2015/12/25

Consumismo e cultura

Il consumismo influenza anche il modo in cui la cultura viene vista e usata. Infatti oggi molti “consumano” la cultura nel senso che, il giorno dopo aver letto un libro o un articolo, lo ritengono superato, non più utile, e si apprestano a consumare altre novità. In altre parole, oggi per molti vale solo ciò che è attuale. Pochi leggono le opere letterarie e apprezzano l’arte del passato, come se non avessero più nulla di importante da dirci. Questo, secondo me, è dovuto a diversi fattori, tra i quali:
  • L’industria editoriale ha bisogno di incentivare l’acquisto di novità letterarie e giornali per assicurarsi un giro d’affari che sarebbe scarso se la gente leggesse preferibilmente opere del passato, poco costose e facilmente reperibili nel mercato dell’usato.
  • Le opere nuove hanno la presunzione di valere più di quelle che lo hanno precedute. Questa presunzione si applica sia ai loro autori che ai loro lettori che, leggendo le novità, si illudono di diventare più colti, più informati, più saggi dei loro predecessori.
  • La mancanza di consenso riguardo al valore e all’importanza delle opere del passato, da parte delle autorità accademiche. In altre parole, manca una biblioteca essenziale universalmente riconosciuta, che stabilisca la relativa importanza di ciascuna opera del passato.
  • L’illusione che ciò che è nuovo sia più gradevole e divertente dell’antico
Risultato di questa tendenza è la pubblicazione di tante opere inutili, spesso minestre riscaldate di idee del passato, di valore più modesto di quelle da cui prendono ispirazione.

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Blog di Bruno Cancellieri