2014/01/30

Freni inibitori e abitudini, comportamento ripetitivo e creativo

Il comportamento umano è determinato da vari fattori. Tra i più i più importanti ci sono le abitudini e i freni inibitori.
Questo avviene anche mentre scrivo questi pensieri, i quali sono infatti influenzati dalle mie abitudini e dai miei freni inibitori.
Affinché il comportamento di un soggetto sia creativo e non ripetitivo, esso deve pertanto resistere all'azione condizionante delle proprie abitudini e dei propri freni inibitori, vale a dire che esso deve fare qualcosa di diverso dal proprio solito o da esso considerato immorale. In altre parole, qualcosa di insolito o diversamente morale.
Per far questo occorre mette in discussione la validità delle proprie abitudini e dei propri principi morali.
In questo modo sarà possibile trasformare il comportamento ripetitivo in comportamento creativo.
Per concludere, cerchiamo di essere creativi comportandoci in modo insolito e moderatamente spregiudicato!

Diritto/dovere, forme e conseguenze del giudicare

Oggi mi è venuta l'idea di un nuovo tema da affrontare, a cui ho dato il titolo provvisorio "Diritto/dovere, forme e conseguenze del giudicare". E' un tema tabù, politicamente scorretto, provocante e  inquietante. Ha enormi implicazioni psicologiche oltre che filosofiche, sociologiche e politiche. Ha un posto centrale nella vita psichica anche quando si cerca di ignorarlo. Sottintende domande come le seguenti:
  • Chi ha il diritto di giudicare, in quali contesti, con quali fini, modalità e limiti?
  • Chi ha il dovere di giudicare, in quali contesti, con quali fini, modalità e limiti?
  • In quali forme l'uomo giudica i propri simili?
  • Quali sono i meccanismi psichici consci e inconsci, volontari e involontari, che intervengono nel giudicare gli altri e se stessi? Quali sono i possibili esiti, implicazioni e conseguenze dei giudizi?
  • Come reagiscono coloro che sono, o si sentono, direttamente o indirettamente giudicati?

2014/01/29

La condizione introversa

Ottima descrizione della condizione introversa tratta dal sito della LIDI (www.legaintroversi.it).

Caratteristiche specifiche del genotipo introverso

  • Un corredo di emozioni superiore alla media, associato ad un’intelligenza solitamente vivace e talora essa stessa superiore alla media.
  • Una sensibilità sociale che comporta l’intuizione immediata degli stati d’animo e delle aspettative altrui.
  • Un senso di pari dignità e di giustizia precoce, persistente e d’intensità spesso drammatica.
  • Un orientamento di tipo idealistico, che comporta il riferimento ad un mondo caratterizzato da rapporti interpersonali corretti e delicati.
  • Una vocazione sociale altamente selettiva, che, per realizzarsi, richiede un certo grado di affinità e di sintonia con l’altro.
  • Un’affettività molto intensa che tende a stabilire con il mondo (persone, natura, cultura, oggetti, animali) rapporti significativi e profondi.
  • Un orientamento incline alla riflessione, all’introspezione e alla fantasia più che all’azione.
  • Una predilezione per interessi intellettuali e creativi.
  • Un corredo di bisogni (d’appartenenza e d’individuazione) piuttosto ricco.

Elementi che sottendono il malessere degli introversi

  • Un vissuto persistente di inadeguatezza e di inferiorità, che talora arriva alla vergogna di essere come si è.
  • Un’avversione più o meno marcata (fino al limite della fobia) nei confronti della sensibilità emozionale.
  • Un sentimento di solitudine scarsamente rimediabile, che può esprimersi in una tendenza progressiva all’isolamento o a tentativi di socializzazione e di normalizzazione forzata, solitamente con scarso esito.
  • Una tendenza a confrontarsi ossessivamente con gli altri, che comporta spesso il paradosso di un’invidia intensa e, nel contempo, un atteggiamento interiore ipercritico nei loro confronti, di cui viene rilevata impietosamente la superficialità, la rozzezza, la scarsa sensibilità.
  • Una tendenza a ruminare sulle proprie problematiche, senza venirne a capo.
  • Un senso complessivo di un’esistenza faticosa, penosa, a volte dolorosa.
Lefgi il testo completo in Vademecum sull'introversione, di Luigi Anepeta

