non sopporta di essere criticato e di non essere al centro dell'attenzione. E' il Dio della Bibbia, che è ancora in vigore per miliardi di persone.

Quando la vita?

La vita è adesso. Il passato e il futuro sono solo idee.

Il pensiero come slide show

Il pensiero (cosciente per definizione) è simile a uno slide show, i cui contenuti e la cui sequenza sono determinati da macchine inconsce che interagiscono con stimoli interni ed esterni secondo programmi modificabili nel tempo.

2018/01/24

Ciò che conta

Ciò che conta non sono le cose in sé, ma l'uso che se ne fa e gli effetti del loro uso. Avere certe cose senza usarle è come non averle (a parte l'aspetto finanziario). E' nel momento dell'uso, dell'interazione con esse o del loro scambio con altre persone che le cose dimostrano il loro valore ovvero i loro effetti.

2018/01/23

I miei giochi quotidiani

Ogni giorno che ho la fortuna di vivere consiste in un gioco, anzi in diversi giochi simultanei. Con la morte, che prima o poi avrà la meglio e porrà fine a tutto ciò che mi riguarda, con le malattie sempre in agguato, con le persone in cerca di approvazione, riconoscimenti, compagnia e amore, con gli invidiosi che cercano di emergere criticando gli altri, con i media che cercano di ingannarci e venderci cose di cui non abbiamo bisogno o nocive, con i mistificatori e ciarlatani che vogliono farci credere cose assurde, con quelli che si sopravvalutano, con quelli che vorrebbero comandare ma non sono nemmeno capaci di obbedire, con quelli che hanno rinunciato alla libertà per paura della guerra o della solitudine, con gli illusi che si ostinano a difendere le loro illusioni, con i criminali e gli sfruttatori sempre pronti a sfruttare il prossimo, con il patrimonio culturale pieno di tesori nascosti, con la musica che mi incanta, con il mio corpo che cerco di mantenere in forma, con la mia mente che cerco di tenere sveglia, chiara e soddisfatta, con i miei limiti che cerco di conoscere e superare (se possibile e ne vale la pena), con il caso, da cui discende ogni innovazione etc.

Sulle cause dei problemi sociali e individuali

Forse la causa principale dei problemi sociali e individuali è il fatto che la grande maggioranza degli esseri umani non si interroga sulla validità dei propri pensieri e dei propri comportamenti. E' troppo occupata a vivere e a risolvere problemi pratici (come quello della sopravvivenza, del lavoro, della cura della prole, della cura delle malattie, dei conflitti individuali e collettivi, del rispetto delle tradizioni e delle norme della propria comunità, della ricerca di compagnia ecc.) che non ha tempo per coltivare la filosofia e la psicologia, considerate superflue e illusorie, e crede di conoscere la natura umana in maniera adeguata.

Chi è immune dai bias cognitivi?

L'illusione di essere immuni da bias cognitivi è un segno evidente della loro presenza.

2018/01/22

Portatori di ideologie

Ogni individuo, gruppo o organizzazione di esseri umani, ogni medium (libro, giornale, canale TV o radio, sito web ecc.) è portatore e diffusore di una ideologia che afferma cosa sia più importante, buono, sano, giusto, vero, utile, bello, potente, vincente, efficiente, comodo, piacevole, pericoloso,  schifoso, perdente ecc. e in tal senso educa la sua audience.

Interazioni esterne e interne

L'io cosciente deve imparare a interagire in modo soddisfacente sia con gli enti esterni che con quelli interni alla propria persona.

Il tempo per riflettere

La maggior parte della gente è talmente occupata a vivere la sua vita che non ha il tempo per riflettere su di essa e cercare di capirla

Le quattro orecchie

Le quattro orecchie che ognuno dovrebbe avere quando comunica con altri esseri umani. Da un libro di Friedemann Schulz von Thun.

