2017/08/19

Warum unsere Gesellschaft so krank ist (Hans-Joachim Maaz)

Critica del rispetto incondizionato

Io penso che dovremmo smetterla di avere un incondizionato rispetto e tolleranza per ogni e qualsiasi essere umano a prescindere dal suo comportamento e dalle sue opinioni e credenze. Questo atteggiamento, secondo me, nuoce all'umanità perché dà troppo agio, e incoraggiamento ad attuare i loro propositi, a masse di persone pericolose per la società e per l'ambiente naturale a causa del loro particolare assetto psichico. Infatti queste persone non vengono sufficientemente ed esplicitamente criticate, né dalla gente in generale né dalle autorità politiche, religiose e intellettuali, che cercano la loro benevolenza. A mio parere è dunque necessario stabilire, a livello accademico e filosofico, dei parametri universali di salute mentale e di qualità etica basati sulla scienza in generale, le neuroscienze in particolare, e la ricerca umanistica più evoluta, e valutare le persone rispetto ad essi. Ogni essere umano ha uguali diritti, ma nessuno dovrebbe essere immune da critiche dai punti di vista etico, psichico ed ecologico.

Complottismo

Anche io sono complottista e indignato e denuncio il complotto internazionale degli ignoranti e degli stupidi uniti contro chi è più intelligente e sapiente di loro.

Per una rivoluzione intellettuale globale

Quando, dopo un attentato terroristico, leggo o sento i commenti di giornalisti, scrittori, politici o dei cosiddetti esperti, sono preso dallo sconforto per l'inutilità e il vuoto delle loro parole.

Problemi come il terrorismo, la globalizzazione selvaggia, l'inquinamento del pianeta, l'iniqua distribuzione delle ricchezze ecc. non si possono risolvere alla radice se non si affronta il problema della salute mentale dell'umanità in generale, a livello planetario, specialmente per quanto riguarda l'uso delle religioni e delle tradizioni intellettuali (sia popolari che accademiche) che condizionano il nostro modo di pensare e l'uso delle nostre facoltà mentali.

I tempi sono maturi per una rivoluzione intellettuale globale che tenga conto degli ultimi sviluppi delle neuroscienze e della cibernetica applicati alla psicologia e ai rapporti sociali. Autori consigliati: Alfred Korzybski, Gregory Bateson, George Herbert Mead, Luigi Anepeta, Paul Watzlawick, Daniel Goleman, Edgar Morin.

2017/08/18

Pazzi e stupidi

Per essere pazzi ci vuole una certa intelligenza perché la pazzia è una intelligenza distorta. Invece gli stupidi non impazziscono, restano stupidi. Pertanto la gente si può dividere in due categorie: i pazzi e gli stupidi. I sani di mente sono rare eccezioni, contano poco nella società e sono poco riconoscibili. Modestamente, io appartengo alla categoria dei pazzi.

Come funziona la psiche

È vero ciò che mi piace o mi conviene, falso ciò che mi spiace o non mi conviene. È così che funziona la psiche.

Il clan in testa

Ognuno di noi ha in testa un particolare "clan" (cioè una comunità interiore di appartenenza) ovvero una struttura sociale o comunità ideale che condiziona il nostro comportamento come una gabbia mentale, con i suoi obblighi e i suoi tabù, e l'imperativo categorico di non essere mai indegni del clan stesso.

Questo clan interiore si forma quando siamo bambini, attraverso l'educazione che riceviamo e le esperienze sociali che viviamo. Esso contiene forme, norme, linguaggi, valori, obblighi, divieti, margini di libertà, ruoli, ranghi, e strutture sociali che ci consentono di interagire con gli altri in modo "regolato" ovvero non completamente libero, al fine della conservazione del clan stesso e della cooperazione tra i suoi membri.

Il Super-io freudiano è l'agente inconscio del clan, che provvede a punire (tramite ansia, angoscia, panico ecc.) qualunque comportamento suscettibile di causare l'emarginazione del soggetto dal clan stesso.

Educazione chiusa e aperta

L'educazione può essere più o meno chiusa o aperta. Quella chiusa tende a istruire l'allievo su un certo sistema o modus vivendi per poterlo usare dopo essersi adattati ad esso. Quella aperta tende a dare all'allievo degli strumenti per inventare nuovi sistemi e nuovi modus vivendi dopo aver esaminato criticamente quelli attuali.

Ciarlatani e stupidi

Ciarlatano: chi propone una soluzione semplice ad un problema complesso, o afferma che il problema sia molto più semplice di quanto si pensi o non esista, o che per risolverlo basti volerlo e seguire i suoi consigli.
Stupido: chi crede al ciarlatano.
Il ciarlatano prospera sulla stupidità umana, e il suo successo è la prova che essa esiste ed è molto diffusa.

2017/08/17

Sulla spontaneità delle interazioni umane

Quando due persone interagiscono vis-à-vis, normalmente lo fanno, spontaneamente e automaticamente, non avendo il tempo di riflettere prima di parlare, e soprattutto non avendo il tempo di studiare l'interlocutore. Ciascuno si aspetta infatti che l'altro risponda immediatamente ad una domanda o ad una osservazione, e oltre tutto la spontaneità è considerata una virtù, mentre il calcolo razionale della risposta un difetto o comunque qualcosa di sgradevole o inquietante.

Va anche detto che quasi nessuno è capace di studiare razionalmente il suo interlocutore e di scegliere razionalmente cosa dirgli o fargli, e quasi tutti interagiscono affidandosi ai loro sentimenti, impulsi e pregiudizi, col risultato che le interazioni sono per lo più irrazionali, poco produttive e più o meno violente.

Libri tossici

Anche un libro, in quanto cibo per la mente, può essere tossico. Prima di leggere un libro, cerchiamo di capire se e quanto sia sano, e durante la lettura non smettiamo mai di considerare i suoi effetti collaterali.

Certi libri servono solo a compiacere il lettore confermando le sue opinioni, a dargli l'illusione di aver accresciuto la sua cultura e a distogliere la sua attenzione da altri libri più sani e rischiosi perché potrebbero stimolare il progresso umano.

Cose buone o cattive?

Per me le cose non sono mai buone o cattive in assoluto, ma più o meno utili a qualcuno rispetto a certi suoi fini in un certo momento della sua vita.

Perché la gente fa quello che fa?

Un essere umano fa ciò che fa o perché ha paura di non farlo o perché crede o sente che facendolo starà meglio (ovvero soddisferà meglio i suoi bisogni) piuttosto che non facendolo.

Sull'esistenza dei demoni

I demoni esistono e agiscono, ma solo nelle nostre menti.

Cosa ho capito dalla "Semantica Generale" di Alfred Korzybski

Qualunque affermazione o valutazione che non sia contestualizzata strutturalmente, collocata nello spazio e nel tempo, relativizzata rispetto ad un fine e quantificata statisticamente, non è né vera né falsa, è insignificante e, in quanto tale, è inutile discuterla, se non come reazione psichica più o meno adatta alla soddisfazione dei bisogni umani. Questo è ciò che, in sintesi, ho capito dalla lettura (ancora in corso) di "Science and Sanity" di Alfred Korzybski. Logico direi, anzi, psico-logico.

2017/08/15

Il significato degli auguri

Quando si augura qualcosa di buono ad una persona (ad esempio buon giorno, buon compleanno, buon viaggio, buona vacanza, buon natale, buon ferragosto ecc.), visto che nessuno è in grado di determinate il futuro dell'altro, l'augurio significa: mi farà piacere se tu passerai una piacevole giornata, o farai un piacevole viaggio ecc. Insomma, è come dire: il tuo piacere è anche il mio, ovvero, provo empatia verso di te.
Ma allora perché non dirlo esplicitamente? Perché non dire direttamente: "mi sei simpatico" o "ti voglio bene"? Troppo compromettente? Troppo generoso?

Carezze elettroniche

Scusate se ho la fastidiosa abitudine di interpretare psicologicamente il comportamento delle persone oltre, dietro e sotto le intenzioni dichiarate, ma io nei post di Facebook vedo quasi sempre un tentativo di ricordare agli altri la propria esistenza e di chiedere un po' di approvazione e una metaforica carezza (un like). Ovviamente questo vale anche per i miei post.

Libertà: fine o mezzo?

La libertà dovrebbe essere un mezzo, non un fine.

Giocare col gioco

Un essere umano, normalmente, non interagisce direttamente con un altro membro della stessa specie, ma con una struttura mentale a cui entrambi appartengono e che è regolata da certe regole accettate e rispettate da entrambi.

Il rapporto è simile a quello di un giocatore, che non interagisce direttamente con un altro giocatore, ma con il gioco che stanno giocando.

È come se ogni giocatore osservasse un suo robot in uno schermo TV mentre gioca con un altro robot, e decidesse le prossime mosse del suo robot sulla base della situazione del gioco.

Il gioco degli scacchi è una metafora di quanto ho affermato. Infatti, le mosse di ciascun giocatore vengono decise sulla base delle posizioni delle rispettive figure, per cui, a tutti gli effetti, ogni giocatore gioca, ovvero interagisce, con il gioco, più che con l'avversario. Infatti, i giocatori non si toccano mai, né hanno bisogno di dirsi alcunché, essendo le regole del gioco note a, e accettate da, entrambi.

Nella vita reale le figure degli scacchi sono sostituite dagli atti e dalle parole che gli interattori si scambiano, e in ogni momento è come se, su una scacchiera ideale, ci fossero delle figure posizionate in un certo modo corrispondente alle cose che ciascun giocatore ha fatto o detto nella partita in corso.

Stimoli, situazione e reazioni

Ciò che appare semplicemente come risposta ad uno stimolo, è invece normalmente una reazione alla percezione di una situazione, la quale comprende uno o più stimoli particolari e un particolare contesto in cui essi di producono.

Il sistema o sottosistema che determina il comportamento di un essere vivente, infatti, prima di riconoscere uno stimolo deve riconoscere il contesto in cui lo stimolo viene percepito, perché è il contesto che dà significato allo stimolo, secondo un programma predefinito, che possiamo chiamare mappa cognitivo emotiva.

Riepilogando: situazione = contesto più stimolo; reazione = azione determinata dal riconoscimento di una situazione.

Sull'efficacia di una psicoterapia

Una psicoterapia è efficace nella misura in cui riesce a cambiare le risposte cognitivo-emotive del soggetto alle diverse situazioni, rendendo tali risposte più adatte alla soddisfazione dei bisogni propri e altrui.

Cosa piace e cosa fa paura ad un essere umano

Ad un essere umano piace tutto ciò che conferma la sua appartenenza all'umanità, la sua integrazione e partecipazione interattiva ad una comunità; tutto ciò che lo fa sentire parte integrante, costituente, contribuente, coerente, armonica, simbiotica, utile, non superflua, di un gruppo; tutto ciò che gli conferma di avere un ruolo nella società i cui altri membri accettano, approvano e usano per la loro soddisfazione attraverso un continuo dialogo e scambio; tutto ciò che lo fa sentire "giusto" non in senso morale (perché la morale è una razionalizzazione di qualcosa di più profondo) ma formale e materiale, nel senso della tessera di un puzzle, che nel quadro ha un posto unico ad essa assegnato, che solo il soggetto può riempire perfettamente, e in sua mancanza il puzzle è incompleto o sbagliato.

2017/08/14

Psicologia, automiglioramento e conformismo

La questione non è se sia vera, o più vera, la teoria psicologica X o la Y, ma quanto l'uomo sia interessato a conoscere la propria natura e il proprio funzionamento. Infatti anche la migliore teoria sulla natura umana, ovvero sul modo in cui un essere umano funziona, è inutile se l'interessato non è interessato a conoscerla, né desidera, attraverso tale conoscenza, migliorare il proprio comportamento in termini di soddisfazione dei propri bisogni.
Temo infatti che la gente sia talmente conformista che si interessi di psicologia solo quando, e nella misura e con la profondità profondità, in cui essa sia di moda.

Bisogno di partecipazione interattiva

L'uomo ha bisogno di far parte interattiva di un gruppo sociale, quello che ritiene più adatto alla propria personalità, ovvero quello in cui ha una buona possibilità di essere accettato e rispettato per come è, e che non gli impone costrizioni o sacrifici troppo onerosi rispetto alle proprie capacità.

Una volta accolto in un certo gruppo, l'individuo interagisce periodicamente con gli altri membri secondo le forme, norme, valori, regole, obblighi, divieti, margini di libertà, ruoli ecc. caratteristici del gruppo stesso.

La partecipazione può essere più o meno riuscita, dando luogo, a seconda dei casi, a sentimenti ed emozioni di piacere, ansia, paura, dolore ecc.