I miei libri di psicologia

Elenco dei miei libri di psicologia

Il conflitto tra bisogni di appartenenza e di libertà

Mentre mi accingo a scrivere questa riflessione, sento che dentro di me si combattono due forze opposte. L’una mi spinge ad integrarmi nella società così com’è e quindi a comportarmi in modo da essere accettato dagli altri, l’altra, che considera la società opprimente e malata, mi spinge a sottrarmi alle restrizioni imposte dalla società stessa, e a fare qualcosa per migliorarla correggendone errori e difetti, e quindi a comportarmi in modo diverso dalla norma o in contrasto con essa.

2014/01/28

Conoscenze utili, inutili e dannose

Il patrimonio letterario mondiale, costituito da tutti i testi scritti dall'inizio della civiltà umana, è pieno di "conoscenze". Molte di queste sono tra di loro incoerenti o conflittuali. Molte sono ridondanti e dicono le stesse cose con parole diverse, più o meno numerose.

Bastano queste considerazioni per rendersi conto che di tutte queste conoscenze alcune sono utili, altre inutili, altre dannose. Alcune sono originali, altre sono imitazioni più o meno buone dell'originale.

Per chiunque voglia accrescere o migliorare le proprie conoscenze è dunque essenziale acquisire la capacità di valutare e quindi scegliere, nella letteratura mondiale, le informazioni utili, scartando (ed eventualmente criticando) quelle inutili e quelle dannose.

Un criterio di valutazione molto semplice è quello di rispondere alla domanda: ammesso che questa conoscenza sia vera, che uso se ne può fare? Con quali risultati? A chi possono giovare quei risultati? Quanto è applicabile?

Particolarmente insidiose sono le conoscenze i cui autori sono persone di grande prestigio, come professori universitari, per cui leggendo i loro testi e non riuscendo a comprenderne il senso o l'utilità, si tende a pensare di non esserne all'altezza, mentre si tratta spesso di "aria fritta", cioè di informazioni che, anche se "vere" da un punto di vista puramente logico, sono inapplicabili o sono elaborazioni senza alcun effettivo valore aggiunto, di idee di altri autori, oppure ovvietà.

Sinottico di psicologia


2014/01/27

Blog Therapy

Un blog può essere un eccellente strumento di auto-terapia se usato per esprimere la propria personalità in un immaginario confronto con gli altri, che sono rappresentati dai lettori (reali o potenziali) del blog stesso.

Il blog facilita l'integrazione della mente in quanto permette di vedere insieme, e quindi armonizzare, conciliare, accettare i diversi aspetti della propria personalità, anche quelli conflittuali. (vedi Percezione Sinottica)

Il blog stimola la creatività in quanto la lettura di ciò che si è scritto stimola nuove associazioni di idee e nuovi pensieri, che, una volta registrati, ne stimolano a loro volta di nuovi. E' quindi un particolare tipo di "brain storming".

Paulo Coelho e lo spiritualismo da supermercato

Paulo Coelho proprio non lo digerisco. Lo considero un dispensatore di spiritualismo da quattro soldi, di massa, soporifero, molto commerciale, un pifferaio magico che attrae la gente in un mondo fantastico che ha poco a che fare con la realtà. Credo che il suo suo successo spropositato sia dovuto soprattutto al fatto che riesce a far sentire intelligenti anche i più stupidi.

Percezione sinottica

L’aggettivo “sinottico” etimologicamente si riferisce al “vedere insieme”.

Vedere un oggetto da solo o insieme ad un altro oggetto comporta nella mente una differenza significativa: vedendo insieme due oggetti si produce una comunicazione tra gli agenti mentali ad essi corrispondenti.