Mille filosofie, una scienza

Ci sono mille filosofie e una sola scienza. Intendo dire che esiste solo un metodo scientifico, universalmente riconosciuto e condiviso, (che consente l'evoluzione della scienza), e una molteplicità di approcci alla filosofia e di visioni del mondo e dell'uomo. Le dispute tra scienziati sono rare, quelle tra filosofi (come pure tra rappresentati di religioni) sono la norma.

Conosci te stesso?

"Conosci te stesso". Facile a dirsi, ma che significa? In che senso uno si può conoscere? Forse possiamo arrivare a conoscere o perfino misurare i nostri bisogni e desideri (indipendentemente dal fatto che siano più o meno sani o malati, reali o illusori), le nostre paure, capacità, incapacità, potenzialità, inclinazioni, temperamento, carattere. Ma conoscere noi stessi nel senso di capire la nostra struttura, costituzione, organizzazione neurologica, le funzioni della nostra mente intesa come sistema di sistemi e soprattutto il ruolo dell'io cosciente rispetto agli altri agenti mentali. Ciò è estremamente difficile, quasi impossibile nella cultura attuale, nemmeno a livello accademico.

2018/01/21

Le regole dell'interazione

Nell'interazione tra due persone, se non c'è un accordo esplicito o implicito sulle regole dell'interazione (diritti e doveri, obblighi e divieti, dizionari, scopi, intenzioni, limiti, paradigmi ecc.), l'interazione è impossibile, ipocrita, ridotta al minimo o violenta.

2018/01/19

Il ruolo dell'io cosciente

Premessa: ciò che segue non descrive quello che normalmente avviene nella mente umana (infatti avviene normalmente tutt'altro), ma ciò che io considero salutare e auspicabile, ovvero un ideale di saggezza.

L'io (inteso come io cosciente) non è il padrone della vita della persona (intesa come l'insieme di corpo e mente o psiche) ma il suo servitore e aiutante. Esso non può e non deve decidere liberamente cosa fare della "sua" persona o cosa farle fare, ma le sue decisioni devono essere prese per il bene e l'interesse di essa, ovvero per soddisfare i suoi bisogni e le sue richieste, che sono espressione della sua natura.

2018/01/18

Elogio dei filosofi demistificatori

Molti cosiddetti filosofi si limitano a giudicare e a volte a prevedere, senza agire di conseguenza. Troppo comodo.

È anche vero che è una fortuna che certi filosofi non abbiamo messo in pratica le loro idee.

Va anche detto che certe idee non possono essere realizzate perché non hanno alcun senso pratico.

Un caso a parte è costituito dai filosofi demistificatori, che per me sono gli eroi della filosofia, il cui compito è quello di contrastare la cattiva filosofia e le idee inutili, stupide o dannose.

Da chi farsi guidare?

Un essere umano deve farsi guidare da qualcosa o qualcuno: dalla "sua" ragione, dai suoi sentimenti, da altre persone, da un computer, da una musica ecc.. Guidarsi da sé è impossibile, anzi, non ha senso, perché o la guida è casuale, o segue gli ordini di qualcosa o qualcuno al proprio interno o all'esterno. Si tratta dunque di stabilire quale sia, momento per momento, la guida migliore.

2018/01/17

A che serve la ragione

Quando uno si rende conto che la ragione, la sua ragione, non lo aiuta, perde la fiducia in essa, la mette da parte e si rivolge a guide irrazionali. La razionalità si è sviluppata, evoluzionisticamente, per facilitare la sopravvivenza della specie o, meglio, è emersa casualmente e si è visto che poteva facilitare la sopravvivenza della specie. Se non soddisfa quello scopo non serve a nulla e non merita di essere seguita. Oppure va corretta o ampliata.