In mancanza di un gruppo di cui far parte e in cui interagire, l'individuo può incorrere in sofferenze e disturbi mentali.

Paura della conoscenza

Se la maggior parte degli esseri umani trovasse piacere nella lettura di testi di divulgazione scientifica sulla natura umana, il mondo sarebbe molto più civile, giusto e pacifico. Invece l'uomo, tranne poche eccezioni, non sente il bisogno di conoscere il proprio funzionamento, anzi, ha una paura inconscia di apprenderlo, o si illude di saperne abbastanza, per averlo imparato dai genitori, a scuola o al catechismo.
La paura della conoscenza è radicata nelle religioni, che hanno sempre cercato di avere il monopolio del sapere, della saggezza e della morale. Infatti Adamo ed Eva furono cacciati dal paradiso e severamente puniti, insieme coi loro discendenti, per aver desiderato e mangiato il frutto dell'albero della conoscenza. Proprio in questo consiste il peccato originale, che ancora oggi è causa di sensi di colpa e della paura inconscia di sapere come funzioniamo, anche per le responsabilità morali che tale conoscenza comporterebbe.

2017/08/13

Gli interessi di una chiesa

A una chiesa non interessa tanto che i suoi fedeli siano felici in questa vita, o che conoscano le sacre scritture, quanto che rimangano fedeli, obbedienti, rispettosi della sua autorità e contribuiscano al suo sostentamento economico.

Di cosa dovremmo preoccuparci

Non dovremmo preoccuparci tanto di ciò che la gente fa, quanto di ciò che non fa, ovvero studiare la natura umana e occuparsi attivamente del bene comune.

2017/08/12

Conformismo e bisogno di accoglienza

Il bisogno più importante per un essere umano, oltre la sopravvivenza, è di essere accolto dalla propria comunità.

Affinché ciò avvenga, un individuo ha bisogno di dimostrare a se stesso e agli altri di essere degno di accoglienza.

Per dimostrarlo, esso si comporta in modo conforme alle forme, norme, valori, abitudini e aspettative della maggioranza della comunità stessa.

E' così che la maggior parte degli esseri umani, per essere accolti dalle loro comunità, sacrificano la loro libertà, diversità, originalità e creatività.

Funzionamento della mappa cognitivo-emotiva

La figura seguente serve ad illustrare come immagino la struttura e il funzionamento di una mappa cognitivo-emotiva.



Ogni entità psichica (parola, simbolo, concetto, immagine ecc. che indicheremo con la sigla EP) occupa un posto nella rete neuronale ed è collegata o collegabile con qualunque altra EP e con il sistema emotivo (SE).

Ogni EP da sola o in combinazione con una o più altre EP ha una carica emotiva (di bisogno / piacere / attrazione oppure rigetto / dolore / repulsione).

Il SE è una specie di database in cui sono memorizzate tutte le cariche emotive associate alle EP singolarmente, o a combinazioni di EP (CEP).

Quando una EP o CEP viene evocata (dall'esterno o dall'interno) il SE genera l'emozione programmata corrispondente. Essa corrisponde alla "risposta semantica" come descritta nella "Semantica generale" di Alfred Korzybski.

Quando la risposta cognitivo-emotiva associata ad una particolare CEP è dolorosa oltre un certo limite, il sistema nervoso fa in modo da inibire la combinazione stessa, ovvero evita, mediante il meccanismo dell'attenzione selettiva, che le EP che la compongono vengano percepite insieme.

Comprensione parziale e presunzione totale

Coloro che non hanno capito nulla di un certo fenomeno sono meno dannosi di quelli che, avendone capito una parte, credono di averlo capito tutto.

2017/08/11

La questione della pazzia

La questione non è se siamo pazzi o sani di mente, ma se siamo consapevoli o inconsapevoli della nostra pazzia.

2017/08/10

Sono pazzo ma nessuno ci crede

Sono furbo. Sono riuscito a far credere a tutti quelli che ho conosciuto che sono sano di mente. Neanche quando dico loro che sono pazzo ci credono. Perché se ci credessero dovrebbero cominciare a chiedersi se non sono malati di mente anche loro. La verità è che sono pazzo per il semplice fatto di essermi adattato ad una società malata.

Comportamento come causa ed effetto

Il comportamento di una persona è, parzialmente, causa ed effetto del comportamento delle persone con cui interagisce.

I 12 “bias cognitivi” che ci impediscono di essere razionali

https://lospiritodeltempo.wordpress.com/2013/01/15/i-12-bias-cognitivi-che-ci-impediscono-di-essere-razionali/

Religioni e strutture mentali

Le religioni e, più in generale, le credenze in realtà che esistono solo nell'immaginazione di alcuni, sono (anche) un modo per occupare e controllare le menti delle persone, dare loro strutture e linguaggi comuni e distoglierle da pensieri troppo liberi.

2017/08/08

Cosa ci unisce, cosa ci divide

La nostra società si sta disintegrando perché diminuiscono le cose che ci uniscono e aumentano quelle che ci dividono. Ciò che ci unisce è sempre più effimero e ingannevole, e rischiamo di essere uniti solo dalla comune sottomissione ad un dittatore. I tempi sono maturi per una rivoluzione intellettuale e morale prima che politica, un nuovo modo di pensare e interagire, un nuovo umanesimo coerente con il progresso neuroscientifico. Spero che i maestri di questa rivoluzione non si facciano aspettare troppo. Alfred Korzybski, Gregory Bateson, Edgar Morin ed altri ci hanno indicato la direzione e il metodo necessari per migliorare il modo in cui usiamo le nostre facoltà razionali ed emotive. Ascoltiamoli!

Causalità e casualità del comportamento

Un mondo per resistere e ribellarsi alla causalità (ovvero determinismo) del nostro comportamento, è quello di adottare comportamenti casuali. Per esempio decidere cosa fare, dove andare, con chi interagire, cosa pensare, cosa scrivere ecc, in funzione di un risultato casuale che possiamo ottenere mediante dei dadi o un computer.

Società come orchestra

La società, a tutti i livelli, a partire dal rapporto tra due persone, è simile ad un'orchestra. Se ognuno suona per conto suo senza curarsi di cosa suonano gli altri, il risultato è sgradevole. Siccome nessuno può o dovrebbe imporre agli altri di accordarsi con le proprie idee musicali, sono possibili due forme di orchestrazione: quella sinfonica classica, basata su una partitura a cui tutti i musicisti debbono rigidamente attenersi con o senza un direttore, e quella jazz, basata sull'improvvisazione intorno ad una base armonica condivisa, in cui ogni musicista dialoga con gli altri cercando di ottenere un effetto gradevole.

2017/08/07

George H. Mead e il fondamento della psicologia sociale

"The behaviour of an individual can be understood only in terms of the behavior of the whole social group of which he is a member, since his individual acts are involved in larger, social acts which go beyond himself and which implicate the other members of that group." [George H. Mead]

L'onere della prova

Un'affermazione negativa non può essere negata a meno di fornire almeno una prova che la contraddice, ovvero una prova dell'affermazione positiva corrispondente. L'onere della prova spetta sempre a colui che afferma (positivamente) qualcosa (come nel caso delle religioni) e non a colui che nega l'affermazione (come nel caso degli atei).

Facebook e la solitudine

Quando sfoglio Facebook mi sembra di stare in una fiera, in cui innumerevoli bambini che si credono adulti, portabandiera, commercianti mascherati, predicatori e cantastorie (me compreso) si contendono l'attenzione dei visitatori sperando di vender loro qualche simulacro o notizia più o meno campata in aria, pagabile con un segno d'affetto o di comune appartenenza (like). Tutto per sentirsi meno soli e avere l'illusione di non esistere invano.

Reciproca esclusività di ogni dottrina

Una delle caratteristiche più importanti di quasi tutte le religioni è la loro intrinseca reciproca esclusività, che rende impossibile credere in più di una religione allo stesso tempo (a meno di non crearne una sincretista). Questa esclusività ha prodotto gravi danni nelle capacità intellettuali in tutti coloro che hanno ricevuto un'educazione religiosa, perché li ha abituati a pensare che vi possa essere una dottrina di validità assoluta (non solo in campo religioso, ma anche politico, scientifico, filosofico, artistico ecc.) e che tutti coloro che non la seguono sono in errore.

Pensiero e comportamento (come migliorare il mondo)

Nella misura in cui il nostro comportamento dipende (anche) dal nostro modo di pensare e ragionare, esso (il comportamento) può essere reso più efficace ed efficiente (in termini di soddisfazione dei bisogni nostri e altrui) attraverso un miglioramento del nostro modo di pensare e di ragionare, il che implica cambiamenti strutturali e/o semantici nella nostra mente.

In altre parole, per migliorare il mondo bisogna migliorare il nostro modo di pensare e ragionare, il quale è ancora rudimentale e affetto da errori sostanziali come l'idea prevalente che si possa definire in assoluto ciò che è e o non è, esiste o non esiste, è giusto o sbagliato, buono o cattivo, utile o inutile, bello o brutto, vero o falso ecc. senza fare riferimento alla natura umana e in particolare alla struttura e al funzionamento della mente (come ci insegna Alfred Korzybski nella "Semantica generale").

2017/08/06

Azione-reazione

Qualunque azione umana, se non è casuale, è in un certo senso una reazione, in quanto determinata da una causa, ovvero è una reazione ad una certa causa o stimolo, reazione che dipende da un certo programma della mente (non importa dove e come scritto).

La reazione dipende dal significato attribuito dal soggetto allo stimolo, e tale significato viene attribuito secondo un programma.

Nella mente ci sono dunque programmi di diverso tipo, tra cui uno per l'attribuzione di significati agli stimoli, e uno per la determinazione delle azioni da attuare a fronte di certi significati.

Esperienza e conoscenza

Esperienza, pensiero, coscienza ecc. non equivalgono a conoscenza perché le cose hanno infiniti aspetti nello spazio e nel tempo. Quando possiamo dunque dire di conoscere una cosa o una persona?

Origine delle nevrosi e psicosi

Come ci hanno insegnato Pavlov, Korzybski, Bateson, Anepeta e altri scienziati, le nevrosi e le psicosi sono causate, sia negli animali che nell'uomo, soprattutto da frustrazioni che si protraggono oltre certi limiti di intensità e durata. Frustrazione è lo scarto tra l'aspettativa della soddisfazione di un bisogno, e la sua effettiva soddisfazione.

Perciò una persona (o una società) sana di mente è quella che in cui le inevitabili frustrazioni si mantengono sotto una soglia che possiamo definire patologica, diversa da persona a persona.

2017/08/05

Il fondamento dell'etica

L'etica non dovrebbe essere basata su principi astratti ma sulla cognizione che ciò che facciamo ha una influenza sulla vita e il benessere o malessere, piacere o dolore degli altri. Quindi per comportarsi in modo etico occorre innanzitutto conoscere i bisogni altrui (oltre che i propri) e capire come funzionano le interazioni, ovvero il modo in cui ognuno percepisce e valuta il comportamento altrui e risponde ad esso. Dopodiché possiamo a ragion veduta scegliere come comportarci con gli altri, assumendocene la responsabilità.

Logica dei sentimenti

Anche i sentimenti e le emozioni hanno, o seguono, una logica, seppure inconscia.

Sulla crisi migratoria

Un mio amico ha invitato tutti i membri di un social network a condividere questo appello di padre Alex Zanotelli* ai giornalisti italiani:

------ inizio dell'appello ---------

Condividete e fate in modo che gli italiani sappiano cosa sta veramente vivendo gran parte della popolazione africana.

Appello di padre Alex Zanotelli* ai giornalisti italiani:

«Rompiamo il silenzio sull’Africa.

Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli africani stanno vivendo

Chi è malato di mente?

Siamo tutti, chi più, chi meno, malati di mente, ma i più non lo sanno, e se uno glielo spiega non ci credono, a causa della malattia stessa.

Illusione e filosofia

Illudersi sapendo di illudersi è una vetta della filosofia.

Scienza e follia

Finché la scienza e la tecnologie erano poco sviluppate, l'irrazionalità dell'uomo non poteva fare danni irreparabili. Oggi, invece, scienza e tecnologie sono così potenti nel bene e nel male, che l'irrazionalità è un lusso che non possiamo più permetterci, per cui dobbiamo affrettarci ad imparare a controllare la nostra follia e ad usare la ragione in modo corretto, prima che arrivino catastrofi irreparabili a livello planetario.

2017/08/04

Malati di mente "normali" in cerca di cura

Bisognerebbe fondare un associazione di "normali" malati di mente in cerca di una cura. Mi assocerei subito.