Questa comunicazione potrebbe avere diversi effetti, tra cui:
  • Stimolare un’idea creativa in cui i due oggetti in combinazione o relazione tra loro, producono qualcosa di desiderabile 
  • Scatenare reazioni emotive di disagio nel caso in cui i due oggetti rappresentano o evocano situazioni di conflitto ancora vive nell’inconscio o frustrazioni o problemi importanti irrisolti
L’utilità della percezione sinottica come stimolatore della creatività è evidente. Ma anche quando la percezione sinottica suscita emozioni sgradevoli o dolorose essa può rivelarsi utile. Infatti grazie ad essa possiamo ottenere un effetto terapeutico che consente di:
  • Conciliare esigenze e motivazioni (ovvero agenti mentali) conflittuali 
  • Trovare il coraggio di confrontarsi con le proprie entità critiche, cioè quegli aspetti di se stessi o della società, che fanno paura o addolorano
  • Neutralizzare le reazioni emotive indesiderate e dannose, rispetto alle proprie entità critiche, attraverso un processo noto come “desensibilizzazione sistematica”

2014/01/26

Una meravigliosa estasi


L'estasi della Beata Ludovica Albertoni è un'opera di Gian Lorenzo Bernini del 1674, custodita nella Chiesa di San Francesco a Ripa a Roma.

Sarà perché sono ateo, ma a me questa scultura fa pensare ad un orgasmo.

Religione e morale


2014/01/25

Esercizi psicologici

Guardare una foto o un video o leggere una notizia su un giornale o passeggiare per la città guardando cosa fa la gente, poi elencare i fenomeni umani rilevati suddivisi nelle seguenti categorie:

  • Bisogni primari
  • Bisogni secondari
  • Strategie di soddisfazione
  • Obiettivi
  • Paure
  • Interazioni e transazioni
  • Relazioni
  • Sentimenti
  • Soddisfazioni
  • Frustrazioni
  • Insuccessi
  • Sfide
  • Rituali di appartenenza
  • Violenze
  • Aiuti
  • Proposte di interazioni e di relazioni
  • ecc.
Per facillitare questi esercizi ho in programma di preparare un questionario dettagliato con casi predefiniti corrispondenti a ciascuna categoria: basterà indicare se ciascun caso si applica o no, ed eventualmente aggiungere un commento. Sarà comunque possibile aggiungere casi non predefiniti.

2014/01/24

L'origine du monde


Dipinto di Gustave Courbet custodito al Museo d'Orsay di Parigi

Psicologia integrata

Secondo me l'uomo, in quanto animale, ha una serie di bisogni primari geneticamente determinati, tra cui quelli di nutrizione, sicurezza, sesso, libertà, interazione e integrazione sociale, fuga dal dolore ecc. Su questa base animale si innestano caratteristiche che non si trovano in nessun'altra specie animale, tra cui la capacità di creare/scambiare simboli, e quella di sviluppare (per lo più inconsciamente) bisogni secondari interattivamente e culturalmente determinati e basati su simboli e valori socialmente convenuti o imposti, come mezzi per soddisfare i bisogni primari (o altri bisogni secondari) e/o evitare che la loro soddisfazione cessi.

Sulla base di tale visione, io auspico la fondazione di una nuova psicologia (che chiamerei "Psicologia integrata") basata sullo studio integrato degli aspetti biologici, genetici, neurologici, comportamentali, cognitivi e psicodinamici ecc., in cui vengano innanzitutto repertoriati vari i tipi di bisogni primari e secondari e i vari tipi di strategie consce e inconsce che ogni individuo può sviluppare per soddisfarli (o evitare di perdere la loro soddisfazione) tipici della nostra cultura, a partire dal particolare corredo genetico individuale sul quale si innestano i risultati delle esperienze vissute (soprattutto i feed-back ricevuti nelle interazioni con gli altri).

Dal canto suo, coerentemente con tale visione, la psicoterapia dovrebbe occuparsi della rilevazione, analisi e correzione (o eliminazione) delle strategie "controproducenti", quelle, cioè, che anziché aiutarci a soddisfare i nostri bisogni primari e secondari, ne ostacolano la soddisfazione, sia a livello individuale che sociale.

2014/01/23

Cos'è l'introversione

Premessa

Introverso ed estroverso sono termini coniati da C.G. Jung nel suo libro "Tipi psicologici" pubblicato nel 1921. Gli stessi termini sono stati usati nelle opere di altri studiosi con varie definizioni più o meno simili a quella di Jung. Non esiste una definizione accademica dell'introversione/estroversione universalmente riconosciuta.