2018/01/16

L'illusione del dominio dell'io

Più discuto con qualcuno sulla natura umana e più mi pare che la maggiore parte della gente crede che la mente* sia unitaria (ovvero non costituita da parti autonome), comandata e supervisionata dalla coscienza, tranne in casi di malattie mentali, in cui la mente, per cause biofisiche o biochimiche, si trova dissociata in parti che non rispondono al controllo dell'io, dove per "io" si intende, al tempo stesso, la coscienza, la memoria, l'attenzione, la ragione e la volontà (o libero arbitrio).

2018/01/15

Decisioni continue

Ogni giorno, in ogni momento, dobbiamo consciamente o inconsciamente decidere con chi e come interagire e non interagire, ovvero chi ignorare e chi considerare, chi accontentare e chi scontentare, chi imitare e chi non imitare, chi ascoltare e chi non ascoltare, chi seguire e chi non seguire, con chi collaborare e con chi non collaborare, chi apprezzare e chi disprezzare, chi aiutare e chi combattere, a chi obbedire e a chi comandare.

2018/01/14

Scienza delle cose e scienza delle relazioni

Ci sono autori che definiscono e analizzano precisamente aspetti particolari di contesti indefiniti dati per scontati. Infatti oggi c'è tanta scienza delle cose isolate e poca delle relazioni tra le cose, specialmente se queste appartengono a discipline accademiche diverse.

Certezza del dolore

L'unica cosa certa per un essere umano è il dolore, e il piacere prodotto dalla sua diminuzione.

2018/01/13

L'illusione della libertà di pensiero

La libertà non esiste in natura, se non come illusione della mente umana. Si potrebbe dunque dire che sia un concetto inventato dall'uomo.

Il caso ha un fine?

Il caso non ha fini ma può produrre effetti utili a certi fini. Anche la mente e la coscienza si sono formate per caso e quindi senza fini, ma si sono dimostrate, in moti casi, utili alla sopravvivenza della specie umana.

2018/01/11

Il senso delle cose

L'uomo ha un tale bisogno di trovare un senso in tutto ciò che avviene, che dà un senso anche alle cose che non ne hanno.

Volontà e libero arbitrio

La volontà di un essere umano consiste nel decidere consapevolmente se assecondare o contrastare le proprie decisioni involontarie.

2018/01/09

Stimolazioni mentali esterne vs. interne

La mente reagisce a stimoli, ovvero a informazioni a cui vengono associati significati o proprietà particolari. Questi stimoli possono provenire dall'esterno (attraverso il sistema percettivo sensoriale) oppure dall'interno, cioè dalla memoria, oppure essere generati dal corpo.

I propri limiti

Riconoscere i propri limiti è il primo passo per superarli.

A che server la ragione

La ragione serve soprattutto per giustificare le decisioni del cuore.

2018/01/08

Provvisorietà del piacere

Non ci sono soluzioni definitive per ottenere il piacere, perché esso è sempre temporaneo e provvisorio e va ricercato di nuovo ogni volta, meglio se in modi diversi, perché la ripetizione annoia. Il piacere nasce dalla soddisfazione di un bisogno o desiderio. Perciò non ci può essere piacere se prima non vi è un bisogno o desiderio insoddisfatto.

A che serve il dolore?

A cosa serve il dolore? A educare. È il modo in cui la natura, ovvero lo spirito della specie, costringe i propri funzionari a fare il loro dovere (scritto nei propri geni) punendoli quando non lo fanno.

2018/01/07

Gli altri nella nostra testa

Gli altri sono sempre nella nostra testa, ci fanno compagnia, ci guidano, ci giudicano, ci lusingano, ci incoraggiano, ci minacciano, ci inibiscono, ci immobilizzano, ci fanno fuggire a seconda di cosa stiamo facendo, a cosa stiamo pensando e di quali siano i nostri desideri e le nostre intenzioni.

Non siamo mai soli, mai liberi dagli altri interiorizzati. Sono i ricordi consci e inconsci delle persone che abbiamo conosciuto nel corso delle nostre esperienze. Sono i nostri demoni. Ognuno ha un potere più o meno grande su di noi e compete con gli altri per controllarci. Essi sono spesso in conflitto tra di loro, e, per il nostro benessere, dobbiamo cercare di conciliarli, se non nella realtà esterna, almeno nella nostra mente.