Problemi psico-logici

Molti problemi psicologici sono psico-logici, ovvero hanno a che fare con una errata logica che usiamo per valutare noi stessi e gli altri.

Opinioni di un introverso

In sintesi ecco il mio problema e quello di molti altri introversi (credo). Io sono convinto che l'umanità in generale (me compreso) sia ancora oggi sostanzialmente malata di mente (vedi nota 1) e/o in uno stadio infantile. Faccio fatica a nascondere questa terribile idea, e cerco di condividerla con altri, ma siccome quelli che la pensano come me su questo punto sono rarissimi, diciamo l'1% della popolazione, sono costretto a nascondere la mia opinione per non offendere il 99% delle persone con cui mi capita di interagire, e a far finta di essere sano come loro credono di essere, altrimenti sarei considerato un imbecille e/o un arrogante. Questa finzione è per me stancante e stressante per cui non posso esercitarla per più di un certo tempo, dopodiché sento il bisogno di ritirarmi in solitudine per riposarmi.
Io sarei molto più socievole e passerei molto più tempo in compagnia di altre persone se potessi liberamente esprimere le mie idee sulla natura umana senza offendere, irritare o annoiare nessuno e senza essere preso per un imbecille o un arrogante, per cui devo rassegnarmi a brevi interazioni insincere con persone "normali" consolandomi con la compagnia letteraria dei grandi filosofi e psicologi che mi hanno insegnato e convinto che l'uomo è ancora malato di mente o in uno stadio infantile, nonostante il progresso scientifico e tecnologico.
Inutile dire che chi non è consapevole di essere malato difficilmente cercherà di curarsi, per cui parlare con malati che si credono sani è piuttosto limitativo oltre che difficile, sgradevole e ansiogeno, soprattutto perché devo evitare di esprimere, in linguaggio sia verbale che non verbale, cose che possano tradire ciò che penso del loro stato mentale.
Beh? Che ne pensate di questa analisi? Qualcuno di voi ci si ritrova?

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NOTA 1: Cerco di spiegare cosa intendo per malattia mentale.
La mente (e in essa includo psiche, ragione, coscienza, memoria, logica, intelligenza, inconscio, sistema nervoso, sentimenti, empatia, cognizioni, credenze ecc.) si è formata durante l'evoluzione della nostra specie come strumento adattativo, per risolvere i problemi e in tal modo aumentare le nostre probabilità di sopravvivenza. Quindi una mente sana è quella che aiuta a star meglio possibile sia individualmente che come gruppo e specie, cioè fa quello per cui si è formata.
Ora, siccome la condizione dell'uomo sulla terra è ancora generalmente miserabile (basta pensare al tasso di povertà, alla schiavitù de facto, alle guerre, alle discordie, alle nevrosi e psicosi, alla solitudine, alle crisi economiche, al terrorismo, disperate migrazioni di massa ecc.) e in occidente stiamo diventando sempre più poveri e soli, e stiamo rischiando guerre nucleari, stiamo dilapidando irreversibilmente il pianeta e causando catastrofi ambientali, e non cerchiamo di cambiare rotta, e ognuno si aspetta che sia qualcun altro a risolvere i problemi personali e comuni, cosa che ovviamente non avviene, evidentemente non stiamo usando la mente per migliorare la situazione, ma la usiamo così male da stare sempre peggio ormai a livello planetario. La nostra mente è malata perché ci spinge a comportarci in modo da diminuire il nostro benessere anziché aumentarlo, e porterà prima o poi la nostra specie all'estinzione o a una decimazione, e comunque la renderà sempre più infelice e assurda, a meno che non ci curiamo in tempo.
Meno di un secolo fa il nazismo ha dimostrato con quanta facilità un intero popolo possa impazzire affascinato da uno psicopatico. Cose del genere possono ancora accadere perché quella pazzia non è stata ancora riconosciuta come tale. L'elezione di Trump è un altro sintomo di una follia diffusa.

La ricerca del nuovo

L'arte, come la filosofia, non possono mai essere compiute, definitive. C'è sempre la possibilità di fare o dire qualcosa di nuovo o qualcosa di antico in un modo nuovo capace di stupirci.

Approvazione reciproca

Il bisogno più forte e comune per un essere umano che non abbia problemi di sopravvivenza, è quello di essere approvato dai propri simili. A tale scopo gli umani hanno inventato tanti modi per approvarsi reciprocamente, che comprendono l'imitarsi a vicenda, partecipare collettivamente ad eventi di qualsiasi tipo (ovvero fare le stesse cose nello stesso momento), avere le stesse opinioni, gli stessi gusti, la stessa morale e giudicare solo gli appartenenti ad altri gruppi e altre comunità, ovvero, escludere sempre i presenti da qualsiasi critica. In altre parole, eliminare l'autocritica sia individuale che di gruppo e combattere chiunque osi criticarci direttamente (cioè personalmente) o indirettamente (cioè come membri di un gruppo o categoria di persone).

Chi deve cambiare?

Ormai è chiaro che, se il comportamento dell'umanità non migliora, rischiamo catastrofi planetarie e la perdita prematura di miliardi di vite umane a causa di guerre tra stati, guerre civili, povertà, cambiamenti climatici e inquinamento ambientale.

La questione è: chi dovrebbe cambiare e in che modo?

Il problema è che nessuno vuole cambiare e tutti pensano che a cambiare debbano esse altri.

Ciò è dovuto alla diffusa ignoranza sulla natura umana. Se questa ignoranza non verrà superata, saranno i dittatori a stabilire chi deve cambiare.

Il mio futuro

Il mio futuro sarà determinato da un insieme di fattori:
- il mio passato
- il mio presente, ovvero le scelte e le azioni che sto facendo
- il racconto del mio passato e del mio presente, che faccio a me stesso e agli altri
- come gli altri risponderanno alle mie azioni e ai miei racconti
- il caso

L'uso della ragione

La ragione non è tutto, e non è nemmeno la cosa più importante. E' uno strumento utile ma limitato, che possiamo scegliere di usare o non usare, o di usare solo in certe misure e in certe situazioni, insomma, quando, quanto, dove e come ci conviene.

La ragione serve a risolvere problemi attraverso una logica simbolica, ma può anche creare problemi, ed è comunque problematica. Infatti, se la ragione è unica come concetto e fenomeno generale, esistono innumerevoli ragioni e modi di ragionare diversi, ovvero innumerevoli raccolte di simboli, significati e collegamenti logici, anzi, una raccolta per ogni essere umano, più o meno simili o contrastanti tra loro.

2017/08/03

Schizofrenia della nostra civiltà

La nostra civiltà è per lo più schizofrenica a causa di un "doppio vincolo" in cui da una parte essa richiede che le persone si comportino tra loro con rispetto, cooperazione, amore e solidarietà; dall'altra richiede che questo comportamento sia spontaneo, ovvero non calcolato né ragionato, né analizzato, né discusso, né negoziato esplicitamente, né prima, né durante, né dopo l'interazione.

Prevedere le risposte e il giudizio altrui

Interagendo con una persona, non posso interagire come mi pare, perché lo svolgimento dell'interazione dipende anche dalle risposte del mio interlocutore alle transazioni che gli invio. Infatti, a seconda delle transazioni ricevute e percepite, quello può anche decidere di interrompere l'interazione, o di limitarla a certi giochi piuttosto che ad altri. È dunque molto utile saper prevedere le risposte del nostro interlocutore ai nostri atti e alle nostre parole.

Più in generale, dobbiamo essere consapevoli del fatto che tutto ciò che facciamo viene giudicato dagli altri, anche se non è diretto specificamente verso di loro. La nostra stessa storia, dalla nostra nascita (e anche da prima) fino a un secondo fa, è sempre sottomessa al giudizio altrui, ed è importante prevedere tale giudizio, perché da esso dipende la qualità delle possibili interazioni con gli altri.

Il peso della libertà

La libertà è pesante, perché chi è davvero libero di essere e fare ciò che gli pare è responsabile di tali scelte verso gli altri, i quali lo giudicheranno per esse, e in funzione di esse potrebbero cambiare il loro modo di interagire con l'interessato fino al punto di emarginarlo o punirlo.

La libertà è dunque gravosa, onerosa, stancante e angosciante e non può essere sopportata a lungo.

È pure vero che molti si illudono di essere liberi, ma, per evitare il peso e i rischi delle responsabilità, si muovono all'interno di invisibili gabbie mentali.

Il genio e il tempo

Le grandi menti sono sempre più avanti rispetto al loro tempo.

Identità e interazioni

L'identità di un essere umano, la sua natura o personalità, è definibile nel modo in cui esso interagisce col mondo esterno e con gli altri umani in particolare. Ne consegue che ogni essere umano non ha una sola identità, ma una per ogni altro essere umano, perché il modo in cui una persona interagisce varia a seconda della persona con cui interagisce. In altre parole, l'identità di A dal punto di vista di B è diversa dall'identità di A dal punto di vista di C, perché A interagisce con B in modo diverso da come interagisce con C.

Credo che questo fenomeno sia simile a quello che Luigi Pirandello ha rappresentato nel suo romanzo "Uno, nessuno e centomila".

Felicità e interazioni

La felicità (ovvero il benessere psichico, ovvero la soddisfazione dei bisogni) di un essere umano dipende soprattutto dalla qualità delle sue interazioni col prossimo, ovvero da ciò che esso scambia con gli altri in termini di parole, simboli, segni, gesti, oggetti, sostanze, contatti fisici, documenti, denaro ecc. a cui ciascuna delle parti attribuisce dei significati sulla base del contenuto della propria mappa cognitivo-emotiva.

Ne consegue che, se vogliamo cercare di essere più felici possibile, dovremmo imparare ad analizzare le nostre interazioni e le nostre mappe cognitivo-emotive, per poterle correggerle e migliorare per quanto sia possibile.

Un buon punto di partenza per tali analisi sono l'interazionismo simbolico di George Herbert Mead e l'ecologia della mente di Gregory Bateson.

Le ragioni del conformismo

Se io mi comporto come la maggior parte della gente, ovvero in modo cosiddetto "normale", non sarò criticato dalla maggior parte della gente, ma se mi comporto diversamente, ovvero in modo "anormale", allora rischio di essere criticato dalla maggior parte della gente, perché comportarsi in modo anormale può essere percepito come una manifestazione di arroganza e di disprezzo del comportamento normale, ovvero disprezzo della maggior parte della gente. Per queste ragioni la maggior parte della gente si comporta come la maggior parte della gente, ovvero è conformista.

2017/08/02

L'algoritmo delle priorità

In ogni momento, in ogni essere umano, un algoritmo stabilisce le priorità, ovvero cosa è più importante o urgente, relativamente a cosa osservare, cosa cercare, cosa fare, cosa dire, cosa pensare, cosa scegliere ecc. e in quale ordine.

L'algoritmo lavora sulle percezioni provenienti dall'esterno e dall'interno e sulla mappa cognitivo emotiva.

L'algoritmo è in grado di confrontare grandezze e valori di varie entità, per stabilire quale sia maggiore, ovvero superiore o prevalente, e quale sia propedeutico rispetto ad un altro.

Priorità è anche preferenza riguardo alle cose e anche alle persone. Quindi è anche scegliere chi aiutare prima e chi dopo e chi per niente.

Reverse engineering della mente

Studiare la natura umana equivale a fare "reverse engineering" del comportamento umano, vale a dire ricostruire il programma sulla base di ciò che avviene alla sua interfaccia.

Sulla possibilità della felicità

La felicità come stato permanente è impossibile, ma sono possibili momenti felici.

Algoritmi di comportamento

Se il comportamento umano non è determinato da un algoritmo, da cosa è determinato? Da una libera volontà? E cosa determina la libera volontà? E in base a cosa, e con quali criteri la libera volontà prende le sue decisioni? A caso? Se non le prende a caso, allora segue una logica, ovvero un algoritmo. Quindi il comportamento umano o è causale o segue un algoritmo.

Astuzia delle religioni

Astuzia delle religioni: prima inculcare la paura e poi offrire (vendere) un rimedio per alleviarla.

Superiorità nascosta

Le persone più amate sono quelle che riescono a nascondere la loro superiorità.

Psicologia e informatica

La psicologia è l'informatica della mente.

Dosi di solitudine

La solitudine è una medicina da prendere a dosi che non vanno superate, pena l'emarginazione. Ognuno può permettersi dosi più o meno forti, a seconda delle circostanze e delle proprie capacità.

Chi vuole superarsi?

Chi cerca di superare se stesso non è amato perché superando se stesso rischia di superare anche gli altri.