2014/01/21

La gerarchia dei bisogni



In questo schema Maslow ha riassunto i bisogni fondamentali comuni a tutti gli esseri umani. Si tratta di bisogni geneticamente determinati, vitali, radicati nell’inconscio. E’ importante soddisfarli per essere felici il più possibile ed evitare disagi psichici e disturbi psicosomatici. Ma prima di poter soddisfare i bisogni di un certo livello, occorre che i bisogni del livelli inferiori siano soddisfatti.

2014/01/20

La gelosia spiegata con l'interazionismo

Proverò a spiegare il fenomeno della gelosia in chiave interazionista, come esempio di applicazione dell'Antropologia Interazionale.

Secondo l'Enciclopedia della psicologia di U. Galimberti, la gelosia è "lo stato emotivo determinato dal timore, fondato o infondato, di perdere la persona amata nel momento in cui questa rivela affezione verso un'altra persona".

Usando un approccio interazionista, per spiegare la gelosia dobbiamo mettere al primo posto il bisogno primario di interazione sociale (comune ad ogni essere umano) e le varie strategie inconsce che esso può adottare per soddisfare tale bisogno e, una volta soddisfatto, evitare che le interazioni abituali vengano in futuro a mancare.

Nietzsche, blogger ante litteram

Io credo che la forma letteraria aforistica usata da Nietzsche in gran parte delle sue opere abbia caratteristiche molto simili al blog. Se Nietzsche fosse vissuto oggi, probabilmente terrebbe un blog, e che blog!

La pensa così anche l'autore dell'articolo Nietzsche and the blog.

Introversione e non conformismo

Credo che gli introversi siano mediamente meno conformisti degli estroversi.

La distribuzione delle ricchezze

Secondo questo articolo del Guardian, gli 85 più ricchi hanno la stessa ricchezza dei 3.5 miliardi più poveri (metà della popolazione mondiale).

Basterebbe questo a dimostrare quanto sia mentalmente malato l'uomo medio. Ma se si cerca di capire chi siano i responsabili dello stato miserabile della società si entra nel terreno minato del politicamente scorretto.

Infatti quasi nessuno si sente corresponsabile, cosa logicamente falsa dato che la società la fanno gli esseri umani che ne fanno parte, non gli extraterrestri, e questo secondo me è il vero problema che impedisce il miglioramento della stessa.

E' ovvio che se le cose stanno come stanno la colpa non è di quegli 85 ricconi, né dei politici al potere, ma del "popolo".

Antropologia interazionale

Auspico che venga fondata una nuova disciplina umanistica, il cui nome potrebbe essere "Antropologia interazionale" basata sul concetto di interazione da applicarsi come strumento di analisi e sintesi ad ogni campo e livello del sapere.

Obiettivo di questa disciplina (che prenderebbe in considerazione con un approccio eclettico e integrato tutte le discipline e scienze umane preesistenti, tra cui psicologia, psicologia sociale, sociologia, antropologia, filosofia, biologia, medicina ecc.) sarebbe quello di rivedere e riscoprire ogni aspetto della vita e dell'essenza dell'uomo e della società attraverso il filtro del concetto di interazione, al fine esplicito di migliorare l'umanità a livello individuale (mediante nuove forme di pedagogia e psicoterapia) , sociale (mediante modalità più creative e responsabilizzanti di interagire privatamente e di partecipare alla vita pubblica e politica) ed ecologico (risultante dai miglioramenti ottenuti nei livelli precedenti in quanto si presuppone che individui e società più evoluti in senso umanistico abbiano più a cuore i problemi ecologici di quanto non avvenga oggi).

Perché il lavoro e l'impiego sono in via di sparizione

Articolo terrificante (in francese)
Pourquoi le travail et l’emploi vont disparaître

Interazioni creative

Recentemente sto riflettendo sul concetto di "interazioni umane e pseudoumane" (cioè interazioni -- ovvero scambi, comunicazioni, transazioni, cooperazioni, stimolazioni, manipolazioni fisiche o morali --- tra due esseri umani o tra un essere umano e un simulacro di essere umano o oggetto o macchina o software rappresentativo o suggestivo di umanità) come bisogno psicologico elementare primario, di basso livello nel senso lo porrei allo stesso livello del nutrirsi nella gerarchia dei bisogni di Maslow e che esige di essere soddisfatto periodicamente, in forma fisica o metaforica, a qualsiasi costo, anche a quello di rinunciare alla propria libertà, razionalità e dignità.

