2017/10/20

Le metamorfosi della psiche

In ogni psiche ci sono parti che non possono cambiare, altre che possono cambiare, e altre ancora che cambiano inevitabilmente. I cambiamenti dipendono da diversi fattori interni ed esterni; sono sempre involontari e generalmente lenti come quelli biofisici. Tuttavia possiamo volontariamente decidere di fare qualcosa di diverso dal solito, o di cambiare ambiente, e tale cambiamento può causare, in tempi più o meno lunghi, trasformazioni nella nostra psiche, più o meno benefiche o malefiche per la nostra vita e quelle altrui.

Non basta volerlo

Non basta volerlo. E comunque la volontà è involontaria.

2017/10/19

Felicità vs. infelicità

La felicità è un'illusione, ma l'infelicità una realtà.

L'arroganza dell'autodidatta

Un autodidatta (come lo sono io) passa spesso per arrogante non solo perché il suo sapere non è certificato da un'autorità accademica pubblicamente riconosciuta, ma soprattutto perché, essendo libero di leggere e studiare quello che vuole, non essendo costretto ad imparare ciò che la scuola gli impone di imparare, può essere più critico nei confronti dello status quo culturale, e più creativo nel combinare liberamente saperi provenienti da diverse scuole e discipline. Cosa che disturba gli scolari ortodossi, abituati a restare confinati nel recinto ideologico della loro scuola di specializzazione.

Il ruolo di mediatore sociale

Io penso che sarebbe utile istituire il ruolo professionale di "mediatore sociale", inteso come figura che corrisponde, più o meno, a diversi ruoli oggi diffusi, tra i quali quelli di:

Domande su Cristo

Quanti cristiani sanno perché Cristo si è fatto massacrare? Che bisogno c'era? Chi lo ha voluto? Per far contento chi? E a cosa è servito? Cosa ha dimostrato?

Macabri simulacri

Se Cristo fosse stato impiccato invece che crocifisso, cosa ci sarebbe oggi al posto dei crocifissi nelle chiese, nelle case, nelle scuole, negli uffici pubblici, per le strade? Il modello di una forca con la figura di un morto appeso ad una corda?

2017/10/18

Perché si vive e si muore

Viviamo perché abbiamo bisogno di vivere; moriamo perché abbiamo bisogno di morire. Non siamo noi a decidere di cosa abbiamo bisogno, ma qualcosa dentro di noi.

Come impariamo

Non si impara guidando, ma seguendo. Specialmente la musica.

Il mondo come ecologia di bisogni


L'ingenuità di credere a se stessi

Prendersi sul serio e credere a ciò che si pensa è indice di ingenuità e di scarso senso dell'umorismo.

2017/10/17

Il pudore del piacere e del dolore

Mi pare che gli esseri umani, nella nostra civiltà, tendano a nascondere o a mistificare (agli altri e perfino a se stessi) i loro sentimenti, specialmente quelli fondamentali, ovvero il piacere e il dolore, esprimendoli e riconoscendoli solo nella misura e nel modo in cui sono "socialmente corretti", ovvero accettabili secondo la morale comune.

2017/10/16

Meditazione e metainterazione

Il tipo di meditazione che preferisco è la metainterazione. Essa consiste nell'immaginare di separare il mio io (ovvero la mia coscienza) dal resto della mia persona, nel portarlo fuori dal mio corpo, e nel dirigere la sua attenzione alle interazioni tra la mia persona e quelle altrui, interrogandomi sui rispettivi bisogni e le strategie per soddisfarli, le quali danno luogo alle interazioni stesse e ne determinano le forme. È difficile fare questa meditazione durante le interazioni, ma si può fare benissimo prima e dopo di esse.

Le narrazioni degli stupidi

Più uno è stupido, meno è disposto ad ammetterlo, e più inventa o adotta narrazioni che servono solo a svalutare quelli più intelligenti.

La non banalità del banale

Un libro che per me è banale, ovvio, ingenuo, inutile, semplicista, per un altro potrebbe essere rivelatore di un nuovo modo di essere e di pensare, potrebbe risolvere alcuni suoi problemi o addirittura cambiare la sua vita. Per questo anche i libri banali vanno rispettati. D'altra parte molti non sono in grado leggere libri che non siano banali.

Il piacere di essere obbediti

A volte diamo ordini solo per il piacere di essere obbediti.

Saggezza di bugiardi, ciarlatani e stupidi

Anche i bugiardi, i ciarlatani e gli stupidi, in mezzo ad affermazioni false, infondate o insignificanti, dicono cose vere, sensate e utili, altrimenti nessuno li ascolterebbe.

Io, coscienza, interazione e metainterazione

L'io è il soggetto della coscienza. La sua attenzione oscilla tra interazione e metainterazione.


2017/10/15

Differenze umane e incomprensione

L'interazione sociale civile tra due persone è possibile solo se almeno uno dei due è capace di assumere l'attitudine dell'altro, ovvero di capire il punto di vista, le motivazioni e le preferenze dell'altro.

Infatti, l'uomo è l'unico animale capace di farlo, anche se vi riesce solo in parte e spesso in modo insufficiente per interagire in modo costruttivo.

Ovviamente, capire non significa approvare o condividere. Tuttavia, per poter approvare o disapprovare è neccessario prima capire, altrimenti l'approvazione o disapprovazione sarà infondata e irrazionale.

La cosa più importante per un essere umano, dopo aver soddisfatto i suoi bisogni fisici, è avere dei buoni rapporti con gli altri. Per avere buoni rapporti con gli altri è necessario comprendere gli altri, ovvero capire i punti di vista, le motivazioni e le preferenze delle persone con cui si interagisce, ma questo è tanto più difficile quanto più uno è diverso dall'altro.

Ne consegue che la pace sociale e la cooperazione sono tanto più difficili quanto maggiori sono le differenze tra i membri di una comunità.

Tuttavia una società può progredire solo grazie alle persone che sono molto diverse dagli altri e perciò capaci di innovare.

Ecologia di bisogni, comandi e obbedienze

Il mondo è un'ecologia di bisogni, comandi (richieste, esigenze) e obbedienze (servizi, soddisfazioni).

Le parti di un sistema comunicano trasmettendo comandi (in termini di stimoli) o risposte ai comandi. Ogni stimolo è un comando che esige (ottiene, dà luogo a) una risposta.

Un comando è conseguenza dell'obbedienza ad un altro comando. Infatti, per obbedire ad un comando proveniente da qualcuno o qualcosa, può essere necessario emettere un comando verso qualcun altro o qualcos'altro. D'altra parte, uno emette un comando se è comandato a farlo da un bisogno che chiede di essere soddisfatto.

I nostri bisogni comandano e noi obbediamo. Tutto ciò che facciamo, anche il pensare a certe cose invece che ad altre, lo facciamo per soddisfare dei bisogni, che sono per lo più inconsci.

Il compito dell'io è scegliere a quali comandi (interni ed esterni, consci o inconsci) obbedire.

How We Lie to Ourselves

2017/10/14

Filosofia e pensionati

La filosofia, al di fuori degli ambienti scolastici, è roba per pensionati. Infatti, chi è costretto a lavorare non ha tempo per interessarsi di filosofia, né la libertà di applicarla, a meno che non faccia parte della sua professione.

La misura della colpa

Tutti sbagliamo ogni tanto, tutti abbiamo delle colpe. Il problema sta nella valutazione della loro gravità e delle pene richieste per la loro indulgenza. Infatti quello che per uno è un peccato mortale, per un altro è un peccato veniale.

Inoltre, siccome la valutazione di una colpa è un fatto normalmente emotivo, è difficile misurarne il peso in termini razionali


Lezioni di umanità

Qualunque espressione umana, anche quelle apparentemente più stupide o cattive, dovrebbero essere considerate lezioni di umanità, ovvero descrizioni e dimostrazioni di aspetti generali e particolari della natura umana.

Sulla via dell'evoluzione

Nell'evoluzione dalla bestia all'Uomo c'è chi vorrebbe andare avanti, chi vorrebbe fermarsi e chi vorrebbe tornare indietro.

Nascondere le proprie doti

L'idea di essere meno dotati di altri (intellettualmente e/o moralmente) è insopportabile per qualunque essere umano. Per questo, se a volte ti sembra di essere più intelligente o saggio di qualcuno, cerca di non farglielo capire. Altrimenti lo metterai a disagio, gli diventerai antipatico, e quello, per rimediare, cercherà di trovare ogni possibile difetto nel tuo carattere, comportamento o visione del mondo. E sicuramente ne troverà almeno uno piuttosto grave. Alcuni tra i più probabili: arroganza, presunzione, narcisismo, rigidità mentale, chiusura alle idee diverse dalle tue, incapacità di autocritica, incapacità di ascoltare gli altri, sicurezza eccessiva, intransigenza, durezza, tendenza a trattare gli altri come stupidi o immorali, insensibilità, freddezza, scarsità di sentimenti e di empatia, bisogno di dimostrare di essere superiore, bisogno di aver sempre ragione, superbia, eccessivo razionalismo, mania di pensare troppo, eccessivo autocontrollo e mancanza di spontaneità, eccessiva serietà, incapacità di leggerezza, mania di giudicare te stesso e gli altri, incapacità di lasciarti andare, di prendere la vita come viene e di viverla pienamente ecc.

Imparare a vivere

Per imparare a vivere non basta una vita.

Appartenenza e obbedienza

L'appartenenza ad un gruppo o comunità richiede il riconoscimento delle relative autorità (politiche, culturali, etiche, estetiche, accademiche ecc.) e l'obbedienza ad esse.

Credenza e appartenenza

Credere in una certa credenza comporta l'appartenenza alla comunità dei credenti in quella credenza e l'indulgenza per ogni comportamento precedente al momento in cui la credenza si è formata.

Stimoli e creatività

È difficile pensare creativamente senza nuovi stimoli esterni.

2017/10/13

Reazioni cognitive ed emotive

La reazione emotiva ad uno stimolo è più veloce di quella cognitiva e condiziona quest'ultima.

2017/10/12

Stimoli, percezioni, categorie, sapienza

Noi non registriamo, né ricordiamo, né riconosciamo ciò che abbiamo visto o sentito (ovvero gli stimoli ricevuti dai nostri organi sensoriali), ma i risultati delle elaborazioni (ovvero selezioni e traduzioni) di tali stimoli, ovvero istanze di categorie formali, cognitive ed emotive, e le relazioni associative, comparative e gerarchiche tra di esse.

La formazione di tali categorie in un individuo avviene attraverso le sue esperienze, e dipende dalla loro qualità, quantità e varietà, e dalla costituzione genetica degli organi coinvolti nella loro elaborazione.

Quanto più numerose e varie sono le esperienze di una persona, e quanto più sofisticati sono i suoi organi percettivi (ovvero quanto maggiore è la sua sensibilità), tanto più ricco e complesso è il corredo di categorie formali, cognitive ed emotive (e di relazioni tra loro) che tale persona può acquisire e sviluppare, ovvero il grado di intelligenza e sapienza che essa può raggiungere.

Il senso e il significato delle cose

Le cose, le parole, le idee non hanno un senso o un significato in sé; è la psiche che dà loro un senso e un significato, più o meno diverso da persona a persona.

Stimoli e reazioni

Quando leggiamo un libro, vediamo un film, visitiamo una mostra, o facciamo una passeggiata o un'escursione, sottoponiamo il nostro cervello ad una serie di stimoli suscettibili di causare reazioni cognitive ed emotive, e di modificare la nostra mappa cognitivo emotiva, ovvero il programma che determina il nostro comportamento.

Libertà relativa

La libertà è sempre relativa: libertà da qualcosa che ci costringe o libertà di fare qualcosa che desideriamo fare. La libertà assoluta non esiste. Infatti ci sono infinite cose che non possiamo fare e infinite situazioni alle quali non possiamo sfuggire.

2017/10/11

Il modo giusto di pensare e discutere

X (ovvero una qualsiasi persona, cosa, idea, fatto ecc.) ha molte definizioni, e per discuterne bisogna prima scegliere una di esse. Dopodiché si può eventualmente pensare o affermare che X, secondo una certa definizione, abbia aspetti positivi e aspetti negativi, ovvero in certi contesti, situazioni, casi, momenti, sia più o meno piacevole o utile a certe persone e più o meno spiacevole, inutile o nociva a certe alle persone.

Post subliminali

Amici (si fa per dire), vorrei scrivere qualsiasi cosa per ricordarvi (implicitamente, indirettamente, subliminalmente) che esisto, che sono intelligente, colto, ben informato, dotato di senso dell'umorismo, empatia, buoni sentimenti, a posto con la coscienza, ben integrato nella società, desiderabile e meritevole di considerazione, ma in questo momento non mi viene in mente nulla di adatto a tale scopo. Ma non preoccupatevi, entro qualche ora qualcosa troverò. Comunque grazie dell'attenzione.