Partecipare ad un viaggio organizzato

Per certe persone, partecipare ad un viaggio organizzato soddisfa il bisogno di far parte di qualcosa, di giocare ad un gioco socialmente approvato, vivere un'esperienza insieme ad altre persone, comprare qualcosa da raccontare, confermare la propria appartenenza ad una categoria dignitosa, distrarsi dai problemi che non si ha il coraggio o la capacità di affrontare e soprattutto evitare la solitudine. La solitudine è censurata. Le persone sole sono imprevedibili e misteriose, e perciò sospettate di invidia e cattive intenzioni verso coloro che soli non sono.

Un viaggio verso l'ignoto

Quando si inizia una psicoterapia o una ricerca sulla natura umana (le due cose hanno molto in comune) si sa dove si comincia ma non dove si finisce. Per questo entrambe le cose fanno paura. Perché in entrambi i casi si cambia, ma è impossibile prevedere il risultato del cambiamento ovvero chi saremo dopo di esso.

Ognuno deve dunque scegliere se restare dove e come è (con tutti i vantaggi e gli svantaggi del caso) o cominciare un viaggio verso un luogo ignoto e un nuovo io, che potrebbe migliorare o peggiorare la propria vita.

Come modificare un comportamento

Per modificare un comportamento occorre sapere cosa lo determina, ovvero i meccanismi, i programmi e i dati di autogoverno del soggetto, e agire su di essi per modificarli in modo da ottenere il comportamento desiderato.

Chi ama le ripetizioni?

Ci sono persone che amano le ripetizioni, ovvero ripetere gli stessi gesti e riti, fare e ascoltare gli stessi discorsi, ascoltare le stesse canzoni (o canzoni molto simili); altre persone che trovano noiose le ripetizioni e cercano sempre qualcosa di nuovo e diverso. Difficilmente le persone del primo tipo possono convivere con quelle del secondo.

Domande su una possibile interazione

Prendo una persona conosciuta o sconosciuta, a caso. Il mio sistema inconscio si chiede: mi interessa interagire con essa? Mi conviene? Mi attrae? Mi repelle? Mi piacerebbe? Preferirei evitare l'interazione? Che vantaggi o svantaggi potrei trarne? Che succede se non interagisco? Che succede se interagisco? E se quella persona volesse interagire con me? Come risponderei? Cosa potremmo fare insieme? Come mi presenterei? Cosa direi? Cosa proporrei? Di cosa potremmo parlare? Dove potremmo andare? Quale modello di comportamento potremmo adottare?

Io e gli altri

Io ho bisogno degli altri, della benevolenza degli altri, i quali sono tanti, diversi e contrastanti, e io posso scegliere con chi, come, dove, quando e quanto interagire, come presentarmi alle persone con cui scelgo di interagire, cosa proporre, chiedere e offrire loro, e in quale misura soddisfare le loro richieste.

Io e il libero arbitrio

Se il libero arbitro non esiste, accetto il mio destino. Se esiste, scelgo le opzioni che mi fanno star meglio. Se esiste parzialmente, faccio entrambe le cose. Nel dubbio, prendo per buona la terza ipotesi.

2017/08/01

Schopenhauer su sé stesso

"Volere il meno possibile e conoscere il più possibile è la massima che ha guidato la mia vita. La Volontà è infatti l'elemento assolutamente infimo e spregevole in noi: bisogna nasconderlo come si nascondono i genitali, benché siano entrambi le radici del nostro essere.

Il comportamento atteso

Quando due persone si scrutano reciprocamente, ognuna si aspetta dall'altra un certo comportamento. In base alle reciproche aspettative, esse decidono se interagire e in che modo.

Paradossi sull'intelligenza

Se io dico "ci sono persone più intelligenti di me" nessuno ha qualcosa da obiettare, anzi, sarò giudicato positivamente per il mio realismo e la mia "umiltà". Ma se dico "ci sono persone meno intelligenti di me" allora sarò da molti giudicato arrogante, razzista e nel peggiore dei casi anche nazista.

Eppure le due affermazioni sono coerenti, perché se A è più intelligente di B, allora B è meno intelligente di A, e se io sono in grado di valutare che qualcuno è più intelligente di me, a maggior ragione sono in grado di valutare che qualcuno lo è di meno.

In verità per valutare l'intelligenza di una persona bisogna essere almeno altrettanto intelligenti, per cui è molto più facile individuare le persone meno intelligenti di sé, che quelle più intelligenti.

Condizioni per l'interazione civile

Affinché due persone possano interagire civilmente e pacificamente, e cooperare al fine di soddisfare uno o più bisogni propri e altrui, occorrerebbero:
  • il comune desiderio, interesse, coraggio e disponibilità a tentare un'interazione,
  • un comune dizionario per interpretare correttamente le comunicazioni verbali e non verbali,
  • una reciproca dichiarazione dei bisogni che l'interazione dovrebbe soddisfare e dei relativi sentimenti di soddisfazione / insoddisfazione, desiderio / paura, attrazione / repulsione ecc.

2017/07/31

Interazioni mediate

L'interazione civile (cioè non violenta) tra due individui non avviene direttamente tra di essi, ma tra ciascuno e un insieme di regole (cioè forme, norme e valori) accettate da entrambi, che danno un significato alle loro transazioni.

Libertà di imporre

Ci sono persone per cui libertà significa libertà di imporre agli altri i propri valori.

Il negozio di libri e giornali

Un grande negozio di libri e giornali, come quelli si trovano negli aeroporti, è lo specchio della cultura di una società e un osservatorio di sociologia. Vi sono esposti, in un apposito reparto, i libri più venduti, così che siano acquistati ancor più facilmente da coloro che si sentono a loro agio seguendo i leader di successo piuttosto che quelli ancora sconosciuti, che, del resto, non saprebbero riconoscere.

Vi sono poi i reparti dedicati ai generi standard più diversi, in modo che ognuno possa trovare quello che meglio lo rappresenta e lo valorizza.

Acquistare un libro o giornale di un certo genere, prima che a informare, serve a confermare la propria appartenenza ad un certo gruppo o categoria di persone. Secondariamente, serve ad informarsi su ciò che è in voga in quel gruppo o categoria, in modo da essere sempre al corrente e potersi conformare ai relativi criteri.

Bisogni, appartenenze, giochi

Per soddisfare i propri bisogni bisogna appartenere a uno o più gruppi e categorie e giocare ai giochi da essi previsti.

Ogni gruppo stabilisce le categorie a cui si può appartenere e, per ciascuna categoria, i crediti e i debiti di appartenenza e i giochi attraverso i quali i bisogni possono essere soddisfatti.

Per appartenere ad un gruppo e/o categoria occorre avere un certo numero positivo di crediti di appartenenza.

Ogni gioco stabilisce i ruoli dei giocatori e cosa si deve fare, non si deve fare e si può fare durante il gioco.

Qualunque interazione al di fuori di un gioco previsto dalle proprie appartenenze e convenuto (implicitamente o negoziato) costituisce una violenza e un debito di appartenenza.

Parte di un gioco

Tutto ciò che un un un mano fa è parte di un gioco o della preparazione di un gioco, come ad esempio l'ottenimento o la conferma di una appartenenza necessaria per accedere ad un certo gioco.

Adattarsi agli altri

Dato che per sopravvivere e soddisfare i nostri bisogni abbiamo bisogno degli altri, abbiamo bisogno di adattarci ad essi in qualche modo e misura.

Far parte di qualcosa

A volte si fanno certe cose solo per far parte di qualcosa.

Guardare la TV senza l'audio

Atto di ribellione contro il sistema dei mass media: guardare la TV senza audio, e chiedersi criticamente (cioè mettendo da parte il senso comune) il perché di ciò che si vede. È anche un esercizio psicoterapeutico e di crescita intellettuale. Infatti, tutto ciò che non è casuale ha una o più motivazioni, e cercarle è un esercizio di intelligenza e di saggezza. Togliendo l'audio evitiamo di farci incantare e manipolare da ciò che vediamo. Infatti, vedere è un atto volontario e controllabile, mentre udire è involontario e incontrollabile.

Come rispondere alla domanda "chi sono?"

Rispondere alla domanda "chi sono" equivale a rispondere alle domande seguenti:

  • A chi/cosa appartengo?
  • Chi/cosa mi appartiene?
  • A chi/cosa non appartengo?
  • Chi/cosa non mi appartiene?
  • Cosa ho fatto?
  • Cosa non ho fatto?
  • Cosa ho subìto?
  • Cosa non ho subìto?
  • Cosa intendo fare?
  • Cosa non intendo fare?
  • Cosa intendo subire?
  • Cosa non intendo subire?

A quali gruppi appartengo

Io appartengo al gruppo dei non appartenenti ad alcun gruppo.

Interessi personali degli intellettuali

Qualunque filosofia, psicologia o psicoterapia è influenzata dagli interessi personali del suo autore o praticante.

Balasso - Poveri Cristi

Il cristianesimo in pratica.

2017/07/28

Potere e mentalità

La mentalità di coloro che hanno il potere è diversa da quella di coloro che lo subiscono. Infatti, appena una persona ottiene il potere, si trasforma.

2017/07/27

Parti di Dio

Poiché siamo parti del mondo e Dio è il mondo, ogni persona, ogni cosa è parte di Dio.

2017/07/26

Da cosa dipende il comportamento

Credo sia concettualmente sbagliato e fuorviante dire che il comportamento sia determinato per un x% dal DNA e un y% dall'esperienza, dove x+y=100. Il DNA è il programma di partenza, che viene continuamente modificato dall'esperienza e dallo sviluppo organico. Non credo sia possibile stabilire quale frazione del comportamento non sia stata influenzato o modificata da ciò che è avvenuto dopo la nascita. Direi dunque che il comportamento dipende per il 100% dal DNA, per il 100% dalle esperienze e per il 100% dallo sviluppo organico dell'individuo, percentuali non sommabili.

Your brain does not process information (???)

https://aeon.co/essays/your-brain-does-not-process-information-and-it-is-not-a-computer

"We are organisms, not computers." Discorso stupido e tendenzioso, come se una cosa escludesse l'altra. Il fatto che la struttura del cervello sia molto diversa da quella di un calcolatore elettronico non significa che esso non elabori informazioni. La vita si basa su informazioni, il dna è informazione, gli organi di un organismo si scambiano informazioni per elaborarle, e decidono il loro comportamento sulla base di informazioni esterne e interne. L'autore avrebbe dovuto confrontarsi con l'ecologia della mente di G. Bateson.

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10211903468175158&id=1625018492

A quali giochi vogliamo giocare?

Con un certo tipo di abbigliamento ognuno può indicare a quali giochi gioca e a quali non gioca, in modo che chi ha voglia di giocare ai giochi che loro gradiscono può proporglieli e chi ha voglia di giocare a giochi che loro non gradiscono, si tengano lontani dal loro.

Violenza e giochi

Violenza: fare qualcosa a una persona al di fuori di un gioco convenuto con essa.

Cultura e giochi

Una cultura è un catalogo di giochi a cui suo può giocare con altre persone che li conoscono.

Il copione del tuo personaggio

Chi scrive il copione del tuo personaggio?

2017/07/25

Chi sono?

Chi sono?
Un uomo che cerca di capire come funziona.

Sulla (in)utilità della filosofia

La questione non è se la filosofa sia utile o inutile. La buona filosofia è utile, quella cattiva inutile o dannosa. La questione è dunque come distinguere la buona filosofia da quella cattiva. Chi parla di filosofa in generale, senza distinguere quella buona da quella cattiva, fa una cattiva filosofia.

Aggiungo che il compito principale della filosofia è (dovrebbe essere) smascherare la cattiva filosofia.

2017/07/22

Fiction vs. non-fiction

Perché in tutto il mondo si leggono più libri di fiction (narrativa) che di non-fiction (saggistica)? Perché la gente preferisce la finzione alla realtà.

Importanza dei divieti

Tra le cose che caratterizzano una cultura, ovvero una comunità o gruppo sociale, contano più i divieti che gli obblighi, più le cose che non si fanno che quelle che si fanno, più le cose di cui non si parla che quelle di cui si parla.

Importanza delle priorità

Un essere vivente ha molteplici bisogni (o desideri) che non possono essere soddisfatti tutti allo stesso tempo. Per questo esiste in ogni essere vivente un meccanismo, o algoritmo, interno, che stabilisce le rispettive priorità nella ricerca della soddisfazione, in modo tale da concentrare gli sforzi su un bisogno alla volta.

Comprensione per i politici

I nostri politici meritano comprensione. Se dicessero la verità sulla situazione, le cause della crisi e le prospettive future, perderebbero voti, così tanti che dovrebbero cambiare mestiere; perché la gente non ama la verità né la complessità, ma preferisce comode illusioni e semplici spiegazioni, in cui la colpa è sempre e solo degli altri.