Da qui mi è venuta l'idea di definire il concetto di "interazioni creative" intendendo delle modalità di interazione tra esseri umani basate non su convenzioni tradizionali (o comunque mediate da usi e costumi) ma su regole flessibili, dinamiche e variabili da inventare (creativamente) e negoziare di volta in volta tra due esseri umani interessati a interagire tra loro. Intendo regole di tipo linguistico, cognitivo, economico, didattico, contrattuale, etico/morale, sessuale etc.

2014/01/16

Citazioni di autori vari

"Non essere parte di qualcosa, significa essere niente." (John Donne)

"Il nostro compito quali esseri umani consiste nel compiere, all'interno della nostra propria, unica, personale esistenza, un passo in avanti sulla strada che dalla bestia porta all'uomo." (Herman Hesse)

"L'uomo preferisce discolparsi con la colpa altrui piuttosto che con la propria innocenza." (Nicolas Gomez Davila)

"Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo." (Goethe)

"La politica è l'arte di impedire alla gente di impicciarsi di quello che la riguarda." (Paul Valéry)

"Non mi sposo perché non mi piace avere della gente estranea in casa." (Alberto sordi)

"Lasceremo questo mondo stupido e cattivo così come lo abbiamo trovato arrivandoci." (Voltaire)

"Tutto il nostro male viene dal non poter stare soli." (La Bruyère)

"Occorre un saggio per riconoscere un saggio." (Focilide)

"Quando tutti pensano nella stessa maniera, allora nessuno pensa veramente." (Walter Lippmann)

"La Morale è roba troppo seria per lasciarla nelle mani dei preti." (Pino Caruso)

"L'anello mancante tra la scimmia e l'uomo? Siamo noi." (Konrad Lorenz)

Parlare inutilmente difficile

Ho una reazione allergica quando sento dire "tipologia" invece di "tipo", "estrapolare" invece di "estrarre", "problematica" invece di "problema" ecc.. Non si tratta di sinonimi, infatti i significati sono diversi. E poi, anche se il significato fosse lo stesso, perché usare una parola difficile e al posto di più una facile e più chiara? Per sembrare più colti?

La comicità involontaria di Cacciari

Si allarga lo spread tra Cacciari e l’italiano.

In questo articolo una esilarante analisi del linguaggio accademico di certi professori.

Ecco alcuni illuminanti passi del saggio di Cacciari “Drammatica della prossimità”

«Anche questo mandatum è pleroma, non katalysis della Legge, salvezza del nomos stesso nel suo radicale rinnovarsi».

«Il Signore si ab-solve e si ad-prossima, senza mai che la relazione possa risolversi in astratta identità, in Unum est. L’Uno è Unus ed ek-siste, patibilis et patiens…Ma se il Sé non diventa capace di odiare la propria philautia (ed in ciò consiste il significato autentico di metanoia, di conversio), di fare esegesi di sé al prossimo…? ».

«Il Figlio che è uomo, noi, i figli, nel cuore del Theós Agape. La sua sovrabbondanza, il suo essere Agathós, potremmo dire, custodisce in sé ab aeterno tutti i loro pathemata. Dio è proximus perché plesios in sé – e per questo può essere vinto d’amore per il plesios che incontra e invocarne la philia».

Aiuto psichiatrico


Opere d’arte animate


B E A U T Y - dir. Rino Stefano Tagliafierro from Rino Stefano Tagliafierro on Vimeo.

Le mie foto del Sud Africa (12/2013)


Vedi la raccolta completa in Dropbox.

2014/01/15

Il blog come strumento di sviluppo personale e sociale

Credo che ognuno dovrebbe tenere un blog (eventualmente sotto pseudonimo) per far conoscere le proprie idee e aspirazioni a tutti gli altri esseri umani in modo da facilitare gli incontri, le interazioni e la mobilitazione per il progresso civile.

Foto di Sebastião Salgado



Vedi la galleria di foto di Sebastião Salgado in mymindlab.