2017/10/10

Amicizie mute

Facebook è un luogo strano, dove due persone possono diventare amiche senza scambiare una parola. Ma ciò avviene anche tra l'autore di un libro e i suoi lettori, tra un cantante e i suoi fan.

Pensare

Pensare: attività dell'io cosciente, consistente nell'immaginare e valutare relazioni e interazioni tra varie entità (persone, cose, idee, fatti ecc.).

Tra le entità pensate più ricorrenti vi sono la propria persona, quelle altrui, risorse economiche, religioni, divinità, spiriti, tabù, imperativi morali, costumi sociali, memi, leggi dello stato, leggi fisiche, strumenti, fatti storici o mitologici, la vita, la morte, i propri ricordi.

Le relazioni e interazioni pensate possono essere più o meno complesse e varie, e più o meno corrispondenti alla realtà, in funzione dell'intelligenza, della cultura, delle esperienze e della sensibilità del soggetto.

Avvocati di se stessi

Molto spesso, quando due persone discutono, è come se a discutere fossero i loro avvocati, il cui mestiere e scopo è solo quello di dimostrare il torto della parte avversa.

2017/10/09

Come scegliere con chi interagire

Per essere felici bisogna avere buoni rapporti con gli altri. Per avere buoni rapporti con gli altri è necessario che gli altri siano adatti a noi.

Chi sono gli altri? Potenzialmente circa otto miliardi di persone. Considerando che possiamo avere rapporti solo con un numero di persone limitato si pone il problema della selezione delle persone con cui interagire, ovvero di chi o cosa sceglie le persone con cui una persona interagisce.

Problemi sociali e natura umana

È difficile affrontare utilmente (e ancor più risolvere) i problemi sociali se tra gli interessati non c'è un minimo accordo sulla natura umana, ovvero sulla struttura e il funzionamento dell'essere umano in generale.

2017/10/07

Associazione per lo studio cooperativo della natura umana

Vorrei fondare un'associazione culturale dedicata allo studio cooperativo della natura umana con l'obiettivo di raccogliere, selezionare, discutere e strutturare in un sito web, letteratura e documenti multimediali riguardanti la natura umana, quali libri, articoli, video, riferimenti ecc.

Spirito religioso e bisogno di familiarità

Penso che che tutte le religioni e le filosofie spiritualiste abbiano in comune una visione del mondo (visibile e invisibile) che soddisfa il bisogno di familiarità, ovvero di far parte di una famiglia in senso esteso e astratto, nella quale è possibile assumere, in senso metaforico, uno o più dei ruoli archetipici di figlio, fratello, padre o madre.

2017/10/06

Spirito e amore

Ci sono parole, come "spirito" e "amore" a cui ognuno dà il significato che vuole, ovviamente a proprio vantaggio, soprattutto per giustificare e sostenere il proprio comportamento e le proprie opinioni o illusioni. Trattandosi di concetti non scientifici, essi non possono essere messi in discussione scientificamente o razionalmente, e ciò permette loro di prospettare e diffondersi, data la loro utilità e flessibilità di uso. Infatti, in nome dell'amore o dello spirito tutto può essere giustificato senza rischio di smentita, sia l'azione che l'inazione, l'impegno e il disimpegno, il comandare e l'ubbidire. Così ognuno interpreta l'amore e lo spirito come gli conviene, dal momento che non esiste una definizione chiara, verificabile, misurabile, confutabile e universalmente condivisa di tali concetti.

Psicologia dell'appartenenza

Il bisogno di appartenenza non ha solo motivi di sopravvivenza, dato che soli si muore, ma anche motivi che hanno a che vedere con la sicurezza e la tranquillità di interagire con persone non libere, ma limitate dalle regole della comunità.

La morbosa paura inconscia di aver torto

Una delle paure inconsce più diffuse nelle culture dove esiste una certa libertà di opinione è quella di aver torto. Perché sin da piccoli siamo stati programmati a credere che chi ha ragione vale e ha il diritto di comandare, mentre chi ha torto non vale e ha il dovere di obbedire.

In altre parole, per l'inconscio, una persona vale nella misura in cui ha ragione, e siccome la prospettiva di una svalutazione della propria persona è terrificante, ognuno si batte per dimostrare di aver ragione, ovvero che chi non è d'accordo con le proprie opinioni ha torto.

Per l'inconscio, aver torto significa la "morte civile", ovvero essere condannati all'emarginazione sociale o ad occupare i ranghi più bassi della gerarchia sociale, a non avere nemmeno diritto di parola, essendo questa implicitamente "sbagliata" per il fatto di aver avuto torto.

L'equazione "torto = svalutazione" è diffusissima e causa di sofferenze e disturbi mentali, dal bias cognitivo fino alla schizofrenia, dato che l'uomo è disposto (inconsciamente) perfino ad alterare la realtà pur di credere e dimostrare di non aver torto.

Sangue e numeri

Il sangue ci tiene in vita trasportando i nostri nutrimenti, le nostre emozioni e i nostri scarti. In esso navigano i nostri piaceri e dolori.

Il sangue è fatto di numeri di particelle colorate. Tali numeri non devono essere troppo grandi o troppo piccoli rispetto al "giusto", altrimenti il sangue non funziona e non riesce a tenerci in vita.

Il mondo è fatto di numeri e la vita dipende dai "giusti" rapporti tra numeri nel sangue, nella carne e soprattutto nei nervi.

2017/10/05

L'inesorabile doppio vincolo

Tutto ciò che dico può essere usato contro di me. Anche ciò che sto dicendo. Se dico qualcosa di banale qualcuno mi accuserà di dire delle banalità, se dico qualcosa a cui nessuno ha mai pensato qualcuno mi accuserà di presunzione, se dico qualcosa su cui qualcuno è in disaccordo, qualcuno mi dirà che dico cose false, se dico qualcosa su cui tutti sono d'accordo, qualcuno mi accuserà di dire cose ovvie o di non aver coraggio di uscire dai soliti schemi. Se non dico nulla, qualcuno mi accuserà di essere chiuso o taciturno, o di non avere idee. Il doppio vincolo (double bind) di G. Bateson è dappertutto e tende a fare di noi degli schizofrenici.

Perché Dio ascolta le preghiere solo di alcuni?

Come rispondere in modo (volutamente) oscuro ad una domanda chiara e semplice. Una non-risposta spacciata per risposta erudita. Ecco a cosa serve una laurea in teologia, a confondere e intimidire la gente, a non fargli capire che viene presa in giro. Obiettivo della Chiesa è fare di persone libere delle pecore che seguono un pastore misterioso e astruso.

Da Famiglia cristiana del 3-10-2017

GIAN FRANCO: Perché Dio ascolta le preghiere di alcuni risolvendo i loro problemi, mentre è sordo alle richieste di altri a volte più meritevoli?

RISPOSTA DEL TEOLOGO PINO LORIZIO: Non sempre, quando un nostro problema (di salute o lavoro) trova soluzione dobbiamo attribuire tale esito positivo a un intervento diretto di Dio, al quale pure ci siamo rivolti invocando il suo aiuto. E non sempre le disgrazie che ci accadono hanno come origine Dio, il quale non viene a esaudire i nostri desideri, ma a compiere le sue promesse (secondo un profondo pensiero di D. Bonhoeffer). E queste promesse sono sempre mantenute sia quando ci accade qualcosa di bene, sia quando siamo visitati dal dolore e dalla sofferenza. Ogni nostra invocazione, come quella del Signore Gesù prima della sua passione e morte, dovrà infatti approdare all’abbandono: «Non la mia, ma la tua volontà si compia». La preghiera, più che una lista di richieste, deve agire in noi perché diveniamo docili e disponibili a vivere secondo la volontà e il pensiero di Dio, come il suo Figlio nella sua passione e morte, ma anche nei momenti sereni della sua vita terrena.

http://www.famigliacristiana.it/articolo/perche-dio-ascolta-le-preghiere-soltanto-di-alcuni.aspx

2017/10/04

Il particolare senza il generale

Quando si afferma qualcosa, si tratta di qualcosa di particolare o di generale.

Se si tratta di una cosa particolare, allora bisognerebbe fare riferimento al contesto generale di cui quella cosa è parte, altrimenti la trattazione non avrebbe senso. Infatti non esistono cose isolate, ma ogni cosa è parte di qualcosa (ovvero un sistema) di ordine superiore, ed è in qualche relazione con le altre parti di quella cosa e/o col sistema stesso.

Se invece si tratta di qualcosa di generale, allora bisognerebbe indicare le parti che compongono quella cosa, ovvero i sottosistemi del sistema. Altrimenti quella cosa sarebbe un'incomprensibile e inutile astrazione, dato che sarebbe impossibile comprendere cosa essa comprende.

Quando si parla di cose che riguardano l'uomo, mi pare che il più delle volte si tratta di aspetti particolari senza alcun riferimento al contesto generale, ovvero a cosa sia l'uomo in generale, forse perché la natura umana in generale viene data per scontata, come qualcosa di oggettivo, mentre non lo è affatto. Non esiste, infatti, una definizione o descrizione della natura umana universalmente condivisa.

Il risultato è quello della metafora dei ciechi e dell'elefante, dove ogni cieco descrive la parte dell'animale che ha toccato ma nessuno di loro riesce a vedere l'insieme.

Questionario relazionale

Ho cercato di immaginare le domande da farsi o da fare per capire una persona X in chiave relazionale, che secondo me è l'unica chiave di comprensione sensata.
  • con chi x si relaziona?
  • chi frequenta?
  • chi evita di frequentare?
  • come seleziona le persone con cui relazionarsi?
  • che relazione ci può essere tra x e me?
  • a quali gruppi e categorie sociali appartiene?
  • cosa offre e cosa chiede agli altri?
  • in cosa si differenzia dagli altri?
  • di cosa ha bisogno?
  • da chi dipende?
  • a chi ha fatto del bene?
  • a chi ha fatto del male?
  • di chi è amico?
  • di chi è nemico?
  • di chi è amante?
  • a quale famiglia appartiene?
  • quali sono i suoi maestri di vita?
  • quali cose l'appassionano?
  • quali cose gli fanno paura?
  • quali cose lo disgustano?
  • con chi va d'accordo?
  • con chi non va d'accordo?
  • come cerca di presentarsi agli altri?

Valori relazionali

Le cose, le persone, le idee, non hanno qualità o valore in sé. Nulla è in sé giusto o sbagliato, buono o cattivo, bello o brutto, utile o inutile. Ciò che ha qualità o valore (positivo o negativo) sono le particolari relazioni, interazioni, transazioni, tra le cose, le persone, le idee.

Infatti, per esempio, una stessa persona A può interagire bene (ovvero in modo soddisfacente) con una persona B e male con una persona C. E una stessa cosa può essere utile ad una persona e nociva ad un'altra.

Quindi non bisogna mai valutare le cose, persone e idee isolatamente, separatamente, ma le possibili relazioni tra di esse.

Giocare col caso

Il caso è importantissimo. La vita è cominciata per caso e le specie viventi si sono evolute per caso. Anche la storia dell'umanità è il risultato di eventi casuali.

Le mutazioni genetiche (casuali) hanno prodotto nuove forme di vita. Quelle adattative sono sopravvissute, quelle disadattative no.

Lo stesso processo vale per i cambiamenti sociali.

Anche la creatività (intellettuale, artistica, etica, scientifica, tecnologica ecc.) è basata sul caso. Il cervello produce idee a caso, sia quando siamo svegli, sia durante il sonno. Quelle che "funzionano", ovvero hanno effetti interessanti o utili, vengono memorizzate, riutilizzate e trasmesse ad altre persone; quelle che non funzionano o producono danni, vengono abbandonate o si estinguono con la morte del proprietario.

Per avere idee nuove bisogna giocare col caso.

Agitare il cervello prima dell'uso.

Sull'ecologia della mente

Non abbiamo bisogno di certe cose, persone o idee, ma di interagire in certi modi con certi tipi di cose, persone e idee.

La vita non è fatta di cose, ma di interazioni tra idee scritte nelle cose.

Queste sono alcune idee che ho appreso dall'Ecologia della mente di Gregory Bateson.


2017/10/03

La mente secondo Gregory Bateson

Tratto dalla " Introduzione a Gregory Bateson" (a cura di Marco Deriu) edizioni Bruno Mondadori, Milano, febbraio 2000, pp. 1-104. Gregory Bateson: il pensiero del vivente e la vita di un pensiero

I. Una mente è un aggregato di parti o componenti interagenti. In altri termini le particelle subatomiche non sono menti, perché non sono complesse. Il processo mentale presuppone una differenziazione interna e un’interazione e organizzazione di parti multiple.