2017/07/21

Your brain hallucinates your conscious reality

Quale psicologia?

La conoscenza della natura umana è molto vasta, variegata e controversa e ognuno dà un'importanza diversa alle diverse teorie psicologiche. Inoltre c'è il problema dei diversi vocabolari che usiamo per parlarne. Purtroppo la psicologia è una disciplina frammentaria e settaria, e ogni psicologo pensa di saperla più lunga degli altri o reinventa la ruota dandole un altro nome.

Inconvenienti della sapienza

Quanto più una persona diventa sapiente oltre il livello medio della popolazione in cui vive, tanto più essa vede l'ignoranza e la fallacia negli altri e tanto più fatica a comunicare da pari a pari con persone normali, laddove normalità equivale a mediocrità, semplicismo e assenza di autocritica.

La forza di attrazione di Facebook

Ciò che rende Facebook così attraente, interessante e utile è che permette facilmente di mantenersi informati sui pensieri e i sentimenti altrui, cosa indispensabile per prendere posizione nelle questioni morali, intellettuali e politiche, per affermare la propria appartenenza a certi gruppi e per adattarsi allo spirito delle comunità di elezione. In sintesi: per soddisfare il proprio bisogno di appartenenza.

Organizzazione della mente durante il sonno

Durante la veglia ci capita di fare nuove esperienze e concepire nuove idee. Durante la notte quelle cose vengono organizzate nella nostra mappa cognitivo emotiva, e dal giorno, dopo possono essere usate per determinare il nostro comportamento automatico.

2017/07/20

Freddezza e sospetto

Il fatto che una persona possa pensare, senza provare orrore o repulsione, a certi atti che la società considera criminali, può indurre nella gente il sospetto che quella persona possa facilmente commettere quelli atti, o averli già commessi.

Il gioco del perché

Perché una persona fa ciò che fa?
Perché ha bisogno di farlo.
Perché una persona ha bisogno di fare certe cose?
Perché se non le fa si sente male.
Perché una persona si sente male se non fa certe cose?
Perché così è scritto nel suo programma.
Perché le persone hanno programmi?
Perché la vita non è possibile senza programmi.
Perché la vita non è possibile senza programmi?
Perché la vita è organizzazione di organi, e una organizzazione è basata su un programma.
Perché la vita è organizzazione di organi?
Perché se le parti di cui è costituito un organismo non fossero organizzate ovvero non interagissero secondo un programma, l'organismo morirebbe.

Il fascismo e i problemi della razza

Cose da tenere a mente sul fascismo e sul mondo accademico. Il fatto che la maggioranza degli italiani (compreso il re) non abbia protestato la dice lunga sulla "nobiltà della razza italiana".

Copiato da Enrico Mentana su Facebook (15/7/2017):

Visto che molti, partendo dalla polemica sulla proposta di legge Fiano sull'apologia del fascismo, hanno ricominciato a minimizzare le nefandezze compiute dal regime già in tempo di pace, ecco un documento che ha proprio la data di oggi, 15 luglio, di 79 anni fa. Per ordine espresso del Duce viene pubblicato sul Giornale d'Italia un documento ufficiale, sotto il titolo "Il fascismo e i problemi della razza". Una lettura che crea angoscia e vergogna.

Vita e informazioni

La vita dipende da informazioni (a cominciare da quelle scritte nel DNA e da quelle percepite provenienti dall'esterno e dall'interno) e dal modo in cui esse vengono elaborate, il quale consiste a sua volta in informazioni (ovvero programmi) che si sviluppano a seguito delle esperienze fatte dell'essere vivente.

Le persone e i cambiamenti


Le persone si dividono in due categorie: quelli che causano i cambiamenti e quelli che si adeguano ai cambiamenti causati da altri.

People can be divided in two categories: those who cause changes, and those who adapt to changes caused by other people.

2017/07/19

A cosa pensi quando pensi a una persona?

Prendi una persona qualsiasi, che conosci o che vedi in un luogo pubblico per la prima volta. Cosa ti aspetti da essa? Che domande ti fai su di essa? Come la giudichi e la classifichi? Cosa immagini su di essa? Come determini quanto essa ti può essere utile? Con quali criteri decidi se rivolgerle la parola, cosa proporle o chiederle, ovvero se e come interagire con essa?

2017/07/18

La parte e il tutto

E' intellettualmente disonesto, ignorante o ingenuo parlare di una parte del tutto come se fosse il tutto, o senza menzionare i rapporti della parte col resto del tutto.

2017/07/17

Una rivoluzione umanistica

L'uomo di oggi non è peggio di quelli di ieri ma dispone di armi di distruzione e distrazione di massa molto più potenti, a livello planetario. Abbiamo bisogno di nuove idee per far fronte alle nuove minacce. Le vecchie ricette non bastano. Ci vuole una rivoluzione umanistica, più che politica, economica o tecnologica.

Sull'esercizio del libero arbitrio

L'unico modo per esercitare il libero arbitrio (ammesso che esso possa esistere) è quello di fermarsi e impedire ogni automatismo, ogni atto spontaneo, e di sottomettere qualsiasi potenziale decisione e gesto, anche i più elementari, all'esame preventivo della coscienza. Ma questo comporta un'immobilità totale, o un rallentamento estremo del comportamento, impensabile quando si è insieme con altre persone. Per questo il libero arbitrio può essere esercitato, semmai, soltanto per brevi momenti.

Tra illusione e delusione, speranza e disperazione

A volte ci si illude e si spera che facendo certe cose saremo più amati, più rispettati, più desiderati, più accettati, più premiati, per poi scoprire che abbiamo ottenuto l'effetto contrario o nessun effetto. Ma questo non vuol dire che non abbiamo fatto qualcosa di buono, bello, nobile o utile.

Ed è bene che continuiamo a illuderci e a sperare che i nostri sforzi daranno, prima o poi, risultati positivi, perché facendoli proviamo il piacere di fare qualcosa che riteniamo buono.

Per essere sicuri che stiamo facendo qualcosa che gli altri apprezzeranno, dobbiamo conoscere la mentalità e i bisogni altrui, specialmente quelli inconsci, e lavorare per soddisfarli. Ma questi bisogni sono a volte malati in quanto indotti da una società malata, e per soddisfarli occorre fare cose nocive o assurde.

Il valore delle cose

Il valore di una cosa (oggetto, persona, idea, teoria, azione, processo ecc.) può avere valutato da diversi punti di vista, corrispondenti ai bisogni umani che quella cosa è in grado di soddisfare o frustrare.

Con riferimento alla teoria dei bisogni descritta in psicologiadeibisogni.it, che distingue 6 gruppi di bisogni (vita, comunione, bellezza, libertà, sapienza, potenza) possiamo definire i seguenti tipi di valori attribuibili a qualsiasi cosa:
  • valore vitale
  • valore estetico
  • valore liberatorio
  • valore conoscitivo
  • valore potenziante



Cosa cerchiamo gli uni dagli altri?

Il piacere dell'eleganza dei dati

C'è un piacere riservato agli informatici che i non informatici non potranno mai provare: quello di scrivere un programma elegante nella logica e nel codice. Una bellezza interiore invisibile agli utenti. Ci sono infatti molte cose che avvengono in un programma, che non hanno alcun rapporto con l'interfaccia uomo/macchina ma servono solo ad amministrare i dati di lavoro nel modo più efficace ed efficiente.

2017/07/16

Edward Bernays and Group Psychology: Manipulating the Masses

Come il bisogno genetico di appartenenza ad un gruppo ci rende manipolabili.

2017/07/15

Vulnerabilità e convivenza

Le persone più vulnerabili convivono male con quelle meno vulnerabili.

Francesco Totti - Il Discorso di Addio

Un notevole documento antropologico su ciò che unisce ed emoziona masse di persone.

Stoffa e stile

Ci sono persone che hanno stile, ma non stoffa; altri che hanno stoffa, ma non stile; altri ancora che non hanno né stoffa né stile; e poi ci sono gli insuperabili, che hanno stoffa e stile.

Quelli che (non) si fanno domande

Dimmi che domande ti fai e ti dirò chi sei.

Io sono un sistema

Io sono un sistema consapevole di esserlo e posso scegliere (volontariamente o involontariamente) dove stare, andare, guardare, cosa ascoltare, leggere, cercare, chiedere, offrire, fare, dire, pensare, con chi/cosa, quando, dove e in che modo interagire per soddisfare i miei bisogni e quelli altrui.

Domande sulla conoscenza

Di tutte le cose importanti per il mio benessere, ovvero per la soddisfazione dei miei bisogni, quante ne conosco? E quanto sono vere le mie conoscenze?

Ciò che pensano gli altri

Non dobbiamo ignorare ciò che fanno, dicono, pensano e sentono gli altri, anche quando si tratta di sciocchezze, assurdità o follie, perché siamo tutti interdipendenti.

2017/07/14

Sulla bellezza

La bellezza che incanta e disarma è quella allo stato nascente, quella che sorprende. Quella ripetuta o copiata è solo il simulacro di un potere invidiato e invidioso.

Paura di cambiare

La paura di cambiare cresce quanto più le possibilità e le occasioni di riuscirvi aumentano.

Cambiare fa paura (consciamente e/o inconsciamente) perché è un tuffo nell'ignoto e richiede una ristrutturazione della propria mente, giacché è lì che avviene il vero cambiamento.

D'altra parte la mente, come gli organi del corpo fisico, ha un meccanismo di difesa immunitaria contro elementi estranei che tentano di inserirsi in essa e modificarla.

Tutti noi cambiamo, chi più chi meno, ma involontariamente e molto lentamente. Sono le nuove esperienze che ci cambiano. Cambiare volontariamente e rapidamente è rischioso e innaturale. Infatti l'io cosciente non ha la capacità di ristrutturare l'inconscio, e i veri cambiamenti riguardano quest'ultimo, ovvero i suoi automatismi cognitivi ed emotivi.

Per produrre volontariamente un cambiamento in noi stessi non possiamo fare altro che esporci a nuove esperienze, ma è impossibile prevedere se il cambiamento prodotto da una nuova esperienza sarà per noi vantaggioso o svantaggioso, se ci renderà più o meno felici.

Dobbiamo quindi comprendere e rispettare chi ha paura di cambiare. Cambiare volontariamente richiede un coraggio e delle capacità che non tutti hanno.

Solo contro tutti

A volte ho la sensazione di essere solo contro tutti, che nessuno mi capisca e molti mi fraintendano, comprese le persone a cui sono simpatico.

Penso che dovrei evitare, quando parlo, di dire liberamente ciò che penso della natura umana, perché è facile che qualcuno si offenda sentendosi indirettamente giudicato e rimproverato dalle mie opinioni.

A volte mi sento come un agente segreto in un paese nemico, il cui popolo è pronto a punirmi se scoprisse le mie attività investigative.

A volte mi sento un marziano in un mondo che ha paura dei marziani e considera pazzi coloro che si sentono marziani.

Sono sicuro che ci sono tante altre persone come me, ma penso che abbiano una tale paura di rivelarsi, che, per evitare il rischio che ciò avvenga, preferiscono restare soli nella loro clandestinità e credersi matti.

Quelli che negano le verità

A volte neghiamo la verità di una affermazione non perché essa sia falsa, ma perché viene usata dal nostro interlocutore per supportare una visione del mondo, o di una certa realtà, che ci disturba.

Quelli che disprezzano la scienza

Il disprezzo per la comunità scientifica in generale è, secondo me, indice di un complesso d'inferiorità di chi non è abbastanza intelligente e/o istruito per capire la scienza, i suoi metodi e i suoi risultati, con particolare riferimento ai concetti di statistica e probabilità.

Criteri di valutazione

Qualunque cosa (idea, ideologia, proposta, strumento, attività, procedura ecc.) dovrebbe essere valutata in funzione dei vantaggi e svantaggi che essa ci può arrecare in termini di qualità delle interazioni con gli altri.

La domanda da fare è perciò: quanto questa "cosa" mi è utile nelle interazioni con gli altri, ovvero a interagire con la massima soddisfazione dei bisogni miei e altrui?