Droghe endogene

L'organismo umano è in grado di produrre (e consumare) droghe (come ad esempio la dopamina) che possono avere effetti eccitanti, euforizzanti, anestetici, ansiolitici ecc. Ciò che determina la produzione di queste droghe sono particolari attività, pensieri, percezioni come suoni e immagini ecc.

2018/01/06

Vantaggi del muoversi in gruppo

Gli animali rapaci di solito non attaccano gruppi di prede ma solo animali isolati. Anche per questo gli esseri umani cercano di muoversi all'interno di gruppi e di presentarsi come membri di gruppi piuttosto che come individui soli.

2018/01/05

L'essenza della saggezza

La saggezza è la capacità di conciliare gli opposti.

2018/01/04

Cose che rendono la vita difficile

Cose che rendono la vita difficile:
  • impossibilità: cose che non è possibile ottenere in nessun caso
  • conflittualità: cose per ottenere le quali se ne perdono altre
  • minacce: rischi, pericoli e cose che qualcuno promette di farci se non facciamo quello che desidera da noi
  • violenze: cose che ci vengono fatte contro la nostra volontà da persone o cose viventi e non viventi

Dittatura e ordine

Se il popolo vuole la dittatura come metodo per avere ordine, l'avrà. Nessuno potrà impedirlo, nemmeno la costituzione più bella del mondo.

2018/01/03

Doni della natura e della sorte

Per sopravvivere e soddisfare i propri bisogni, c'è chi punta soprattutto sulla forza fisica, chi sul coraggio, chi sulla ricchezza, chi sulle amicizie, chi sull'intelligenza, chi sull'astuzia, chi sulla cultura, chi sulla bellezza, chi sull'obbedienza ecc., in funzione di ciò che la natura e la sorte gli hanno donato.

Guai ai vinti!

Popolo italiano, di cosa vi lamentate? Avete scelto voi i partiti che ci governano. Se non vi piacciono createne di nuovi. Ma non lo farete, perché la politica non è divertente e richiede impegni che non siete disposti a prendere e una cultura che non avete. Se vi limitate a votare non aspettatevi un buon governo. I diritti e il buon governo non sono doni del cielo, vanno conquistati.

2018/01/02

Il pericolo di credere nell'impossibile

Credere nei miracoli, o nella possibilità che l'impossibile si realizzi o sia già avvenuto non è solo ingenuo, ma pericoloso, perché i credenti nell'impossibile sono facilmente imbrogliabili e capaci di imbrogliare altre persone, e di fare e far fare cose inutili, assurde o contrarie ai propri interessi.

Animale immaginario

L'uomo è un animale immaginario, cioè capace di desiderare e immaginare nuove realtà, di realizzarle o di illudersi che siano realizzabili o realizzate.

Parlare del nulla

Parlare del nulla. Anche questo è un mestiere. Perché il nulla è rassicurante in una realtà spaventosa.

Promettere l'impossibile

Siamo alle solite. Politici che per farsi eleggere promettono l'impossibile e tanti idioti che abboccano.

A proposito delle feste

Le feste sono anche esami in cui si misura la conformità delle persone rispetto alle forme, norme e valori della comunità, da cui si evince il grado di appartenenza alla stessa. Per questo mi disturbano.

2018/01/01

Appartenenza: bisogno, rifiuto, conferma, trasformazione

Credo che oggi tutta la comunità scientifica sia concorde nel riconoscere che il bisogno di appartenenza, integrazione e partecipazione sociale (al quale si accompagna la paura dell'esclusione o dell'emarginazione) sia il bisogno umano più forte e importante. Su questo vorrei fare qualche riflessione.

Blog di Bruno Cancellieri