II. L'interazione fra le parti della mente è attivata dalla differenza. Mentre nel mondo materiale (quello che Jung chiama Pleroma) una forza o un urto possono essere causa di un evento, nel mondo delle idee (Creatura, in termini junghiani) è necessario che vi sia una relazione fra due parti oppure una relazione fra la stessa parte in due momenti diversi. Ciò che non muta è impercettibile.

III. Il processo mentale richiede un'energia collaterale. Nel mondo vivente valgono le leggi della conservazione di energia: non c’è né creazione né distruzione di energia.

IV. Il processo mentale richiede catene di determinazione circolari o più complesse. Poiché il sistema è circolare, nota infatti Bateson, in qualsiasi punto si registrino degli eventi, i loro effetti possono fare il giro completo del sistema per ripercuotersi e produrre nuovi cambiamenti nel punto di origine.

V. Nel processo mentale gli effetti della differenza devono essere considerati come "trasformate" (cioè versioni codificate) della differenza che li ha preceduti. Il processo di percezione è un atto di assegnazione di tipi logici.

VI. La descrizione e la classificazione di questi processi di trasformazione rivelano una gerarchia di tipi logici immanenti ai fenomeni (per esempio messaggi e metamessaggi, classificazione, apprendimento e deuteroapprendimento ecc.

Comprensione critica

Criticare è un diritto e un dovere, se si vuole migliorare la società. Tuttavia prima di criticare bisogna comprendere, perché non ha senso criticare ciò che non si comprende. La "comprensione critica" è l'atteggiamento ideale.

2017/10/02

La vita come sistema

Penso alla vita come sistema di parti interne ed esterne all'individuo, che interagiscono, tutte necessarie, e quando qualcuna delle interazioni non funziona, tutto il sistema non funziona e si ammala. È la filosofia di Gregory Bateson, l'ecologia della mente.

Sulla capacità di ragionare

Tutti ragionano, ma in modi diversi, e ognuno ha ragione dal suo punto di vista, anche una scimmia. Il problema è che quasi tutti pensano che il proprio punto di vista sia quello giusto, e che sia sufficientemente ampio, più ampio di quello altrui. La verità è che ogni punto di vista è insufficiente, anche quello dei grandi filosofi e studiosi e, a maggior "ragione", anche il mio.

Sulla forza di volontà

Cercare di impiegare la forza di volontà è come cercare di sollevarsi tirandosi su con i lacci delle scarpe. [Da un volantino di Anonimous Alcoholics]

2017/10/01

Il problema sono gli altri

Il problema fondamentale sono sempre gli altri, ovvero come interagire con gli altri senza perderci nel bilancio tra il dare e l'avere, ovvero tra ciò che ci si guadagna e il "prezzo" da pagare.

2017/09/30

Etica dell'obbedienza vs. etica della libertà

Mi pare che in fatto di etica esistano due tendenze opposte che io chiamo etica dell'obbedienza ed etica della libertà.

L'etica dell'obbedienza consiste nel comportarsi in modo da obbedire a dei principi stabiliti da altri (come un capo, una religione o i propri sentimenti o passioni). L'etica della libertà consiste invece nel determinare il proprio comportamento in base ad un ragionamento libero da condizionamenti sociali o emotivi.

L'etica dell'obbedienza è deresponsabilizzante nel senso che assegna all'oggetto dell'obbedienza (l'autorità politica, religiosa, culturale o ai propri sentimenti) la responsabilità del comportamento, e considera immorale solo la disobbedienza, la ribellione o il tradimento.

L'etica della libertà è invece responsabilizzante in quanto il soggetto non può attribuire ad altri che alla propria libera coscienza e volontà la responsabilità delle proprie scelte.

Credere a cose false

E' possibile che miliardi di persone credano a cose false? Sì, è normale.

Sulle religioni e le filosofie spiritualiste

Io credo che tutte le religioni (organizzate e fai-da-te) e le filosofie spiritualiste di ogni epoca hanno in comune alcune delle seguenti caratteristiche.
  • una narrazione della creazione del mondo in cui da un tutto indifferenziato o caos si creano delle separazioni e un certo ordine, con certe entità e certi ruoli e scopi fondamentali, da cui si origina tutta la realtà
  • testi "sacri" in cui vengono definiti i principi della "fede" e le regole di comportamento
  • un'etica semplificata per distinguere il bene dal male
  • un'etica fondata sull'obbedienza anziché sulla libera scelta
  • una "scienza" dei collegamenti tra cause ed effetti
  • la negazione del caso e della mancanza di senso

2017/09/29

La programmazione di un essere umano

L'uomo è un animale programmabile da altri uomini dopo la nascita. Esso riesce a cambiare volontariamente i suoi programmi in una misura che dipende dal tipo di programmazione subita, ovvero se tale possibilità è inclusa nel programma stesso.

L'Uomo in sintesi

L'uomo è un animale programmabile. E' programmabile da altri uomini dopo la nascita. Riesce a cambiare volontariamente i suoi programmi in una misura che dipende dal tipo di programmazione subita, ovvero se tale possibilità è inclusa nel programma stesso.

2017/09/28

Cosa dicono i libri

La maggior parte degli autori non dice nulla di nuovo, ma raccoglie, riassume o ripete con parole nuove cose dette da altri, dando arbitrariamente più importanza a certi aspetti e meno ad altri. Gli autori rivoluzionari sono pochissimi, poco conosciuti, poco capiti e poco amati dalle masse.

Risposte senza domande

Ogni affermazione dovrebbe essere considerata la risposta ad una domanda, e invece troviamo tante risposte senza domande. Sarebbe interessante in un articolo o un libro sostituire tutte le affermazioni con le domande corrispondenti.

Sugli insuccessi delle buone teorie

Il problema è che non basta una buona teoria per cambiare il mondo perché, tra i bisogni umani, quello di conoscere la verità è uno dei meno diffusi e dei più deboli. Quindi non dobbiamo limitarci alla ricerca della verità, ma dobbiamo ancor più cercare di capire i meccanismi della mente umana che ostacolano la comprensione e la diffusione della verità, per combatterli con le strategie appropriate. L'obiezione che la verità non esiste e che ognuno ha la sua verità e ogni verità vale come ogni altra è uno di questi meccanismi.

La grande opera (The Great Work) - Lettera a Gregory Bateson da suo padre

Da un recente articolo di Nora Bateson (figlia di Gregory Bateson)

In una lettera scritta da mio nonno William Bateson, a mio padre Gregory ho trovato questo passaggio. E’ stato scritto nel 1922, nel tentativo di consolare Gregory, diciottenne, dopo la morte di suo fratello Martin, che si era suicidato. In queste poche righe di consiglio paterno vedo la mappa dello straordinario impegno che diverse generazioni di Batesons hanno avuto verso lo studio del mondo vivente.

2017/09/26

Da cosa dipende la nostra felicità

La nostra felicità o infelicità dipende dalla qualità dei nostri rapporti con gli altri e più precisamente dai fattori seguenti:
  • con quali persone interagiamo
  • con quali persone non interagiamo
  • come interagiamo

Domande sulla partecipazione

A quali interazioni (giochi, cerimonie, eventi, attività sociali) vorrei partecipare? Con quali altri partecipanti? In quali ruoli? Con quali risorse? Come e cosa posso contribuire alla cooperazione?

Il piacere di partecipare

Io suppongo che esista un fondamentale bisogno umano di partecipare alla vita sociale, ovvero di interagire con altre persone, bisogno la cui soddisfazione è causa di piacere, come avviene per qualsiasi altro bisogno.

Quando vediamo una persona sorridere, o esprimere in qualsiasi modo gioia o contentezza, molto probabilmente la causa del suo stato d'animo è proprio il fatto che quella persona sta facendo o ha appena fatto o sta per fare qualcosa che gli ha permesso, gli permette o gli permetterà di partecipare alla vita sociale, come, per esempio, aver acquisito risorse o informazioni favorevoli alla partecipazione sociale, o aver allontanato il rischio dell'esclusione sociale.

Una cosa è buona o bella nella misura in cui aiuta a partecipare ad attività sociali.

2017/09/25

Perché scegliamo ciò che scegliamo e facciamo ciò che facciamo? Il bisogno di partecipazione

Perché scegliamo ciò che scegliamo e facciamo ciò che facciamo? Credo che questa sia la domanda fondamentale a cui la psicologia cerca di rispondere. O, meglio, credo che il compito principale della psicologia sia di rispondere a tale domanda.

Interazioni simboliche

Come ci insegna George H. Mead in "Mente, sé e società", la nostra mente si forma attraverso interazioni simboliche con altri umani, e il nostro comportamento sociale consiste a sua volta in interazioni, anch'esse simboliche, guidate dalla mente stessa. Queste interazioni sono qualificate come simboliche perché, a differenza di quanto avviene per gli altri animali, consistono soprattutto nella trasmissione bidirezionale di gesti o simboli, il cui significato è determinato dai contenuti della mente degli interattori, appresi attraverso precedenti esperienze interattive e codificati nel sistema nervoso centrale.

Cécile McLorin Salvant - Le Front Caché Sur Tes Genoux

Chi vuole cambiare?

Nessuno vuole cambiare se stesso. I cambiamenti che tutti vorrebbero riguardano le cose da possedere o dominare, o la mentalità altrui.

L'animale più pericoloso

L'uomo è l'animale più pericoloso. Per l'ambiente, per gli altri e per se stesso.

2017/09/24

Le carte da giocare

L'importante è giocare la migliore partita possibile con le carte che la natura e il caso ci hanno dato e ci danno tutti i giorni.

2017/09/23

La colpa di Aristotele

Logica aristotelica: "Se questo è vero, il contrario è falso; non ci sono altre possibilità".

Logica non-aristotelica: "Questo è vero in certi casi, in altri casi è vero il contrario; nulla è vero o falso in assoluto".

(Il corsivo è una mia sintesi, basata sul pensiero di Alfred Korzybski).

Qual'è la vostra logica preferita? Qual'è la logica che usate normalmente, inconsapevolmente?

Per quanto mi riguarda, preferisco la prima ma seguo spesso la seconda. Quanti danni ha fatto Aristotele con la sua logica!

Impotenza dello Stato e complicità dei cittadini

Un paese dove la giustizia non funziona e la corruzione dilaga, non può difendersi dall'immigrazione criminale. Inutile indignarsi e lamentarsi se prima non imponiamo ai partiti che eleggiamo di riformare il sistema della giustizia e di lottare con maggiore impegno e severità contro l'illegalità di tutti i tipi, tra cui quella civile e fiscale. Non ho mai visto una manifestazione pubblica contro l'evasione fiscale e l'abusivismo edilizio, forse perché la maggior parte della gente è colpevole o complice di reati fiscali e/o edilizi.

Cambiamento e competizione

Normalmente, chi sta bene non vuole cambiare, mentre chi sta male non è capace di cambiare o non ha i mezzi per farlo.

Ciò nonostante, la società cambia, seppur lentamente, ma ciò avviene soprattutto per effetto della competizione, che causa sconvolgimenti politici e progresso tecnologico e scientifico.

2017/09/22

Bisogni e libertà

Se per bisogno intendiamo una forza in una certa direzione, applicata ad un certo soggetto, ovvero insita in esso, allora per libertà di un soggetto possiamo intendere la possibilità che esso ha di assecondare o seguire le forze che lo spingono, ovvero motivano; in altre parole la possibilità di realizzare i suoi scopi ovvero di soddisfare i suoi bisogni.

Bisogno, rischi e strategie di partecipazione

L'uomo ha un fondamentale e profondo bisogno di partecipare alla vita sociale di una o più comunità, ma ogni partecipazione comporta dei rischi a causa della competizione e della distruttività umana; perciò l'uomo ha bisogno di elaborare strategie di partecipazione che gli consentano di partecipare ottenendo i massimi vantaggi e i minimi svantaggi. La psicologia dovrebbe servire ad analizzare come le strategie di partecipazione si formano e come e in quale misura si possono migliorare, ovvero renderle più adatte alla soddisfazione dei bisogni innati propri e altrui.

Libertà e partecipazione

Libertà = partecipazione volontaria (nel suo inizio, nella sua continuazione, nella sua cessazione).

Teorie generali e particolari

Una teoria particolare dovrebbe essere parte di una teoria generale, ma oggi gli intellettuali ci propongono tante teorie particolari che vorrebbero spiegare una serie di fenomeni umani e sociali particolari, senza preoccuparsi di definire una teoria che spieghi l'Uomo in generale. Questo resta così per molti un mistero della cui rivelazione e sintesi le religioni si occupano ben volentieri.

Un popolo di pecore

Siamo un popolo di pecore in attesa del pastore della Provvidenza, senza il quale non sappiamo far funzionare nemmeno un condominio, ma siamo bravi a indignarci contro "gli altri", e quando parliamo di politica e di crisi morale abbiamo in tasca semplici soluzioni per ogni problema.