Aggettivi bipolari

Vero / falso
Buono / cattivo
Bello / brutto
Probabile / improbabile
Colpevole / innocente
Giusto / sbagliato
Nuovo / vecchio
Piacevole / spiacevole
Precedente / seguente
Superiore / inferiore
Conscio / inconscio
Più / meno
Maggiore / minore
Sanno / malato
Normale / anormale
Reale / irreale
Uguale / diverso
Simile / dissimile
Solo / unito
Vicino / lontano
Mobile / immobile
Attraente / repellente
Intelligente / stupido
Duro / tenero
Rigido / flessibile
Forte / debole
Potente / impotente
Aperto / chiuso
Palese / nascosto
Alto / basso
Stretto / largo
Piccolo / grande
Obbediente / disobbediente
Comprensibile / incomprensibile
Coerente / incoerente

Cosa significa capire

Capire una cosa significa porla in uno o più contesti, e per ognuno di essi attribuirle quanti più aggettivi qualitativi e quantitativi possibile. Perciò, prerequisito di ogni comprensione, è la conoscenza di contesti e aggettivi.

Quelli che usano parolacce

Mi disturbano un po' le espressioni (a voce e per iscritto, specialmente nei post sui social networks) con parole come cazzo, culo ecc. Usare certe parole quando non è necessario per me è un segno di debolezza che nuoce allo stile della persona che le usa.

I più

I più non si chiedono perché fanno ciò che fanno, e se e come potrebbero far meglio.

Sulla crisi migratoria

Quasi nessuno, in Europa, si preoccupa né si scandalizza se milioni di persone muoiono ogni anno di fame in Africa, ma molti si scandalizzano e si indignano se qualche migliaio di essi muoiono affogati nel Mediterraneo o vivano in condizioni disumane in centri di accoglienza o in clandestinità. È come se il valore di una vita umana dipendesse dalla distanza alla quale essa viene vissuta o persa.

2017/07/13

Chi crede e chi no: la (sorprendente) mappa mondiale della fede

http://www.vita.it/it/article/2015/04/23/chi-crede-e-chi-no-la-sorprendente-mappa-mondiale-della-fede/132896/

Desideri riguardanti i desideri altrui

Ognuno desidera che l'altro abbia desideri coerenti e compatibili con i propri, e ci rimane male e a volte diventa perfino aggressivo o depressivo quando scopre che ciò non avviene.

Migliorare la società?

Chi non fa nulla per migliorare la società è corresponsabile dello stato in cui essa si trova.

La colpa di esistere -- solo chi non esiste è innocente

Uno dei sensi di colpa più diffusi, sebbene inconscio, è quello di esistere.

Infatti esistere comporta una responsabilità, anzi tante responsabilità quante sono le altre persone che esistono allo stesso tempo.

Infatti verso ogni altra persona abbiamo la responsabilità di scegliere se ignorarla o interagire con essa, e ignorare una persona è già offenderla.

Se decidiamo di non ignorare una persona, dobbiamo scegliere come interagire con essa e siamo responsabili di tale scelta. E' difficile, anzi impossibile, interagire con una persona sempre a suo favore, ovvero cercando di soddisfare i suoi bisogni ignorando i nostri. Prima o poi chiederemo al nostro interlocutore di fare qualcosa per soddisfare (anche) i nostri bisogni, o lo costringeremo a farlo con la forza o altri strumenti di dissuasione.

Insomma, siccome siamo tutti più o meno egoisti, siamo tutti anche colpevoli di esistere. In altre parole, solo chi non esiste è innocente. Il che si sposa bene col concetto giudeocristiano di peccato originale.

A corollario di quanto detto, si può inoltre affermare che chi non fa nulla per migliorare la società (nel suo insieme) è corresponsabile dello stato in cui essa si trova.

Paura di capire

Abbiamo paura di capire ciò che ci fa paura, perché per capire qualcosa dobbiamo avvicinarci ad essa, ma abbiamo paura di avvicinarci a ciò che ci fa paura.

Why You Shouldn't Trust Your Feelings

Osservatori di psicologia sociale

Facebook è un ottimo osservatorio di psicologia sociale.

Pensieri durante le interazioni

Quando sono vicino ad una persona, sarebbe bello se io potessi tranquillamente pensare ai suoi bisogni e alle sue passioni e a come essi si possono conciliare con i miei.

Invece i miei pensieri vagano incontrollati, o meglio, controllati da forze inconsce e involontarie che il mio io cosciente non riesce a dominare, come la paura di sbagliare, di dire o fare qualcosa di indegno o umiliante, scatenare tragici conflitti o svelare terribili segreti.

Questi pensieri così prodotti mi inibiscono e/o mi spingono a comportarmi in modo inutile o dannoso rispetto alla soddisfazione dei bisogni e delle passioni miei e altrui.

Come fare per risolvere o alleviare questo problema? Forse sarebbe utile trovare persone con cui parlare esplicitamente dei rispettivi bisogni e passioni.

Cosa difficile, perché pochi conoscono i propri bisogni e la natura umana al di fuori degli insegnamenti di religioni e culture malate.

2017/07/12

Bisogni, passioni, interazioni e contesti

Pochi sanno di cosa hanno veramente bisogno, ma tutti conoscono le le proprie passioni, ovvero cosa dà loro piacere e cosa dolore, cosa fa loro paura e cosa li tranquillizza, cosa li attrae e cosa li repelle. Tuttavia può essere che qualcosa di cui abbiamo bisogno ci faccia paura o ci disturbi, e che siamo attratti da cose di cui non abbiamo bisogno, o che sono per noi nocive.

Gli umani si aggregano soprattutto in base all'affinità delle loro passioni, più che a quella dei loro bisogni, e le passioni sono molto più varie e volatili dei bisogni.

E' importante che ci sia coerenza tra bisogni e passioni, ovvero che le cose di cui abbiamo veramente bisogno siano anche l'oggetto delle nostre passioni, e non siano in conflitto con queste.

C'è poi il problema della repressione dei bisogni e delle passioni, specialmente ad opera delle religioni, e della induzione di falsi bisogni e di passioni nocive ad opera della pubblicità commerciale.

Per tutti questi motivi, gli umani dovrebbero occuparsi dello studio critico dei loro bisogni e delle loro passioni, in modo da negoziare esplicitamente le rispettive soddisfazioni. Altrimenti si continua ad interagire automaticamente e inconsapevolmente, secondo schemi o copioni tipici predefiniti, con ruoli e forme predefiniti, facenti parte del patrimonio culturale comune.

Non credo che sarebbe possibile una comunicazione umana senza fare riferimento ad un comune contesto di riferimento da usare per dare un significato cognitivo ed emotivo ai messaggi e ai gesti scambiati. Pertanto, un modo per interagire in modo creativo, originale, efficace, consiste, secondo me, nel concepire, presentare e proporre, prima di interagire, un nuovo contesto di riferimento interattivo, sperando che piaccia al nostro interlocutore e che possa essere adottato per un'interazione più soddisfacente rispetto ai rispettivi bisogni.

L'importante è l'interazione

Tutto ciò che è importante per l'uomo dipende da quello che succede quando due persone interagiscono, ovvero da come interagiscono. Perciò la scienza delle interazioni umane dovrebbe essere la più importante, quella su cui si dovrebbe investire di più, di cui si dovrebbe parlare di più, sia tra accademici che tra gente comune, perché è una cosa che riguarda da molto vicino ogni essere umano, nessuno escluso. E invece è una scienza di cui si parla pochissimo, sconosciuta ai più. Gli autori più significativi in questo campo sono George Herbert Mead (che ha teorizzato l'interazionismo simbolico) e Gregory Bateson che ha applicato la cibernetica alla vita e alle interazioni umane.

Testi e contesti

Il contesto è più importante del testo, ovvero del messaggio, perché il significato del messaggio dipende dal contesto a cui esso si riferisce. Usare un testo senza un chiaro riferimento ad un contesto conosciuto sia da chi scrive che da chi legge, ovvero da chi parla e da chi ascolta, oltre ad essere inutile, può causare malintesi. Il contesto può essere una teoria, ideologia, tradizione, sistema di valori, politica, movimento letterario o artistico, disciplina, procedura, legge, storia, lingua ecc.

Nella mente di ogni persona c'è una collezione di contesti, che io chiamo mappa cognitivo-emotiva, che si sono formati attraverso le sue esperienze e che vengono usati per "significare" in senso sia cognitivo che emotivo i messaggi emessi e ricevuti.

Quando parliamo con una persona dovremmo chiederci se i contesti di cui dispone sono adatti alla comprensione del messaggio che vogliamo inviarle, ovvero se sono coerenti con quelli a cui il nostro messaggio si riferisce.

2017/07/09

Cos'è la psicologia

La psicologia indaga ciò che non sappiamo e a cui non pensiamo, che tuttavia determina i nostri pensieri.

Infantilismo politico

Quelli che protestano contro i governi, che ritengono i soli responsabili delle crisi e ai quali chiedono di cambiare politica applicando principi astratti e generici infischiandosene di sapere chi dovrebbe pagare il conto, e organizzano manifestazioni più o meno pacifiche, ma sono incapaci di organizzarsi in partiti politici stabili e realistici, quelle persone mi fanno paura come bambini con armi vere in mano.

Fidarsi della comunità scientifica medica?

Se non dobbiamo fidarci della comunità scientifica medica (come vorrebbero coloro che la considerano generalmente collusa con le grandi aziende farmaceutiche), di chi dovremmo? Certo, la scienza ha i suoi limiti, ma la non-scienza molti di più.

Psicologia della festa

Partecipare ad una festa è inebriarsi di approvazioni reciproche, sentirsi buoni, giusti e belli in quanto condivisori di uguali valori, costumi, gusti, simboli, linguaggio, storia, forme, norme, giochi; glorificare un noi che infonde sicurezza e fa sentire migliori dei membri di altri gruppi; dare e ricevere conferme di dignità; raccontare qualcosa di sé per sottoporla a un giudizio che sarà certamente positivo; informarsi sul comportamento degli altri e sull'evoluzione dello spirito della comunità; competere per primeggiare nei valori condivisi; giocare ai giochi consentiti rispettandone le regole; scampare al tabù della solitudine e non esistere come individui ma come membri di un gruppo.

2017/07/08

Mancanza di comunione

Una delle cose più tristi, inquietanti, stancanti e imbarazzanti che possono capitarci è la compagnia di persone con cui non abbiamo nulla in comune, e il dover fingere con esse, per non offenderle o passare per arroganti, una comunione di interessi, valori o gusti che non esiste.

Programmi psichici

Qualsiasi "copione di vita" (Berne docet) o atteggiamento tipico o consolidato è codificato, ovvero scritto, in qualche modo e da qualche parte che non sappiamo e che non è indispensabile sapere. Dovremmo allora chiederci quando la codifica è avvenuta e se essa è suscettibile di cambiamento e in quale misura. In altre parole, se tale codifica è fissa e invariabile, oppure modificabile o adattabile.

Ebbene, io credo, rifacendomi all'ecologia della mente di G. Bateson, che i programmi biologici sono parzialmente variabili in quanto i sistemi biologici sono per definizione auto-organizzanti. Insomma stiamo parlando di programmi che, a partire dalla codifica del DNA (che è il programma iniziale), si riprogrammano continuamente durante la vita dell’individuo per meglio adattarsi all'ambente naturale e sociale.

Tuttavia tale riprogrammazione è sempre parziale e la questione è anche quale e quanta parte del programma rimane fissa e quale e quanta si modifica e cosa determina i suoi cambiamenti. Per comodità si potrebbe dire che il programma della psiche si compone di una parte invariabile e di una variabile.

La quota variabile è ovviamente diversa da persona a persona a seconda del substrato genetico e delle esperienze specifiche. Inoltre, il cambiamento non è sempre adattativo. Può anche essere disadattativo.

Ho detto altrove che “noi esseri umani siamo sistemi che interagiscono secondo bisogni, sentimenti e programmi che possiamo parzialmente conoscere e modificare” in quanto io ritengo che i sentimenti dipendono dalla soddisfazione o frustrazione dei bisogni, e i programmi (sia nella parte fissa che quella variabile) siano strategie per la soddisfazione dei bisogni stessi.

Roba da superuomini

Poter scegliere liberamente e senza condizionamenti con chi, come e quando interagire è roba da superuomini.

Il punto di partenza della mia filosofia e psicologia

NOI ESSERI UMANI SIAMO SISTEMI
CHE INTERAGISCONO SECONDO
BISOGNI, SENTIMENTI E PROGRAMMI
CHE POSSIAMO PARZIALMENTE
CONOSCERE E MODIFICARE.

Epistemologia e linguaggio

Una conoscenza si basa sul linguaggio che la esprime. Non ci può essere una conoscenza (che non sia solo il ricordo di un'esperienza) al di fuori di un linguaggio. Perciò l'epistemologia deve cominciare con l'analisi dei linguaggi che usiamo per esprimere le nostre conoscenze.

