2014/03/06

Perfezionista pentito

Da giovane ero un perfezionista, specialmente nel lavoro. Poi ho cominciato a capire che il meglio è nemico del bene e la svolta è arrivata con la lettura di Peter Drucker, con la sua massima "Doing the right thing is more important than doing the thing right". La cosa ha avuto e continua ad avere una portata esistenziale, e così ho cominciato ad apprezzare la libertà dell'imperfezione e dalla perfezione in tutte le cose. La perfezione è una forma di tirannia.

D'altra parte la perfezione è utile, anzi indispensabile, ma solo come riferimento teorico. Cercare di raggiungerla al 100% è una pazzia e un inutile dispendio di risorse. In moltissimi casi vale la regola del 20-80: con il 20% di sforzo si ottiene l'80% del risultato, con il restante 80% di sforzo si ottiene (forse) il restante 20% del risultato.

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Blog di Bruno Cancellieri