2017/09/21

Strategie di partecipazione

Perché la gente fa quello che fa? Che senso ha ciò che fa? Perché sorride quando sorride ed è triste quando è triste?

La mia risposta è che, nella maggior parte dei casi, la gente cerca di fare cose che affermino o confermino la propria rispettabile appartenenza ad una certa comunità, gruppo o categoria sociale, perché ciò risponde ad un bisogno fondamentale radicato nella psiche di ogni essere umano, che si può chiamare "bisogno di appartenenza e integrazione sociale", o "bisogno di partecipazione".

Conversazione / concerto

Una conversazione è come un concerto, in cui ad ogni frase di uno risponde la frase di un altro in modo armonioso, ovvero pertinente rispetto al tema della conversazione stessa.

In altre parole, i partecipanti alla conversazione consumano un rito sociale in cui ognuno contribuisce allo sviluppo del tema. In altre parole, il rispetto del tema è la regola del gioco. Questo presuppone una preparazione sul tema stesso, senza la quale la partecipazione è impossibile.

Un concerto musicale è come una conversazione, ovvero un rito sociale in cui ogni musicista partecipante contribuisce col suo strumento allo sviluppo di un tema musicale.

In somma, sia la conversazione che il concerto sono riti di partecipazione sociale.

2017/09/20

Conoscersi

Siamo tutti pazzi, ma in modi diversi. Conoscere una persona significa capire il suo particolare tipo di pazzia. Questo vale anche per la conoscenza di se stessi.

Il senso della socialità

Essere un animale sociale non significa essere necessariamente altruista o cooperativo verso tutti gli altri, perché i paradigmi di interazione sociale di una comunità possono includere comportamenti molto competitivi, egoistici, crudeli e spietati verso le classi e gli individui più deboli e disprezzati.

Infatti, il bisogno di appartenenza, che è il bisogno umano più potente, non basta, da solo, a garantire che una società o comunità sia giusta e mentalmente sana.

La giustizia e la salute mentale di una comunità richiede una diffusa, comune e realistica conoscenza della natura umana e la capacità di metainterazione, ovvero di negoziare esplicitamente le regole delle interazioni umane.

Sulla sospensione (temporanea) del giudizio

Per capire un fenomeno sociale ovvero il comportamento di un individuo o di un gruppo, è indispensabile sospendere qualunque giudizio etico o estetico, perché esso potrebbe nuocere all'oggettività e imparzialità dell'osservazione. Tuttavia, dopo la comprensione, grazie alla comprensione e in funzione di essa, è giusto e opportuno esercitare il giudizio etico ed estetico appropriato nei confronti di quanto compreso, perché lo scopo dell'osservazione e della comprensione è proprio il giudizio positivo o negativo. Perché il giudizio serve ad orientare il nostro comportamento.

Essenza della libertà

Libertà: capacità di reagire in modo imprevisto.

Inter-reazioni

Non esistono azioni ma solo reazioni. Di conseguenza, ciò che chiamiamo interazioni dovrebbero essere chiamate inter-reazioni.

Conformismo estetico

Esiste un conformismo estetico che spinge inconsciamente la gente a celebrare e apprezzare forme d'arte e artisti ritenuti eccellenti dalle autorità estetiche e/o dalla maggioranza della gente stessa. Anche questo è un modo per diminuire il rischio di isolamento ed emarginazione sociale.

Il piacere reale che si prova ascoltando la musica di un artista apprezzato dalla propria comunità potrebbe essere causato dalla sensazione di essere socialmente integrati più che dalla bellezza di quanto si ascolta. Impossibile stabilire con certezza il peso relativo delle due componenti.

2017/09/19

Il bilancio di una vita

Alla fine della vita il bilancio consisterà in cosa cosa ho dato agli altri, cosa ho avuto da loro e cosa abbiamo fatto insieme.

Ragione e sentimento

Ragione e sentimento dovrebbero avere entrambi diritto di parola e rispettarsi a vicenda, e invece succede spesso che la ragione cerchi di soffocare il sentimento per evitare che disturbi le sue teorie, e che il sentimento cerchi di bendare e manipolare la ragione per giustificare le sue pulsioni.

2017/09/18

Versatilità mentale

Come l'attore versatile che è in grado di interpretare efficacemente qualsiasi personaggio, come le persone multilingue che sono in grado di esprimersi perfettamente in diverse lingue, sarebbe molto utile saper interagire con persone di diverse provenienze sociali che usano paradigmi di comunicazione e interazione diversi.

La nuova società e la metainterazione

Io credo che sia possibile costruire una società più sana (mentalmente) e giusta di quella attuale, a condizione che i suoi membri siano capaci di fare metainterazione, ovvero di conoscere i meccanismi psicologici che regolano le loro interazioni e di negoziare esplicitamente i modi e le regole con cui interagire al fine da ottenere la migliore soddisfazione dei bisogni di tutti.

Paradigmi di interazione

Il paradigma di interazione è un costrutto mentale molto complesso nel quale sono definiti, mediante simboli di vario tipo, tutti i possibili modi in cui un individuo può o deve interagire con gli altri, in termini di forme, norme, valori (etici ed estetici), cognizioni, miti, credenze, pregiudizi, istituzioni, leggi, ambiti e regole di competizione e cooperazione, giochi, diritti, doveri, obblighi, divieti, linguaggi, gesti, simboli, tipi, classi e categorie di persone, discriminazioni sociali, occasioni, rituali, celebrazioni, ruoli ecc.

2017/09/17

Chi interagisce?

Quando due persone interagiscono, a interagire non sono le loro coscienze, ma i loro inconsci.

Sulla timidezza

La timidezza consiste in una imbarazzante indecisione circa il ruolo da assumere in certe situazioni con certe persone più o meno conosciute, accompagnata dalla paura di non essere all'altezza del possibile ruolo o che gli altri non siano disposti ad accettarlo, decretando l'incapacità sociale del soggetto.

Confusione sull'amore

Ognuno definisce l'amore come gli pare per cui è inutile discuterne. Amore è una parola che andrebbe vietata per la confusione che genera, ma io stesso mi dimentico spesso di non usarla.

Il valore comparato dei libri

In una biblioteca tutti i libri hanno la stessa dignità in quanto libri, ma i loro contenuti, in quanto strumenti per capire la realtà e la natura umana, hanno un valore alquanto diverso tra loro.

In tal senso, su ogni mille di libri ce n'è forse uno che da solo vale più di tutti gli altri messi insieme, senza contare che molti libri, anche di grande successo, come la Bibbia e altri di contenuto religioso, sono pieni di falsità più o meno pericolose.

Il problema è che non vi sono classifiche universalmente riconosciute sul valore relativo dei libri a nostra disposizione per cui ognuno di noi deve faticosamente orientarsi tra l'immensa offerta disponibile cercando di individuare i libri di maggior valore.

Occasioni sociali

L'uomo ha bisogno di interagire con altri, ma non può farlo liberamente, essendo psicologicamente condizionato dall'Altro generalizzato (termine usato da George Herbert Mead per indicare l'insieme dei possibili ruoli sociali conosciuti da un individuo attraverso le sue passate interazioni con gli altri)

Paura della verità

La verità spaventa chi è stato ingannato sin dalla nascita e da allora propaga gli inganni su cui si è formato.

Interazionismo simbolico

Secondo la teoria psicologica, sociologica e filosofica di George Herbert Mead nota come "Interazionismo simbolico", la mente si struttura e riempie di contenuti attraverso le interazioni sociali simboliche (rese possibili dal linguaggio) che permettono lo sviluppo e l'evoluzione di tre agenti mentali che insieme formano ciò che Mead chiama il sé (self):

2017/09/16

Il piacere della festa

Il piacere di partecipare ad una festa è causato soprattutto dalla conferma della propria appartenenza ad un gruppo o comunità, ovvero del fatto che si è accettati come suoi membri. Senza periodiche conferme di questo tipo si vivrebbe nell'angoscia del rischio di isolamento sociale. La festa permette inoltre di interagire con altre persone in modi che sarebbero sconvenienti o sospetti al di fuori della festa stessa. Per esempio, alla festa si può ballare insieme con un'altra persona, fuori della festa, "non si fa".

Le ragioni del conformismo

Per far parte di una comunità è obbligatorio rispettarne gli usi e costumi, ovvero le forme, norme, valori e ruoli che caratterizzano il suo paradigma comportamentale.

Ci sono vari tipi di comunità con paradigmi più o meno poveri e rigidi, grossolani e sofisticati, gentili e violenti. In ogni caso vale la regola sopra esposta.

Siccome l'Uomo non può fare a meno di appartenere ad una o più comunità, la questione non è se essere più o meno conformisti (essendo la conformità indispensabile), ma la scelta delle comunità a cui appartenere e dei ruoli da giocare in esse.

Schiavi di paradigmi culturali

Siamo tutti schiavi di paradigmi culturali che definiscono le possibili forme (logiche, etiche ed estetiche) dei nostri pensieri e comportamenti, nel senso che nel pensare e nel fare non siamo capaci di usare forme che non siano previste nei paradigmi applicabili, o abbiamo consciamente o inconsciamente paura di farlo.

I paradigmi culturali non sono immutabili ma cambiano molto lentamente, quasi impercettibilmente e solo in circostanze favorevoli, come le rivoluzioni religiose, politiche, economiche e tecnologiche.

Le tradizioni popolari sono un esempio di paradigmi culturali in quanto definiscono le forme che i membri di una comunità debbono celebrare, ovvero ripetere, rappresentare, presenziare, non solo per poter confermare la loro appartenenza alla comunità, ma anche per interagire con gli altri membri di essa, nel senso che che non sono permesse interazioni libere e immediate, ma solo mediate, ovvero regolate, dalle forme, norme, valori e ruoli caratteristici della comunità in quanto costitutivi del suo paradigma culturale. Tali forme includono costumi, feste, cibi, performance, giochi, gare, arredi, addobbi, cerimonie, maniere, etichette, gusti, dialetti, titoli onorifici ecc.

Lo spirito della folla

Lo spirito di una folla è costituito da ciò che è comune a tutte le persone che la compongono, ovvero gli strati più semplici e stupidi, i meno evoluti, delle loro menti. In una folla non c'è spazio per idee originali, riflessioni, differenze di opinione o direzioni diverse dalla quella in cui la maggioranza è orientata. La folla è bestiale, e reagisce con ferocia verso chi cerca di frenarla. Sa ciò che vuole è non è disponibile a discutere i suoi obiettivi. Con la forza della sua numerosità la folla esalta e irretisce i suoi membri, che si sentono forti grazie ad essa. La folla è folle.

Fonti di piacere

È un piacere mangiare quando si ha fame, riposarsi quando si è stanchi, liberarsi quando si è costretti, fare sesso quando non si è fatto per un certo tempo, trovare un lavoro quando si è disoccupati, trovare un compratore quando si vuole vendere qualcosa, vincere un avversario quando si è attaccati, guadagnare quando il denaro scarseggia, trovare compagnia quando ci si sente soli, essere apprezzati quando non abbiamo sufficiente autostima, essere invitati ad un incontro quando temiamo di essere esclusi da un gruppo, essere assolti o perdonati quando abbiamo sensi di colpa ecc.

Coloro a cui non manca nulla difficilmente provano piacere.

Testo e contesto

Un testo senza un contesto è insignificante.

Il senso della vita

Vivere significa avere bisogni reali* e capacità (conoscenza), possibilità (mezzi), libertà (diritto), speranza (previsione), volontà (motivazione) e piacere (godimento) di soddisfarli in modo ricorrente ovvero non una volta per tutte, ma periodicamente, in misura sufficiente e non eccessiva.

La vita di una persona è tanto più grande, ricca e gradevole, ovvero felice, quanto più sussistono le condizioni sopra elencate.

*Bisogni reali sono quelli che contribuiscono alla conservazione della specie.

2017/09/15

Yuval Noah Harari

Trovo Yuval Harari molto bravo e sono contento che abbia successo. Da condividere il più possibile, per il bene dell'umanità.



La finestra sul mondo

Ogni giorno mi affaccio per qualche minuto alla finestra del mondo (Facebook) per vedere a che punto siamo con la salute mentale della gente. Purtroppo, da quando esiste Facebook, non vedo segni di miglioramento, tranne eccezioni troppo rare per contare qualcosa. Ma la speranza è dura a morire.

E se il malato fossi io? Impossibile dimostrare il contrario, ma sicuramente qualcuno, io e/o gli altri, non sta bene.

Chi dovrebbe fare cosa?