Bisogno di interazione

Qualsiasi interazione sociale, anche la più stupida, insensata, nociva o noiosa è meglio che nessuna interazione sociale. Spesso si interagisce solo per interagire, senza altro fine che l'interagire stesso. L'uomo ha un bisogno fondamentale e profondo di interagire con i suoi simili. Questo fatto spiega e dà un senso a tante interazioni sociali apparentemente assurde.

2017/07/07

Pensiero condizionato

Io penso che gli altri mi giudicheranno per la qualità dei miei pensieri. In altre parole, i miei pensieri, espressi o dedotti, saranno giudicati dagli altri, e dal verdetto dipenderanno l'atteggiamento e le intenzioni degli altri verso di me. Di conseguenza non sono libero di pensare a qualsiasi cosa in qualsiasi modo, e di avere qualunque opinione, perché dai miei pensieri e dalle mie opinioni, che non potrò fare a meno di esprimere volontariamente o involontariamente, dipende il posto che gli altri mi permetteranno di avere nella comunità.

Il piacere di comperare

L'atto del comperare qualcosa dà un piacere più forte del conseguente possesso della cosa comperata. Perché comperare è anche un rito di appartenenza e integrazione sociale, che l'uomo ha bisogno di celebrare periodicamente.

Onora patria e famiglia

Quasi nessuno si lamenta per il fatto di essere nato in una certa famiglia e in certo paese, e quasi tutti accettano e onorano entrambe le cose come se non avessero potuto avere di meglio.

A che servono gli intellettuali?

Sono stanco di leggere analisi della crisi con l'indicazione dei colpevoli (che ovviamente sono sempre gli avversari politici o ideologici). Mi piacerebbe qualche volta leggere proposte di soluzione con l'indicazione dei costi e di chi dovrebbe pagarli. Ma gli intellettuali hanno altro di cui occuparsi.

Favole per adulti

Anche gli adulti hanno bisogno di favole per sapere dov'è il bene e il male, il premio e il castigo.

La differenza tra la favola per bambini e quella per adulti è che nella prima il fatto si svolge al passato (c'era una volta), nella seconda al futuro (progresso, divina provvidenza, paradiso, inferno, nirvana, comunismo, fascismo, democrazia diretta, capitalismo, giustizia, egualitarismo, razzismo ecc.).

Come i bambini, anche gli adulti hanno le loro favole preferite, le vogliono sentire ripetutamente e le tramandano ai loro figli.

Il mondo è governato dagli autori delle favole, che si fanno la guerra ognuno affermando che la propria sia l'unica vera e quelle degli altri tutte false.

2017/07/06

Il problema della verità

Se la verità non creasse problemi, nessuno la nasconderebbe o la combatterebbe e nessuno mentirebbe.

Tessere di un mosaico

Sfoglio Facebook e vedo tanti sguardi sul mondo, ognuno è la tessera di un mosaico che nessuno riesce a rendere nel suo insieme.

Quelli che cercano di farti sentire in colpa

Uno dei modi più efficaci per governare e limitare il comportamento di una persona è farla sentire in colpa quando fa qualcosa che non ci piace o non fa qualcosa che ci piacerebbe facesse. A ciò mirano l'educazione, la morale, le critiche, i rimproveri, i lamenti e certe esortazioni a bambini e adulti.

Chi si fa prendere dal senso di colpa ne diventa schiavo nel senso che si sente obbligato a fare o non fare certe cose, e in debito con le persone verso cui ha "peccato". Infatti, in tedesco, "colpa" si traduce "Schuld", che significa anche "debito" o "obbligo".

Se riusciamo a far sentire una persona in colpa, essa si sentirà in debito verso di noi o la comunità che noi rappresentiamo, e noi acquisteremo in tal modo un credito nei confronti del "colpevole". Siccome è molto meglio avere crediti che debiti, tendiamo tutti, più o meno, a far sentire in colpa qualcun altro, per esempio, affermando o insinuando che il nostro malessere o disagio è dovuto ad un comportamento colpevole del nostro interlocutore.

2017/07/05

Come voi mi giudicate

Il modo in cui voi mi giudicate, la simpatia o antipatia, attrazione o repulsione, interesse o disinteresse che sentite per me, dipendono soprattutto dalla vostra supposizione di quanto le mie idee, opinioni e preferenze siano coerenti con le vostre e vi diano ragione o torto, quanto io sia empatico e comprensivo verso di voi, quanto io sia in grado di soddisfare i vostri bisogni e disposto a farlo, quanto mi siete simpatici, antipatici o indifferenti, quanto io vi ami o vi odi, quanto io vi giudichi, apprezzi o disprezzi, quanto io desideri o detesti la vostra compagnia, quanto io trovi interessanti o banali, utili o inutili i vostri discorsi, sensate o insensate le vostre idee, e di quanto io sia, o mi senta, superiore o inferiore a voi intellettualmente, moralmente, culturalmente, politicamente, economicamente, esteticamente e fisicamente.

Interessi locali e globali

Molti non hanno ancora capito che l'umanità si è inesorabilmente globalizzata. Ogni tanto qualcuno si sveglia e propone una soluzione locale ad un problema globale, che risolve parte del problema creando ulteriori problemi e aggravando la situazione globale. E' ora di affrontare i problemi in un'ottica globale. Se continuiamo a vedere solo i nostri interessi particolari, andiamo contro gli interessi globali dell'umanità.

Valore assoluto e relativo di una persona, pragmatismo dei bisogni e valenze pragmatiche

Il valore di un essere umano è assoluto nel senso che tutti gli esseri umani hanno gli stessi diritti, sanciti dalla dichiarazione dell'ONU del 10/12/1948. Tuttavia possiamo, e dovremmo, parlare di un valore individuale relativo, diverso a seconda delle persone particolari a cui si riferisce e degli obiettivi delle relazioni stesse.

E' ciò che io chiamo valore pragmatico, o valenza, ovvero il valore relativo ai fatti concreti di cui una persona può essere soggetto e/o oggetto. Considerato che la soddisfazione dei bisogni umani è, secondo me, la misura di ogni valore umano, ho definito i seguenti concetti.

La valenza individuale di una persona A relativamente a una persona B consiste nella disponibilità e capacità di A di soddisfare i bisogni (desideri, pulsioni, motivazioni, interessi, aspirazioni ecc.) di B.

La valenza sociale di una "cosa" (oggetto, proprietà, rito, procedimento, tipo di comportamento, conoscenza, opinione ecc.) relativamente ad una comunità, corrisponde al credito di accettazione che esso conferisce ad una persona che possiede o pratica la cosa, riconosciuto dai membri della comunità stessa.

Il credito di accettazione ottenuto da una persona rispetto ad una certa comunità comportandosi in un certo modo è una misura della dignità sociale acquisita dalla persona stessa relativamente all'appartenenza a quella comunità. In altre parole, una persona che, comportandosi in un certo modo, ha acquistato un certo credito di accettazione rispetto ad una certa comunità, può sperare di essere accettato da quella comunità in misura corrispondente al credito stesso.

Il debito di accettazione è un credito di accettazione negativo, corrispondente all'indegnità sociale acquisita dalla persona relativamente all'appartenenza ad una certa comunità. Il debito di accettazione comporta sensi di colpa più o meno consci o inconsci, e può ridursi fino ad estinguersi attraverso comportamenti tali da ottenere crediti di accettazione tali da compensare e superare il debito acquisito.

Invidia e gelosia

Invidia e gelosia sono il nostro pane quotidiano, sentimenti tanto forti quanto repressi, negati, mistificati; presenti anche nelle persone più insospettabili. Nemmeno io ne sono esente.

2017/07/04

Il tabù delle differenze umane

Il tabù delle differenze umane è talmente forte che distinguere un saggio da uno stolto viene da molti qualificato come razzismo.

Dov'è la saggezza?

Molti pensano che nessuno sia più saggio di un altro, che la saggezza sia equamente distribuita, che ognuno sia saggio a modo suo e che nessuno possa giudicare la saggezza di alcuna persona, nemmeno la propria. Cosa che, secondo me, scoraggia la ricerca della saggezza, non esistendo per molte persone esempi, parametri di riferimento e unità di misura. Il risultato è la saggezza fai-da-te per cui ognuno si sente saggio quanto basta.

Sul successo di Vasco Rossi

La buona musica resta buona attraverso le generazioni, quella cattiva si perde come le mode. Non credo che le prossime generazioni ascolteranno con piacere Vasco Rossi, come si ascolta ancora con piacere Yves Montand, i Beatles, Mina e altri classici della musica "leggera" di qualità. Il tempo è galantuomo. Secondo me ciò che unisce i fan di Vasco Rossi non è la qualità della sua musica ma una certa simbologia che li fa sentire simili. Abbiamo tutti un grande bisogno di sentirci simili ad altri e ognuno sceglie la categoria di persone alla quale desidera appartenere.

Fenomeni come il successo di Vasco Rossi mi fanno sentire diverso da masse di persone e questo mi inquieta. Mi piacerebbe condividere col maggior numero di persone il maggior numero di gusti e valori, ma certe volte, come in questo caso, mi è impossibile. Non mi piace sentirmi diverso.

Il rischio della crescita intellettuale e morale

Quanto più cresciamo intellettualmente e/o moralmente, tanto più diventiamo antipatici a quelli che non sono cresciuti altrettanto, che ci accuseranno di arroganza, secondi fini o cattive intenzioni.

Da cosa dipendono i rapporti umani e il paradosso dell'automiglioramento

I rapporti e le interazioni tra due persone, e la loro reciproca accettazione, dipendono dalle differenze e dalla compatibilità delle rispettive mappe cognitivo-emotive (MCE), e dalla percezione che ciascuna persona ha della MCE dell'altra. Ogni persona può, in una certa misura, modificare o ampliare la propria MCE, per esempio attraverso le esperienze, lo studio o una psicoterapia, tuttavia il miglioramento di una MCE non contribuisce necessariamente al miglioramento del rapporto, ma può perfino peggiorarlo. E' il caso in cui, in una coppia o in un gruppo, solo uno dei partner o dei membri cresce intellettualmente e/o moralmente, determinando una incompatibilità dove prima c'era compatibilità.

2017/07/03

Per essere accettati in una comunità

Per essere accettati in una comunità bisogna evitare di mostrarsi più sapienti di tutti gli altri membri, a meno che non siano loro a crederlo.

Chi ha paura dei filosofi?

I filosofi vengono tollerati, e perfino elogiati, finché sono innocui, cioè finché con le loro idee non rischiano di rivoluzionare la società.

Differenze umane basate sui bisogni (tipologia motivazionale)

Credo che si possa costruire una tipologia umana sulla base delle differenze di peso e grado di soddisfazione dei bisogni da individuo a individuo.

Consideriamo infatti le sei categorie di bisogni che ho definito altrove:

  • bisogni di vita
  • bisogni di comunione
  • bisogni di bellezza
  • bisogni di libertà
  • bisogni di sapienza
  • bisogni di potenza
Il profilo tipologico di una persona potrebbe essere determinato da una valutazione o autovalutazione del peso e del livello di soddisfazione dei bisogni per ciascuna categoria. 

Il test tipologico dovrebbe chiedere per ciascuna categoria X:
  • quanto sono importanti per te i tuoi bisogni di X? (da 0 a 9)
  • quanto sono abitualmente soddisfatti i tuoi bisogni di X? (da 0 a 9)
Il profilo risultante potrebbe essere, ad esempio: V56 C38 B42 L71 S92 P28.

Esso potrebbe essere espresso in forma di istogramma, come segue:

V +++++----...........
C +++++--.............
B ++++------..........
L +++++++++--------...
S +++++++-------......
P ++---------------...

2017/07/02

Divieto di verità e doppio vincolo

Dedicato a chi si sente solo

Viviamo in una società fondamentalmente falsa per quanto riguarda i bisogni umani e la loro soddisfazione. Infatti, chi "confessa" di avere bisogni diversi da quelli altrui, o di non riuscire a soddisfare i propri bisogni (indipendentemente dalla loro "normalità"), viene considerato "strano" o "anormale" nel primo caso e "perdente" nel secondo, e punito, in entrambi i casi, con il disprezzo e/o l'isolamento, o, nel migliore dei casi, l'indifferenza. Chi vuole, infatti, essere amico di una persona strana o perdente?

Tecnologia e libertà

Oggi siamo liberi di fare una grande quantità di cose che solo venti anni fa erano impensabili. Il numero di opzioni è aumentato immensamente. Siamo quindi più liberi che in passato? Quantitativamente sì. Ma qualitativamente? Le nuove opzioni che la tecnologia (e Internet in particolare) ci offre corrispondono ai nostri bisogni? In quale misura Internet ci aiuta a soddisfarli? Di cosa abbiamo veramente bisogno? Non ho dubbi in proposito: abbiamo bisogno di migliori rapporti umani e non so in quale misura le nuove tecnologie ci aiutino in tal senso. Non molto, mi pare.