2014/01/14

Luigi Anèpeta: Vademecum sull'introversione

"Ogni individuo è unico e irripetibile. L’analisi dei vissuti e dei comportamenti di diversi individui permette, però, di identificare alcune caratteristiche stabili e durature – i tratti – comuni a più di essi. Su questa base è possibile definire una tipologia, vale a dire un modello di personalità che può essere descritto astrattamente. (...)"

Leggi l'articolo completo.

Stephen Hawking: Il cervello e l'aldilà

"Considero il cervello come un computer che smetterà di funzionare quando i suoi componenti si guastano. Non c'è paradiso né aldilà per i computer rotti. E' una fiaba per persone che hanno paura del buio." (Stephen Hawking)

La psicanalisi alla prova dell'autismo

In questo articolo e video (in francese) vediamo come alcuni psicanalisti francesi affrontano l'autismo. Si tratta di un documentario sull'attività degli psicanalisti, la cui circolazione è stata proibita dalla giustizia francese a seguito di una denuncia da parte di tre degli psicanalisti che appaiono nel documentario stesso, per "attentato all'immagine e alla reputazione".

Umberto Galimberti: introduzione al saggio "L'epoca delle passioni tristi" di Benasayag e Schmit

Un filosofo e psicoanalista argentino Miguel Benasayag, che vive da molti anni a Parigi, le cui opere sono in parte tradotte anche in italiano, e un professore di psichiatria infantile e dell'adolescenza Gérard Schmit che insegna all' università di Reims, hanno posto sotto osservazione i servizi di consulenza psicologica e psichiatrica diffusi in Francia e si sono accorti che a frequentarli, per la gran parte, sono persone le cui sofferenze non hanno una vera e propria origine psicologica, ma riflettono la tristezza diffusa che caratterizza la nostra società contemporanea, percorsa da un sentimento permanente di insicurezza e di precarietà. Quali "tecnici della sofferenza" si sono sentiti impreparati ad affrontare problemi che non fossero di natura psicopatologica. E invece di adagiarsi tranquillamente sui farmaci a loro disposizione per curare il disordine molecolare e così stabilizzare la crisi, si sono messi a studiare e a pensare il senso che si nasconde nel cuore del sintomo, quando la crisi non è tanto del singolo, quanto il riflesso nel singolo della crisi della società. Ne è nato un libro bellissimo, la cui lettura consiglierei a tutti i giovani e a tutti quelli che ne hanno cura. Il titolo è L'epoca delle passioni tristi.

Bisogno e paura di interagire con gli altri

Un bisogno elementare, la cui soddisfazione è indispensabile per quella di tutti gli altri, è quello di interagire con altri esseri umani.
Interagire significa scambiare bidirezionalmente segnali, messaggi, informazioni, oggetti, azioni, promesse ecc.
Senza continue interazioni con altri, l’uomo soffre e si ammala (sia psichicamente che fisicamente) e perisce.
Ma le interazioni possono essere pericolose o fastidiose oltre che utili o piacevoli.
L’arte di vivere consiste allora nello scegliere e mettere in atto le interazioni più adeguate con le persone più adeguate nei momenti e nei modi più adeguati.

Sullo scrivere

Scrivere i propri pensieri è prepararsi a dirli a qualcuno che incontreremo.

2014/01/13

L'altruismo è scritto nel cervello?

In questo articolo si tratta della scoperta di differenze in dimensione e attività di un'area cerebrale connessa con l'altruismo.

2014/01/12

Aforismi miei

Agita la mente prima dell'uso.

L'importante è sapere cosa è importante.

Saper scegliere è più importante che saper fare.

Ognuno è il centro dell'universo.

Il più grande nemico dell'umanità è l'umanità stessa.

C'è qualcosa di più pericoloso delle armi di distruzione di massa: le armi di distrazione di massa.

Interagire o non interagire, questo è il problema.

Per imparare una cosa bisogna farne uso.

La metafisica è un luogo molto frequentato dai ciarlatani perché vi si può affermare qualunque cosa senza il rischio di essere contraddetti.

Gli esseri umani sono dominati da forze irrazionali e conservatrici, come l'amore, l’istinto del potere e la paura dell'isolamento e del cambiamento.

Vedi la raccolta completa in dixxit.info/cancellieri

Blog di Bruno Cancellieri