Non mancano gli intellettuali e i non specialisti che analizzano i problemi sociali e ne descrivono, in termini astratti, le cause e i rimedi in modi più o meno intelligenti. Mi pare invece che manchi nella nostra società l'impegno e la capacità di concretizzare i buoni propositi, cioè di metterli in pratica. Mi pare infatti che, dopo l'indignazione e/o l'indicazione della strada da percorrere per risolvere i problemi sociali, ci si sentiamo a posto con la coscienza civile e passiamo ad analizzare altri problemi.

Siamo tutti servi-padroni

L'uomo ha una doppia natura: quella del servo e quella del padrone o, detto in termini meno duri, quella del fornitore e quella del cliente.

Infatti ognuno ha bisogno degli altri ma per poterli usare deve servirli in qualche modo. La società è basata sul servizio reciproco, senza il quale essa si disintegra o diventa violenta.

2017/09/14

La giusta distanza

Gli esseri umani dovrebbero stare ad una giusta distanza l'uno dall'altro. Non troppo lontani, altrimenti si disperdono, non troppo vicini, altrimenti si ostacolano.

Metodo di lettura

Il miglior modo di leggere un libro è quello di cominciare dall'ultimo capitolo. Se lo troviamo interessante, allora leggeremo il libro dall'inizio, altrimenti lo buttiamo via. In tal modo leggeremo solo cose interessanti e non perderemo tempo nella lettura di cose sconclusionate o che si concludono banalmente, genericamente, stupidamente o erroneamente.

2017/09/13

Conciliazione di motivazioni e ruoli

Le mie motivazioni e i miei ruoli, come si rapportano e conciliano tra loro e con quelle altrui?

Credo che questa domanda sia fondamentale per tutte le scienze umane perché sintetizza tutti i problemi psicologi e sociali di ogni essere umano, al di fuori di quelli che riguardano la sola sua salute fisica. Più precisamente, credo che i problemi umani possano essere ridotti alla difficoltà di conoscere le vere motivazioni del comportamento proprio e altrui, e alla variabile e instabile compatibilità, sinergia e conflittualità interna ed esterna delle motivazioni individuali.

Servitori di motivazioni

I bisogni sono il principio della vita, del piacere e del dolore.

Le motivazioni sono strategie programmate in un sistema nervoso per soddisfare i bisogni del corpo che lo ospita.

Ogni sistema nervoso è servitore di un certo numero di motivazioni proprie e altrui.

Società e motivazioni

Affinché la società cambi è necessario che cambi la mentalità della gente.
Affinché la mentalità di una persona cambi, è necessario che cambino le sue motivazioni.
Affinché le proprie motivazioni cambino, è necessario essere motivati a cambiare le proprie motivazioni.

2017/09/12

Libertà e motivazione

Senza una motivazione da realizzare, la libertà non serve a nulla. La libertà, in senso umano, consiste nel diritto e nella possibilità pratica di soddisfare le proprie motivazioni, ovvero i propri bisogni.

Non esiste felicità o piacere in assenza di bisogni da soddisfare, perché il piacere coincide con la soddisfazione di uno o più bisogni.

Chi non ha motivazioni è dunque condannato alla noia, all'assenza di piacere e ad una vita insensata. Il bisogno è ciò che dà senso alla vita, è il motore della vita, e la libertà andrebbe usata solo per la soddisfazione dei bisogni.

La libertà dal bisogno è una trappola che rende infelici. La libertà fine a se stessa è velenosa e distruttiva.

Il Papa e le religioni "fai-da-te"

Un messaggio estremamente importante contro la religione "fai-da-te", dato che la maggior parte dei credenti sono credenti "fai-da-te" ovvero non seguono (per fortuna!) in modo ortodosso le prescrizioni di alcuna chiesa organizzata. Che nessuno si faccia illusioni su una possibile democratizzazione della Chiesa Cattolica, che resta politicamente e ideologicamente una dittatura dogmatica basata su principi definiti migliaia di anni fa da figure leggendarie.

Fare tabula rasa della propria mappa cognitivo-emotiva

Non dovremmo mai smettere di meravigliarci del fatto che ogni parola, ogni concetto, ogni immagine, insomma, ogni "oggetto mentale" che passa per la nostra coscienza, ovvero sul quale la nostra attenzione si sofferma, è programmato per dar luogo a certe reazioni cognitive e/o emotive ovvero è collegato logicamente a certi altri oggetti mentali e a certe valutazioni e colorazioni affettive. Si tratta di quelle che Alfred Korzybski chiama "reazioni semantiche".

Ciò che io chiamo "mappa cognitivo-emotiva" è l'insieme di tali reazioni, ovvero associazioni o relazioni le quali sono automatiche, ovvero predefinite, programmate, anche se in modo parzialmente modificabile nel tempo a fronte di nuove esperienze.

Dovremmo riflettere sulla qualità di tali associazioni, ovvero chiederci quanto esse siano utili o dannose alla soddisfazione dei nostri bisogni, e se siano migliorabili in qualche modo, dato che sono soggettive e variabili da persona a persona.

Per cominciare potremmo fare un esercizio mentale in cui, mentre pensiamo o osserviamo qualcosa, o ascoltiamo un discorso, immaginiamo che a fronte di ogni oggetto mentale su cui si posa la nostra attenzione, non vi sia in noi ancora alcuna reazione semantica e che abbiamo la capacità di definirne una o più.

Più in generale, immaginiamo di fare tabula rasa della nostra mappa cognitivo-emotiva e di costruirne una nuova razionalmente, man mano che percepiamo oggetti mentali.

Tra determinismo e libero arbitrio

In ogni momento devo scegliere se credere nel determinismo o nel libero arbitrio, o in entrambi, simultaneamente o alternativamente.

Perché mi succede ciò che mi succede? L'ho voluto "io" o qualcos'altro?

Ed adesso cosa voglio? Ma, prima di tutto, sono capace di volere? E quali sono le mie opzioni? Cosa posso realisticamente fare e perché?

Le mie decisioni dipendono da ciò in cui credo, ma chi decide ciò in cui credo?

Forse posso scegliere se assecondare o resistere al flusso della vita, se dire "sì", "no" o "aspetta!" a ciò che il mondo, la vita e la mia mente mi propongono.

Forse posso scegliere se conservare o cambiare qualcosa. Conservare è molto più facile che cambiare perché si sa cosa si conserva, mentre non si sa cosa cosa porterà il cambiamento e si possono fare grossi errori di previsione e valutazione.

In ogni momento devo scegliere se credere nel determinismo o nel libero arbitrio, o in entrambi, simultaneamente o alternativamente.

In ogni momento scelgo l'ipotesi che mi fa star meglio.

Composizioni di forze

La realtà, la natura, la vita, sono il risultato di una composizione di forze. Due forze di eguale intensità e opposte, convergenti o divergenti, si frenano mutualmente; due forze di intensità disuguale, opposte e non frenate causano il cedimento di un vettore a favore dell'altro e il conseguente movimento; due forze convergenti non opposte e non frenate danno luogo ad una forza composita e a un movimento comune; due forze divergenti non opposte e non frenate danno luogo alla separazione dei rispettivi vettori e a movimenti separati. La forza più intensa prevale su quella meno intensa, ma solo quando si oppongono. Quando sono coerenti, ovvero orientate nella stessa direzione e lo stesso verso, esse si sommano dando luogo ad una forza maggiore.

Inevitabile cambiamento

il nuovo che oggi produciamo, un giorno sarà vecchio, morirà e verrà sostituito da qualcosa di più nuovo. È così che funziona la vita, che è una lotta tra le forze della conservazione e quelle del cambiamento, che prima o poi vinceranno.

In ogni momento dobbiamo scegliere se schierarci a favore della conservazione o del cambiamento, ma non dobbiamo scegliere una volta per tutte, possiamo cambiare la nostra scelta in qualsiasi momento, anche più volte al giorno.

Boicottaggio delle verità dolorose

Quando una verità fa male, l'inconscio cerca di negarla, ovvero di boicottarne la visione e la comprensione, e guida i nostri pensieri verso strade sicure, dove non vi sono tracce di essa.

2017/09/11

I nostri limiti

Essere liberi di fare qualcosa non significa essere capaci di farla o avere la possibilità di farla.

Siamo infatti limitati da diversi fattori, come i seguenti.

2017/09/10

Servire più padroni

Visto che non abbiamo un solo padrone (interno o esterno), l'arte di vivere consiste nel servire più padroni senza scontentare nessuno di essi.

Siamo perduti?

Siamo perduti se oggi nemmeno i filosofi hanno consigli da darci, se non prendere atto (ognuno per conto suo) del declino della civiltà e delle catastrofi sociali e ambientali imminenti, anche perché da soli non si può cambiare il mondo. E' relativamente facile ribellarsi (uniti o separati) contro qualcosa di malefico (fase distruttiva), ma non basta, bisognerebbe anche impegnarsi (uniti) a favore di qualcosa di benefico (fase costruttiva). Ma cosa sia questo qualcosa di benefico nessun intellettuale di oggi ce lo dice, forse a causa della debolezza del pensiero debole?

Attitudini sociali

Per quanto riguarda la determinazione di con chi, in quali ruoli e con quali regole interagire, una persona può avere diverse attitudini, che ho raggruppato nei tipi seguenti elencati in ordine di frequenza, il primo essendo il più comune, l'ultimo il più raro.

1) Subire, seguire, eseguire, obbedire, adattarsi, conformarsi, rassegnarsi, arrendersi, affiliarsi, accettare le regole altrui (di singoli o della comunità).

2) Scegliere, selezionare, discriminare, distinguere, emigrare, deviare, ribellarsi, rifiutare, abbandonare, ignorare, cambiare, cercare il meglio disponibile.

3) Imporre, guidare, dominare, comandare, costringere, istruire, forzare, nominare, ordinare, ingiungere, esigere, attribuire, affermare, asserire, imporre agli altri le proprie volontà, gusti, idee, opinioni, vedute, preferenze, regole.

4) Inventare, trasformare, riformare, congegnare, progettare, costruire, creare nuove forme, paradigmi, etiche, estetiche, regole, giochi, modalità, mode, modelli, metodi e ruoli per interagire.

Tali attitudini non sono mutuamente esclusive. Ogni persona può esercitarle tutte con frequenze e pesi diversi, ovvero con inclinazioni e tendenze particolari verso alcune di esse.

2017/09/09

Ancora sui migranti dopo l'accordo con la Libia

Noi vorremmo prendere una posizione "morale", indignarci verso i cattivi e i senza cuore, ma non possiamo considerarci innocenti. Siamo cattivi per procura, come quelli che non farebbero male ad una mosca ma mangiano animali uccisi da persone senza cuore. Infatti non siamo disposti a fare altri debiti (come stato) o a pagare più tasse (come cittadini) per aiutare e ospitare quei disperati così diversi da noi, e non vorremmo vederli intorno alle nostre case. L'empatia è inversamente proporzionale alla distanza e siamo favorevoli a qualsiasi soluzione che tenga quei miserabili lontani dai nostri occhi.

Climate Change: What Do Scientists Say?

Chi sono? Per quanto tempo?

Ogni cosa che apprendo mi trasforma, mi permette di capire cose che prima non potevo capire, fare cose che prima non ero capace di fare, perché io "sono" ciò che apprendo. Non sono lo stesso che per un attimo, l'attimo dopo sono già un altro. Questa incostanza è spaventosa ed eccitante.

Io sono ciò che apprendo, e ciò che apprendo dipende da ciò che sono.

2017/09/08

La soluzione dei problemi italiani

La soluzione ai problemi politici, economici e sociali degli italiani ci sarebbe, ma richiede decenni, forse generazioni, per un cambio di mentalità, ovvero una crescita nel cammino dalla bestia all'Uomo. Dobbiamo aver pazienza. Le rivoluzioni peggiorano la situazione se non sono sorrette da un cambio di mentalità e noi italiani siamo sempre gli stessi somari, con una mentalità da servi. Cambia solo l'Uomo della Provvidenza di turno.

2017/09/07

How to Deal With A Crisis of Meaning (The School of Life)

Sistemi di sistemi

La natura è un sistema di sistemi. Ogni sistema è composto di parti che interagiscono, ovvero comunicano, ovvero scambiano informazioni, energie o sostanze. Ogni parte di un sistema costituisce a sua volta un sistema, ovvero un sottosistema di un sistema di ordine superiore. Ogni parte di un sistema potenzia e/o inibisce, ovvero serve e/o sfrutta, ovvero alimenta e/o limita, ogni parte o sistema con cui interagisce.