Cosa insegna la scuola

La scuola insegna soprattutto ad obbedire, a conformarsi, a pensare secondo schemi stabiliti dalle autorità politiche, religiose, culturali e (per chi può accedere alle università) accademiche. Essa infatti premia la conformità e punisce la difformità.

Il "doppio vincolo" di Gregory Bateson (double bind)

Sentirsi soli e non poterlo dire per non venire isolati e peggiorare la situazione. Viviamo in una società schizofrenica che premia chi è già premiato e punisce chi è già punito, che ci costringe a far finta di essere sani e autosufficienti.

2017/07/01

Chi interagisce con chi?

Quando vediamo due o più persone che interagiscono, in realtà chi interagisce sono le rispettive mappe cognitivo emotive, perché in esse sono programmate tutte le azioni e le reazioni in tutte le possibili situazioni e transazioni.

Dove va il mondo?

Se continuiamo ad andare solo dove ci portano il cuore e la pancia, a fare solo ciò che ci piace o che qualcuno ci costringe a fare, ad obbedire alle nostre paure, a credere in ciò che ci hanno insegnato o che crediamo di aver capito da soli, a pensare che ciò che a noi sembra giusto lo sia anche per gli altri, ad eleggere politici demagoghi, semplicisti e incompetenti, probabilmente la nostra specie si estinguerà o sarà ridotta a pochi esemplari entro un secolo, dopo un paio di guerre mondiali, centinaia di guerre civili e innumerevoli atti di terrorismo, carestie, psicosi di massa e vari disastri ecologici e climatici, il tutto dovuto alla globalizzazione dell'umanità e alla facilità di produrre e usare armi distruzione e distrazione di massa (nucleari, chimiche, biologiche, ecologiche, informatiche, mediatiche, psicologiche ecc.).

Per evitare questa fine dobbiamo mettere in discussione tutto ciò che sappiamo sulla natura umana e cambiare radicalmente la nostra mentalità e visione del mondo.

Inutile consigliarvi quali nuovi filosofi leggere (quelli vecchi hanno dimostrato la loro insufficienza) se non riconoscete che l'umanità e le società sono oggi più che mai profondamente malate, anche perché non hanno più la scusante dell'arretratezza scientifica.

2017/06/29

Chi non ha paura dell'eroismo?

Di fronte ad un eroe (ovvero ad una persona estremamente coraggiosa e generosa) si prova una sensazione contraddittoria: lo si ammira ma si ha paura di imitarlo. Gli eroi sono inquietanti, quasi disumani, in ogni caso oltreumani. Che senso ha lodare Gesù, San Francesco o altri eroi veri o immaginari e non cercare di imitarli? Non c'è ipocrisia, schizofrenia o autodisprezzo in queste lodi?

2017/06/28

Banalità

Il motivo per cui si dicono e scrivono banalità non è affatto banale.

Televisione e passività

La televisione contribuisce pesantemente a rendere la gente sempre più passiva intellettualmente, perché lo spettatore non sceglie cosa vedere, ma altri scelgono per lui favorendo gli interessi politici, economici e culturali di qualcun altro.

Il fatto di poter scegliere su quale canale sintonizzarsi è una scelta illusoria dato il numero esiguo e la qualità delle opzioni.

Internet, invece, se usata con intelligenza, permette una vastissima scelta autonoma delle fonti di documentazione e ispirazione da usare per informarsi, coltivarsi e soddisfare i propri bisogni.

Erich Fromm sui bisogni umani

"A sane society is that which corresponds to the needs of man — not necessarily to what he feels to be his needs, because even the most pathological aims can be felt subjectively as that which the person wants most; but to what his needs are objectively, as they can be ascertained by the study of man. It is our first task then, to ascertain what is the nature of man, and what are the needs which stem from this nature."

("Una società sana è quella che corrisponde ai bisogni dell'uomo, non necessariamente quelli che egli sente di avere, perché anche le spinte più patologiche possono essere sentite soggettivamente come le maggiori motivazioni; ma i suoi bisogni oggettivi, che possono essere verificati come tali attraverso lo studio dell'uomo. E' quindi nostro compito primario quello di indagare la natura umana e i bisogni che da essa derivano.")

https://www.brainpickings.org/2017/03/23/the-sane-society-erich-fromm/

2017/06/27

Soluzioni problematiche

Una soluzione che non tiene conto di tutti gli aspetti del problema rischia di aggravare il problema stesso o di creare nuovi problemi.

2017/06/26

L'uomo medio di Pier Paolo Pasolini

"Lei non ha capito niente perché lei è un uomo medio: un uomo medio è un mostro, un pericoloso delinquente, conformista, razzista, schiavista, qualunquista. Lei non esiste… Il capitale non considera esistente la manodopera se non quando serve la produzione… e il produttore del mio film è anche il padrone del suo giornale… Addio.” [Dal film "La ricotta"]



Vedi anche Pier Paolo Pasolini, “La ricotta” (1963) – Sinossi e commenti

Confessione pubblica

Sono talmente impegnato nel cercare di capire e soddisfare i miei bisogni, che non ho tempo né voglia di occuparmi della comprensione e soddisfazione di quelli altrui.

L'acqua al mulino

Ognuno cerca di portare l'acqua al suo mulino ostentando e amplificando i lati positivi della sua macchina e nascondendo o minimizzando quelli negativi.

2017/06/23

Il significato delle parole e delle azioni

Per capire come il mio interlocutore interpreta le mie parole e le mie azioni devo conoscere la sua visione e concezione del mondo, il suo linguaggio, la sua logica, la sua sensibilità e il suo sistema di valori. In altre parole devo conoscere la sua mappa cognitivo emotiva (MCE). Se non la conosco e assumo che sia simile alla mia, rischio che le mie parole e azioni siano interpretate in modo diverso rispetto alle mie intenzioni.

La MCE è un insieme organico di dati (ovvero parole, forme ed emozioni) tra loro collegati, che permette di dare un significato razionale, associazioni logiche ed una connotazione sentimentale ad ogni transazione nell'interazione umana.

L'idea giusta al momento giusto

Gesù di Nazareth, che diede vita al movimento culturale più importante di tutti i tempi in termini di numero di seguaci, non era uno studioso, non aveva titoli accademici, forse non era nemmeno particolarmente intelligente, ma ebbe l'idea giusta al momento giusto nel luogo giusto. Io spero che arrivi presto un nuovo "maestro" con l'idea giusta per il mondo attuale, capace di unire gli uomini di buona volontà in una cooperazione pacifica, rispettosa dei bisogni propri e altrui, e dell'ecosistema.

Comunità filosofica sistemica

Vedi anche Una comune visione del mondo.

Si potrebbe creare un'associazione in cui ognuno parla dei propri demoni e cerca di mettersi d'accordo con gli altri al fine di soddisfare i bisogni propri e altrui, cooperando in tal senso.

Affinché tale cooperazione sia efficace, è necessaria una comune visione del mondo, che dovrebbe essere prerequisito per entrare a far parte dell'associazione.

L'associazione potrebbe intitolarsi "Comunità filosofica sistemica".

2017/06/22

Una comune visione del mondo

La qualità dell'interazione tra due persone (cioè il grado di soddisfazione dei rispettivi bisogni ottenuto grazie alla interazione stessa) dipende da vari fattori, tra cui il significato che viene dato dagli "attori" alle transazioni che costituiscono l'interazione stessa.

What makes a good life? Lessons from the longest study on happiness

La cosa più importante per una vita sana e soddisfacente sono rapporti umani di buona qualità.

2017/06/21

Cosa dicono i politici

I politici, per farsi votare, dicono al popolo ciò che al popolo piace sentirsi dire, non importa quanto sia vero, verosimile o realizzabile.

Ragione o torto

Se due persone la pensano diversamente su un certo tema, può darsi che una abbia più ragione (anzi, ragioni) dell'altra, ma è anche possibile che abbiano entrambe ragione o entrambe torto, totalmente o parzialmente.

L'oppio dei popoli

L'arte, la musica, la poesia ed ogni forma di bellezza, incluse quelle di cui si servono le religioni, sono l'oppio dei popoli, e anche io ne faccio uso.

Punti di vista

Ogni persona, ogni autore, ha in parte ragione (su qualcosa) dal suo punto di vista. Ognuno può insegnarci qualcosa di vero e qualcosa di falso, qualcosa di utile e qualcosa di inutile, perché esistono molteplici cose, parti e punti di vista.

2017/06/19

Sulla volontà

Il comportamento umano dipende in minima parte dalla volontà del soggetto. D'altra parte, la volontà non è causa prima, ma è determinata da fattori esterni ad essa.

2017/06/17

Verità e felicità

La conoscenza della verità non rende necessariamente felici, perché la felicità è spesso basata sull'illusione.

Sulla felicità

La felicità non è la libertà dai bisogni, ma avere bisogni e la possibilità di soddisfarli.

2017/06/15

Come varia la forza di un demone

Quando un demone ottiene la sua soddisfazione, la sua forza si attenua a vantaggio dei suoi competitori, che per un po' di tempo possono così prevalere. Viceversa, quando un demone è a lungo insoddisfatto, la sua forza cresce a svantaggio dei suoi competitori, che possono così essere superati. Ma se il superamento non avviene, il demone insoddisfatto potrebbe essere rimosso, ovvero i suoi bisogni anestetizzati per evitare il dolore della frustrazione.

Categorie di bisogni umani

Per comodità di analisi, ho diviso i bisogni umani nelle seguenti sei categorie. Il concetto di bisogno è qui inteso in senso lato e comprende quelli di istinto, desiderio, passione, interesse, attrazione, pulsione, motivazione, speranza e simili.
  • bisogni biologici (salute, sopravvivenza, rapporti sessuali, riparo, nutrizione, protezione e allevamento della prole, stimolazione, sensazioni, riposo, sonno, esercizio fisico, igiene, guarigione dalle malattie ecc.)
  • bisogni di comunione (appartenenza e integrazione sociale, comunità, condivisione, alleanza, affiliazione, solidarietà, affinità, intimità, interazione, cooperazione, partecipazione, servire, accettazione, approvazione, accoglienza, rispetto, moralità, ritualità, dignità, responsabilità ecc.)
  • bisogni di bellezza (armonia, semplicità, uniformità, conformità, coerenza, pulizia, simmetria, regolarità, purezza, ritmo, danza, canto, suono, musica, poesia ecc.)
  • bisogni di libertà (individuazione, diversità, ribellione, opposizione, trasgressione, novità, innovazione, creatività, cambiamento, umorismo, egoismo, riservatezza, irresponsabilità ecc.)
  • bisogni di sapienza (linguaggi, conoscenze, comprensione, esplorazione, calcolo, misurazione, informazione, osservazione, monitoraggio, previsione, memoria, ricordi, registrazione, documentazione ecc.)
  • bisogni di potenza (potere, abilità, capacità, supremazia, superiorità, prevalenza, dominio, proprietà, possesso, competitività, aggressività, controllo, arroganza, gelosia, invidia ecc.)

Come studiare la natura umana

È impossibile studiare la natura umana senza distanziarsi da essa, cioè senza disumanizzarsi in una certa misura, ovvero senza diventare oltreuomini, cioè senza patria e senza appartenenze almeno per un po' di tempo. Non c'è nulla di più spaventoso che perdere la propria umanità; per questo lo studio della natura umana è un'attività così rara, sospetta e osteggiata.

Anche perché studiare la natura umana significa mettere in luce lo stato miserabile dell'umanità, la stupidità, l'ignoranza, la pigrizia, la falsità, l'egoismo, la malignità e la meschinità della maggior parte delle persone, compresi noi stessi e i nostri amici, che perderemmo se osassimo qualificarli in tal modo.

Demoni antagonisti

La psiche è un'arena in cui si affrontano demoni antagonisti e vince il più forte, non il più intelligente.

Chi è educabile?

I bambini si possono educare, gli adulti no.

In realtà si possono educare gli adulti che desiderano essere educati, che cercano maestri portatori di idee nuove rispetto a quelle già acquisite. Mi pare che adulti di questo tipo in giro ce ne siano ben pochi. Infatti quasi tutti gli adulti cercano leader e pseudomaestri che confermano le loro idee e giustificano, deresponsabilizzano o elogiano i loro comportamenti.

Vedere i demoni

Mi sento come Galileo Galilei, che vedeva la terra girare intorno al sole, e veniva punito per questo. Io vedo i demoni che popolano la mia persona e quella di ogni altro umano, ma quando lo racconto mi prendono per pazzo o arrogante.

Blog di Bruno Cancellieri