2017/09/06

Storia e storie

In un anno di storia del nostro pianeta avvengono miliardi di fatti umani. Quali scegliere? Quali analizzare? Quali ignorare? Quali approfondire? Quali correlare? La storia è una, ma le storie che di essa si possono narrare sono potenzialmente infinite e tutte diverse. Anche sulla vita di una singola persona si possono costruire infinite biografie diverse, scegliendo cosa considerare, cosa ignorare e cosa collegare. Lo storico non è uno che racconta "la" storia, ma uno che estrae una certa quantità di fatti dalla storia e dà loro una certa interpretazione e un certo significato. In tal senso ogni storia è soggettiva ed esprime la mentalità dello storico che la racconta.

Abuso di verità parziali

Un errore molto comune che tutti facciamo è quello di prendere una piccola verità, o una verità parziale, e di gonfiarne l'importanza al punto tale da considerarla l'unica causa di un fenomeno complesso, ignorando il fatto che la complessità di un fenomeno o di un problema, è dovuta alla molteplicità dei suoi aspetti e delle sue cause. E' così che una piccola verità si trasforma in una grande menzogna, per esempio, quando si tratta di determinare le cause di problemi sociali e psicologici, i quali vengono erroneamente semplificati in misura proporzianale all'ignoranza che si ha su di essi.

Piacevole/doloroso vs. giusto/ingiusto

Molte persone sono incapaci di distinguere il piacevole dal giusto e il doloroso dall'ingiusto e ritengono sistematicamente giuste le cose per loro piacevoli e ingiuste quelle per loro dolorose. Questa comune identificazione di qualità tra loro diverse, e un generale disinteresse per un esame razionale dei concetti di giustizia ed etica, sono tra le cause principali dello stato miserabile dell'umanità, perché la rendono incapace di costruire una società giusta. L'umanità potrà migliorare nella misura in cui l'uomo riterrà doloroso ciò che è ingiusto, e piacevole ciò che è giusto, ma una tale attitudine, oggi rivoluzionaria, è ancora molto rara.

2017/09/05

Armonia di ruoli

Il benessere psichico, ovvero la soddisfazione dei bisogni, di un essere umano dipende soprattutto dalla qualità dei suoi rapporti con gli altri, e più esattamente da ciò che io chiamo "armonia di ruoli". Con questo termine intendo la compatibilità e il vantaggio reciproco di una una certa definizione e assegnazione di ruoli o funzioni sociali tra una persona e quelle con cui interagisce.

Logiche inconsce e consce

La nostra mente ha logiche inconsce che determinano il nostro comportamento attraverso reazioni automatiche cognitivo-emotive alle situazioni in cui ci troviamo e agli stimoli che percepiamo.

Se vogliamo migliorare il nostro comportamento dobbiamo esaminare razionalmente tali logiche e correggerle o ottimizzarle dove occorre. Per riuscirvi, dobbiamo cercare di rendere consce le nostre logiche inconsce, con l'aiuto di buone psicologie e psicoterapie.

Differenza tra l'uomo e gli altri animali

George H. Mead in "Mind, Self & Society", ci insegna che la differenza tra il comportamento dell'uomo e quello degli altri animali consiste nel fatto che mentre questi ultimi reagiscono sempre e soltanto in modo immediato e automatico agli stimoli, secondo riflessi condizionati, l'uomo ha la facoltà di ritardare la reazione, di esaminare consapevolmente le possibili risposte comportamentali ad una certa situazione e di scegliere quella più appropriata tenendo conto delle esperienze passate e delle possibili conseguenze future.

Se ciò è vero, ne consegue che l'uomo non sempre si comporta da uomo ma spesso agisce come gli altri animali, ovvero reagisce agli stimoli in modo immediato e automatico, secondo i propri condizionamenti cognitivo-emotivi, senza considerare e ponderare opzioni di risposta alternative.

Il sonno e l'organizzazione mentale

Mentre dormiamo il cervello lavora per integrare le esperienze più recenti con quelle meno recenti, stabilire nuove relazioni logiche tra di esse e aggiornare di conseguenza i nostri automatismi cognitivo-emotivi ovvero le reazioni semantiche e sentimentali con cui risponderemo alle future esperienze.

2017/09/04

Fuga dalla filosofia

La maggior parte della gente si tiene lontana dalla riflessione sulla natura umana e i rapporti sociali, come se non ci fosse nulla di nuovo da scoprire, imparare o migliorare su come vivere e rapportarsi con gli altri.

2017/09/03

Il piacere (e il dolore) della (non) partecipazione

Partecipare significa essere parte di un sistema di parti che interagiscono secondo programmi e margini di libertà che dipendono dalla particolare natura del sistema.

I gruppi sociali sono sistemi a cui gli esseri umani hanno bisogno di appartenere, ovvero di cui essi hanno bisogno di essere parte. Ogni gruppo è caratterizzato da certe forme, norme, valori e ruoli attraverso i quali, e solo attraverso i quali, è possibile interagire.

2017/09/02

La vera libertà è asociale

Da un punto di vista psicoanalitico, la libertà, quella vera, ovvero la libertà di avere uno spazio mentale e/o fisico in cui vivere una vita totalmente diversa da quella degli altri, di concepire idee totalmente diverse da quelle altrui, di essere ideologicamente ed eticamente indipendenti e di mantenere nascosto e segreto tale spazio, ebbene, tale libertà è un tabù, è asociale, e chi la pratica è considerato un pericolo per la società perché capace di sconvolgerne le regole, basate su idee condivise e sull'assoggettamento dell'individuo al gruppo. Socialità e libertà sono stati mentali antitetici. La libertà che viene riconosciuta a tutti è quella di scegliere tra varie imposizioni, ovvero tra diverse strutture mentali predefinite, non la libertà di concepire e costruire una società diversa da quella attuale. Insomma, non siamo liberi di fare la rivoluzione, che è, per definizione, un atto di ribellione.

Il peggior nemico della democrazia

Il peggior nemico della democrazia è la democrazia, specialmente quella diretta. Un pugno di sedicenti politici hanno fatto credere alla maggioranza degli inglesi che i loro problemi erano causati soprattutto dall'Unione Europea, non da se stessi, e il popolo, sempre pronto a credere a chi lo assolve, ha abboccato. Ora gli inglesi cominciano a capire che si sono dati la zappa sui piedi, e che zappa!

L'operazione Brexit ha delle ricadute enormi, molto complicate e difficili da capire anche per un economista. Che idiozia lasciare al popolo, ignorante per definizione, la decisione su una questione così complessa e pericolosa.

Un eloquente articolo sulla realtà del Regno Unito e cosa li aspetta dopo la Brexit.

Giochiamo a chi la sa più lunga?

Giochiamo a chi la sa più lunga? Nessuno vince e nessuno perde perché nessuno conosce l'estensione della propria ignoranza e a nessuno piace ammettere di non aver capito qualcosa di importante che il proprio interlocutore ha capito. Perché, consciamente o inconsciamente, ciò equivale a dimostrare di essere intellettualmente inferiori e l'idea di essere inferiori è spaventosa, è un tabù.

L'Italia è un Paese malato di mente [Vittorino Andreoli]

http://www.huffingtonpost.it/2013/08/06/vittorino-andreoli-intervista-italia-malato-psichiatrico_n_3712591.html

Gestione dei conflitti

In caso di conflitto tra due persone o gruppi, sono possibili varie motivazioni ed esiti, tra i quali:
  • L'eliminazione, deportazione o emigrazione dell'avversario, la cui stessa esistenza costituisce un disturbo.
  • L'asservimento dell'avversario, che viene accettato solo in un ruolo subordinato.
  • Il compromesso, in cui si cerca di soddisfare il più possibile gli interessi di entrambe le parti, riconoscendo e rispettando i rapporti di forza.
Succede spesso che una parte accusi l'altra di aver generato il conflitto, per giustificare l'aggressione verso lo stesso.

Ci sono poi coloro che cercano di evitare o negare un conflitto già in atto, illudendosi che possa svanire grazie alla buona volontà dei contendenti.
Quando ci troviamo in un conflitto riflettiamo sulle nostre vere motivazioni e i nostri obiettivi, e cerchiamo un compromesso, se possibile.

2017/09/01

Partecipare! Partecipare!

Ecco cosa tutti vogliono: partecipare alla vita sociale, attivamente o passivamente, in qualunque ruolo. Partecipare per non restare soli, per non essere esclusi. Partecipare alle feste, agli spettacoli, ai concerti, alle conversazioni, ai pranzi, agli eventi sportivi, ai raduni, agli incontri, ai social network. Fare ciò che fanno gli altri, insieme agli altri. Parlare come gli altri, pensare come gli altri, leggere ciò che gli altri leggono, vedere ciò che vedono gli altri, ascoltare ciò che ascoltano gli altri, vestire come gli altri, abitare come gli altri, mangiare come gli altri, lavorare come gli altri, riposare e andare in vacanza come gli altri. Esserci, essere "in", non essere "out". Essere come gli altri, essere normali, far parte della società dei normali.

Una, nessuna e centomila società

La vita psichica è basata sulla percezione e interiorizzazione della società con le sue forme, norme, valori, ruoli ecc. Per gli uomini primitivi del passato e di oggi esisteva ed esiste una sola società umana, e chi non ne fa parte è considerato non umano e perciò privo di qualsiasi diritto.

Addetti ai lavori delle scienze umane

È giusto che le scienze naturali e le relative tecnologie interessino normalmente solo gli addetti ai lavori delle stesse, ovvero scienziati, ingegneri, tecnici, professori e solo in misura minima e superficiale il pubblico indifferenziato.

È invece sbagliato che ciò avvenga anche per le scienze umane (psicologia, sociologia, filosofia ecc.), perché, in quanto esseri umani, siamo tutti addetti ai lavori di tali scienze, oggetti e soggetti di studio e conoscenza, perché conoscere la natura umana è indispensabile per interagire socialmente in modo costruttivo e soddisfacente.

L'ignoranza della complessità

La forma di ignoranza più diffusa e pericolosa non consiste nel non conoscere qualcosa, ma nel credere che qualcosa sia più semplice di quanto realmente sia, ovvero di non riconoscere la complessità dei problemi, specialmente quelli sociali, e, di conseguenza, proporre soluzioni che anziché alleviarli li aggravano.

2017/08/31

Cosa determina i cambiamenti sociali

Se ognuno di noi continua a comportarsi secondo le proprie abitudini, i cambiamenti nella società saranno determinati dal caso, dalle guerre, dalle migrazioni, dai commerci, dalla globalizzazione, dalle catastrofi naturali, dalla tecnologia e dalla volontà di chi detiene il potere, non da noi, che ci limiteremo a subirli e a lamentarcene.

Vedersi in ciò che si vede

Vedendo qualcosa vedo inconsciamente anche me nell'atto di confrontarmi con quella cosa e le relazioni tra me stesso e la cosa stessa. Io, col mio comportamento, sono quindi sempre presente nel quadro risultante, che costituisce uno stimolo al mio comportamento successivo, volontario o involontario.

2017/08/30

Gli altri dentro di noi

Anche quando siamo soli interagiamo con gli altri, gli altri dentro di noi.

Umorismo e ruoli

L'effetto umoristico nasce da un brusco cambiamento di ruolo di una persona (da un ruolo inferiore ad uno superiore, da uno perdente a uno vincente, o viceversa) per effetto di un brusco cambiamento di contesto.

Vedi anche Ruoli sociali.

Complementarità dei ruoli

Un ruolo non è definibile separatamente ma solo in relazione a ruoli complementari o antagonisti. Per esempio, non è possibile essere padrone senza servo, insegnante senza discente, datore senza ricevitore ecc.

Vedi anche Ruoli sociali.

2017/08/29

A che ruoli giochiamo?

In ogni momento, anche quando siano soli, ognuno di noi gioca consciamente o, ancor più spesso inconsciamente, uno o più ruoli, ovvero funzioni sociali, che abbiamo assunto, con il consenso o dissenso degli altri, come mezzo per interagire e scambiare con gli altri cose di cui abbiamo bisogno. Può dunque essere utile chiedersi, in qualunque momento, quali ruoli stiamo giocando o tentando di giocare, se tali ruoli sono adatti a noi, se sono efficaci in termini di soddisfazione dei bisogni nostri e altrui, e in che misura sono riconosciuti e accettati dagli altri.

I disturbi mentali possono essere causati da confusione, disordine, indecisione, conflitto dei ruoli che il soggetto ha assunto come mezzo per interagire con gli altri.

Il significato che attribuiamo al gesto o alla parola del nostro interlocutore dipende dai ruoli da lui assunti nella sua e nella nostra mente.

Ognuno ha assunto e cerca di attuare una serie di ruoli. Prendendo due persone a caso, è interessante capire quanto i rispettivi ruoli siano compatibili, sinergici, simbiotici.



Vedi anche Ruoli sociali.

Bisogno di giocare i propri ruoli

Ognuno di noi, per il fatto di vivere in una società, assume una serie di ruoli, ovvero funzioni sociali, che gli vengono assegnati dagli altri o che si assegna da sé in modi più o meno consensuali o conflittuali.

Attraverso l'attuazione (gioco) di tali ruoli ognuno di noi interagisce con gli altri e scambia tutto ciò che ci serve per vivere e soddisfare i nostri bisogni. Infatti interagire significa giocare uno o più ruoli, dato che le interazioni umane sono normalmente regolate da prescrizioni che prevedono certi ruoli e certe prerogative di ciascun ruolo, per cui un'interazione senza regole e senza ruoli è praticamente impossibile o è bestiale.

Come conseguenza dell'assegnazione dei ruoli, ognuno di noi sviluppa un bisogno di giocare i ruoli stessi, perché solo attuandoli possono avvenire gli scambi di cui abbiamo bisogno.

Concludendo, è bene chiedersi quali siano i ruoli che ci siamo assegnati o che gli altri ci hanno assegnato, perché abbiamo un bisogno inconscio di attuarli.

Vedi anche Ruoli sociali.

Autocensura

Qualunque cosa facciamo o pensiamo è soggetta ad un'autocensura inconscia.

2017/08/28

Chi si interessa di psicologia?

Ci sono quelli che non si interessano di psicologia perché pensano che la cosa non li riguardi, credendo di essere sani di mente.

Ci sono quelli che si interessano di psicologia in privato perché perché hanno problemi mentali ma non vogliono farlo sapere.

Ci sono quelli che si interessano di psicologia apertamente perché sanno che tutti abbiamo problemi mentali e che sarebbe bene parlarne insieme.

Ci sono quelli che si interessano di psicologia per i vantaggi economici che ne possono derivare.

Ci sono quelli che si interessano di psicologia per aiutare gli altri a gestire i loro problemi mentali.

Ci sono quelli che si interessano di psicologia per più motivi tra quelli sopra elencati.

Breve sintesi della psicologia

Non possiamo fare tutto e solo ciò che ci pare e piace; dobbiamo fare i conti con gli altri fuori e dentro di noi.

Internet e responsabilità

Prima di internet c'erano pochi mezzi, che permettevano di raggiungere, più o meno agevolmente, solo poche informazioni. Con internet si può accedere immediatamente a qualunque informazione, anche le più inutili e false, e anche le persone più stupide possono diffondere i loro pensieri in tutto il mondo. Risolto il problema del mezzo di comunicazione resta il problema della scelta della comunicazione, ovvero con chi comunicare e con chi non comunicare, cosa scrivere e cosa non scrivere, cosa leggere e cosa non leggere, cosa cercare e come selezionare i risultati delle ricerche. Problema difficilissimo, di cui la scienza ancora non si occupa abbastanza, e che carica ognuno di noi di nuove responsabilità.

Uomo e natura

L'uomo (ovvero qualunque essere umano, nessuno escluso) non è al di sopra, né al di sotto, né davanti, né indietro, rispetto alla natura. L'uomo è parte della natura, e ad essa, e solo ad essa, deve la sua vita e la sua morte, il suo piacere e il suo dolore.

Motorini e immigrazione

Una vecchietta, scippata da un giovane a bordo di un motorino, proponeva, come soluzione per evitare gli scippi, il divieto di circolazione per i motorini. Con la stessa logica ci sono persone che, dopo aver letto la notizia di un reato perpetrato da immigrati provenienti dal terzo mondo, propongono di ridurre la criminalità impedendo l'immigrazione dai paesi poveri.

Chi sono? (Miei ruoli e funzioni sociali)

Per rispondere alla domanda "chi sono?" ho compilato questo elenco di alcuni miei ruoli, ovvero funzioni sociali, da cui si evincono cose che posso scambiare con gli altri, ed eventualmente con te che mi leggi:
  • Esemplare di homo sapiens e, in quanto tale, portatore di bisogni umani più o meno soddisfatti.
  • Marito e genitore.
  • Cittadino italiano ed europeo.
  • Elettore politico.
  • Contribuente fiscale.
  • Professionista informatico e dirigente in pensione.
  • Consumatore o utente di vari beni e servizi, pubblici e privati.
  • Proprietario di beni mobili e immobili.
  • Amico o parente di varie persone.
  • Membro di varie associazioni culturali.
  • Membro di vari social network.
  • Sostenitore di organizzazioni filantropiche.
  • Inventore e realizzatore di servizi web utili a varie persone.
  • Studioso della natura umana.
  • Ricercatore, raccoglitore, inventore e diffusore di pensieri e idee utili per il miglioramento della vita umana (mia e altrui).
  • Interessato a nuove amicizie e collaborazioni.
Se ti interessa saperne di più, come spero, ti invito a esplorare il mio blog o a contattarmi.

Vedi anche Ruoli sociali.

Il tutto e le parti nell'uomo

Ogni studioso dell'uomo (psicologo, filosofo, sociologo ecc.), tranne poche eccezioni, dà importanza a certi aspetti della vita umana e del funzionamento della mente, e ne trascura o ignora altri, senza capire che l'uomo è un sistema che funziona in quanto tale, ovvero grazie alla comunicazione e interazione tra tutte le sue parti, e tra queste e l'ambiente esterno. Anche per l'uomo, e soprattutto per l'uomo, vale la regola che le proprietà del tutto (ovvero del sistema) sono maggiori della somma delle proprietà delle sue parti, per cui è impossibile capire il tutto studiando queste separatamente. Per capire il tutto occorre capire le relazioni, comunicazioni e interazioni tra tutte le sue parti, ovvero la struttura d'insieme del sistema, inclusi gli scambi con l'esterno. La specializzazione delle scienze umane e le tendenze settarie all'interno delle diverse discipline rendono tale obiettivo difficile da raggiungere.

Relazioni sonnambule

Durante la veglia facciamo nuove esperienze. Durante il sonno il cervello le archivia mettendole in relazione con le precedenti. Dal giorno dopo possiamo usare le nuove relazioni per concepire nuovi pensieri.

2017/08/27

Procedura di interazione razionale

Gli esseri umani tendono a interagire in modo automatico, involontario, inconsapevole, secondo modelli culturali più o meno irrazionali, mentre sarebbe più soddisfacente interagire in modo razionale, negoziale, esplicito, consapevole, creativo, produttivo.

Sotto pressione esterna e interna

Un essere umano deve fare i conti e scendere a compromessi con gli altri e con se stesso, e gestire pressioni esterne e interne.

Con gli altri deve accordarsi sui rispettivi ruoli e la distribuzione delle risorse; con se stesso deve cercare di soddisfare i propri bisogni profondi, ognuno dei quali ha esigenze, spesso conflittuali rispetto a quelle degli altri bisogni, dell'io cosciente e delle altre persone.

A complicare la situazione c'è il fatto che alcuni nostri bisogni indotti sono malati e non andrebbero assecondati, e il fatto che la nostra conoscenza della realtà è influenzata dall'educazione che abbiamo ricevuto e che continuiamo a ricevere dall'ambiente culturale in cui viviamo, e che in molti aspetti non corrisponde alla realtà stessa, ci inganna, ci illude e ci nuoce, ovvero non ci aiuta a soddisfare i nostri bisogni innati.

Bisogno di scambio

Tra i bisogni umani innati, forse il più importante è quello che io chiamo "bisogno di scambio", vale a dire, il bisogno di scambiare qualcosa con altri esseri umani, ossia di dare e ricevere qualcosa di materiale o immateriale, fisico o simbolico. Ogni persona ha tale bisogno, ma con intensità variabile da individuo a individuo e nel tempo, e in forme diverse.

Quando, in una persona, il bisogno di scambio non viene soddisfatto per un tempo prolungato oltre un certo limite, essa soffre e, nei casi più gravi, sviluppa disturbi mentali.

2017/08/26

Valutazioni assolute e relative

Ogni autore ha detto cose valide e cose non valide, cose superate e cose non superate. Bisogna evitare di dare un giudizio medio ad un autore e poi leggere solo gli autori col giudizio medio più alto. Così facendo ci perdiamo le cose buone che hanno detto tanti autori, solo perché insieme alle cose buone hanno anche detto cose sbagliate o inutili.

Diffidenza sistematica

Diffidare dell'intelligenza propria e altrui. In qualunque contesto, su qualunque tema, nessuno ha capito tutto e molti hanno capito male.

2017/08/25

Se è gratis, c'è l'inganno

Diceva Ignazio Silone: "Se è gratis, c'è l'inganno". Questo è vero specialmente per il buon governo della cosa pubblica promesso dai partiti politici. Se è gratis, ovvero, non richiede alcun impegno da parte dei cittadini, che possono continuare a comportarsi come a loro conviene, c'è l'inganno.

Il peggior nemico della democrazia

La maggioranza della gente non vuole maestri, ma leader che obbediscano al suo volere, perché pensa di saperne abbastanza su come si governa un popolo. Il peggior nemico della democrazia è la democrazia stessa, quando il popolo è ignorante o infantile, ovvero quasi sempre.

Fede e fanatismo

Aver fede nella fede è alla base del fanatismo, di qualunque tipo.

La durata di un like

Oggi Facebook mi ha detto che i miei post hanno totalizzato 26000 like (dall'inizio dei tempi). 26000 carezze o strette di mano elettroniche. Certo, mi fa piacere saperlo, ma questo non diminuisce la mia fame di nuove carezze e strette di mano, possibilmente fisiche; in subordine, elettroniche. Perché l'appartenenza sociale, il sentirsi umani, buoni, giusti, e soprattutto accettabili e possibilmente desiderabili, non si ottengono una volta per tutte, non durano che poche ore e vanno confermati ogni giorno; se possibile, più volte al giorno.

Il concetto psicosociologico di "funzione sociale"

Una parte importante della vita sociale (e, di conseguenza, dell'attività psichica) consiste nell'assegnare funzioni sociali (ruoli, ranghi, posizioni, spazi, risorse pubbliche e private, diritti, doveri, obblighi, divieti, regole, servizi, privilegi, poteri, libertà, limiti, responsabilità, incarichi, missioni, onori ecc.) a se stessi e agli altri, e nel verificare, accettare o rifiutare le funzioni sociali che gli altri assegnano o vorrebbero assegnare (o togliere) a noi.

2017/08/24

Tipi di disaccordo

Due persone possono essere in disaccordo su diversi piani.
  • Il piano della verità, ovvero se una cosa sia vera o falsa.
  • Il piano dell'etica, ovvero se una cosa sia buona o cattiva.
  • Il piano dell'estetica, ovvero se una cosa sia bella o brutta.
  • Il piano dell'interesse, ovvero quando una cosa è vantaggiosa per l'una e svantaggiosa per l'altra persona.
Sul piano della verità si può discutere ma solo partendo da definizioni di termini, paradigmi e premesse condivisi.

Sul piano dell'etica si può discutere solo se entrambe le persone perseguono un'etica pragmatica, ovvero mirata alla massima soddisfazione del massimo numero di bisogni del massimo numero di persone.

Sul piano dell'estetica non si può discutere perché i gusti sono soggettivi.

Sul piano dell'interesse si può discutere solo se si è disponibili a trovare un compromesso accettabile da entrambe le parti, ovvero che soddisfa al meglio gli interessi di entrambe.

Maestri di vita?

Ci sono maestri di vita che non abbiamo scelto, ma ci sono stati imposti dalla sorte: in primis, i nostri genitori e gli insegnanti ai quali i nostri genitori ci hanno affidato, sia per l'insegnamento scolastico che quello religioso. Ci sono poi i maestri di vita involontari, persone qualsiasi che abbiamo incontrato e che con il loro esempio ci hanno insegnato a comportarci in un certo modo per evitare l'insuccesso o l'esclusione sociale.

Una sciocchezza

Una sciocchezza. Ho detto "una sciocchezza". Nessuno lo può negare. O sì? Non c'è dubbio che non vi siano certezze. O si? Certamente dubito. Ne sono certo. Dubito senza dubbio. Dubito, ergo sum. Ho detto una sciocchezza? Forse.

2017/08/23

Animali modificati

Qualche milione di anni fa eravamo animali e ci comportavamo come tali senza che qualcuno avesse qualcosa da ridire. Poi, a poco a poco, l'evoluzione ci ha dotati di un'intelligenza sempre più complessa e astratta che si è sostituita in parte agli istinti nel determinare il nostro comportamento.

Tuttavia questa transizione dall'animale all'uomo non è ancora terminata e non tutti si trovano allo stesso stadio evolutivo. Vale a dire che, sebbene siamo tutti in parte animale e in parte uomo, come il centauro, lo siamo in proporzioni diverse da persona a persona e da momento a momento.

La convivenza tra l'animale e l'uomo che vivono e agiscono in noi è normalmente conflittuale e lo sarà sempre, finché l'evoluzione non sarà completata, tra qualche milione di anni. Nel frattempo dovremmo cercare di usare l'intelligenza di cui siamo dotati, per gestire il conflitto tra le due nature nel modo migliore, ovvero cercando il miglior compromesso per soddisfare i bisogni di entrambe per quanto possibile.

Il problema dell'assegnazione dei ruoli e dei ranghi

Ognuno vorrebbe avere certi ruoli e ranghi nella società o nei gruppi, e assegnare agli altri certi ruoli e ranghi. Il problema è che raramente c'è accordo o compatibilità sulle rispettive assegnazioni.



Vedi anche Ruoli sociali.

Il gioco degli otto significati

Nel rapporto tra due persone A e B, nella mente di ciascuno ci sono due significati principali che influiscono, ovvero agiscono, nel determinare le reciproche interazioni.

Nella mente di A:
- il significato di A, ovvero cosa A pensa di se stesso, come A si valuta e cosa si aspetta da se stesso;
- il significato di B, ovvero cosa A pensa di B, come A valuta B e cosa A si aspetta da B.

2017/08/22

Per una nuova filosofia

In ogni luogo, in ogni momento (ovvero in ogni punto dello spazio/tempo) ogni essere vivente cerca di soddisfare i propri bisogni interagendo con altri esseri viventi in modi più o meno cooperativi, conflittuali, costruttivi, distruttivi, intelligenti, stupidi, soddisfacenti, insoddisfacenti, usando le risorse a sua disposizione in modi più o meno adatti allo scopo.

Questa constatazione potrebbe esse il principio, ovvero la base, di una nuova filosofia, più efficace, realistica e comprensiva delle precedenti. La filosofia dei bisogni.

2017/08/21

Sul terrorismo islamico

Le religioni, specialmente quelle del trio monoteista, se prese sul serio e coerentemente con i contenuti delle rispettive sacre scritture, mirano al genocidio e alla brutalità verso gli infedeli. Se oggi il terrorismo è quasi soltanto di matrice islamica, è solo perché i cristiani e gli ebrei, da qualche secolo, non prendono più sul serio la loro religione e non leggono le rispettive sacre scritture, o leggono solo le pagine dove Dio è buono. Il terrorismo islamico è causato prima di tutto dell'Islam, aggravato da concause geopolitiche ed economiche. Nessun ateo ha mai compiuto atti terroristici per diffondere l'ateismo o scatenato guerre di religione.

Come chiudere una sgradevole discussione

"Non ti dico cosa penso di te, lo lascio alla tua immaginazione, che comunque non lo indovinerà e mi attribuirà pensieri e intenzioni non miei. Se ti dicessi cosa penso di te non saresti comunque d'accordo e sarebbe inutile discuterne."

E' un modo per chiudere una discussione inutile e fastidiosa con una persona antipatica che ci ha mancato di rispetto e che ragiona in modo troppo diverso da noi e/o ha una visione del mondo e della natura umana fondamentalmente troppo diversa dalla nostra.

La legge del più forte - Psicologia della forza

La forza è una grandezza fisica, forse la più importante nelle leggi della natura. La definizione di "forza" in Wikipedia (https://it.wikipedia.org/wiki/Forza) recita: "Una forza è una grandezza fisica vettoriale che si manifesta nell'interazione di due o più corpi, sia a livello macroscopico, sia a livello delle particelle elementari. Quantifica il fenomeno di induzione di una variazione dello stato di quiete o di moto dei corpi stessi; in presenza di più forze, è la risultante della loro composizione vettoriale a determinare la variazione del moto. La forza è descritta classicamente dalla seconda legge di Newton come derivata temporale della quantità di moto di un corpo rispetto al tempo. "

2017/08/20

Il problema delle interazioni umane

Il problema principale di un essere umano è quello dell'interazione con gli altri. Le questioni sono tante, tra cui le seguenti. Con chi interagire e chi evitare. Come, dove, quando e quanto interagire. Come presentarsi agli altri. A quali norme, forme, valori, etica, costumi, linguaggi conformarsi e quali respingere. Con chi e contro chi allearsi. A chi legarsi e da chi sciogliersi. Quali autorità riconoscere e quali no. Chi rispettare e chi no. Chi criticare e chi no. Chi sfidare e chi assecondare. Chi prendere in considerazione e chi ignorare. Quali libertà prendersi e a quali rinunciare. Cosa rivelare e cosa nascondere di sé. Quale ruolo e rango cercare di avere nella società. A quali gruppi e categorie appartenere e a quali no. Cosa offrire e cosa chiedere. Cosa prendere e cosa lasciare. Cosa dire e cosa tacere. Come competere. Come difendersi dell'ostilità, competizione, invidia e gelosia altrui. Di chi fidarsi e di chi diffidare. Quando attaccare e quando ritirarsi. Quando scappare e quando resistere. Quando discutere e quando lasciar correre. Se cercare di adattarsi alla società o cercare di cambiarla. Se stare soli o in compagnia. Come distribuire il proprio tempo tra le varie persone. In compagnia di chi stare ecc.

Intelligenza, astrazioni, comunicazione

Le parole sono astrazioni di sensazioni o di altre astrazioni (con un numero di livelli potenzialmente illimitato) e l'intelligenza è la capacità di astrarre, e la profondità in termini di livelli (ovvero la complessità strutturale) in cui una persona riesce a farlo.

Ognuno astrae a suo modo (ad eccezione delle astrazioni scientifiche, che sono condivise universalmente). Per questo è difficile la comunicazione tra esseri umani, perché usiamo parole a cui ciascuno dà un significato diverso, soggettivo, più o meno estensivo, profondo, comprensivo o esclusivo di certi aspetti delle realtà soggettive e oggettiva.

Ciò che complica il problema è il fatto che siamo poco o per nulla consapevoli dei nostri processi di astrazione e della soggettività dei nostri vocabolari.

La combinazione giusta

Creatività, invenzione, soluzione di problemi, consistono nel trovare una nuova combinazione, ordine o configurazione di concetti, forme, oggetti, sostanze, persone ecc. capace di produrre un effetto desiderato.

Ruoli desiderati

Ognuno ha in mente, consciamente o inconsciamente una certa comunità ideale in cui a se stesso e agli altri sono assegnati certi ruoli. Una società è pacifica quando i ruoli effettivi sono accettati da tutte le parti in gioco, violenta e conflittuale quando non c'è accordo sui rispettivi ruoli.



Vedi anche Ruoli sociali.

Gioco di ruoli

La vita sociale è come un dramma in cui ognuno di noi cerca di giocare un certo ruolo più o meno esplicito e più o meno compreso, accettato o osteggiato dagli altri.



Vedi anche Ruoli sociali.

2017/08/19

Manipolazioni e malattie mentali

Ribellioni e rivoluzioni sono eventi eccezionali. Osserviamo il mondo attuale e la storia: normalmente ogni individuo che viene al mondo si adatta alla società in cui viene allevato, alla sua religione, cultura, economia, sistema di governo, linguaggio, etica, costumi ecc. anche se si tratta di istituzioni e tradizioni dissennate, violente, ignoranti, ingiuste, assurde, retrogade ecc. Questo deve farci riflettere su quanto l'uomo sia normalmente vulnerabile alla manipolazione mentale e da essa handicappato. Siamo tutti più o meno manipolati e manipolatori, e più o meno malati di mente a causa delle manipolazioni subite.

Warum unsere Gesellschaft so krank ist (Hans-Joachim Maaz)

Critica del rispetto incondizionato

Io penso che dovremmo smetterla di avere un incondizionato rispetto e tolleranza per ogni e qualsiasi essere umano a prescindere dal suo comportamento e dalle sue opinioni e credenze. Questo atteggiamento, secondo me, nuoce all'umanità perché dà troppo agio, e incoraggiamento ad attuare i loro propositi, a masse di persone pericolose per la società e per l'ambiente naturale a causa del loro particolare assetto psichico. Infatti queste persone non vengono sufficientemente ed esplicitamente criticate, né dalla gente in generale né dalle autorità politiche, religiose e intellettuali, che cercano la loro benevolenza. A mio parere è dunque necessario stabilire, a livello accademico e filosofico, dei parametri universali di salute mentale e di qualità etica basati sulla scienza in generale, le neuroscienze in particolare, e la ricerca umanistica più evoluta, e valutare le persone rispetto ad essi. Ogni essere umano ha uguali diritti, ma nessuno dovrebbe essere immune da critiche dai punti di vista etico, psichico ed ecologico.

Complottismo

Anche io sono complottista e indignato e denuncio il complotto internazionale degli ignoranti e degli stupidi uniti contro chi è più intelligente e sapiente di loro.

Per una rivoluzione intellettuale globale

Quando, dopo un attentato terroristico, leggo o sento i commenti di giornalisti, scrittori, politici o dei cosiddetti esperti, sono preso dallo sconforto per l'inutilità e il vuoto delle loro parole.

Problemi come il terrorismo, la globalizzazione selvaggia, l'inquinamento del pianeta, l'iniqua distribuzione delle ricchezze ecc. non si possono risolvere alla radice se non si affronta il problema della salute mentale dell'umanità in generale, a livello planetario, specialmente per quanto riguarda l'uso delle religioni e delle tradizioni intellettuali (sia popolari che accademiche) che condizionano il nostro modo di pensare e l'uso delle nostre facoltà mentali.

I tempi sono maturi per una rivoluzione intellettuale globale che tenga conto degli ultimi sviluppi delle neuroscienze e della cibernetica applicati alla psicologia e ai rapporti sociali. Autori consigliati: Alfred Korzybski, Gregory Bateson, George Herbert Mead, Luigi Anepeta, Paul Watzlawick, Daniel Goleman, Edgar Morin.

2017/08/18

Pazzi e stupidi

Per essere pazzi ci vuole una certa intelligenza perché la pazzia è una intelligenza distorta. Invece gli stupidi non impazziscono, restano stupidi. Pertanto la gente si può dividere in due categorie: i pazzi e gli stupidi. I sani di mente sono rare eccezioni, contano poco nella società e sono poco riconoscibili. Modestamente, io appartengo alla categoria dei pazzi.

Come funziona la psiche

È vero ciò che mi piace o mi conviene, falso ciò che mi spiace o non mi conviene. È così che funziona la psiche.

Il clan in testa

Ognuno di noi ha in testa un particolare "clan" (cioè una comunità interiore di appartenenza) ovvero una struttura sociale o comunità ideale che condiziona il nostro comportamento come una gabbia mentale, con i suoi obblighi e i suoi tabù, e l'imperativo categorico di non essere mai indegni del clan stesso.

Questo clan interiore si forma quando siamo bambini, attraverso l'educazione che riceviamo e le esperienze sociali che viviamo. Esso contiene forme, norme, linguaggi, valori, obblighi, divieti, margini di libertà, ruoli, ranghi, e strutture sociali che ci consentono di interagire con gli altri in modo "regolato" ovvero non completamente libero, al fine della conservazione del clan stesso e della cooperazione tra i suoi membri.

Il Super-io freudiano è l'agente inconscio del clan, che provvede a punire (tramite ansia, angoscia, panico ecc.) qualunque comportamento suscettibile di causare l'emarginazione del soggetto dal clan stesso.

Educazione chiusa e aperta

L'educazione può essere più o meno chiusa o aperta. Quella chiusa tende a istruire l'allievo su un certo sistema o modus vivendi per poterlo usare dopo essersi adattati ad esso. Quella aperta tende a dare all'allievo degli strumenti per inventare nuovi sistemi e nuovi modus vivendi dopo aver esaminato criticamente quelli attuali.

Ciarlatani e stupidi

Ciarlatano: chi propone una soluzione semplice ad un problema complesso, o afferma che il problema sia molto più semplice di quanto si pensi o non esista, o che per risolverlo basti volerlo e seguire i suoi consigli.
Stupido: chi crede al ciarlatano.
Il ciarlatano prospera sulla stupidità umana, e il suo successo è la prova che essa esiste ed è molto diffusa.

2017/08/17

Sulla spontaneità delle interazioni umane

Quando due persone interagiscono vis-à-vis, normalmente lo fanno, spontaneamente e automaticamente, non avendo il tempo di riflettere prima di parlare, e soprattutto non avendo il tempo di studiare l'interlocutore. Ciascuno si aspetta infatti che l'altro risponda immediatamente ad una domanda o ad una osservazione, e oltre tutto la spontaneità è considerata una virtù, mentre il calcolo razionale della risposta un difetto o comunque qualcosa di sgradevole o inquietante.

Va anche detto che quasi nessuno è capace di studiare razionalmente il suo interlocutore e di scegliere razionalmente cosa dirgli o fargli, e quasi tutti interagiscono affidandosi ai loro sentimenti, impulsi e pregiudizi, col risultato che le interazioni sono per lo più irrazionali, poco produttive e più o meno violente.

Blog di Bruno Cancellieri